Viva la scuola. Ma davvero gli insegnanti in Italia sono troppi?

Se gli insegnanti vi sembran troppi
di Pino Patroncini

Alcuni giorni fa è venuta trovarmi a Roma la mia amica Mariangela, che da molti anni insegna nelle scuole italiane all’estero, ha passato cinque anni in Inghilterra e da due anni lavora a Manchester a stretto contato con le scuole inglesi. È stata l’occasione per ricordare i vecchi tempi del lavoro sindacale fatto insieme a Milano. Ma tra ricordi, nostalgie e polemiche (che tra due buoni amici di sinistra non mancano mai!) c’è stato anche il tempo per parlare di scuola inglese. Continua a leggere→

Il magnifico impostore

Le sentenze sono i crampi dell’intelletto. Lo so, eppure non posso fare a meno di ricorrervi quando scrivo, o di esserne attratto quando ne ascolto o leggo una particolarmente illuminante. Senza contare che la frase “le sentenze sono i crampi dell’intelletto”, che credo sia di Wittgenstein, è in fondo una sentenza, una sentenza che denuncia se stessa, la sua comodità di formula, di citazione prêt-à-porter buona per impressionare l’uditorio durante una conversazione brillante. Nella civiltà dell’immagine la parola si è ridotta al ruolo di didascalia, al ragionamento è subentrata la battuta. Quando leggo qualcosa, di narrativa o di saggistica, le parti che mi rimangono più impresse sono proprio le sentenze. Le sottolineo come dei mirabili parti dell’intelligenza, e già il fatto di individuarle e apprezzarle mi gratifica, mi fa sentire socio del club. Mi pare che nella loro mirabile sintesi racchiudano una profonda verità, e tuttavia mi rendo conto che sacrificano molto dell’irriducibile complessità della vita. Forse l’impostura dello scrivere inizia qui, in questa vanitosa scorciatoia della ragione. Continua a leggere→

MELANCONIA ANIMALE. Simona Lo Iacono intervista Piera Mattei

Piera Mattei è nata a Roma, dove vive. Dopo la laurea in Filosofia a Roma, ha studiato Teoria teatrale a Stanford, con Martin Esslin. Ha scritto per il teatro e diretto allestimenti scenici. Ha collaborato a giornali e riviste. Sue poesie, racconti, aforismi, traduzioni, note e saggi critici sono comparsi su varie riviste tra cui: “Quaderni del Fondo Moravia”, “Aperture”, “La Ginestra”, “Lunario nuovo”, “Leggendaria”, “L’immaginazione”, “Capoverso”, “Pagine”. Di questa ultima è coredattrice.
Tra le sue pubblicazioni recenti, “Nord” (2004, Manni) e (“La materia invisibile”, 2005, Manni).
La sua nuova pubblicazione, sempre per i tipi di Manni, è la raccolta di racconti “Melanconia animale”.
Piera Mattei ha discusso di questo suo nuovo libro con Simona Lo Iacono.
Massimo Maugeri
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DIVISE

Li vedo quasi tutti i giorni, a orari fissi che dipendono solo dai turni.
Una prima tornata verso le 5,30 del mattino, l’altra verso le 7,30.
I più aspettano alle fermate degli autobus. Aspettano quello giusto, quello che sul display segnala un’unica destinazione possibile: la fabbrica di appartenenza. Continua a leggere→

Ezra POUND – “A che serve il denaro”

Una manata, come quella di un fanciullo che scansa un gioco durato troppo a lungo. D’istinto, con naturalezza.
Così vorremmo liberarci delle cose che non vanno, scalzandole via, per sempre, con la regalità perduta dell’infanzia.
In questi giorni, una concentrazione inaudita di eventi: il crollo o la crisi di prestigiosi istituti bancari (Lehman Brother e Merrill Linch) e assicurativi (AIG), negli Usa, e delle borse; l’ulteriore aumento del costo del petrolio, la crisi dell’Alitalia e quella economica e occupazionale nostrana; l’aumento dei prezzi dei generi alimentari di prima necessità, a cominciare dal pane. Il vertiginoso aumento (75 milioni solo nel 2007) del numero delle persone sottoalimentate nel mondo (in totale, c. 925 milioni).
Non solo una crisi economica, però, ma il fallimento di un sistema, di una filosofia di vita.
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A CHE ORA È LA FINE DEL MONDO?

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«It’s the end of the world as we know it»: è la fine del mondo, per come si conosce. Che cosa? Il termine «fine»? Il termine «mondo»? «Fine del mondo» è il termine, è la fase terminale? Rapid Eye Movement e l’occhio in moto ratto – ruba al sonno percezioni e previsioni: catastrofi e pronostici. Profezie e calcoli. Clima e Cern, Big Crunch e Calendario Maya, Asteroidi e Apocalissi, Giudizio Universale e Totocataclisma. Continua a leggere→

Il futuro è vicino

Facciamo l’ipotesi che ci sia al potere un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione. Non vuole fare la marcia su Roma ma vuol istituire una larvata dittatura… Si accorge che le scuole di stato hanno il difetto di essere imparziali. Allora il partito dominante comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, a impoverirle. E comincia a favorire le scuole private.

