Per Franz Kafka ( 3.7.1883-3.6.1924)

Alles werden, alles sein

Kafkas letzter Winter 1923/24

Ich kann dich hören, Dora. Ich tue einfach, als
werde ich dich immer hören, als habe ich dich
immer gehört. Dieser Winter ist alle Winter und
du bist alle Frauen. Die Zeit gibt es nämlich gar
nicht. Es ist wahr, dass wir niemals frieren und
es ist wahr, dass wir immer frieren. Die Zeit gibt
es nämlich gar nicht und den Mann, den du
liebst nur vielleicht, vielleicht Continua a leggere

Umili

Chi è umile non va all’inferno. È una notizia importante, perché infirma sul vero fallimento. Conviene verificarsi sulla virtù dell’umiltà. È un ritorno a se stessi, dopo essere partiti per un paese lontano, la terra dell’orgoglio.

Colpo su colpo di Riccardo Gazzaniga (Rizzoli 2019)

Un libro di quasi tre anni fa, di cui è sempre bene parlare, soprattutto adesso.

Bullismo, omofobia, violenza di genere. Quando avevo quattordici, quindici anni non se ne parlava tanto quanto se ne parla oggi, non avevano un nome mani addosso in ricreazione, penne e le matite spezzate ogni giorno, il branco che si coalizzava contro i più deboli. C’era tutto, non amplificato da smartphone, chat, social, ma c’era, e scavava ferite profonde che che bruciano a distanza di anni.
Da mamma di una figlia alle soglie dell’adolescenza, sono entrata con un tale carico di emozioni in questo libro che ancora, dopo tanto tempo, me lo sento addosso e penso che invitare sempre più persone (genitori soprattutto) a leggerlo possa portare a un cambio di rotta. 

Uno specchio dei nostri tempi, ecco cos’è Colpo su colpo, in poche parole, e un’occasione per aprire una finestra sul mondo dei ragazzi, che sembra sempre più lontano.
Da un lato c’è Giada, che a 16 anni ama un’altra ragazza (e vive con i sensi di colpa nei confronti di un padre poliziotto e una madre “dura e pura”, almeno sulla carta. E per esigenze professionali). Dall’altro, ragazzi come lei, frustrati, irrisolti, a cui sarebbe servita quella educazione ai sentimenti, quella “educazione emotiva” tanto assente da ogni programma scolastico e da tanti progetti familiari. I due mondi, inevitabilmente, si scontrano e sono i più forti (che in realtà sono i più deboli) a prevalere, sopraffare, bullizzare chi va contro i loro (indotti, falsi, di facciata) principi. Nell’epoca del bullismo 2.0, delle foto costruite ad arte con gli smartphone, dei ricatti, della violenza domestica, la sopraffazione, ci troviamo di fronte a diversi modi di agire e reagire. Continua a leggere

Scadenze

Quando finisce, è allora che comincia. La vita in Cristo è così: si nasce morendo; la fine del viaggio è l’approdo alla meta; l’esaurimento è la ricarica definitiva; la rinuncia è l’acquisto del Tutto, senza più scadenza.

Lirico terapia. Gonzalo Rojas, Al silenzio.


Al silenzio

Oh voce, unica voce: tutto il vuoto del mare,

tutto il vuoto del mare non mi basta,

tutto il vuoto del cielo,

tutta la cavità della bellezza

non basta a contenerti,

e anche se l’uomo tace e questo mondo crolla

oh maestà, tu mai,

tu mai potresti smettere di stare dappertutto,

perché ti avanza il tempo e l’essere, voce unica,

perché ci sei e manchi, e sei quasi il mio Dio,

e sei quasi mio padre quando sono più oscuro.

Tra il silenzio e Dio c’è parentela stretta. Nella Bibbia la presenza del divino si identifica in una voce di silenzio sottile. È qui che si genera lo spirito, non bisogna sprecare le occasioni.

Lirico terapia. Fina García Marruz, Ormai anch’io sono insieme agli altri.


Ormai anch’io sono insieme agli altri

Ormai anch’io sono insieme agli altri

che dicevano guardandoci, con aria

di sì tenue tristezza «Su, giocate>>

per allontanarci. E nella penombra bella

delle panchine serali del parco

di che parlavano, di’, e chi erano?

Superiori, come dei, facevan pena.

Si somigliavano molto quando lenti

ci guardavano distanti, come un gruppo

di alberi uniti da un giorno d’autunno.

 

Ormai anch’io sono insieme agli altri

di cui ci prendevamo gioco a volte,

lì come dei tonti, così stanchi.

