Archivi categoria: Poesia

Giampaolo Centofanti, cinque poesie

Poesie nelle quali faccio cantare tante persone, in una persino Gesù. Spesso parla direttamente il protagonista, anche dove non è citato un nome. Sono storie inventate, nate però dalla vita di un prete che vive, cresce, in mezzo alla gente e ne sente il canto. “Maria da parte sua custodiva tutte queste parole-fatti lasciandole condiscendere nel suo cuore” (Lc 2, 19).

Kairos e Chronos

Bagliori ad est, destati colli
di verdi, gialle, rosse, speranze.
Che li mira Silvia mentre piange.
E carretti di muli col grano
giù nel traffico della statale…
È l’alba, bianche nubi a dire
qua e là il segreto del tempo. Continua a leggere→

Gian Piero Stefanoni, La costanza del cielo

Nota di lettura di Lucianna Argentino

La poesia è un viaggio dentro sé stessi sia per chi la scrive sia per chi la legge, per chi la fa sua nella solitudine e nel silenzio di un inesauribile dire perché tale è il dire poetico. Una sorgente di pensieri, di emozioni e di sentimenti che non perde mai la sua forza, la sua pregnanza perché la parola poetica sgorga, a sua volta, dalle fonti inesauribili dell’essere e del silenzio. Questo appare evidente a chi, giunto a queste pagine, ha percorso e ripercorso la poesia di Gian Piero Stefanoni, ha sostato in essa e con essa si è emozionato e ha ritrovato nelle parole del poeta parte di sé stesso e anche di  più. Il dire poetico infatti esonda il suo stesso significato e va a riempire i vuoti oscuri del nostro percorso esistenziale. Continua a leggere→

magari rimango ancora un altro po’, storia di amori dall’isola, di Barbara Della Notte. Con nota di lettura

 

La poesia di Barbara Della Notte ha radici lontane, che la stessa autrice ci fa intuire nell’affettuosa dedica alla sua maestra Filomena; anche nella scelta dello stile, a cui forse non è estranea la sua formazione di sociologa della comunicazione, che la rende sensibile e attenta al problema, affatto irrilevante, della comprensione e dell’apprezzamento di un testo poetico, come confermano gli scarsi acquisti dei libri di poesia. L’autrice adotta dunque una scrittura che esprime levità, giocosità e ironia anche su temi che lasciano intravedere dolori, cicatrici, disillusioni, ma sempre con tocco leggero e originale. Come quando ricorda l’esperienza pandemica (“Ho deciso di comporre un Canzoniere / e so che approveresti / quanto ci siamo divertiti a scriver sonetti / quando è arrivata la fine del mondo / per vincere l’angoscia / dell’isolamento / e l’inquietudine / della morte. /…/ e anche domani / mia madre verrà a prendermi a scuola / mio padre tornerà dal lavoro / C-D-E / C-E-D / e tutto andrà bene / andrà tutto bene?”

 

Alcune poesie ricordano le esperienze dell’adolescenza, i primi amori. Continua a leggere→

Rendez vous. Poeti che si parlano. Lorenzo Babini e Massimiliano Mandorlo

Con Luca Pizzolitto abbiamo immaginato uno scenario confidenziale, uno spazio e un tempo per parlare di poesia al di là delle forme più consuete. Ripartire da una condivisione che esplori le note nascenti della comunicazione artistica, un salto senza rete sulle corde della fiducia: è ciò che proponiamo per provare a far convergere, una volta di più, la poesia e lo spirito.

Rendez vous. Poeti che si parlano. Fabio Franzin e Riccardo Olivieri

Con Luca Pizzolitto abbiamo immaginato uno scenario confidenziale, uno spazio e un tempo per parlare di poesia al di là delle forme più consuete. Ripartire da una condivisione che esplori le note nascenti della comunicazione artistica, un salto senza rete sulle corde della fiducia: è ciò che proponiamo per provare a far convergere, una volta di più, la poesia e lo spirito.

