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Cristo è maggiore di Gesù, di Vito Mancuso

Critica evoluzionista all’ultimo libro di Augias&Cacitti, con postilla sulla verità che è maggiore della storia

Non sarebbe difficile opporre un sostenuto fuoco di sbarramento all’ultimo libro di Corrado Augias, scritto insieme allo storico Remo Cacitti. Partiamo dall’incipit di Augias: “Gesù non ha mai detto di voler fondare una religione”. Come spiegare allora il suo ripetuto contrapporre in Matteo 5 “avete inteso che fu detto… ma io vi dico”, laddove il fu detto si riferisce alla religione ebraica e l’io vi dico al suo nuovo insegnamento? Ancora Augias: “Gesù non ha mai detto di voler fondare una Chiesa”. Come spiegare allora il “tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa” (Matteo 16,18)? Ancora: “Mai ha detto di dover morire per sanare con il suo sangue il peccato di Adamo ed Eva”. Come spiegare allora quando dice di “essere venuto per dare la propria vita in riscatto per molti” (Marco 10,45) e quando nell’ultima cena pronuncia sul calice le note parole “questo è il mio sangue dell’alleanza, versato per molti, in remissione dei peccati” (Matteo 26,28)? Ancora: “Mai ha detto di essere unica e indistinta sostanza con suo padre, Dio in persona”. Continua a leggere→

PRIMA GIORNATA NAZIONALE PER LA SLA

di Eleonora Bernardi

18 settembre 2008
PRIMA GIORNATA NAZIONALE PER LA SLA

SLA è la sigla della Sclerosi Laterale Amiotrofica, una grave malattia neurodegenerativa che comporta la completa paralisi dei muscoli volontari. Al momento la patologia è INGUARIBILE.
Sono circa 5000 in Italia le persone colpite dalla SLA che perdono progressivamente e inesorabilmente la capacità di muoversi, comunicare, nutrirsi e respirare autonomamente.
I malati conservano la loro lucidità fino alla fine, questo fa sì che debbano combattere ogni giorno la loro personale battaglia contro la depressione, lo sconforto, il desiderio di una “resa” che li liberi da un corpo divenuto una prigione e liberi le loro famiglie da un carico insostenibile.
Tutti dobbiamo sentirci chiamati a fare qualcosa perchè lo Spirito Vitale, la Dignità dei malati di sla non si spenga anzitempo.
Tutti possiamo far sentire la nostra voce perchè le Istituzioni destinino fondi adeguati alla Ricerca, l’unica in grado di trovare una terapia che possa sconfiggere la sla, il “mostro” che annienta in modo disumano chiunque gli capiti a tiro…senza distinzioni di alcun genere.
Facciamoci sentire con ogni mezzo.
Sosteniamo l’Aisla e e le altre associazioni che si occupano di SLA.
E’ in gioco anche la nostra dignità: chi può ancora sentirsi “uomo” se chiude gli occhi davanti alla sofferenza di un fratello?
Si ricorda che nella giornata di domenica 21 settembre l’Aisla sarà presente in 40 piazze italiane per sensibilizzare e raccogliere fondi per la ricerca.
Per approfondimenti si suggerisce di connettersi con il sito www.aisla.it

L’adultera – Recensione di Marino Magliani

L’ADULTERA. ( Longanesi, collana Biblioteca dei narratori. ) di GIUSEPPE CONTE

Perché l’episodio dell’adultera, inizialmente, non era stato incluso nel Vangelo di Giovanni?
Forse a questo si puó rispondere che ai suoi inizi il potere eclesiastico non avrebbe potuto tollerare
l’adulterio.
Ma anche altrove, in questo racconto evangelico, si possono trovare significati importanti.
Ad esempio Scribi e Farisei non chiedono al Maestro di dire la sua per essere a loro volta consigliati
sul come comportarsi con la peccatrice, ma per indurlo a sbagliare. Già che se deciderà per il perdono trasgredirà egli stesso la legge di Mosé. Mentre se sarà d’accordo nel condannare l’adultera, verrà meno la sua dottrina votata alla misericordia. Il Maestro si mette si mette a fare dei segni sulla terra. Continua a leggere→

