Da bambino ebbe un amore a prima vista e a primo udito per i botti, tutti, fossero di capodanno, di carnevale o del santo patrono. Durante la fanciullezza e l’adolescenza lesse e sperimentò in materia tutto il leggibile e lo sperimentabile, dimostrando oltre alla passione anche un vero talento.
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Archivi categoria: Scritture
Provocazione in forma d’apologo 219
Un uomo sogna di aver vinto alla lotteria. Si tratta di un grosso premio, continuare a lavorare sarebbe assurdo; cosicché l’uomo si licenzia e va un’ultima volta in ufficio per salutare i colleghi.
Lui finge di non essere troppo contento, i colleghi fingono di esser contenti per lui.
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Provocazione in forma d’apologo 218
Da qualche settimana nei pressi del mio ufficio c’è un mendicante con un cane. Lui è un giovane gigante mentre il cane è un vecchio nano, ma il pelo di entrambi è riccio e dello stesso colore.
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PASQUA DI RISURREZIONE
di Guglielmo Spirito
Il giovedì santo la chiesa aveva posto a suggello della celebrazione del triduo pasquale l’affermazione del vangelo di Giovanni: “Dopo aver amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine” (Gv 13,1). Certamente non vuol significare solo che Gesù starà fedele al suo amore fino alla morte, ma più precisamente che va incontro alla morte perché si sveli in tutto il suo splendore l’amore che lo muove rispetto al Padre e a tutti noi. Nella stessa celebrazione, con l’istituzione dell’eucaristia e la lavanda dei piedi, l’amore era definito nel suo mistero di dono (“questo è il mio corpo, che è per voi”) e di servizio (“Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i vostri piedi, anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni gli altri”). La posta in gioco è ‘aver parte con lui’. Accogliere il servizio di Gesù e non praticarlo al fratello significa non riconoscere quel ‘corpo, che è per noi’, tanto il mistero dell’amore parla di Dio e dell’uomo insieme. Continua a leggere
Provocazione in forma d’apologo 217
Prossimo alla laurea ottenni a fatica una tesi su Vubì e sul suo unico libro edito, e dopo averla scritta andai a trovarlo nella casa di riposo dove stava passando i suoi ultimi giorni in solitudine.
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Provocazione in forma d’apologo 216
Quando sei ancora giovane il pessimismo cosmico si scontra buffamente con le grandi aspettative che tuttavia conservi intorno alle tue riuscite. Così se sei un ipocondriaco, cioè se le tue contraddizioni, allo scopo di tenerti occupato, hanno scelto l’ipocondria per svelarsi un attimo e subito nuovamente velarsi, non puoi che imbatterti in un medico come quello in cui s’imbatté un mio compagno di scuola.
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Provocazione in forma d’apologo 215
Conosco due persone che definire taciturne è riduttivo. La gente se la sbriga dicendole senz’altro mute, entrambe allo stesso modo, mentre per me sono agli antipodi.
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Provocazione in forma d’apologo 214
Su uno dei miei balconi, a un metro di distanza una dall’altra, si trovano due piante: un olivo alto e sottile, che sebbene stento riesce sempre a dar qualche oliva, ed un’aucuba bassa ma tanto rigogliosa che non si direbbe quanti tagli ha dovuto subire per rimanere in vita. Le due piante, ho detto, son separate da un metro; ma ognuna di esse è dono di persona a me carissima un tempo o al presente, e quel metro vale mille chilometri.
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LA NOTTE DI KREUZBERG, ANIMA TURCA DI BERLINO
di Giovanni Agnoloni
Piove, a Kreuzberg. Sono appena uscito dalla stazione della metro di Moritzplatz (foto qui a sinistra, da Wikipedia), dopo una serie di cambi e di percorsi avventurosi nell’avanzatissima metropolitana di Berlino. C’è un chiosco che vende hot dog e roba simile. Mi riparo sotto la tettoia, e un tipo mi offre una patatina fritta. Dico di no, mi scanso e mi rituffo sotto, per sbucare dall’altra parte della piazza.
Mi hanno detto che Oranienstra?e è piena di pub e locali, l’arteria centrale di questo quartiere alternativo, dove si concentra la comunità turca della capitale tedesca. Quando sono uscito dall’ostello era ancora bel tempo. Poi si è rannuvolato tutt’insieme ed è venuto giù il diluvio. Capricci del clima nordico. Mi infilo nel primo bar che trovo. Saluto in inglese e chiedo se hanno qualcosa in contrario a che aspetti che spiova sotto la tenda. I gestori non capiscono, ma sorridono. In TV c’è Udinese-Arsenal, ritorno del preliminare di Champions League. I friulani stanno per essere eliminati. Passerà, la pioggia, mi dico. E invece no.
