A volte i nostri difetti ci scoraggiano. È pesante portare gli stessi carichi, per anni. Gesù lo sa, e ci invita ad avere la certezza che il Suo amore è più forte di ogni peso, che il Suo giogo è leggero, anche nei casi disperati.
Frammenti di Cinema # 40

Il cinema è donna. Le icone femminile prevalgono su quelle maschili. Marilyn Monroe batte senz’altro James Dean. Rarissimi, e generalmente brutti, sono i film del tutto privi di figure femminili. Anche quando lo stereotipo ha prevalso, ed effettivamente ha prevalso per lungo tempo, la donna nel cinema è sempre stata centrale, magari “oggetto” del desiderio come Gilda-Rita Hayworth, eppure vero motore di ogni azione. Non è un caso che proprio Marylin è tra le prime dive del cinema a ribellarsi al suo modello ne Gli spostati di John Huston del 1961, sceneggiato da Arthur Miller. La scena del cavallo domato con violenza a Stagecoach non è che la parabola del suo drammatico destino. E poi c’è Vienna-Joan Crawford in Johnny Guitar di Nicholas Ray (1954), la prima eroina LGBT nella storia del cinema.
Luigi Maria Corsanico legge Fernando Pessoa. 36
La forza
Giulio da un anno non è più con noi
di Antonio Sparzani

Mi sembra ancora incredibile di non potergli più telefonare con le domande più bizzarre e di non poter più offrirgli a casa mia quei dolcetti che spazzava via in un secondo, mentre si discuteva di Feyerabend (che lui mi insegnò ad amare) piuttosto che delle strane conseguenze della relatività speciale. Giulio Giorello era guarito, così diceva il tampone, dal covid, che non so come avesse fatto a prendere, ma la sua salute era minata già da altro e non ce l’ha fatta. Si era sposato (per la prima volta nella sua vita) tre giorni prima di morire, con Roberta Pelachin, della quale è da poco uscito un bel libro: La trappola delle emozioni — dal caso Phineas Gage (1848) alla terza guerra (2048), Mimesis 2021. Ho visto Roberta al funerale, stravolta e ancora incredula: sono stati proiettati, lì al funerale laico, degli spezzoni che mostravano Giulio in alcuni eventi pubblici di dibattito, ironia e competenza. Una cosa straziante. Io gli ho scritto due giorni dopo la morte qui, dove sono arrivati vari commossi commenti.
Dirigeva con fantasia e spregiudicatezza la collana “Scienza e idee” di Raffaello Cortina, Milano, riuscendo così a far pubblicare libri non solo di filosofia della scienza o di matematica, che erano le sue discipline accademiche ufficiali, ma altri, anche suoi del tutto “fuori linea”, da Topolino alla mitologia di Gilgamesh, sempre però con qualche arguto aggancio filosofico o comunque di sapienza anche spicciola. Non so cos’altro dire se non raccomandare di leggere i suoi libri e di guardare su youtube i filmati che lo riguardano.
A partire dal 12 giugno il Corriere della Sera vende con La Lettura una raccolta di suoi interventi, a cura di Antonio Carioti. L’ultimo in ordine di tempo è un’intervista a tre, curata da Annachiara Sacchi, con Elliot Ackerman, Sergio Harari e Giulio del 7 giugno 2020. Giulio è già formalmente guarito dal covid, ha il tampone negativo: alla domanda: “professor Giorello, lei come si sente dopo la sua battaglia? Diverso o come prima?”
Risposta: “La mia sensazione, dopo essere stato toccato personalmente dal virus, è di ottimismo, di speranza. Forse in questo sono cambiato.”
Una settimana prima di morire.
Penso proprio che valga la pena di dedicargli un po’ di tempo.
Bent to the earth di Blas Manuel De Luna (USA,1969)
They had hit Ruben
with the high beams, had blinded
him so that the van
he was driving, full of Mexicans
going to pick tomatoes,
would have to stop. Ruben spun
the van into an irrigation ditch,
spun the five-year-old me awake
to immigration officers,
their batons already out,
already looking for the soft spots on the body,
to my mother being handcuffed
and dragged to a van, to my father
trying to show them our green cards.
They let us go. But Alvaro
was going back.
So was his brother Fernando.
So was their sister Sonia. Their mother
did not escape,
and so was going back. Their father
was somewhere in the field,
and was free. There were no great truths
revealed to me then. No wisdom
given to me by anyone. I was a child
who had seen what a piece of polished wood
could do to a face, who had seen his father
about to lose the one he loved, who had lost
some friends who would never return,
who, later that morning, bent
to the earth and went to work. Continua a leggere
Pane
VOCI: “Lockdown” di Andrea Gruccia
Voci, rubrica di poesia “partecipata” a cura di Francesco Sasso.
Leggere e condividere poesie in rete è molto bello. Questa nuova rubrica è aperta a tutti gli appassionati della poesia.
Cosa cerchiamo? In La metrica italiana, Beltrami scrive «versificazione è un concetto tecnico, che riguarda i tipi di discorso dotati di certe caratteristiche formali, mentre “poesia” è un concetto estetico, sentito come diverso da quello di versificazione fin dalle più antiche teorie estetiche che hanno avuto importanza nella cultura occidentale» (Beltrami, 2011, p.13).
Noi cerchiamo la poesia con la p minuscola. Potete quindi segnalare nei commenti il vostro spazio poetico in rete o copiare/incollare una vostra poesia. Noi scegliamo e rilanciamo la poesia su queste pagine. (f.s.)
Al di là
“L’isola dei topi”, Alberto Bertoni
La lingua
Come quel nonno mai incontrato
vedrai che morrò soffocato
da un nòcciolo di pesca
E tu soffocherai sulle mie labbra
lingua che parli la ferita
tragica e perversa,
romantica e vitale,
molto più grande
del mio corpo incapace di migrare
dove l’aria è della migliore
sfumatura verderame, Continua a leggere
Cosa fare
Cosa fare, in questo mondo? Abbiamo tante ambizioni e attività. Gli obiettivi ci incalzano, li inseguiamo o li perdiamo di vista, sempre con l’ansia di non avere tempo, di fallire. Chissà se capiremo mai che una cosa sola è necessaria: amare il prossimo per amore di Gesù. Solo lì c’è la gioia, lo Shalom.
Cuore
di Rainer Maria Rilke
Tu non sei piú vicina a Dio
di noi; siamo lontani
tutti. Ma tu hai stupende
benedette le mani.
Nascono chiare a te dal manto,
luminoso contorno:
io sono la rugiada, il giorno,
ma tu, tu sei la pianta.
Sono stanco ora, la strada è lunga,
perdonami, ho scordato
quello che il Grande alto sul sole
e sul trono gemmato,
manda a te, meditante
(mi ha vinto la vertigine).
Vedi: io sono l’origine,
ma tu, tu sei la pianta. Continua a leggere
La scomodità
Armi italiane all’Egitto
di Antonio Sparzani

