Aggiornamenti dal crollo

maggio-agosto 2008

di Eliana Petrizzi

Le erbe selvatiche raccolgono il vento, iniziando il passante alla legge schiva del luogo.

Una nuvola bianca sale da dietro la montagna come lo sbuffo di un vulcano. Ai miei piedi, formiche in riga trasportano una falena come un santo in processione. Molte finestre chiuse: chi ci abitava è morto, o se mi ha vista non mi ha riconosciuta. Continua a leggere→

L’ottavo pilastro della saggezza – di Alberto Asor Rosa

da: il manifesto
14.06.2013

 Non c’era un piano (così almeno presumo). Ma da un certo momento in poi il piano ha preso corpo: quando i soggetti interlocutori (ovvero, sia pure moderatamente e modestamente, distinti e contrari) sono così deboli e/o rinunciatari, è facile – diviene cammin facendo sempre più facile, – costruire un piano alternativo alle loro (peraltro estremamente confuse) intenzioni. E da quel momento, – e cioè dal momento in cui è diventata chiaramente visibile la confusione in cui i vari proponenti versavano, – il piano è stato applicato con sempre più lucida consapevolezza e con una davvero superiore capacità di controllo della crisi. La gente comune, però, -cioè noi, – ha visto solo la punta dell’iceberg. Chissà se esiste in Italia un valoroso giornalista d’inchiesta, che, oltre ad occuparsi delle malefatte dei consiglieri regionali laziali e della compravendita di voti in Lombardia, sia disposto ad occuparsi di ciò che è accaduto in Italia nelle “alte sfere” della politica, dietro l’apparenza degli scenari visibili, nel corso degli ultimi tre-quattro mesi? Sarebbe il colpo della sua vita (si spera non in senso definitivo).Andiamo per ordine, perché andare per ordine significa fermarsi un momento e dare ordine alle cose.Il primo movimento è consistito nel negare al Pd di Bersani e conseguentemente all’intera alleanza di centro-sinistra, di presentarsi alle Camere con il proprio programma e di chiedervi il voto di fiducia. Non esistevano le condizioni che tale verifica si concludesse positivamente? E allora? Il centro-sinistra aveva la maggioranza assoluta dei voti alla Camera dei deputati e una consistente maggioranza relativa al Senato. Continua a leggere→

I LIBRI DEGLI ALTRI n.43: Mi(s)tica del quotidiano. Sauro Albisani, “La valle delle visioni”

Sauro Albisani, La valle delle visioniMi(s)tica del quotidiano. Sauro Albisani, La valle delle visioni, Firenze, Passigli, 2012

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di Giuseppe Panella

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Sauro Albisani, discepolo spirituale di Carlo Betocchi e conosciuto anche come autore teatrale, non ha certo bisogno di lunghe presentazioni delle sue opere.

Alcune delle sue opere (Campo del sangue, il dramma del 1987 edito da Vallecchi e Terra e cenere, Il Labirinto, del 2002) sono conosciute al pubblico dei lettori di poesia italiana contemporanea. Apparso diciannove anni dopo All’uomo nuovo e dieci dopo Terra e cenere, l’ultima fatica lirica di Albisani si presenta come il poema di una vita, soprattutto familiare, ma soprattutto il bilancio di una solitudine incardinata in una scrittura che alla dimensione colloquiale di alcuni momenti alterna il tono alto della confessione (ma di ascendenza romantica – caratteristica della prosa autobiografica da Rousseau e Tolstoj in poi – piuttosto che di quella teologico-religiosa tipica di Sant’Agostino). Il poeta qui si mette a nudo e si conforta trovandosi carente e umiliandosi, cercando una spiegazione al suo disagio e una verifica del suo passato nel bene e nel male.

