Il monumento al Circo Massimo per dare voce al mondo dell’arte

Visalli
Intervista all’autore dell’opera e della protesta, Francesco Visalli

Dal red carpet al Circo Massimo. “La Grande Bellezza”, o forse no. Era il 27 gennaio, e a Roma il pittore Francesco Visalli si autodenunciava per aver commesso un atto di abusivismo, ovvero per aver installato nei pressi del Circo Massimo un monolite dedicato all’artista olandese Mondriaan, senza che nessuno se ne accorgesse. Questo gesto, che altro non è che un atto di protesta, ce lo ha raccontato lo stesso Francesco Visalli. Continua a leggere→

Guido Michelone intervista Gianni Biondillo

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Quest’anno Gianni Biondillo festeggia un decennio esatto di attività letteraria; lo scrittore milanese quarantottenne, già noto come studioso di architettura (con numerose pubblicazioni specialistiche), esordisce nella narrativa nel 2004 con Per cosa si uccide, facendo via via seguire i sei romanzi Con la morte nel cuore, Per sempre giovane, Il giovane sbirro, Nel nome del padre, I materiali del killer, oltre antologie di racconti e saggistica di varia natura. Nel 2013 invece, quasi ad anticpare il decennale, escono ben tre libri: il racconto per l’infanzia Il mio amico Asdrubale, il racconto lungo Nelle mani di Dio e soprattutto il nuovo romanzo Cronaca di un suicidio, di cui è l’Autore stesso a parlare durante e dopo un incontro in libreria (per i quali si ringraziano i giovani scrittori Alessandro Barbaglia e Gianluca Mercadante). Continua a leggere→

Maria Allo, Al Dio dei ritorni

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di Gloria Gaetano

Maria Allo è una delle voci più intense, vitali e addolorate del nostro sistema letterario, ma riesce anche a conservare una magia sottile, pensosa, a volte anche ironica.

“siamo terra ferita di uno stesso paese
unico e molteplice turbine
tra le rovine
decomposta polvere dentro
le parole”. Continua a leggere→

Siesta della donna

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da qui

Perché nel giorno scelto dalle masse
che tra mimose e spogliarelli vanno
incistando perle di carta, come
cimeli, in ghirlande di polistirolo?
Perché non farne sempre una collana
di confidenza e di complicità,
nelle sere velate a malapena
da un cristallo istoriato sulla strada?
La guarnizione di grano selvatico
ti sboccia in cuore in questo giorno nuovo,
che vada come vada. Mi diventi
fiamma che riscalda, brezza che seda
l’arsura degli slogan, per viatico.

Tennis, di Roberto Saporito

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La vostra preoccupazione per ciò che gli altri pensano di voi
scompare una volta che capite quanto di rado pensano a voi.

(David Foster Wallace, Infinite Jest)

Lancio la pallina e la colpisco con un piccolo ritardo nella discesa. Una mia battuta tipica, un mio tratto distintivo.
Jim la colpisce come può e la rimanda, alta, nella mia parte di campo.
La colpisco, forte, di dritto, e la infilo, in un passante lungolinea, dove Jim non riesce ad arrivare.
Punto. Continua a leggere→

