Non sprechiamo parole: nelle tre ore sulla Croce, Gesù ne ha dette sette.
Anna Toscano
Lucerne nella luce, di Lucio Brandodoro
8 dicembre
Festa dell’Immacolata
[Gn 3,9-15,20; Ef 1,3-6.11; Lc 1,28-42]
[Di tradizione antica, questa festa è stata istituita solo recentemente (1854). Afferma la nascita di Maria senza il peccato originale, in vista della generazione di Gesù Cristo. Non si afferma l’indipendenza di Maria da Cristo, ma la novità della creatura orientata alla nuova creazione.]
I passi della Scrittura proposti sembrano andare in questa direzione. Continua a leggere
Hugo von Hofmannsthal
Lucerne nella luce, di Lucio Brandodoro
Il fuoco dell’accoglienza
(Is 11,1-10; Rm 15,4-9; Mt 3,1-12)
(Christine Safa, L’habitude du ciel)
«In quei giorni, venne Giovanni il Battista e predicava nel deserto della Giudea dicendo: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino!». Egli infatti è colui del quale aveva parlato il profeta Isaìa quando disse: «Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri!».
E lui, Giovanni, portava un vestito di peli di cammello e una cintura di pelle attorno ai fianchi; il suo cibo erano cavallette e miele selvatico. Allora Gerusalemme, tutta la Giudea e tutta la zona lungo il Giordano accorrevano a lui e si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati.
Vedendo molti farisei e sadducei venire al suo battesimo, disse loro: «Razza di vipere! Chi vi ha fatto credere di poter sfuggire all’ira imminente? Fate dunque un frutto degno della conversione, e non crediate di poter dire dentro di voi: “Abbiamo Abramo per padre!”. Perché io vi dico che da queste pietre Dio può suscitare figli ad Abramo. Già la scure è posta alla radice degli alberi; perciò ogni albero che non dà buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco. Io vi battezzo nell’acqua per la conversione; ma colui che viene dopo di me è più forte di me e io non sono degno di portargli i sandali; egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala e pulirà la sua aia e raccoglierà il suo frumento nel granaio, ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile». [Mt 3,1-12] Continua a leggere
Un Natale al femminile
Mi chiedo se oggi le bambine e le adolescenti tra i sette e i dodici anni leggano ancora la quadrilogia di Louisa May Alcott: Piccole donne, Piccole donne crescono, Piccoli uomini, I ragazzi di Jo, un classico della letteratura dell’infanzia, presente in tutte le librerie delle famiglie con figlie femmine. Noi eravamo tre sorelle, e ci passavamo le storie di Meg, Jo, Beth e Amy litigando sulle loro affinità con i nostri caratteri. Io, sessant’anni fa (ma come è possibile sia passato tanto tempo, senza che in pratica me ne sia accorta?) non ho mai fatto segreto delle mie preferenze. Jo, ovviamente, era la più amata, per la sua indipendenza, l’insofferenza dei ruoli, il desiderio di avventura. E poi Beth, così dolce e mite da palesare subito il suo destino di soccombente. Le altre due protagoniste mi sembravano più scontate e tradizionali, prevedibili nei comportamenti, nei desideri, nelle scelte di vita. Continua a leggere
Rainer Maria Rilke
Nascita di Cristo
Semplice tu sei; come altrimenti
verrebbe a te ciò che notte accende?
Guarda: quel Dio irato con le genti
mite si fa in te e nel mondo scende.
Lo ideò più grande la tua mente?
Che è grandezza? I metri risoluta
interseca e azzera la Sua sorte;
per gli astri la via è più inavveduta.
Vedi questi grandi re in coorte?
Trascinano al grembo tuo le scorte
che grandi essi stimano in valore;
forse a questi doni tu stupisci;
ma guarda! é fin d’ora superiore
chi in pieghe del manto custodisci.
Se ambre d’oltremare a ori unisci,
e a un disfarsi in aromi di piante
che si spande ed i sensi imprigiona:
tutto questo non è che un istante
e rammarico infine cagiona.
Ma (tu lo vedrai) gioia Lui dona.
Confidenza
Elena PIGOZZI, Le sarte di Villarey

E’ un romanzo che tocca nel profondo, questo di Elena Pigozzi ambientato ad Ancona tra il 1943 e il 1944.
La storia s’intesse intorno a una vicenda reale: il difficile momento per la popolazione italiana e anconetana dopo l’armistizio dell’8 settembre del 1943, con Mussolini liberato dai tedeschi dalla prigionia sul Gran Sasso e posto al comando (sotto il controllo tedesco) della Repubblica sociale di Salò. Ancona, come buona parte dell’Italia, fu occupata dai tedeschi con violenze e deportazioni, e bersagliata da ben centottantaquattro bombardamenti da parte delle forze alleate. Continua a leggere
Czeslaw Milosz
Sortilegio
Bello e invincibile è l’intelletto umano.
