Archivi categoria: Scritture

“La musica della neve”, di Davide Sapienza

Recensione di Giovanni Agnoloni

Davide Sapienza

La musica della neve – Piccole variazioni sulla materia bianca

Ediciclo, 2011

Una delle cose più difficili, anche per i saggi, è spiegare che cosa sia l’essenza delle cose. Anthony De Mello ha parlato di questo in un suo libro con riferimento al verde. Possiamo dire che cosa è verde (un prato, un indumento, per esempio), ma definire il verde in sé è impresa ben più ardua, che comporta l’addentrarsi in un territori fatti di puro intuito e pura percezione, non mediata dalla razionalità.
Sono questi gli spazi che Davide Sapienza ha esplorati in La musica della neve – Piccole variazioni sulla materia bianca, opera uscita per la collana di Ediciclo “Piccola filosofia di viaggio”, in cui lo scrittore, viaggiatore ed esperto di musica unisce le sue tre grandi vocazioni per calarsi nello spirito del bianco e di quella materia sempre mutevole e mai prevedibile che più di ogni altra cosa lo rappresenta e lo esprime. Continua a leggere

“Loro”, di Sergio Rotino

Testo introduttivo di Marino Magliani

Loro è un volume di poesia di Sergio Rotino edito da DotCom Press, con prefazione di Enzo Mansueto e postfazione di Roberto Roversi.

Riportiamo qui proprio gli scritti critici di apertura e chiusura, e al centro cinque delle poesie di Rotino, intitolate Azione (dalla prima alla quinta). Continua a leggere

Pensare lentamente, agire velocemente

Di Gianluca Bonazzi

Questo principio intende porre all’attenzione dei lettori una riflessione sul valore del tempo.
Riprende un principio simile che diverse volte si è sentito riportare quando si parla di multietnicità e villaggio globale: AGIRE LOCALMENTE, PENSARE GLOBALMENTE.
Questo si muove nello spazio, l’altro nel tempo.
L’incrocio di tempo e spazio porta armonia indispensabile per la vita di una persona.
Immaginarie rette perpendicolari che formano il qui e ora di antica memoria latina, il cosiddetto Carpe Diem.
Ogni tempo in un spazio e viceversa è unico, e mai più si ripeterà, per sempre.
Quanto accaduto un attimo fa nella vita di ognuno di noi non si ripeterà più. Continua a leggere

La prima antologia del calcio astrale

È in uscita l’opera prima della nuova casa editrice Cletus Production: La prima Antologia del calcio astrale, un ebook (la prefazione è di Enrico Vaime) di racconti scritti da una fra le più valide leve di scrittori italiani (Cletus Alfonsetti, Stefano Amato, Martino Baldi, Marco Candida, Marco Crestani, Samuele Galassi, Franz Krauspenhaar, Antonio La Malfa, Héctor Genta, Giuseppe Manfridi, Mauro Mirci, Gianni Montieri, Mario Pischedda, Paola Ragnoli, Ezio Tarantino, Rocco Traisci). Segue la prefazione.

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Come valorizzare un’area col turismo di qualità

DALLA MAREMMA UNA LEZIONE PER LE VALLI APPENNINICHE PIEMONTESI

Articolo di Marco Grassano

da Postpopuli

Daini sotto gli ulivi maremmani

Lo scorso giugno ho fatto, con la famiglia, un “tour” tra Assisi e la Maremma; in quest’ultima zona, in particolare, ho osservato un modello di “gestione” del turismo che potrebbe funzionare egregiamente anche da noi, se solo lo volessimo davvero adottare. Tutto ruota attorno al valore ambientale dell’area, in Toscana garantito da un parco regionale (come lo sono in provincia di Alessandria, tanto per intenderci, il Parco del Po e dell’Orba o quello delle Capanne di Marcarolo) – ma si potrebbe anche partire da una zona protetta della Rete Natura 2000, quale quella del Monte Antola, magari estendendola alle Terre del Giarolo, che dal punto di vista della biodiversità non hanno nulla da invidiare a molte altre realtà più rinomate (mi pare però che la Comunità Montana abbia deliberato, non molto tempo fa, l’espressione di parere negativo alla creazione di un’area di salvaguardia, voluta dalla Regione… forse per timore di avere le mani legate, o forse in obbedienza all’ormai abusato principio “padroni in casa nostra”, che in una società civile deve invece essere, necessariamente, limitato dal prevalere degli interessi collettivi, a partire dalla tutela del territorio).  Continua a leggere

Provocazione in forma d’apologo 210

Mio padre amava la geografia, sicché, stupidamente, io la odiavo.
Sull’argomento c’era una cosa soltanto a metterci d’accordo: l’enciclopedia geografica della De Agostini intitolata “Il Milione”.
Mio padre, profondo nel suo essere pratico, passava le ore a controllare chi confinava con chi, quali stati e in quale sequenza fossero bagnati da un medesimo fiume; mentre io, in attesa di perdermi nelle mie nebbie, andavo appresso a quelle altrui, e m’incantavo sulle saghe e sulle leggende, sui costumi e sugli usi.
Il ricordo più vivo però non è incantato, né riguarda un uso incantevole.
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Provocazione in forma d’apologo 209

Fra pochi mesi Antonio e Clara festeggeranno i venticinque anni di matrimonio. Un buon matrimonio. Niente figli, all’inizio erano troppo concentrati su altro, poi quando ci hanno pensato si son resi conto che d’un tratto era diventato troppo tardi, e responsabilmente hanno lasciato perdere. Ma un buon matrimonio, davvero.
E tuttavia, quant’è buona una cosa se non se ne celebra all’intorno la bontà?
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RICEVO E VOLENTIERI PUBBLICO