Accanto a me, un uomo che sembra un boss col mal di pancia fa e riceve telefonate in continuazione. Alla fine salto fuori facendo lo slalom tra le gocce e sfruttando la striscia di venti centimetri protetta dalle grondaie. Passo accanto a vari localetti, tutti dall’aria vuota e avvilita, e arrivato a Oranienplatz sono già zuppo. Continua a leggere
“Il crocifisso”, di Leonardo Marini
Recensione di Giovanni Agnoloni
Ho maturato da qualche tempo il convincimento che Dio non sia qualcuno in cui si crede o non si crede. Lo si è o non lo si è. O meglio: lo si riconosce o non lo si riconosce come presenza/Fonte energetico-spirituale, dentro di sé.
Lo dico perché c’entra con questo romanzo di Leonardo Marini, intitolato emblematicamente Il crocifisso (Galaad Edizioni, 2011). È un libro molto particolare, il terzo romanzo di questo brillante sceneggiatore, tra gli autori dell’adattamento televisivo dei romanzi di Andrea Camilleri della serie del Commissario Montalbano.
Il suo romanzo, però, non è la storia di un’indagine, per lo meno non in senso immediato. In realtà, indaga eccome. Il protagonista è Alessio Parisi, un maestro elementare un tempo “credente”, ma poi serenamente riconosciutosi “ateo”, sposato a una donna (Giovanna) anche lei priva di fede, e padre di due bambine non battezzate. Continua a leggere
“Lodi a Maria e arte in Suo onore”, di Valentino Salvoldi
Recensione di Giovanni Agnoloni
Nella raccolta di quattro volumi di Lodi a Maria e arte in Suo onore (Edizioni Messaggero Padova) di Don Valentino Salvoldi mi sono imbattuto per uno di quei casi del destino che, secondo me, casi non sono.
Ero giunto da poco all’Albergo Centrale di Fino del Monte (BG), sotto la Presolana, per la performance letterario-musicale di Davide Sapienza e Giuseppe “Jos” Olivini sul libro La musica della neve (Ediciclo) di Davide, poi rivelatasi (ma non che avessi dubbi) un’esperienza straordinaria.
Ma evidentemente c’erano anche altre sorprese ad attendermi. Continua a leggere
Provocazione in forma d’apologo 213
Per tutta la vita era andato faticosamente componendo la sua opera, dedicando lunghi anni agli indici e alle note.
Poi, d’un tratto, ne compose il testo vero e proprio.
Non più di mezza pagina, forse appena un paio di frasi, forse qualche parola appena.
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Il Connettivismo in video e negli studi internazionali
Qui potete trovare tutti i video tratti dalla NeXTCon (convention del movimento letterario di avanguardia del Connettivismo) tenutasi a Firenze al Pub Joshua Tree (Via della Scala, 37/r) il 14 dicembre 2011.
Colgo anche l’occasione per segnalare che del movimento connettivista si è recentemente parlato sulla rivista accademica digitale dell “California Italian Studies Journal”, facente capo all’Università della California. Giovanni De Matteo l’ha recentemente segnalato su Fantascienza.com.
“Vicolo del precipizio” – Intervista a Remo Bassini
di Marino Magliani
Remo Bassini ha scritto parecchi libri, alcuni molto ben accolti dalla critica, e credo anche dal pubblico. Sicuramente è un autore che, col tempo, è riuscito a proporsi ad un “suo” pubblico. Nel suo blog, Altri Appunti, emergono a volte le ossessioni delle cose editoriali. Anche di questo genere di informazioni, per o sugli addetti ai lavori, Bassini scrive sinceramente (una parola che non ama usare); non spiega mai, non ha questa presunzione, ma racconta, e questa è una cosa che sa fare bene.
Oggi parleremo con lui di Vicolo del precipizio, che è l’ultimo suo romanzo (Perdisa, 2011). Continua a leggere
Le nebbie di Castiglion della Pescaia
Testo di Giovanni Agnoloni
Di solito al mare, almeno in Italia, si associano scenari di luce, sole e calore. È curioso, invece, come i miei ricordi di Castiglion della Pescaia, una delle più ridenti località turistiche della Maremma, siano di nuvole e foschia. Esterne, in qualche giornata di pioggia, ma soprattutto interiori.
Ci sono stato tante volte, fin da piccolo, coi miei, da solo e con amici. E sempre, per me, ha rappresentato un crocevia, e insieme una visione che si levava da un mondo in dissolvenza.
Il primo anno che ci sono venuto sarà stato quand’ero in prima elementare. Durante il viaggio avevo dormito sul sedile posteriore della Giulia, un’Alfa Romeo che solo a ripensarla evoca passato. Mi svegliai sulla Via Costiera, circondato dalla pineta litoranea, e poco dopo mi apparve il profilo arroccato del paese, con il castello e la torre della Pieve di San Giovanni Battista. Continua a leggere
“Il mare immobile”, di Valentina Ferri
Recensione di Giovanni Agnoloni
Da Postpopuli
Un sogno di vacanze passate, un incubo affiorante d’infanzia rubata. Il mare immobile di Valentina Ferri (Galaad Edizioni) è un romanzo che si potrebbe definire di de-formazione. Racconta la storia di una bambina di dieci anni, Lia, che negli anni Settanta va in vacanza in Toscana con la mamma e le sorelle più piccole, ma si porta dietro, e dentro, tutto un mondo di ricordi e sensazioni da incubo. La scrittrice evidenzia molto bene i sottili passaggi del suo tormento, che si manifestano nei suoi nervosismi, nei non detti e nelle tensioni sempre latenti e a tratti affioranti nel rapporto con la madre, donna molto bella ma riluttante al contatto e alla dolcezza. Continua a leggere
Provocazione in forma d’apologo 212
Nella prolissa lista dei miei mali la diplopia per il momento manca, eppure da sempre avverto in modo doloroso lo sforzo del cervello di ricomporre in una le due immagini che istante dopo istante gli pervengono.