Nell’anno 1990, presidente del Consiglio il divo Giulio (Andreotti), ministro di grazia e giustizia Giuliano Vassalli, socialista, fu approvata un’ottima legge, n° 185, sul controllo da parte dello stato della vendita di armi a paesi terzi.
L’articolo 1 di tale legge riguarda il controllo dello Stato e i suoi punti 5 e 6 suonano così:
5. L’esportazione ed il transito di materiali di armamento, nonché la cessione delle relative licenze di produzione, sono vietati quando siano in contrasto con la Costituzione, con gli impegni internazionali dell’Italia e con i fondamentali interessi della sicurezza dello Stato, della lotta contro il terrorismo e del mantenimento di buone relazioni con altri Paesi, nonché quando manchino adeguate garanzie sulla definitiva destinazione dei materiali.
6. L’esportazione ed il transito di materiali di armamento sono altresì vietati: Continua a leggere
Poesia italiana del XXI secolo

Franco Di Carlo è nato a Genzo di Roma nel 1952. Dal 1974 al 1980 ha insegnato Storia della Letteratura Italiana moderna e contemporanea all’università La Sapienza di Roma. Ha scritto numerose e variegate opere di critica su: Tasso, Leopardi, Verga, Ungaretti, Poesia abruzzese del ‘900, Pasolini, per citarne solo alcuni. Ha pubblicato varie opere poetiche: Nel sogno e nella vita (1979) con prefazione di G. Bonaviri; Le stanze della memoria (1987) con prefazione di L. Canducci e postazione di D. Bellezza e E. Ragni; Il dono (1989) con prefazione di D. Maffia e postfazione di G. Manacorda. Fra il 1990 e il 2001, numerose raccolte di poemetti. Nel 2002 è uscita la silloge poetica Il nulla celeste, con prefazione di Giorgio Linguaglossa. Sulla sua opera hanno scritto tra i più importanti autori e critici: lo stesso Pasolini, poi, Luzi, Zanzotto, Sanguineti, Spagnoletti. Traduttore di poeti antichi e moderni, ha curato la pubblicazione di inediti di Parronchi, Fracassi, Rippo, Landi. La sua ultima opera è La morte di Empedocle, Edizionio Divinafollia, 2019.
Luce
Lirico terapia. Rainer Maria Rilke.
1,3
Un dio lo può. Ma un uomo, dimmi, come
potrà seguirlo sulla lira impari?
Discorde è il senso. Apollo non ha altari
all’incrociarsi di due vie del cuore.
Il canto che tu insegni non è brama,
non è speranza che conduci a segno.
Cantare è per te esistere. Un impegno
facile al dio. Ma noi, noi quando siamo?
Quando astri e terra il nostro essere tocca?
O giovane, non basta, se la bocca
anche ti trema di parole, ardire
nell’impeto d’amore. Ecco, si è spento.
In verità cantare è altro respiro.
E un soffio in nulla. Un calmo alito. Un vento.
La poesia è un’arte difficile, divina. Come dirlo meglio di Rilke? I versi scritti dal genio sembrano far parlare da sola la realtà.