Noi, i piccoli, noialtri che nulla

possedevamo, guardavamo, senza vederli,

quel loro modo d’essere tutti d’accordo.

 

Ed ora

che ho camminato lenta fino alle panchine

per riunirmi con loro lì per sempre,

ormai anch’io sono insieme agli altri,

i più grandi d’età, i malinconici,

e come sembra strano, non è vero?

 

Il passaggio dall’infanzia alla vecchiaia è descritto dalla Marruz in modo magistrale: nel volgere di pochi versi, si consuma una vita.

Fausta Genziana Le Piane e la terra promessa

di Augusto Benemeglio

 

1.Le mille e una notte 

Narrare è – all’origine – , (scrive Pietro Citati) ,  – un dono femminile, una parola che una donna rivolge a un’altra donna, o a un bambino, o ad un uomo potente che l’ascolta e pesa la sua anima, la sua vita. E’ una parola magica, parole smarrite, perdute, sepolte, ma che “torneranno… // E saranno come biglie colorate/spinte/dalle agili dita/ di bambini…// Rotoleranno impazzite/ frettolose alla meta/ nel solco sinuoso della sabbia/ che porta all’entrata di un/ castello sognato./ Entreranno trionfanti/ fino alla stanza del re/ e regaleranno una collana/ scintillante alla regina. (pag. 128)   Continua a leggere

Grazia

In stato di grazia il Signore è con te. Lo avverti come il rumore del mare dentro la conchiglia, come i passi nel corridoio di casa, in cui subito riconosci tuo padre, tua madre, tuo fratello. Tenere sgombro il cuore è la migliore accoglienza.

Piccolo Magnificat. 3


di Giampaolo Centofanti 

Abramo, che sperò contro ogni speranza

Niente.

Non vedo ancora niente lì sul monte.

Forse le stelle alpine sono le sole

a credere ancora ad un tempo che viene,

loro hanno in dono petali di lana per il vento e la neve.

Lì sulle cime calve battute dalla tramontana

vi è tanto turbinare che non alza in volo niente.

Ma una felicità insensata ancora pervade l’aria,

su per la mulattiera, ancora è come lana. Continua a leggere

Correre

La vita si capisce dalla fine, lo abbiamo sempre detto. Se vivessimo coscienti di andare rapidamente incontro a Dio, cambierebbe tutto. Correre verso una tomba o verso un abbraccio non è la stessa cosa.

Poesia italiana del XXI secolo

Antonio Bux è nato a Foggia nel 1982.  Ha pubblicato, tra l’altro, Trilogia dello zero (Marco Saya 2012; finalista premio Montano, vincitore premio Minturnae), Kevlar (SEF 2015; premio Alinari), Naturario (Di Felice 2016; finalista premio Viareggio), Sativi (Marco Saya 2017; selezione premio Città di Como) Sasso, carta e forbici (Avagliano 2018; premio Alfonso Malinconico), Terza persona interiore (Transeuropa 2019), e il recente La diga ombra (Nottetempo 2020). In spagnolo ha pubblicato 23 – fragmentos de alguien (Ediciones Ruinas Circulares 2014), El hombre comido (Añosluz Editora 2016), Saga familiar de un lobo estepario (Editorial Juglar 2018) e in vernacolo foggiano la silloge Lattèssanghe (Le Mezzelane 2018; selezione premio Città di Ischitella – Pietro Giannone). Nel 2014 gli è stato conferito il premio Iris di Firenze. Ha fondato e dirige il blog Disgrafie e alcune collane per Marco Saya Edizioni e per l’editrice RPlibri.

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Giuseppe nel Vangelo. Nascita di una paternità affidabile.

 

  1. 1. Maria, promessa sposa (Mt 1,18)

 

Giuseppe di Nazaret ha davanti un orizzonte luminoso. Una ragazza umile e bellissima sarà sua sposa per sempre. È un sogno che inonda ogni angolo del cuore, cambiandogli la vita. D’ora in poi, tutto sarà in funzione di Maria, non per dovere di sposo, ma per la forza trascinante di un desiderio puro. Il suo lavoro di carpentiere permetterà loro di vivere con dignità, con i figli che il Signore gli vorrà concedere. Giuseppe si sente un re, come Davide, dal quale discende: è il regno dell’amore, instaurato dal progetto di Dio. E il progetto che Giuseppe ha davanti è il più bello che potrebbe immaginare. Continua a leggere

Mistero

Dio è un mistero. Lo si comprende dal fatto che ci ama. Siamo così amabili? Eppure muore per noi: Lui, l’immortale. Non resta che godere di questo privilegio, condito col dolore. Perché senza sofferenza non c’è amore, sulla terra.