Tre fisse (domande semplici e concrete)

di Patrizia Baglione
Tre fisse a Simone Zafferani
  • Quanto influisce bellezza, dolore e amore nella tua poesia?

Bellezza, amore e dolore sono tre elementi essenziali della nostra esperienza umana, vorrei dire terrena. Sono inalienabili da noi anche quando cerchiamo di evitarli. Credo quindi che molta della mia poesia abbia a che fare con la rielaborazione dell’amore e del dolore, così come con la bellezza, che più che ricercare io incontro sul mio cammino e riconosco, e cerco di valorizzare, perché la bellezza spesso si impone ed è salvifica. Forse, se devo individuare un percorso all’interno della mia scrittura, il dolore è più manifesto e pulsante nei primi libri; poi ha assunto forme diverse, più mimetiche oserei dire. Di pari passo, l’amore ha preso forma in modo più disteso e patente negli ultimi due libri. Mentre la bellezza credo ci sia sempre stata, solo nel tempo ho imparato a vederla anche dove non ci si aspetta che sia.

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Charles Bukowski, la tragedia delle foglie

di Giorgio Stella

la tragedia delle foglie

mi destai alla siccità e le felci erano morte,
le piante in vaso gialle come grano;
la mia donna era sparita
e i cadaveri dissanguati delle bottiglie vuote
mi cingevano con la loro inutilità;
c’era ancora un bel sole, però,
e il biglietto della padrona ardeva d’un giallo caldo
e senza pretese; ora quello che ci voleva
era un buon attore, all’antica, un burlone capace di scherzare
sull’assurdità del dolore; il dolore è assurdo
perché esiste, solo per questo;
sbarbai accuratamente con un vecchio rasoio
l’uomo che un tempo era stato giovane e,
così dicevano, geniale; ma
questa è la tragedia delle foglie,
le felci morte, le piante morte;
ed entrai in una sala buia
dove stava la padrona di casa
insultante e ultimativa,
mandandomi all’inferno,
mulinando i braccioni sudati
e strillando
strillando che voleva i soldi dell’affitto
perché il mondo ci aveva tradito
tutt’e due

Franca Canapini, Misteri d’amore

di Gemma Mondanelli

Franca Canapini, Misteri d’Amore, ed. puntoacapo

L’incontro di Franca con il Simposio di Platone è stato uno di quelli che non si dimenticano, un incontro ricco di emozioni che ha mosso dentro di lei tutti quegli impulsi vitali che si erano sedimentati nell’anima per un’intera vita e avevano urgenza di manifestarsi in un vorticoso ed infuocato turbinio di parole.

Il libro, nato come pièce teatrale ne conserva ancora i connotati, anche se un successivo ripensamento lo ha reso un poemetto poetico da gustare  con una lettura personale e/o corale partecipe e di forte impatto emotivo. Continua a leggere→

La parola ai poeti. Alessandro Grippa

Tre immagini per una risposta

 

Una casa

(Tentativo di poetica)

“the mind poet stays in the house / the house is empty and it has no walls / the poem is seen from all sides / everywhere / at once.”
Gary Snyder

Ho ristrutturato il vecchio appartamento in cui abitai durante la mia infanzia. La casa (letteralmente) edificata nell’immediato secondo dopoguerra da mio nonno, costruttore edile. Rinnovata poi nei primi anni Novanta da mio padre, che di paterno ha ereditato oltre a una residenza anche la professione. Un’impresa che mi ha visto coinvolto per più di un anno, a stretto contatto con le diverse maestranze. Il progetto ha previsto la modifica di ambienti, funzioni e per inerzia arredi. Questo ha forzato l’originalità dello spazio, il ricordo che ne serbavo. Così ora dimoro in due case contemporaneamente: quella della mente e quella fisica. Due aree non (solo) sovrapponibili.  Continua a leggere→

oltre la stanza, di Speranza SERRA. Nota di Giovanni Nuscis

SPERANZA SERRA

OLTRE LA STANZA

ERETICA Edizioni 2023

 

