Accontentarlo

Cosa chiediamo a Cristo? Potremmo domandare, per esempio, di non andare in purgatorio, per vederlo al più presto. È quello che Gesù dice a Gabrielle, precisando che questo desiderio gli fa piacere e lo onora. Siamo ancora in tempo per accontentarlo.

La poesia della settimana. Derek Walcott

Preparandosi all’esilio

Perché immagino la morte di Mandel’štam
tra le noci di cocco ingiallite,
perché il mio dono si guarda già alle spalle
Per sorprendere un’ombra che riempia la porta
ed eclissi questa stessa pagina?
Perché la luna si espande in una lampada ad arco
e l’inchiostro sul pollice si prepara a essere pressato
davanti a un sergente che scrolla le spalle?
Cos’è questo odore nuovo nell’aria
che un tempo era sale, che sapeva di lime all’alba,
e il mio gatto, so che me lo immagino, salta davanti al mio passo,
e gli occhi dei miei figli sembrano già orizzonti,
e tutte le mie poesie, persino questa, vogliono nascondersi?

Derek Walcott, Nelle vene del mare, Corriere della Sera, 2011, p. 77.

Vivalascuola. Annuncio: 1969: L’assalto al cielo

Che significato hanno nell’immaginario di un millennial eventi storici come la strage di piazza Fontana o la caduta del muro di Berlino? Quale consapevolezza ha oggi un adolescente del significato storico delle lotte dell’autunno caldo? Il corso di formazione per docenti proposto dall’Associazione Scuola e Società si propone di esplorare criticamente le possibili risposte a simili domande con il contributo di ricercatori che si sono occupati di questi argomenti. Saranno approfonditi i meccanismi di radicamento o espulsione dall’immaginario collettivo dei fenomeni connessi al 1969 e al 1989. Si rifletterà inoltre su come offrire agli allievi strumenti interpretativi efficaci rispetto agli accadimenti recenti, in una scuola in cui lo statuto disciplinare della storia è ormai messo radicalmente in discussione.

1969: L’ASSALTO AL CIELO. Cosa resta nell’immaginario comune dell’autunno caldo e delle sue lotte

Giovedì 14 novembre
ore 9: registrazione dei partecipanti
ore 9.30: introduzione al corso a cura di Scuola e Società – Torino
ore 10: L’autunno caldo nella storia repubblicana, Diego Giachetti, insegnante di lettere, storico del movimento operaio
ore 11: Movimento studentesco e lotte operaie nel biennio ’68-‘69, Marco Scavino, ricercatore dell’Università di Torino
ore 12: tavola rotonda e confronto su ipotesi e sperimentazioni didattiche Continua a leggere→

L’unica formula

Dimenticarsi di sé stessi e aderire al Signore: questo è il criterio. L’amore nuziale si realizza così. Il Cantico dei cantici esprime l’esigenza di perdersi nell’altro, accogliere il suo dono, ritrovando se stessi nell’abbraccio. Jung la chiamava unione degli opposti, la formula vincente nella chimica del Tutto.

Breve storia di noi

di Stefanie Golisch

Questa storia è di tutti, delle badanti russe con i denti
d’oro e gli stivaletti rossi che fanno colazione nei
giardinetti, dell’uomo con il gatto a macchie di iena che
abita davanti alla figliale di Zara, di chi sa dove andare
e di chi non lo sa, dei ragazzi che si fanno nella piazza
deserta, di chi cammina come se volesse chiedere scusa
per essere nato e di chi riempie il palco da protagonista
subito, della donna che di casa non esce mai e di chi
conta il tempo per non perderlo, di chi ha una storia da
raccontare e di chi si accontenta del solito gelato, davanti
alla stazione dimorano gli indecisi, uno è appena arrivato
e l’altro non vede l’ora di partire, c’è chi dorme e c’è chi
canta e c’è chi predica la fine del mondo da sempre, c’è
l’uomo sul ponte che ride a più non posso e in fondo alla
via che porta non si sa dove c’è il bambino mendicante,
ci guarda come se volesse chiedere qualcosa, ma non sa
come e ad ogni modo, noi non sapremmo rispondere,
facciamo finta di niente come al solito, ma lui c’è, non
molla, non ha paura di noi

Il quadro è di Ernesto Treccani: Il popolo dei volti

Sete

Gesù, sulla croce, dice: ho sete. È sete di salvezza per l’umanità, un desiderio di riscattare dalla morte del peccato. La nostra occupazione principale dovrebbe essere questa: dissetarlo.

Il bello

L’amore resta per sempre. Gabrielle ringrazia Gesù per tutte le Ostie ricevute. Lui le dice: tu le hai sempre, perché un’Ostia ricevuta è data eternamente. È il bello di essere Dio: un Suo regalo non si può più perdere.

Soli

A volte ci sentiamo soli: ne soffriamo, ci crogioliamo, in questo stato d’animo. Gesù dice a Gabrielle: non bisogna lasciarmi solo! Ecco come si supera la nostra solitudine: consolando la solitudine di Dio.

L’altra riva

A volte il nostro modo d’amare è narcisistico, è un compiacersi di certe parole o certi atteggiamenti. Gesù dice a Gabrielle: non essere amabile per amore dell’amabilità. Sii amabile per farmi piacere.
Il criterio è sempre l’altro: bisogna passare all’altra riva.

Lui e io

A volte ci scoraggiamo per i nostri difetti, pensiamo di non venirne fuori. Sono i vicoli ciechi a cui la Provvidenza ci indirizza, per convincerci che da soli non possiamo nulla. Lui e io, questa è la formula, come aveva compreso Gabrielle, innamorata di Gesù.