Archivi categoria: Poesia

Poesia italiana del XXI secolo

Vincenzo Errico è nato nel 1960, vive a Collepasso (LE). Ha vissuto a Roma dal 1991 al 2018. Sue poesie sono state pubblicate su riviste cartacee e on line, oltre che su testi antologici. Ha curato dal 1998 al 2011 la rubrica di poesia sulla rivista Aut del Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli di Roma. Fra le pubblicazioni: Retrovie, Ed. Madona Oriente, 1996, con G. Farinella; Cordiali saluti fermi, Ed. Il mio libro, 2020; Turbinando, Ed. Il mio libro, 2021; Fritti, Ed. Il mio libro, 2021, e Taccuino scarso, Ed. Il mio libro, 2021.

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Antonio Francesco Perozzi, Lo spettro visibile

a cura di Alberto Fraccacreta

Antonio Francesco Perozzi, Lo spettro visibile, Arcipelago Itaca

Caduta

Quindi è cieca – e questa
cecità per ora la chiamiamo
attesa. C’è una base; la certezza
no: è un’altra cosa. Prima ancora
di fare la corda serve sporcarsi
le mani. Ora la prova si incentra
sulla differenza tra ricordo e chilometro,
che al buio sono uguali; sul senso
della caduta. Sono tentativi.

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A oriente di qualsiasi origine, di Annalisa Rodeghiero

La poesia di Annalisa Rodeghiero è fatta di cose in un mondo di non cose, come direbbe Byung-chul Han, che approverebbe, per questo, l’attenzione naturale alle albe, alla neve, alle montagne, che popolano i versi di A oriente di qualsiasi origine. Se può essere un credo condiviso che l’amore e la poesia siano le due sole cose che contano davvero, come scrive la Nostra, non si può dimenticare “che siamo ciò che guardiamo”, e lei sai dove guardare. E anche come misurare: “In fondo siamo noi a decidere le altezze “.  Continua a leggere→

Gianni Iasimone, Il mondo che credevo. Un poema metà-fisico

a cura di Alberto Fraccacreta

Gianni Iasimone, Il mondo che credevo. Un poema metà-fisico, Arcipelago Itaca

nebbia ombre il sole l’hai visto no
tralicci fili a coppia di tre e
puntuale con omino appeso
da sette giorni in mise fluorescente
per oggetti volanti piumesenti
rullavano planavano contromano
verso la pianura lontano
dalle vele lise dal mare
che tanto c’è ma non si vede

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Poesia italiana del XXI secolo

Maurizio Manzo è nato a Cagliari nel 1961. Ha pubblicato nel 1985 Coreografia del ghetto storico (Edizioni Castello) e nel 2014 Sette terribili ostriche e una perla (Edizioni Lepisma). Nel 2016 la raccolta RIZOMI E ALTRE GRAMIGNE. Alla XXVIII edizione del Premio nazionale di poesia Lorenzo Montano ha ricevuto una menzione speciale per la raccolta Anamorfiche e altre Distorsioni e per la poesia Traccheggio. Suoi lavori in prosa e poesia sono presenti in vari lit-blog.

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Luca PIZZOLITTO, Crocevia dei cammini. Nota di Giovanni Nuscis

In quest’ultimo libro di poesie di Luca Pizzolitto, Crocevia dei cammini si nota subito il ricorrere di alcune parole: lontananza e dolore, in particolare, ma anche esilio, silenzio, cenere, Dio, fede. In poesia, più che negli altri generi letterari, le parole, soprattutto se ripetute, aprono a mondi e a interpretazioni che possono avvicinare all’essenza dell’opera, e che non vanno pertanto trascurate; pur nei confini fluidi che rendono i versi creature delicate, sfaccettate, polisemiche. A differenza della narrativa, con riferimento al concetto di esattezza definito da Calvino nelle sue Lezioni americane Continua a leggere→

Adelio Fusé, Mosaico del viandante

a cura di Alberto Fraccacreta

Adelio Fusé, Mosaico del viandante, Book Editore

in uno spicchio di mondo ma dove?
una voce ti alita nell’orecchio il Nebraska
tu diffidi e sciupi la notizia
confidenza preziosa a costo zero

è un sogno di sfrontatezza
analoga ai ricordi veri e ti chiedi del ragazzo
Arthur si chiamava
che nel capanno officina
scartava la blanda sorveglianza del padre
e fuori scagliava l’occhio
alla più vicina distanza:
la prossima fattoria per una fuga a due
prima delle mani callose
o dal grasso d’olio annerite
e via con Liza si chiamava Liza
per le praterie del lontano andare Continua a leggere→

