di Lawrence Ferlinghetti
I
Siate ingenui, innocenti, non-cinici, come se foste appena atterrati sulla terra (come in realtà siete, come in realtà noi tutti siamo), sbalorditi da quello su cui siete stati scagliati.
di Lawrence Ferlinghetti
I
Siate ingenui, innocenti, non-cinici, come se foste appena atterrati sulla terra (come in realtà siete, come in realtà noi tutti siamo), sbalorditi da quello su cui siete stati scagliati.
a cura di Antonio Sparzani
[Di questo corpo che m’è dato]
Di questo corpo che m’è dato, che ne farò?
Che ne farò di questo dono unico e intimo?
Ditemi chi debbo ringraziare? A chi
esser grato della tacita gioia di respirare ed esistere?
Sono un giardiniere e anche un fiore,
in questo mondo-prigione non son solo,
sui vetri dell’ eternità
già si è posato il mio caldo respiro.
Suggello di me,
sarà come un ricamo inconosciuto.
Trascorra il sedimento dell’istante –
il caro segno non si cancellerà.
1909
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dire che questo cielo
svela un piombo
pancia di burro
che cola sulle teste
montagne non parlano
unica voce è di sega elettrica
unica voglia è arrampicarsi
sul ramo e respirare da sopra
“vieni da me” gorgoglia la città
il traffico è un serpente velenoso
Rudolf Helmstetter ( Germania, 1961)
Unvollständige Liste der sieben Künste, mit denen man endlich gut durchs Leben kommt
Erstens die Kunst sich abzuwenden,
(Zwiebeln schälen ohne zu weinen).
Auf einem harten Stuhl bequem zu sitzen,
einmal keinmal und niemals,
wenigstens einmal alle viere gerade sein zu lassen,
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(I testi sono tratti da: Ferruccio Masini, Per le cinque dita (1958-1980), Milano, All’Insegna del Pesce d’Oro, “Acquario”, 1986)
Nulla
Metti accanto al fiore la parola nulla
metti accanto a tutte le cose la parola nulla
mettila accanto all’amore
mettila accanto all’ira della giustizia
all’orgoglio della fame ai grandi libri della saggezza
come il vuoto del silenzio che ammorza la memoria
come il limite dell’anticipazione
questo nulla che è soltanto nulla
e non è neppure il tuo nulla – è il nulla
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LA BICOCCA
di Nadia Agustoni
La corsa all’idroscalo, nel freddo,
il fischio che vola sull’erba, il via con gli occhi
nel dirci la fretta, l’ansia alle mani, la domenica
quando Milano dorme con le corsie
che inseguono segnali e tutto vibra e si rompe
e viale Sarca immenso entra nel cuore… Continua a leggere
Prendi i pochi prezzi rimasti
dove il corpo subisce lo scatto rabbioso del sangue
con le vertebre dure
schiacciate
ma comunque lì, a sopportarne il peso
è un corpo che si rende conto
di chi siamo noi
indietreggia
ritira
s’accorge del disordine
e che si può morire
scorticati
scavati dal sole
come pochi pezzi di pane
è nella mancanza il nostro andare incerto
è alla fermata degl’autobus
ch’è un raduno di gente senza criterio
nello scompiglio
precipitata via
in un viaggio che non si sa per dove
mascherato da un ridere sotto, nel basso delle facce
e dalla cortesia
di chi il ritardo lo sconta addosso
con una dignità che difende, ch’espone
che preme e se ne sta lì
come noi
attaccati a quel che si può
*
Hans Sahl ( Germania 1902-1993)
Strophen
Ich gehe langsam aus der Welt heraus
in eine Landschaft jenseits aller Ferne
und was ich war und bin und was ich bleibe,
geht mit mir ohne Ungeduld und Eile
in ein bisher noch nicht betretnes Land. Continua a leggere
Per un non detto
di Alessandra Paganardi
I
Oggi il cielo è schiacciato sopra i tetti –
somiglia alla tua terra di cavalli
e di sassi spremuti. Qualche treno
fantasma stile City of New Orleans
– ricordi? « Lo conosco anch’io da sempre
Bobby Mac Gees…» . Dentro i muri quadrati
la musica si ferma un po’ più a lungo
si appende alle pareti, non ha fretta
è un ospite distratto che ritorna
a prendere le chiavi che ha lasciato.
Oggi c’è un po’ di cielo nella stanza. Continua a leggere
Donna, sii forte di fronte all’amore, arroccati e difenditi.
Distogliti dallo sguardo innocente e dalla lingua arrogante;
Sarai una moneta da quattro soldi per le borse che ti dilapidano.
Imprigiona i tuoi anni come faresti con una collana di smeraldi.
Imprigiona il tuo cuore come un gioiello; sii crudele e astuta;
Donna, sii forte di fronte all’amore, sii di ferro, di pietra;
Mai e poi mai e poi mai e poi mai
Versa una lacrima per le lacrime di un amante.
Copri gli artigli della tua bramosia con un guanto di velluto;
Prendi dal buono se puoi dall’ignobile se devi;
Prendi dall’orgoglioso e solitario, e dall’amante codardo;
Offri le tue mani per la pietà; acconsenti al piacere.