Piero Calamadrei, discorso tenuto al III congresso dell’associazione difesa della scuola nazionale, Roma 11 febbraio 1950 – pubblicato su L’Unità.

C’è gente che si distrae

di Emanuele Kraushaar

C’è gente che si distrae
per giudicare la disattenzione
degli altri e ne vien fuori
quel pasticciaccio brutto
che tutti sappiamo.
Ti avevo promesso il mio
disastro e la polvere
delle mie macerie.
Ma queste cose poco serie
–  lo sai bene – ci fanno nausea
dall’interno di cassa.
Come il colpo di zoccolo
di un asino in salita ripida.

Confessioni di un paesologo

 

Per vivere in un paese devi dismettere ogni arroganza. Non importa se la nascondi o la fai fluire. L’arroganza si sente, agisce come un acido che corrode i tuoi legami con gli altri. Il paese è una creatura che ti chiede misericordia. Devi sentirti come un cane bastonato. Non deve sentirti uno che ha qualcosa da insegnare, uno che vuole cambiare la sua vita e quella degli altri. Il paese ti chiede di amare quello che sei e quello il paese è. Non devi fare altro. Continua a leggere→

Possiamo immaginarla luccicare nella luce del mattino

di Maria Grazia Calandrone

 

I bambini non hanno organi interni
sono aquiloni
pula
palloncini
etere nelle filze della carne
e catene di ossa
abbandonate sull’altare
di una riva
sono strutture invase dal vento, sono abbandonati
alla incomprensibile bellezza di una specie
che vuole essere toccata dal sole sebbene il sole sia una cosa mortale e abbia una massa
che si riveste di mattino e sboccia
dal costato
bianca e funzionale come un’opera.

—————-

Per l’anima bianca che ci sorregge e le romantiche rose
per ciò che lentamente si corrompe
e interrompe il suo sonno apparente
tra i manipoli verdi di sole
per quest’angelo dai calcagni d’oro
che prende
dai serbatoi
– dai mulini
e dalle legnaie
nel fumo che si alza dalla terra scavata
mentre sente arrivare lo scontento
e sopporta lo stesso
misterioso sorriso
delle fruttifere
per il legno da fuoco che porta il contagio
tra i filari
distoglici dal fatto della morte:
il corpo è nulla
che pensa all’infinito,
melo nel sole
che si versa sul cuore della terra
a corpo libero
con l’ossido dei rami,
la ruggine
e la materia robusta
di insetti dai corpi luminosi e immortali.

Alitalia

La città s’allontana sempre più, i miei pensieri si staccano da terra, volano, ora hanno la consistenza delle nuvole, nessuno può inibirli o deviarli. Sono io che guido, nella libertà dei diecimila metri, nel silenzio rotto solo dalle rade parole del secondo o dall’incursione rapida della capocabina. Penso, dunque sono, e qui nessuno può venirmi a dire in che direzione orientare le mie idee, sono io che ho in mano le leve dei comandi. Dei comandi, non del comando, in cui non ho mai creduto. Perché il pensiero è vero solo se è dialogo, disponibile a incontrare, a trasformarsi. Mi sento unito a chi lotta con me perché non siano sempre gli stessi a decidere per tutti, perché la voce abbia un’eco, e non solo a quest’altezza irraggiungibile. La città è un punto nero che svanisce, là in fondo, con le energie distruttive o liberanti, con il potere che calpesta i sogni e si accampa all’origine di pensieri e desideri. Questa volta non dirò di sì, a costo di perdere tutto, di trascinare le persone care in un volo folle e senza meta, in una corsa senza più pilota. Laggiù nessuno comprende la mia testarda decisione. Pensano che sia condizionato da poteri occulti. Ma dentro di me so bene che è il volo decisivo, e se lascio la presa il mondo che ho sognato si allontanerà come il punto nero in cui è ridotta la città, le energie contrarie formeranno un vuoto d’aria in cui saremo tutti risucchiati. Guardo il mio secondo: chissà cosa pensa. Ha tre bambini che gli chiederanno, forse, di comprargli l’ultimo modello di giocattolo. Il mio si è rotto, e non si trova nessuno che possa ripararlo.

versione audio

Il “Dalfonismo”

Con il termine “dalfonismo” – coniato a bella posta sulla scia di “daltonismo”, vocabolo con il quale si indica un difetto della vista per cui non si distinguono alcuni colori, in particolare il rosso e il verde (dal nome dello scienziato inglese che nell’Ottocento studiò questa malattia) – ci piace indicare una “malattia linguistica” di cui soffrono molti ‘dicitori’ delle radiotelevisioni: pronunciano in modo errato alcune parole, sbagliano, cioè, l’accentazione di certi vocaboli, in particolare la pronuncia esatta di alcuni “fonemi” (termine di origine greca che alla lettera vale “suono della voce”). Continua a leggere→

