La settima figlia

di Stefanie Golisch

La settima figlia

C’era una volta una donna che aveva sette figlie.
La prima faceva il pane dei re, era bianco dentro e croccante fuori ed era il pane più buono del mondo.
La seconda parlava con gli animali. Addomesticava le scimmie e di notte, i leoni si mettevano ai piedi del letto.
La terza era molto bella. Non faceva altro che pettinarsi tutto il giorno.
La quarta aveva il dono della parola. Quando parlava si smetteva di litigare. Il marito cornuto abbracciava la moglie con affetto, il figlio perdonava sua madre.
La quinta era una giardiniera. Ovunque andasse, la terra cominciava a fiorire. Era lei che comandava la pioggia.
La sesta era una domatrice di cavalli. Non aveva paura di nulla.
Soltanto la settima figlia non aveva nessun talento. Aveva paura dei cavalli di sua sorella, il suo pane non lievitava e quando prendeva la parola, nessuno l’ascoltava.
Allora si sedette per terra, prese un legno e cominciò a disegnare dei cerchi nella polvere e mente disegnava, i cerchi si trasformarono in facce, capanne e animali selvaggi. Dimenticò completamente il tempo e se ne accorse soltanto quando venne la madre insieme all’intero paese per vedere cosa facesse. Uomini, donne e bambini guardavano in silenzio il lavoro di un lungo pomeriggio. Si riconobbero, ma non si piacquero e quindi distrussero con la punta del piede tutti i cerchi, lasciando la ragazza sola nella polvere.
Questa donna ha sei buone figlie, disse a gente, ma la settima non sa fare altro che dipingere cerchi nella polvere.

Da: Stefanie Golisch: Vermeers Blau (1997)

VOCI: “Pin” di Anna Salvini – inedito 2020

Voci, rubrica di poesia “partecipata” a cura di Francesco Sasso.

Leggere e condividere poesie in rete è molto bello. Questa nuova rubrica è aperta a tutti gli appassionati della poesia. 

Cosa cerchiamo? In La metrica italiana, Beltrami scrive «versificazione è un concetto tecnico, che riguarda i tipi di discorso dotati di certe caratteristiche formali, mentre “poesia” è un concetto estetico, sentito come diverso da quello di versificazione fin dalle più antiche teorie estetiche che hanno avuto importanza nella cultura occidentale» (Beltrami, 2011, p.13).

Noi cerchiamo la poesia con la p minuscola. Potete quindi segnalare nei commenti il vostro spazio poetico in rete o copiare/incollare una vostra poesia. Noi scegliamo e rilanciamo la poesia su queste pagine. (f.s.)

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Come se

Il “come se” è potente. A volte è l’unico strumento, quello capace di rimettere in moto un auto in panne. Come se fossi libero, sicuro, pieno di energie. E subito qualcosa si allinea a questa convinzione. Anzi, alla memoria.

VIII Edizione del Premio Letterario “Paolo Prestigiacomo”

Il Comune di San Mauro Castelverde (PA) in collaborazione con il periodico culturale l’EstroVerso indice l’VIII Edizione del Premio Letterario “Paolo Prestigiacomo” per promuovere e riportare all’attenzione di stu­diosi e appassionati di poesia l’opera dello scrittore maurino Paolo Prestigiacomo (San Mauro Castelverde, 1947 – Roma, 1992).

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Intervista a Cristina Bove

di Raffaela Fazio

Cristina, cosa è venuta prima, la tua arte figurativa o la tua poesia? Da cosa sono nate? 

Ho cominciato a disegnare da piccola, prima con pastelli e matita, poi colori ad olio e tante altre tecniche nel corso della mia lunga vita fino all’attuale computerArt in cui mi cimento elaborando sovrapposizioni di miei dipinti e di soggetti ugualmente da me fotografati.
Contemporaneamente mi sono occupata anche di  scultura, di scrittura con racconti brevi, un romanzo pseudobiografico, e soprattutto poesie.   