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“SINISTRE PRESENZE”, L’HORROR “POLITICO”

Recensione di Giovanni Agnoloni

Sinistre presenzeInconscio individuale o collettivo? Perché “scegliere”? Sono entrambi presenti nella nostra natura intima, come ci insegna Carl Gustav Jung. E si nutrono reciprocamente, legati in un rapporto osmotico. È questa, a mio avviso, la chiave di lettura di Sinistre presenze (Bietti Editore), antologia horror sui generis, a cura di Gian Filippo Pizzo e Walter Catalano. Ed è in questa zona “di confine” tra l’individualità e la collettività dell’esperienza psicologica “d’Ombra” che si colloca lo specialissimo carattere “politico” di una raccolta di racconti così originale.

Il titolo allude alla “sinistra”, e questo sorprende, in un genere per tradizione incentrato sui tormenti dell’Io (e perciò stesso considerato politicamente poco “impegnato”). Però questo libro fa delle dinamiche intime della natura umana una finestra aperta su una molteplicità di eventi perturbanti che toccano l’intera collettività, dalla follia di un’infermiera assassina (penso al racconto di Gian Filippo Pizzo) alla crudeltà di chi abbandona gli animali (ed ecco il contributo di Dario Tonani), passando per le vicissitudini politiche di un piccolo centro di provincia (Francesco Troccoli). E altro ancora. Continua a leggere→

CON LA CULTURA SI MANGIA

di Massimo Maugeri

In occasione delle elezioni politiche del febbraio 2013 il “forum del libro” (www.forumdellibro.org) aveva proposto l’iniziativa “E/leggiamo” basata, tra l’altro, sull’invio di una lettera aperta ai candidati al Parlamento. Nella premessa del testo si evidenziava che «dove la lettura è abitudine più diffusa, in molti casi è anche più alto il reddito, è migliore la qualità della vita, la società è più coesa, sono maggiori la capacità di innovazione e la propensione alla crescita». Oggi il principale referente di quella iniziativa è l’attuale ministro per i Beni e le Attività Culturali (persona degna, preparata e rispettabile), il quale – peraltro – dovrà tener conto degli esiti del più recente report dell’Istat. In Italia, anche chi legge, legge poco: tra i lettori il 46% ha letto al massimo tre libri in 12 mesi, mentre i “lettori forti”, con 12 o più libri letti nello stesso lasso di tempo, sono soltanto il 14,5% del totale. Dati poco confortanti, come sempre. E come sempre può sembrare vano ribadire la necessità di incrementare gli incentivi alla lettura e gli investimenti in cultura. Eppure bisogna continuare a farlo, come fanno benissimo Bruno Arpaia e Pietro Greco nel loro pamphlet “La cultura si mangia” (Guanda, € 12, p. 174). Il titolo del volume fa il verso all’infelice frase dell’allora ministro dell’Economia Giulio Tremonti pronunciata il 14 ottobre 2010: «con la cultura non si mangia. Di cultura non si vive, vado alla buvette a farmi un panino alla cultura, e comincio dalla Divina Commedia». Arpaia e Greco, dati alla mano, dimostrano invece che la cultura non è un bene di lusso. Continua a leggere→

Basilicata. La Lucania: terra dei boschi bruciati di Nunzio Festa

basilicata_PRIMA_golenaAssociazione culturale Golena – 2013

Nota di lettura di Rosa Salvia

In questo saggio così dettagliato e preciso sulla propria terra, La Lucania: terra dei boschi bruciati, a causa del problema dei numerosi incendi boschivi provocati ogni estate, più che da piromani occasionali, soprattutto dalla piaga “di una pastorizia anti-sociale,” Nunzio Festa palesa quell’amore che ciascun lucano ha inciso nel proprio silenzio, come su pietra, e che nessuna mano, neppure quella del Tempo, può raschiare. Continua a leggere→

Se il Papa critica il capitalismo (e la sinistra no) – di Francesco Peloso

DA MICROMEDIA

Bergoglio non è un rivoluzionario, né ha fatto parte delle correnti più progressiste della Chiesa. E tuttavia il suo magistero s’inserisce in quella rinnovata attenzione alla dottrina sociale scaturita dagli anni del Concilio e dalle esperienza della Chiesa latinoamericana. Perché una simile prospettiva di fede non ha ancora riscosso l’attenzione delle forze culturali e politiche della sinistra?