Davide Cortese, Zebù bambino Terra d’ulivi edizioni, 2022. Con una missiva di Giorgio Linguaglossa

Caro Davide,

ho letto in questi giorni la tua silloge e ne sono rimasto sorpreso, ammaliato dalla ariosa cantabilità delle poesie; tu sai trascinare il lettore con grazia aristocratica nelle spirali sinuose dei versi brevi (settenari e novenari) arricchiti da rime alterne mai telefonate e sempre esattamente calibrate al gioco fonico; tu, come il pifferaio di Hamelin, sai modulare le note voluttuose e smemoranti per poi all’improvviso spalancare davanti al lettore il precipizio del coinvolgimento liquoroso, psicologico, empatico. L’onirico è sempre intessuto con il simbolico, con il quotidiano e con lo psicologico; in un certo senso così ringiovanisci il quotidiano in quanto lo rivesti di nuovo simbolico. Queste 21 poesie sono ventuno salvataggi nel mare in tempesta del cattivo gusto oggi imperante e della mala grazia del nostro tempo. Ma dove conduce il viaggio? Le figure che si susseguono in visionarie fantasmagorie (specchi, statue, ombre, arabeschi e merletti) sono in realtà tutti miraggi, illusioni della Musa sapiente. Già il titolo, Zebù bambino, è quasi un gioco fiorito, un gioco infantile, ma quanta verità nel tuo gioco, quanto mistero in quell’enigma! Riaffiorano immagini ed echi di antica esoterica psicocosmica poesia, ritornano alla mente, in filigrana, le strofe brevi del più grande lirico del novecento: Sandro Penna, ma come rivisitate e posposte nel nostro tempo post-utopico e post-storico. Forse il sigillo più accattivante di questa tua silloge sta proprio nella capacità che hai di trasfigurare le situazioni solitarie del “poeta fingitore” in una nuova poesia delle situazioni quotidiane.

 

(Giorgio Linguaglossa) Continua a leggere→

La parola ai poeti. Enrico Fraccacreta

 

Prima del canto

L’Ente regionale di formazione mi chiamò nell’ottobre del 2001 per un corso di vivaismo che doveva durare circa sei mesi. Andò avanti per due anni. I ragazzi, prima di arrivare nel laboratorio della scuola, dovevano raggiungere il Centro di igiene mentale vicino alla chiesa dei cappuccini. Io, un collega tecnico agrario e la psicologa li aspettavamo in aula. Arrivavano già stanchi, alla spicciolata, si sedevano composti e ci guardavano con vaga e annoiata curiosità. Così potevo osservare mani che nascondevano gli sguardi, mani nei capelli, mani che tremavano, sentivo voci rimbalzare tra i muri bianchi come piccole palle di gomma. Sentivo la mia voce, completamente fuori registro, atona, uno sparo accorato che diceva di come siamo chiamati a indirizzare il processo produttivo sugli schemi più consoni e più adeguati agli orientamenti economici. Come ci dobbiamo avvalere di un complesso di nozioni che devono rappresentare una sintesi di tutti gli studi che riguardano le piante, oggetto di sfruttamento, e l’ambiente, inteso come clima e terreno, nel quale si svolge la produzione agricola. Parlavo, gesticolavo, proponevo imbelle, sotto lo sguardo sbalordito della psicologa, che le soluzioni saranno soggette a un vaglio economico agente sulle scelte dei mezzi tecnici da applicare, e quindi il tipo di preparazione e l’aspetto generale dei problemi trattati faranno pertanto di voi di clinici e non degli specialisti. Continua a leggere→

Poesia italiana del XXI secolo

Enrico De Lea è nato nel 1958, originario del messinese, vive in Lombardia, pur restando da sempre assai legato ai luoghi e alle comunità da cui proviene. Come autore di versi ha pubblicato: Pause, 1992, Edizioni del Leone, Ruderi del Tauro, 2009, L’arcolaio ed., Dall’intramata tessitura, 2011, Ed. Smasher, Da un’urgenza della terra-luce, 2012, Ass. La Luna, nella collana diretta da Eugenio De Signoribus, le plaquettes Suffragi del bianco (2014) e Sarmura (2015), per Officina Coviello- Milano,  La furia refurtiva (2016, Vydia editore), e da ultimo, nel 2022, la raccolta Giardini in occidente, 2022 Seri editore- MC. Suoi testi sono apparsi inoltre, fra le altre, nelle riviste Wimbledon,  Specchio (de La Stampa), Sud, Atelier, Tuttolibri, Poesia, Registro di Poesia, Caffé Michelangiolo e nelle antologie “Poesia di strada – Licenze Poetiche” – Vydia, 2011 – Seri Ed.,  2018), e Parabol(ich)e dell’ultimo giorno – per Emilio Villa –– DotCom Press edizioni, 2013.  E’ presente altresì in vari siti online.