Like a prayer

Sarah carissima,

scendendo dall’aereo ho avuto una strana sensazione. Non sono una superficiale: quello che faccio è pubblicità, e lo so bene; corrisponde all’immagine fabbricata da un’équipe di sociologi e psicologi di massa; ma, scendendo dall’aereo, ho avuto una sensazione diversa dalle solite. Ho pensato che la gente potrebbe fare a meno di me, poche ore dopo il mio ritiro: ascolterebbe ancora la mia musica, ammirerebbe i video, acquisterebbe i gadgets. Ma farebbe a meno di me, e questo mi tormenta. Voglio metterti in guardia. Stai scendendo in campo per difendere un’idea, che spero sia radicata in te, profondamente. Ogni tua parola, ogni tuo gesto, sono pilotati da un’équipe di specialisti. Ma potrebbe esserci qualcosa al di là della rete di mosse già decise. E’ quello che conta. Se quello non ci fosse, Sarah carissima – ti consiglio, ti supplico – lascia perdere l’impresa. Con i concerti ho chiuso. La sensazione che ti dicevo non mi lascerà più scampo: ho tentato di aggirarla in ogni modo, ma è sempre lì, che aspetta, ovunque sia, e in qualunque condizione io mi trovi. Non potrò più indossare il body nero, nè riuscirò a sedermi sul trono tutto d’oro; non accetterò più che la mia immagine, già duplicata nella vita, sia decuplicata sullo schermo; nemmeno potrò credere alle urla dei miei fans, nè sopporterò più a lungo la montagna di dollari investita in effetti ultraspeciali. Sarah, sto male a pensare che sono stata questo, fino a oggi. Pensa a te: all’immagine che ti hanno progettato, e che potrebbe saltare con una semplice gaffe, come quella del tuo diretto concorrente. Pensaci, Sarah. Io ci ho pensato. D’ora in poi sarò me stessa. O almeno cercherò. Provaci anche tu. E’ un consiglio disperato. Come una preghiera.

Ti voglio bene.

Veronica

Raul Montanari – La prima notte

di Guido Michelone

Durante una lunga interminabile nottata, una giovane bellissima donna, Irene, racconta al suo nuovo amante (la cui identità resta sconosciuta fin quasi all’epilogo) la propria sfortunata esistenza, concentrandosi, dopo l’orrendo delitto in cui le viene casualmente sterminata la famiglia, sugli ultimi anni e sui due grandi amori della sua vita, a cui si aggiunge nel finale un misterioso ricattatore. Remo, Gavril e Flavio sono gli uomini attorno a cui ruotano le oscure vicende di Irene e del romanzo costruito unicamente come un dialogo, un botta e risposta tra le domande di lui e le risposte dettagliatissime di Irene. I dialoghi sono incessanti, appena rallentati dai complimenti reciproci poi tradotti in appassionati giochi erotici. Continua a leggere→

La metropoli (per principianti) di Gianni Biondillo

di Guido Michelone

Architettura, rito di passaggio

La prima cosa che mi viene in mente leggendo per la prima volta un intero libro di Biondillo (ma non il primo testo in assoluto: già conoscevo il racconto per l’antologia mia e di Edoardo Acotto dal titolo Narradiohead) è che si tratta di una scrittore che sa scrivere o, in altre parole, che scrive bene, ma dove l’espressione ‘bene’ non è la bella (o brutta) calligrafia dei maestrini elementari che ancora si ripercuote nelle parole e nei fatti di tanti letterati mainstream. E l’elemento (creativo) che più mi sorprendente è che questa bellezza o bravura di scrittura io l’abbia potuta cogliere in un libro ibrido, che non è narrativa, ma neanche saggistica né giornalismo e, ancora, neppure tutte e tre le cose insieme, come mi vien voglia di pensare. Continua a leggere→