di Francesco Peloso

Cosa succede se una delle più antiche istituzioni globali della storia, la Chiesa cattolica, attraverso la sua più alta autorità critica le virtù e i presunti benefici del capitalismo mondializzato? La prima reazione dell’opinione pubblica, quasi automatica, è quella di declassare gli interventi del Papa in materia economica e sociale a tradizionale attenzione ai poveri, vale a dire pensieri caritatevoli pronunciati da un leader spirituale. Insomma nulla di nuovo. In quest’atteggiamento c’è ovviamente un po’ di distrazione e di conformismo, eppure si scorge anche qualcos’altro: un certo fastidio verso interventi – in questo caso del Pontefice ma altrove lo stesso effetto è causato da un economista deciso a rompere certi tabù – che provano a rimettere in discussione le fondamenta del modello di sviluppo nel quale siamo immersi e che a quanto pare non ha costruito la felicità per tutti. Continua a leggere→

Gli imprenditori invocano misure per l’occupazione. Intanto portano le loro fabbriche all’estero – di Mauro BALDRATI

DA TISCALI

Contro la disoccupazione giovanile fatti, e non parole! invocano gli imprenditori. Intanto chiudono le fabbriche in Italia e le portano all’estero.

E’ opinione diffusa che uno dei problemi più urgenti, e più drammatici, del nostro paese sia rappresentato dalla disoccupazione. Ogni anno, ogni mese si bruciano posti di lavoro. In particolare la disoccupazione giovanile è una piaga che appare senza soluzione, nonostante i proclami e gli appelli che provengono da ogni parte, politica, imprenditoriale e sindacale. I giovani sembrano addirittura avere perso la prospettiva di un impiego. Chi ha figli che si affacciano al mondo del lavoro, o che stanno per farlo, conosce il loro senso di rassegnazione, che chiude lo stomaco e fa stringere il cuore. Continua a leggere→

L’amore folle di Françoise Hardy

Hardy COPERTINA

Il debutto narrativo della mitica cantante francese

di Guido Michelone

Françoise Hardy nel 1962, a soli diciott’anni, con la canzone Tous les garçons et les filles, è l’idolo dei giovani parigini : poi in breve tempo conquista le platee di tutto il mondo, diventando, lungo gli anni Sessanta, l’unica diva francese a contrastare il predominio angloamericano nel campo della musica leggera. Le canzoni di Françoise Hardy hanno successo perché affrontano temi generazionali dal punto di vista di una ragazzina che recita il ruolo della post-adolescente triste, delusa, vittima insomma dell’egoismo e dell’incomprensione dei maschi e degli adulti. Continua a leggere→

I LIBRI DEGLI ALTRI n.42: Il perché è noto. Francesco Varano, “Il Giardino Medievale. Poesie 1977-1979”

Francesco Varano, Il Giardino MedievaleIl perché è noto. Francesco Varano, Il Giardino Medievale. Poesie 1977-1979, Firenze, Polistampa, 2012

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di Giuseppe Panella

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Nella sua intensa e non formale Introduzione al libro di Francesco Varano, Franco Manescalchi sembra non avere troppo dubbi riguardo al destino di quest’opera mista di poesie e di immagini:

«Il Giardino Medievale, composto tra il ’77 e gli inizi del ’79, ha il doppio senso di luogo della meditazione ma anche, nell’etimo dialettale della terra del poeta, terreno arido da abbandonare scegliendo l’emigrazione. E’ la prima di una ricerca coerente giunta fino ad oggi e attraverso la quale Varano impagina vasti palinsesti di storia in una grande allegoria, dialogando con i poeti che ama e scendendo alle radici del dolore di questo medioevo che ci riguarda. Continua a leggere→