Né inferriata, né filo spinato, né libri al macero,
Né verdetto di bando possono niente contro di lui.
Egli stabilisce nella lingua le idee generali
Ed ci guida la mano, scriviamo quindi con la maiuscola
Verità e Giustizia, e con la minuscola menzogna e offesa.
Egli sopra ciò che è innalza ciò che dovrebbe essere.
Nemico della disperazione, amico della speranza.
Non conosce Ebreo né Greco, schiavo né signore,
Affidandoci in gestione il comune patrimonio del mondo
Dall’immondo strepito di parole slabbrate
Salva frasi austere e chiare.
Egli ci dice che tutto è sempre nuovo sotto il sole.
Apre la mano rappresa di ciò che è già stato.
Bella e giovane assai è Filo-Sofia
E la poesia sua alleata al servizio del Bene.
Appena ieri la natura ha festeggiato la loro nascita.
Ai monti ne hanno dato notizia l’unicorno e l’eco.
Famosa sarà la loro amicizia, il tempo loro senza confini.
I loro nemici si sono condannati alla distruzione.
Berkeley, 1968
Ciò che conta
Etty e Rainer, di Raffaela Fazio
SPAZIO INTERIORE DEL MONDO
Etty Hillesum e Rainer Maria Rilke (trad. Raffaela Fazio)
Rainer Maria Rilke
Spazio interiore del mondo/ Weltinnenraum (1914)
Quasi ogni cosa ci invita a un legame
e ogni svolta sussurra: Rammenta!
Il giorno che incuranti oltrepassiamo
si rivela dono un secondo momento.
Dei nostri averi chi tiene il registro?
Chi ci separa dal tempo passato?
Che cosa abbiamo dall’inizio imparato,
se non che l’uno si specchia nell’altro,
che in noi s’accende ciò che era indifferente?
O casa, luce serale, discesa erbosa,
quasi visibile lo rendi all’improvviso
e ci abbracci abbracciata, a noi aderente.
Un solo spazio unisce i viventi:
spazio interiore del mondo. Un volo silenzioso
ci attraversa. Di crescere desideroso,
guardo fuori, e in me l’albero spunta.
Sono in pensiero, e in me è la dimora.
Io mi proteggo, e in me è la protezione.
Eccomi amato: della bella creazione
in me l’immagine, piangendo, si consola. Continua a leggere
César Vallejo
Un uomo passa con un pane a spalla. Posso scrivere dopo sul mio sosia?
Un altro si siede, si gratta, estrae un pidocchio dall'ascella,
lo ammazza.
Con che coraggio parlare di psicanalisi?
Un altro mi è entrato nel petto con un palo in mano.
Parlare poi di Socrate col medico?
Passa uno zoppo che dà il braccio a un bimbo.
Posso leggere, dopo, André Breton?
Un altro ha freddo, tossisce, sputa sangue.
È ancor lecito un cenno all'Io profondo?».
Giogo
Luigi Maria Corsanico legge Pablo Neruda. 27
Poesia religiosa di tutti i tempi, a cura di Rita Pacilio. Carlo Di Legge
Dio: non terra nella terra,
non aria dov’è l’aria
ma forma dell’informe,
non scrittura dov’è scrittura, né linguaggio,
eppure segno,
nome no, eppure
di tutti i nomi
nome.
Con fervore ti cerco,
e nella stessa mia febbre m’inganni:
e mai ti colgo.
In: Multiverso. Di quel colore che soccorre, a volte, ed, puntoacapo, Pasturana (Al), 2018.
POESIA E POLITICA.35. Patrizia VALDUGA

da LACRIMAE RERUM (Einaudi 2025)
A Milano, capitale immorale
coi <danee in man> non col <coeur>, per suo male,
sono arrivata nell’ottantadue
per lui, e ho preso forze dalle sue. Continua a leggere
Elio Fiore
Dubbi di Josef
VIII.
Un Angelo rassicura Josef,
Sul Verbo incarnato in Miryam.
Entra nel Tempio per ringraziare
Il Signore. Josef è stanco,
Ha vegliato a lungo nel dubbio
Ma la luce è venuta d’improvviso
Dalle tenebre. Josef, tra i campi,
Nel grano, coglie un piccolo fiore
Per Miryäm. Miryam canta accanto
Al telaio e gli sorride nel mistero
Pieno di Spirito Santo,
Pieno dei Cieli di Dio.