Bigelow in guerra contro la guerra

di ROBERTO SILVESTRI

Si può fare un film contro l’aggressione in Iraq stando dalla parte dei soldati Usa? Sì. Lo abbiamo visto alla Mostra di Venezia ed è nelle sale da oggi. Hurt Locker diretto con sapienza visuale insostenibile da Kathryn Bigelow, una militante atletica e adrenalinica della nuova sinistra Usa racconta infatti l’incubo delle unità speciali addette allo sminamento di strade, bombe a orologeria e kamikaze, cioè il lavoro pericoloso dei «pacifisti» armati, e ci incanta davanti a un altro tipo di psicotico delirio suicida. Un film di guerra contro la guerra dedicato non solo ai dissidenti ma anche a chi non sa, non può sapere dai media cosa succede a Baghdad. Continua a leggere→

L’unica cosa di cui dobbiamo avere paura è la paura

di Stefania Podda

«L’unica cosa di cui dobbiamo avere paura è la paura». La frase è di Franklin D.Roosevelt, la pronunciò nel 1932, era il suo primo discorso da presidente. Arrivava alla Casa Bianca dopo la crisi del ’29, dopo la Grande Depressione, parlava ad un paese mai così povero e disperato, scosso nelle sue certezze più radicate.
Oltre settant’anni dopo, quella frase – e quel clima pur nelle mutate coordinate storiche ed economiche – fa da filo conduttore all’ultimo libro di Loretta Napoleoni e Ronald J.Bee, I numeri del terrore. Perché non dobbiamo avere paura. Napoleoni è un’esperta di terrorismo internazionale, sull’argomento ha già pubblicato Terrorismo spa , Al Zarqawi. Storia e mito di un proletario giordano ed Economia canaglia. Un retroterra di studi che le serve ora per sostenere come la psicosi da attentato che è diventata una costante del mondo post 11 settembre, sia in realtà sproporzionata rispetto alle concrete possibilità che ciò accada.

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Sulla mente e le cellule staminali, di Vito Mancuso

 

La partecipazione al Festival della Mente di Sarzana, in un pubblico dibattito con Remo Bodei e Armando Massarenti sulla ricerca scientifica e il ruolo del pensiero (con particolare riferimento alle cellule staminali alla luce del nuovo libro di Massarenti, Staminalia. Le cellule “etiche” e i nemici della ricerca, Guanda 2008), mi ha condotto ad alcune riflessioni che hanno dato origine a questo articolo le cui tesi sono tre: 1) la più alta produzione della mente è la sapienza; 2) la sapienza si esprime al meglio come rispetto per la vita; 3) gli embrioni, in quanto forma di vita umana, vanno tutelati e protetti, e la loro soppressione al fine di prelevarne le cellule staminali non può che risultare eticamente condannabile. Continua a leggere→

La Torah è più cuore che numeri. Intervista a Giorgio Israel.

di Cristina Uguccioni

Sono due, tratti dal Libro del profeta Isaia, i passi della Bibbia più cari al professor Giorgio Israel, professore ordinario presso il Dipartimento di Matematica dell’Università La Sapienza di Roma, e nostro ‘fratello maggiore’, come lo chiamerebbe Giovanni Paolo II. Il primo passo recita: “È troppo poco che tu sia mio servo per ristabilire le tribù di Giacobbe e ricondurre i superstiti di Israele. Voglio fare di te la luce delle genti onde tu porti la mia salvezza fino all’estremità della terra (Is 49,6)”. Continua a leggere→

L’abito (Scuola di poesia 3:6, di Massimo Sannelli)

 