ALGRA

di Massimo Maugeri

In Italia si legge poco. Lo ha confermato anche l’Istat, qualche giorno fa, nel rapporto “Noi Italia”. Nel 2013 solo il 43% della popolazione (tra le persone dai 6 anni in su) ha letto almeno un libro nel corso dell’anno. Non è tutto. Si legge molto di più al Nord (50,6%), mentre la regione dove si legge meno è la Sicilia (27,6%). Eppure, anche in Sicilia, continuano a nascere nuove realtà editoriali. Coraggio o incoscienza? L’ho chiesto ad Alfio Grasso, responsabile e direttore editoriale, di Algra Editore (casa editrice nata da pochissimo). «Che sia più coraggio o incoscienza me lo sono sempre chiesto, ma ho sempre evitato di darmi una risposta, sarebbe potuta non piacermi. In verità, ho sempre creduto che aspettare la fine dei momenti difficili senza fare nulla o, molto spesso, piegando la testa, sia semplicemente l’alibi dei pigri o il coraggio dei disperati. Io non sono un pigro e, soprattutto, sono troppo giovane per parlare di disperazione. Vivo ancora la fase delle speranze, dei sogni e delle ambizioni, e la mia più grande ambizione è sempre stata quella di diventare un editore, sin da quando, più di dieci anni fa, ho cominciato a lavorare nel settore. Perché oggi? Semplicemente perché era il momento giusto per me, per la mia vita privata e professionale. Oggi sono nel pieno delle mie energie, ho ancora tutto il mio entusiasmo e quel tanto di esperienza necessaria per partire».
Entusiasmo e ambizione. Continua a leggere→

Il tuo non esserci è vero più del tuo mancarmi

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di Lorenzo Mercatanti

Ho iniziato a leggere questi racconti di Emiliano Gucci, lo ammetto, con qualche pregiudizio. Di Gucci ho letto i romanzi: i primi due, oggi ahimè di difficile reperibilità, bellissimi, scritti con un polso svelto e una gran facilità nel raccontare senza peli sulla lingua, con dentro echi di scrittori a me cari, tipo John Fante o un grandissimo, purtroppo sconosciuto ai più, come il grossetano Daniele Boccardi; gli ultimi due di romanzi, L’umanità, pubblicato da Elliott, Nel vento, pubblicato da Feltrinelli, storie di grande impatto e durezza che narrano di esistenze messe di fronte a prove durissime, libri che lo collocano tra le voci da ascoltare con grande attenzione. Continua a leggere→

Mappe per il mondo. Conversazione con Chandra Livia Candiani

Mappe per il mondo. Conversazione con Chandra Livia Candiani
di Giorgio Morale

Vorrei cominciare con un grazie, Chandra, per questo La bambina pugile ovvero La precisione dell’amore: lo accolgo come uno di quei libri da portare con sé come i giovani che partivano per il fronte della Seconda Guerra Mondiale portavano nello zaino Ossi di seppia e che mostrano, a proposito delle opere dello spirito, come “le cose inutili a volte sono indispensabili” per la vita: come tu dicevi nell’epigrafe al tuo libro di ninnananne La nave di nebbia.

Mi piace un ‘libro da portare con sé’, più modestamente magari in tram verso il lavoro o verso casa, ma anche in vacanza o prima di dormire, sì. La poesia è pane, sfama e nutre il bisogno di quello che non si vede ma bussa in noi Continua a leggere→

Guido Michelone intervista Silvia Colasanti

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Silvia Colasanti, classe 1975, è tra le rare musiciste italiane e in assoluto fra i migliori talenti nella composizione classica contemporanea: formatasi al Conservatorio Santa Cecilia di Roma con Luciano Pelosi e Gian Paolo Chiti, e in seguito perfezionatasi con maestri del calibro di Fabio Vacchi, Wolfgang Rihm, Pascal Dusapin e Azio Corghi (presso l’Accademia Musicale Chigiana e l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia), riceve dal Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano il prestigioso Premio Goffredo Petrassi quale miglior diplomata in composizione. Continua a leggere→

I LIBRI DEGLI ALTRI n.70: Il “gioco a nascondere” di Francesco De Napoli. Francesco De Napoli, “Carte da gioco. Trilogia dell’infanzia” ; Francesco De Napoli, “Welfare all’italiana. Epigrammi”

Francesco De Napoli, Carte da giocoFrancesco De Napoli, Welfare all’italiana. EpigrammiIl “gioco a nascondere” di Francesco De Napoli. Francesco De Napoli, Carte da gioco. Trilogia dell’infanzia, Venosa (Potenza), Osanna Edizioni, 2011 ; Francesco De Napoli, Welfare all’italiana. Epigrammi, Cassino (Frosinone), Mondostudio Edizioni, 2011

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di Giuseppe Panella

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Sono queste le due facce di Francesco De Napoli: da un lato l’epigrammista che sferza e satireggia una società profondamente malata come quella italiana, dall’altro il poeta che si accinge a rievocare la sua infanzia con nostalgia struggente e tenero ricordo del passato.