Rocco Scotellaro, fragile messia

Scotellaro

di Augusto Benemeglio

1.O mio cuore antico
Rocco Scotellaro è morto sessant’anni fa, a Portici, il 15 dicembre 1953, di notte, con un turbine negli occhi, un temporale sulla fronte e uno schianto terribile nel cuore,un rantolo breve e definitivo su un letto non suo di camera in subaffitto, ha reclinato il capo come un toro mortalmente trafitto dall’ultima estocada con la spada piantata fino all’elsa e le banderillas all’infuori. Continua a leggere→

6. Anche se non vuoi

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da qui

L’avrebbero dovuto chiamare Zaccaria, Dio si ricorda. Erano sicuri, al momento della circoncisione: di quella sicurezza che culla la vita in una musica dolce, ogni volta che ti unisci al branco, che ti metti in fila per vedere lo spettacolo previsto, strappandoti all’angoscia e alla bellezza della libertà. Continua a leggere→

Nessuna fiducia: viviamo nella diffidenza assoluta, riparati dietro rifiuti preventivi – di Marco LODOLI

Osservo il mio vicino di casa che inchiavarda la porta con decine di mandate: prima sopra, poi sotto, poi ancora più sopra, e infine con un pulsante aziona l’allarme. Deve andare alle poste e poi al supermercato, starà fuori un paio d’ore, quindi è meglio che protegga la casa, i soldi, l’oro e qualunque cosa preziosa sia celata in fondo ai cassetti. “Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio”, mi dice con un sorriso amaro. Sotto casa, alle undici di mattina, un tipo lega il suo motorino scassato a un palo della luce con un catenone incredibile. Una signora gli si avvicina per domandargli un’informazione e il tipo, sempre alle prese con i suoi lucchetti d’acciaio, scuote la testa: “Non lo so, non so niente, arrivederci” dice liquidando in fretta la sconosciuta. Prendo anch’io la mia Vespa e parto per il lavoro: mi colpisce vedere lungo la Salaria una coppia di ragazzi che fanno l’autostop, lei ha in mano un cartello con la scritta Firenze, lui guarda le macchine e i camion passare veloci. Nessuno si fermerà, temo, non è più tempo di fiducia nel prossimo, di curiosità aperte: in ogni autostoppista può celarsi un serial killer. Continua a leggere→

Premio Internazionale di Poesia “Don Luigi Di Liegro”

Premio Internazionale di Poesia

Don Luigi Di Liegro

VI Edizione

(Scadenza 30 settembre 2013)

(Premiazione gennaio 2014)

La Fondazione Internazionale “Don Luigi Di Liegro” in collaborazione col sito letterario La Bella Poesia indice la VI edizione del “Premio Internazionale di Poesia Don Luigi Di Liegro” per promuovere i valori di solidarietà e accoglienza che furono propri dell’opera di Don Luigi, nonché lo studio e la valorizzazione dell’arte letteraria quale strumento di emancipazione dello spirito e di affinamento della percezione della realtà, riservando una specifica attenzione allo sviluppo culturale e morale delle giovani generazioni.

A tal fine una sezione speciale avente per tema “il bene comune” è riservata ai giovani di età non superiore ai diciotto anni e una sezione, dedicata alla saggistica propone il tema drammatico della condizione carceraria in Italia; inoltre all’usuale momento di selezione e premiazione, verrà affiancata un’attività collaterale di informazione e confronto sulle pagine Facebook de “La Bella Poesia” e del Premio, nonché sui siti www.labellapoesia.blogspot.it e premiopoesiadiliegro.blogspot.it dove verranno pubblicati i testi delle poesie vincitrici e sarà consentito il dibattito tra i partecipanti. Continua a leggere→

Provocazione in forma d’apologo 245

Un occhio liquido senza palpebre e cigli perennemente puntato verso la luna madre.
Ce lo ricordiamo perfettamente entrambi, ormai vent’anni fa, il figlio della padrona con quel suo pozzo stretto e profondo dalle pareti di eternit, nel quale aveva messo delle carpe che indossata la maschera si tuffava a recuperare per levarle al cielo in una specie di sacrificio alimentare, fanciullo invecchiato in solitaria farandola su di un greto miserrimo.
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