Due?
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Casa Calidonia – La casa dei racconti
Nel cuore dell’Umbria un omaggio alla parola scritta. Si parte il 24 febbraio con Luca Crovi e il noir.
Camini accesi, aria pulita, silenzio e tanti libri.
È qui, a Bettona, uno dei borghi più belli d’Italia tra Perugia ed Assisi, che Casa Calidonia, e la padrona di casa Stefania Nardini, aprirà le porte nei week end a sette scrittori tra i più apprezzati dai lettori: Crovi, i Gregorio, Magliani, De Giovanni, Suarez, Vasta, Paolacci.
Saranno infatti proprio loro i docenti dei corsi di scrittura creativa che prenderanno il via il 24 febbraio 2012 con “Leggere e scrivere suspense”.
Sponsor tecnico di Casa Calidonia sarà Perdisa Pop, la casa editrice fondata da Luigi Bernardi e ora diretta da Antonio Paolacci. Continua a leggere
“Nessuno è più importante di te”, di Fabrizio Centofanti
Prefazione del libro di Augusto Benemeglio
1.Tornando a casa per Natale
Tornando a casa per Natale (è il titolo di un film di Bent Hamer), capita che trovi un regalo inatteso sotto l’albero: un libro, un romanzo di Fabrizio Centofanti, Nessuno è più importante di te, ancora come dattiloscritto, insomma un’anteprima assoluta (se escludiamo il blog, dove però non si ha mai una visione d’insieme), che subito ti coinvolge. Conosci lo scrittore e la sua straordinaria capacità di essere prodigiosamente plastico nel mettere in prospettiva, in scena i ricordi, quasi di sbalzarli come in un racconto stereoscopico; ma conosci anche il sacerdote, capace di riunire gli uomini e stimolare, far emergere i loro lati migliori – un po’ come il regista finlandese del film in questione, ma qui la regia viene dall’Alto –, parliamo dei singoli uomini e delle singole donne che s’incontrano tra loro, si sentono vicini, provano simpatia gli uni per gli altri, e questo sentimento permane, li pervade al di là di ogni tentativo di separarli e isolarli nelle loro (talora profonde) solitudini. Non tutti gli uomini e le donne che si incontrano nella sua chiesa-casa-ventre-rifugio (“la chiesa ti partorisce una seconda volta; i canti sono grida, le doglie della donna, i vagiti del bambino, il tunnel buio che bisogna attraversare per riconoscere la luce” – pag.36) sono dei vinti e degli emarginati, ma sono pur sempre, “ciottoli umani levigati dalla fede, schegge impazzite di speranza…”, esposti alla vita, indifesi nella loro nuda singolarità, e tutti hanno bisogno della sua tenerezza di poeta, della sua guida di pastore, del suo telescopio interiore che sa scorgere nel nero infinito le stelle più luminose. (“Vi sento, sento le vostre voci, il fiume si è fermato, no, ancora tremano, te ne accorgi se guardi attentamente, ancora tremano le stelle”). Continua a leggere
“Severino di Giovanni”, di Osvaldo Bayer
Introduzione di Marino Magliani
Ho conosciuto Alberto Prunetti lo scorso dicembre ad Haarlem. Di suo avevo letto Il fioraio di Perón, e i suoi pezzi su Carmilla, l’ormai famoso Argentinazo, e una traduzione, anch’essa da osvaldo Bayer su “Il Reportage”. Con la traduzione di Severino Di Giovanni (Agenzia X, 2011) diciamolo subito, l’editore ha regalato agli italiani la possibilità di leggere uno dei libri più odiati dalla dittatura argentina, quella della guerra sucia. Ma Severino racconta una storia di sangue e anarchia degli anni Venti, un tango-punk nero e ribelle, come lo definisce la quarta. Come ha fatto a farsi odiare tanto dai generali e dai marescialli? Qui ha giocato molto la forza narrativa di Osvaldo Bayer. Per questo estratto, di cui ringraziamo l’editore, ho scelto la parte romantica – distruttiva, folle e d’altri tempi, tenera e selvaggia, innocente e libera, eppure colpevole come lo è la vita di Severino Di Giovanni – dell’amore di Di Giovanni con l’allora quindicenne, America Josefina Scarfò.