Del primo scrive bene il bravo prefatore Domenico Cara:

«Francesco De Napoli sceglie intanto, per il sicuro coinvolgimento, l’allusione come categoria del suo pensiero, finge – tra le varianti programmate – il divertimento, ma è azione che giunge dall’ombra di una vita da scriba (senza poteri né perversa vendetta), scrupolosa, sincera, necessaria, come un dovere di vita privata e collettiva nel contingente. Trovo formidabili le sue sapienti sferzate rifilate – e intagliate – adottando un metro misuratamente elastico, vedi la bruciante chiusura “Spaghetti welfare” dell’epigramma che dà il titolo alla raccolta, uno sberleffo pregno di virulenza ineccepibile che restituisce alla loro reale dimensione umana certe esaltazioni deviate del mondo della celluloide (“spaghetti western”), scadute a esagitati fenomeni di in/costume. L’obiettivo primario è spingere la sperimentazione linguistica – non un semplice “gioco di parole”–, condotta direttamente sul parlato, oltre ogni riduttiva e alienata significazione, facendone deflagrare le becere contraddizioni interne con un’im/ mediata capacità di trascrizione»[1].

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Chandra Livia Candiani, La bambina pugile ovvero La precisione dell’amore

E’ in libreria dal 4 marzo La bambina pugile ovvero La precisione dell’amore di Chandra Livia Candiani (Einaudi 2014). E’ mia intenzione seguire con cura questo libro e tornare a parlarne, per intanto ne do con gioia l’annuncio e segnalo che così ne saluta l’uscita Andrea Cirolla su Minimaetmoralia:

… esce un bel libro… un libro importante per me e per il raccolto séguito dell’autrice, un gruppo di lettori fedeli e accaniti…

Sono anch’io tra coloro che pensano che La bambina pugile ovvero La precisione dell’amore sia non solo il libro più alto di Livia Candiani, ma anche uno di quei libri ci saranno cari non per il posto che andranno a occupare negli scaffali delle biblioteche, ma per lo spazio che avranno nella nostra vita. E’ mia convinzione infatti che con la sua nuova raccolta Livia Candiani ci abbia dato la poesia di cui il nostro tempo ha bisogno. Continua a leggere→

Vivalascuola. Gli Asini n. 19. L’ora di svegliarsi

E’ uscito il n. 19 della rivista Gli Asini (gennaio/febbraio 2014). Ne presentiamo l’articolo di apertura e l’indice.

Come si formano i maestri
di Giovanni Cuculi

Cari Asini,
cosa volete che vi scriva, che già non vi possiate immaginare? Se la situazione è disastrosa ovunque, figuratevi in una facoltà di “Scienze della Formazione Primaria”. Continua a leggere→

Cristina Bove, Una per mille

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di Gianluca Garrapa

Il romanzo di Cristina Bove inizia descrivendo L’uomo nero. L’uomo nero è anche il titolo del primo capitolo-racconto. Ogni capitolo porta, almeno nell’indice, come titolo, le prime parole del capitolo stesso. Un procedimento tipico della poesia. Cristina Bove è poetessa e scultrice, manipola la materia dei pieni e dei vuoti, e anche il linguaggio del romanzo modella luci e buio. Continua a leggere→

44. Quanto resta della notte?

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da qui

Ogni volta che progredivamo o ci sembrava d’aver colto un obiettivo, c’era qualcosa che ci spingeva indietro. Ormai era una legge: una forza oscura provocava un’azione contrapposta, che avvertivo addosso persino in senso fisico. Continua a leggere→