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«…una donna mi chiamò da parte. Mi portò in una stanzetta della sua favela. Terra battuta. Non c’erano mobili. La povertà era completa, canina perché gridava e ululava. Eravamo da soli. Come in un sussurro, mi disse: “Ho conosciuto solo uomini brutti, ammalati e magri”. Sollevò il vestito. Mi mostrò le parti intime. Disse, speranzosa e con gli occhi pieni di splendore: “Sono ancora giovane. Ho 35 anni. Per un momento, posso farla felice. Lei è un uomo ben alimentato, bello, forte e attraente. Io ho conosciuto solo uomini brutti, ammalati e magri. Mi dia questa felicità. Faccia l’amore con me! Solo una volta”. Rimasi in silenzio. […] Poi, cercando scuse: “Sono un religioso. Sono già impegnato. Per questo non posso…. non devo… non voglio…”. Continua a leggere→

L’ingorgo all’italiana, di Enzo Mazzi

L’ingorgo, nel senso generalizzato di addensamento inestricabile di problemi irrisolvibili per un progresso e una crescita che si pensavano e si volevano senza limiti, è il cancro che divora nell’intimo la società di massa. L’aggredisce sia nella quotidianità che nel tempo dell’evasione. Sogniamo tutto l’anno di evadere dalla pressione fisica e psicologica dell’ingorgo quotidiano e quando suona la campanella ci offriamo corpo e anima all’aggressione dell’ingorgo festivo che si accanisce su di noi ovunque andiamo. Continua a leggere→

Utrecht al centro dell’Olanda, di Marino Magliani

A volte, mentre aspettava, gli sembrava davvero d’essere al centro dell’Olanda. Ricordava quando glielo avevano insegnato, la lingua nuova, le lezioni di geografia, la terra ai confini del deserto dalla quale proveniva, e la terra dove il padre l’aveva portato con la famiglia.

Questa città, posta con precisione al centro dell’Olanda.

Si alzò di un palmo sul sedile e guardò le posizioni dei colleghi. Era il quinto. Un taxi partiva ora.

Troppi, cinque. Il rischio che gli venisse sonno e poi mal di testa, era grande. Il dottore diceva che era un periodo, la digestione. Che tuttalpiù avrebbe dovuto cambiare lavoro. Ma come si faceva a lasciare il taxi a 45 anni? Continua a leggere→

SENZA RITORNO, di Astrit Dakli

Dunque Dmitrij Medvedev ha deciso di non prendere tempo, rendendo immediatamente operativo il riconoscimento dell’indipendenza delle due regioni secessioniste georgiane, Abkhazia e Sud-Ossezia, e suscitando un’enorme ondata di scandalo e furore in Occidente. Attenti, però: la decisione del Cremlino non è la causa della gravissima tensione internazionale cui stiamo assistendo, bensì la sua conseguenza. È la presa d’atto che nessun negoziato, nessuna soluzione politica sarà possibile – non in tempi realisticamente prevedibili – visto che l’Occidente non ha la minima intenzione di riconsiderare la propria pretesa di dettar legge al resto del mondo, come sta facendo sin dal fatidico 1989 con conseguenze catastrofiche. Continua a leggere→

Uomo, natura, testamento biologico, di Vito Mancuso

Il testamento biologico rimanda al rapporto tra l’uomo e la sua natura, tra la volontà umana e la biologia umana. Che tipo di rapporto è? Qual è il criterio che lo norma? Per rispondere a questa domanda è necessario chiarire il più complessivo rapporto tra uomo e natura, ed è questo l’obiettivo del mio intervento. La mia tesi consiste nel sostenere che oggi la nostra società è dominata da due idee di natura contrapposte e parziali, che richiedono di essere entrambe superate, e che sono da un lato la visione cattolica tradizionale della natura (non la creazione) e dall’altro l’evoluzionismo (non l’evoluzione); la tesi continua col sostenere che proprio il superamento di queste due visioni parziali conduce a cogliere nella libertà consapevole e matura il senso dell’evoluzione naturale, traendone infine delle conseguenze per il dibattito odierno sul testamento biologico, o comunque si voglia chiamare la possibilità concessa al paziente di dare in anticipo delle direttive per quelle circostanze in cui non fosse più in grado di esercitare questo suo fondamentale diritto. Continua a leggere→