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Regali

 

Senza Dio siamo niente, ci vuole poco a capirlo. Basta nulla a spazzarci via, come non fossimo esistiti. E i pregi, i talenti? Sono doni del Benefattore: il segno che, amandoci, ci copre di regali.

CRESTOMAZIA: “la vita inizia con lacrime e cacca” di Gabriele Frasca

“la vita inizia con lacrime e cacca” di Gabriele Frasca

la vita inizia con lacrime e cacca
súbito segue nanna mamma e cocco
incalza poi morbillo bava e mocco
la trottola il tamburo e il rompi e spacca
poi crescendo l’amica e la baldracca
su cui si ficca l’appetito sciocco
e già disposto a divenir pitocco
al giovane ogni voglia pare fiacca
adulto poi diventa tutto un trucco
da scapolo lo attira ogni donnaccia
sposato si converte in mammalucco
da vecchio imbiacca e tutto si rinsecca
ma solo che la morte lo disfaccia
quello che lascia paga e ciò che pecca

(da Gabriele Frasca, Rimi, Einaudi 2013)

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Musica


Siamo fatti per la santità, anche se la cosa non ci piace. Più la sentiamo lontana, più vuol dire che le nostre corde sono sensibili ad altri spartiti, ad altre melodie. Dovremmo cominciare a impratichirci con la musica di Dio.

La direzione

Gesù ha sofferto: non solo nella passione, ma in tutto l’arco della vita. Ciò dimostra che non c’è amore senza sofferenza, non c’è dare che non implichi un perdere, non c’è dono esente dal perdono. La direzione è segnata, non resta che percorrerla.

“Cosa rimane”, di Rita Pacilio

Recensione di Francesco Improta

Rita Pacilio, Cosa rimane, ed. Augh! (collana “Frecce”)

Quasi in contemporanea con Pretesti danteschi per riflettere di sociologia (Guida editore 14 €), Rita Pacilio approda in libreria con Cosa rimane (Augh, collana “Frecce”, 13 €), a testimonianza della sua vena prolifica e poliedrica. Si tratta di un romanzo e rappresenta la prima prova narrativa della scrittrice beneventana, non potendosi definire tali, a dispetto della loro veste prosastica, Non camminare scalzo e L’amore casomai e avendo privilegiato in passato altri generi letterari: poesia, teatro, saggistica e persino il canto. Continua a leggere→

Lirico terapia. Giovanni Giudici, Preliminare di accordo.

Preliminare di accordo

giugno 1968

 

Tuttavia un minimo d’impostura è necessario mi disse.

La verità non coincide con la saggezza.

Stanno contro il disordine alcune regole del gioco.

Sii grato al rituale. La verità ti divora.

 

Hai ragione si aspettava che rispondessi.

Recitiamola pure la farsa del ragionevole.

Anch’io ripeterò che tutto non si può avere

pronto a morire purché non crolli il letto dove muoio.

 

Ma anche per me era l’ultima occasione che restava.

E prima di sottoscrivere solo chiedevo se in cambio

dell’accettare quel molto di finzione che diceva

un minimo di verità sarebbe stato compatibile.

Giovanni Giudici tocca leve sensibili e, diremmo oggi, politicamente scorrette. Qui il tema è quello di una verità negata, al punto che è possibile sperare solo in un minimo residuo, un livello di semplice sopravvivenza. Al lettore cogliere lo spessore del dramma, che diventa universale.

Stagioni

Le stagioni passano lente, in ritmi impercettibili. Così è l’amore, che richiede la pazienza del contadino e l’entusiasmo dell’esploratore: la calma di chi attende e la passione di chi sboccia.

Lirico terapia. Maria Luisa Spaziani, La via Crucis.

La via Crucis

La bronchite stanotte mi trasforma

in una quercia carica di neve.

Crocifissa alla terra con radici

di debolezza e brividi,

sento i rami che grevi si curvano

sotto il peso di mille cristalli.

Conobbi un giorno un ragazzetto, molto

piú malato di me. Continua a leggere→