La poesia di Speranza Serra affiora in questo suo primo libro da falde profonde di vissuto, e  pensieri, letture, emozioni; esperienze tutte rattenute in un silenzio di decenni, come atto di fede in sé stessa, e nella scrittura, dopo un lavoro paziente di scavo e revisione. Continua a leggere→

Lo stato dell’arte. Maddalena Pezzotti


Emerge dalla contemporaneità una riduzione del linguaggio, innescata da dinamiche di imitazione, accettazione e riconoscimento, che in ultima istanza è interdipendente all’omologazione sociale, indispensabile all’imposizione di valori che si vogliono dominanti, il consolidamento di una cultura di massa svuotata di intenti o capacità critiche, e l’ampliamento della civiltà dei consumi. Il fenomeno giunge a risvolti di influenza e controllo, non solo su desideri, costumi e abitudini, ma su proiezioni, rappresentazioni e aspirazioni, di ampi strati della popolazione. Altro non è che una contrazione del pensiero verso un’idea totalizzante e una ricollocazione, su base utilitaristica e mercantile, dell’umanità. Continua a leggere→

Giorgio Stella, una poesia

Li vedi andare i fiori del passero nel tronco suo – essi amano il vaso che li confonde bene nella creta che dimentica la betoniera. Poi: la pioggia crebbe nel cesto maturo del muro con le uova spaccate da chi le ritrova intatte, rotte. Oh mio Dio! La pertica del sole commuove la discesa nella salita ma non si muove. L’ occhio è in ritardo al naso torto!

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Letizia Polini, Subsidenza

di Alberto Fraccacreta

sbaraccheranno anche l’ultima casa
cederanno solo
marciranno alla fine.
neanche quella forma di strada
non faranno più nulla
[cambiare forma innanzitutto]
non faranno più versi animali
[cambiare lingua]

*

[Le rocce sedimentarie generano da continui disfacimenti.
Le rocce sedimentarie contengono fossili.]

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Marco Munaro, Viaggio al Sud

di Giorgio Stella

Viaggio al sud

Le nuvole trascorrono sopra paesi
in cima ai monti,
sopra l’ occhio che le guarda stupefatto

ai fianchi, gli alberi digradano
Vorticano oscuro amore

Nota

La poesia di Marco munaro si sa è magnetica, nel caratterismo di una calamite sfingica – qui in Viaggio al sud il processo di ricomposizione del panorama è dettato dall’ oggetto a sé medesimo – (…) ‘ sopra l’occhio che guarda / stupefatto in un “oscuro amore” … ‘le nuvole (***) ‘in cima ai monti’ – ci piace pensare ad un’ atmosfera di sedie a dondolo di cappelli panama e perché no un bel sigaro… Siamo in Viaggio al sud no? E un bicchiere sempre in mano.

Giorgio Stella. La poesia cosmopolita

La poetica cosmopolita: l’ essere poetico è statico per emergenza non per urgenza di essere poetico – se si sommassero, i divisi, sarebbero moltiplicati dall’ essere poesia cosmopolita. Quante poesie si intitolano poesie!? La matematica non ci aiuta e allora andiamo nel ramo della religione… Cristo si è fermato ad Eboli ricordi!? Oh tu che leggi Dio! Quindi la condizione cosmopolita è una verifica retroattiva! In effetti un posto proposto dal posto medesimo si emancipa al piano successivo che lo ha amplificato come soggetto del successivo oggetto. La poesia cosmopolita non interroga la cifra che la suggerisce tale ma la immerge nella cifra stessa che, confermo, a sé medesima si attrae. Il gergo di voce non ci interessa: la poesia cosmopolita è il quando nel come del vuole, intendiamoci bene: niente.