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Poesia italiana del XXI secolo

Giovanna Menegùs è nata a Milano nel 1969, vive tra San Vito di Cadore, Belluno e la provincia di Varese. Ha lavorato a lungo in ambito editoriale, e pubblicato tre libri di poesia: Quasi estate, MasterBook / ExCogita, 2017, Investitura di voci. 50 poesie (96, rue de-La-Fontaine, 2018, postfazione di Angelo Andreotti), L’occhio fotografico (Pietro Macchione, 2018, postfazione di Antonio Fiori). Fa parte della redazione di Avamposto. Rivista di poesia, nella versione cartacea e online, e del lit-blog collettivo La poesia e lo spirito. Un suo saggio è in uscita sulla fanzine di Versante ripido.

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Una poesia di Gino Rago da “I platani sul Tevere diventano betulle” (2020)

di Giorgio Linguaglossa

Il linguaggio poetico di Gino Rago preferisce gli «stracci». Il linguaggio poetico della «nuova poesia» preferisce gli stracci.

Quando si sale su un podio, qualsiasi podio, la Musa fugge a gambe levate. Questo principio Gino Rago lo vorrebbe scolpito nel marmo.

Ormai per fare poesia ci dobbiamo rivolgere al rigattiere, al robivecchi e, possibilmente, alle discariche abusive che spuntano come funghi dal territorio disastrato di questo paese. Penso che dobbiamo falcidiare tutti i cippi, funerari o meno, tutti i podi, tutte le stele e le colonne di marmo, la poesia la dobbiamo fare con gli stracci sporchi, togliere tutte le superfetazioni, tutte le lucidature, tutti i detersivi… «ciò che rimane lo fondano i poeti» diceva Hölderlin, appunto, prendiamo il poeta tedesco in parola: ciò che rimane dalle discariche delle parole è poesia… Continua a leggere→

Poesia italiana del XXI secolo

Simone di Biasio nasce a Fondi (LT) nel 1988. È dottore di ricerca in Pedagogia presso l’Università Roma Tre e insegna all’Università di Cagliari “Letteratura per l’infanzia e l’adolescenza”. Giornalista culturale, collabora con Doppiozero, L’indiscreto, Minima&Moralia, Antinomie. È tra i fondatori dell’Associazione “Libero de Libero”, di cui ricopre la carica di Presidente, e ideatore del Festival poetico “Verso Libero”. Ha pubblicato Assenti ingiustificati, EdiLet, 2013, XXX Premio “Alfonso Gatto”, Partita, Fusibilia, 2016, e Panasonica , Il Ponte del Sale, 2020. È inoltre autore del saggio Guardare la radio, Mimesis, 2016. A novebre 2022 ha curato la II edizione del Festival di poesia italiana in Svizzera “verso Berna”. Nel luglio 2021 ha preso parte alla rassegna “Dante Assoluto” del Festival Letterature di Roma, da cui è tratta la foto nel post.

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Intervista a Ezio Settembri

di Luca Pizzolitto

1) La primissima domanda che ti faccio, prima di entrare, più nello specifico, nella tua raccolta è la cosa che, fin da subito, mi ha incuriosito: questo è il tuo esordio poetico, a 40 anni; ma ti sei, da sempre forse, occupato di poesia. Questa tua attività di studio verso la poesia è sempre stata accompagnata dalla scrittura, o la scrittura poetica è un qualcosa che è venuto dopo, negli ultimi anni? Continua a leggere→

Fabio Grimaldi, Ardore di vita. Francesco d’Assisi

a cura di Alberto Fraccacreta

Fabio Grimaldi, Ardore di vita. Francesco d’Assisi

 

Ti rendo grazie, Signore,

di questo mio corpo,

 

instancabile servitore,

irradiato di Spirito Santo.

 

*

 

Servirti è bere

in un roseto

il tuo amore

su un calice di corolle.

 

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