“Prima di tutto mi scuso se non firmo, per motivi che nel corso della lettera diventeranno chiari.
Ho quasi sessant’anni d’età e quaranta di anzianità lavorativa, da un momento all’altro dovevo andare in pensione, tutti in famiglia non vedevano l’ora e anch’io dovevo fingere che fosse così, benché con la morte nel cuore.
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“Soglia d’amore”, di Monica Pareschi

[Sono particolarmente lieta di pubblicare questo racconto di Monica Pareschi, una tra le più apprezzate e capaci traduttrici editoriali italiane. Se volete avere un’idea di massima delle autrici e degli autori che ha tradotto, vi invito a leggere la nota biografica alla fine del racconto. Monica Pareschi è una donna che lavora con le parole degli altri e che, una volta di più, dimostra attraverso le sue parole che grande scuola di scrittura sia la traduzione. Soglia d’amore è un racconto cui tengo molto, che amo molto, di un amore razionale e viscerale al contempo. L’immagine a sinistra è La fine del mondo, di Leonor Fini.G.C.]

di Monica Pareschi

Un brusio d’insetti. Forte. Come quando cerchi i canali col telecomando. Una tempesta d’insetti. Nero e materia stellare. Lampi. Esplosioni. Un po’ di rosso. Come quando si strizzano forte gli occhi premendoci sopra le palme delle mani. Ma il suo occhio è aperto adesso. Contempla quest’ultimo paesaggio galattico. L’occhio rimasto scruta nel buio. Un occhio cieco, un occhio buono. Sulla soglia.

Qualcuno, sulla soglia.

“Ciao… Ciao… Siamo noi…”

La chiave entra e gratta nel silenzio che la strangola, le voci recitano l’allegria. Cigolio di porta, bisogna darci l’olio, e poi la gragnuola dei tacchi sul marmo, lo scatto degli interruttori, la lama di luce che scivola sotto il battente e taglia un triangolo bianco sul pavimento. Sei al buio, si scandalizza la voce di quella che guida la truppa, che irrompe e poi spiega: La nonna è al buio. Braccia protese, pratica, un po’ ansante, si avvicina vivamente alla finestra e con grandi gesti capaci si appende alla cinghia della tapparella: un po’ ginnasta e un po’ infermiera. Continua a leggere

Provocazione in forma d’apologo 207

Un magazzino in disuso, pieno soltanto di ragnatele e rottami, di cinquanta e più metri quadri, per un gatto è un autentico regno. Ci può trascorrere il giorno a fare agguati alle mosche, o, appollaiato su una vecchia credenza, contemplare un immaginario viavai. E poi, a notte, uscire per la porta appena accostata, e ricevere un piatto di pappa da una donna gentile mai lasciata avvicinare e sempre osservata a distanza con gli occhi rotondi, diffidenti e fieri. No, davvero, per un gatto non può proprio esserci niente di meglio.
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Fidel

Articolo e intervista di Marino Magliani e Giovanni Agnoloni

Gordiano Lupi (Piombino, 1960). Direttore Editoriale delle Edizioni Il Foglio Letterario. Collabora con La Stampa di Torino come traduttore del blog di Yoani Sánchez. Direttore della collana di narrativa latinoamericana Célebres Inéditos di Edizioni Anordest. Ha tradotto i romanzi del cubano Alejandro Torreguitart Ruiz: Machi di carta (Stampa Alternativa, 2003), La Marina del mio passato (Nonsoloparole, 2003), Vita da jinetera (Il Foglio, 2005), Cuba particular – Sesso all’Avana (Stampa Alternativa, 2007), Adiós Fidel – all’Avana senza un cazzo da fare (A.Car, 2008), Il mio nome è Che Guevara (A.Car, 2009), Mister Hyde all’Avana (Il Foglio, 2009) e Il canto di Natale di Fidel Castro (Il Foglio, 2010). Continua a leggere

Fernando Bandini, La ciupinara

Una poesia in dialetto vicentino, una cantilena che sgomenta e confonde. Siamo assai lontani dalla tradizione poetica di temi lirico-naturalistici o da quelle di ordinate metafore. La talpa è la sonda che penetra nelle terre dei morti e delle cose del mondo di sotto, il suo scavare fruga e scompiglia i campi del lavoro e degli amori dei viventi, lei stessa una bizzarria cieca e folle della natura.

La ciupinara

Xe quando el cincibín dal cao celeste
va in volta par le siése
in serca de pomèle de l’otuno passà,

o ’l beca i buti
de l’albaro drío casa dove i fiori
?a i se insogna de èssare sirese;

quando che liparéte
putèle se desmíssia
e piene de morbín le fa sitare
el basavéjo;
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Svaniloquio.

di Franz Krauspenhaar

E questa strana tristezza che ti prende, e poi sei come un campione dietro la sua sconfitta. Lassù qualcuno mi ama o mi amerebbe, lo vedrebbe anche stecchito il mio occhio chiuso, con la benevolenza che si dà ai cani e ai cretini. E magari succede, ai vaniloqui alcolici, di dare pezza a moti bassi, lo stomaco che grida disimpegno fino a strazio, finchè si preme perchè questa giornata si sformi nel buio della cessione, della notte.

[Immagine: FK – Gold pedals gold medals.]