Da Last Poems of Elinor Wylie traduzione di Roberto Sidoli
Trovata su un PANTA dedicato all’amore del dicembre 1998
da Metafisica tascabile
Il gomitolo del tempo
Sul bianco tavolo di fòrmica
una formìca solitaria
gira in senso antiorario
simile alla lancetta vivente
d’un orologio biologico.
Forse è intenta a sdipanare
il gomitolo del tempo.
Il suo è solo un moto perverso
o l’annuncio d’una prossima
inversione generale dei moti?
Già intravedo un’altra formica
intenta a riavvolgere ciò
che la prima aveva svolto;
i movimenti di entrambe
divengono concentrici
come quelli di due centauri
nel giro della morte.
Le loro orbite s’intersecano
con rischio di collisione;
provo a sviarle dal loro
inconsapevole proposito,
nel tentativo di scongiurare
una catastrofe cosmica. Continua a leggere

(Immagine di Giovan Battista Mazzucco)
Da: “Terra bruciata di mezzo (tra Vespero e Lucifero)”, inedito.
Fra le crespe esitanti,
frizzi di tosse
sghimbesci di fumo a mezz’aria.
La notte ancora da dire
col pigro tramenio
delle creature aeree
che via via avvezzate
all’azzurro opaco
cabreranno stridule
alla cerca d’insetti
nel primo chiarore. Continua a leggere
NON UNA METAFORA
di Shinkawa Kazue
Le pesche mature cadono come l’amore
Si estinguono gli incendi dei depositi lungo il fiume
come l’amore
Mattine fiacche di luglio come l’amore
Maiali magri di un fattore povero come l’amore Continua a leggere
Ci sono giorni che precedono la primavera
Ci sono giorni che precedono la primavera,
sotto la neve compatta riposa il prato,
gli alberi suonano di una secca allegria,
il vento tiepido si fa elastico e dolce.
Stupisce il corpo d’esser così leggero,
la casa non si riconosce più,
e la canzone che t’aveva annoiata,
ricanti con nuova emozione.
(Anna Achmatova) Continua a leggere
Johannes R. Becher ( Germania 1981-1958)
Es stirbt ein Mensch
Es stirbt ein Mensch. Er stirbt in deiner Nähe,
Er sitzt mit dir zu Tisch, der Mensch und stirbt.
Er hält sich fest am Essen, i?t so zähe,
Da? ihm der Tod nicht den Geschmack verdirbt.
Er schaut auf dich. Er möcht ein Wort erhaschen,
Vielleicht fehlt ihm zum Leben nur ein Laut.
Er möcht ein Kind sein, Sü?igkeiten naschen,
Dir sein wie einer Mutter anvertraut.
Es stirbt ein Mensch. Du sagst: “Auf Wiedersehen”,
Gewandt schlüpft deine Hand aus seiner Hand.
Du lä?t ihn mitten auf der Stra?e stehen.
Da ist er weg. Wie durch die Häuserwand. Continua a leggere
Manfred Streubel
Fragment Bonhoeffer
Das stemmt sich: stürzend: gegen seine Grenzen.
So sehr bewirkt von widriger Gewalt
weist es hinein in kühnste Konsequenzen:
in eine ganz gelungene Gestalt –
die noch nicht möglich war – in dieser Eile! –
jedoch erkennbar ist als großer Plan:
als letzter Wille des Entwurfs, der Teile.
Und alles Tu-bare ist so getan –
daß es uns zwingt zu stärkerer Bestrebung:
so umzugehen mit dem Material,
das uns gegeben ist zu treuer Hand:
die Gabe zu gebrauchen in Ergebung:
daß noch das Bruchstück zeugt von Wurf und Wahl.
Denn alle Gegenwart heißt: Widerstand. Continua a leggere

(Gianna Pinotti, “Apollo”. Il Maestro/L’ispirazione profetica, 1996)
[I testi antologizzati sono tratti da: Piero Bigongiari, Autoritratto poetico, Firenze, Sansoni Editore, “Fonè”, 1985. Il file allegato contiene una esaustiva nota biobibliografica del poeta pistoiese egregiamente curata da Martino Baldi, che ringrazio per la gentile e preziosa concessione.]
Vetrata
O memoria, la terra è il tuo ritorno
negli occhi, le magnolie
in un torno di gridi dai cortili
traboccano, sui lividi ginocchi
spunta l’età più grande come un’alba. Continua a leggere
Da: Mia Apocalisse
Tempo verrà
Tempo verrà che non avrete un metro
di spazio per ciascuno:
lo spazio di un metro
che sia per voi. Tutti
vi dovrete rannicchiare:
nemmeno coricati!
Se pure non sarete
accatastati uno sull’altro.
Allora uno resterà soffocato
dal ribrezzo dell’altro.
Non avrà spazio
neppure il pensiero
e tutto sarà nel Panottico:
Nicolas Born ( Germania 1937-1979)
Das Erscheinen eines jeden in der Menge
Ist es eine Wohltat allein zu sein
im Gehege der Gedanken ohne Augenzeugen,
ohne das Auge des Entdeckers, das sieht wie’s
schmeckt,
ohne das geübte Ohr der Menge? Continua a leggere