Un secolo di Nannarella

Se fosse stata ancora in vita, il 7 marzo di quest’anno, Anna Magnani avrebbe compiuto cento anni. Giancarlo Governi, scrittore e giornalista (tra i fondatori del secondo canale Rai), autore e presentatore di trasmissioni di successo come “Supergulp!”, “Il pianeta Totò”, “Ritratti”, “Laurel & Hardy: due teste senza cervello”, nonché autore di una ventina di volumi tra biografie e romanzi, le ha voluto dedicare un libro. Il titolo è “Nannarella” (Minimum fax, pag. 250, euro 16), il sottotitolo è “Il romanzo di Anna Magnani”. La figura dell’attrice è tratteggiata con stile piacevole e lineare. Ne emergono i punti salienti della vita e del carattere: gli “amori drammatici, esclusivi, travolgenti; i suoi dolori laceranti, le sue gioie sfrenate, le sue improvvise voglie di giocare e il suo drammatico disincanto”. Continua a leggere→

Ipotesi per una lettera di scuse allo Specialone

Attonito per lo scambio di battute al veleno tra l’AD del Catania Calcio, Pietro Lo Monaco e l’allenatore dell’Inter F.C., tale Giosè o Cosé o Giusé Murigno, suggerisco al dirigente catanese, palesemente in torto dato il tono e il contenuto delle sue frasi, di presentare al suddetto Murigno, la seguente lettera di scuse. Nulla mi sarà dovuto dal sig. Lo Monaco se utilizzerà lo scritto. ma.mi.

Al sig. Giosè o Cosé o Giusé Murigno
c/o sede dell’Inter F.C.
Via Durini 24
20122 Milano

Egregio sig. Giosè o Cosé o Giusé Murigno,
sono qui con la mia a dirle: le chiedo scusa. E, per completare la citazione dovrei forse continuare con punto, due punti, punto e virgola – ma sì, fai vedere che abbondiamo – ma lei, di cultura cinematografica lusitana, forse non coglierebbe.
Per andare al sodo, facciamo che, ad augurararle bastonate sui denti, ho commesso un errore. Ho tentato di giustificarmi sostenendo che era una figura metaforica – anche se, in tutta onestà, c’è stato un momento, ma giusto un attimo e poi è passato, che ad averla de visu, un ritocchino al suo sorrisetto strafottente lo avrei dato volentieri – ma non ci ha creduto nessuno. Però non si fa. Siamo uomini di sport, e lei più di me poiché è più famoso, come giustamente ha fatto presente a tutti durante la conferenza stampa alla vigilia di Panathinaikos – Inter.
Ho sbagliato. La violenza deve stare lontana dagli stadi e dai suoi denti. E chi ha responsabilità dirigenziali nello sport deve tener conto che le sue parole sono ascoltate da tutti, anche da gente facinorosa e incolta, che ignora cosa sia una metafora. Continua a leggere→

Cristo è maggiore di Gesù, di Vito Mancuso

Critica evoluzionista all’ultimo libro di Augias&Cacitti, con postilla sulla verità che è maggiore della storia

Non sarebbe difficile opporre un sostenuto fuoco di sbarramento all’ultimo libro di Corrado Augias, scritto insieme allo storico Remo Cacitti. Partiamo dall’incipit di Augias: “Gesù non ha mai detto di voler fondare una religione”. Come spiegare allora il suo ripetuto contrapporre in Matteo 5 “avete inteso che fu detto… ma io vi dico”, laddove il fu detto si riferisce alla religione ebraica e l’io vi dico al suo nuovo insegnamento? Ancora Augias: “Gesù non ha mai detto di voler fondare una Chiesa”. Come spiegare allora il “tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa” (Matteo 16,18)? Ancora: “Mai ha detto di dover morire per sanare con il suo sangue il peccato di Adamo ed Eva”. Come spiegare allora quando dice di “essere venuto per dare la propria vita in riscatto per molti” (Marco 10,45) e quando nell’ultima cena pronuncia sul calice le note parole “questo è il mio sangue dell’alleanza, versato per molti, in remissione dei peccati” (Matteo 26,28)? Ancora: “Mai ha detto di essere unica e indistinta sostanza con suo padre, Dio in persona”. Continua a leggere→

Hey, Jimi

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Jimi Hendrix, Seattle, 27 novembre 1942 – Londra, 18 settembre 1970

(Pump Up the volume! Una delle più famose esibizioni di Hendrix, con l’Experience)

PRIMA GIORNATA NAZIONALE PER LA SLA

di Eleonora Bernardi

18 settembre 2008
PRIMA GIORNATA NAZIONALE PER LA SLA

SLA è la sigla della Sclerosi Laterale Amiotrofica, una grave malattia neurodegenerativa che comporta la completa paralisi dei muscoli volontari. Al momento la patologia è INGUARIBILE.
Sono circa 5000 in Italia le persone colpite dalla SLA che perdono progressivamente e inesorabilmente la capacità di muoversi, comunicare, nutrirsi e respirare autonomamente.
I malati conservano la loro lucidità fino alla fine, questo fa sì che debbano combattere ogni giorno la loro personale battaglia contro la depressione, lo sconforto, il desiderio di una “resa” che li liberi da un corpo divenuto una prigione e liberi le loro famiglie da un carico insostenibile.
Tutti dobbiamo sentirci chiamati a fare qualcosa perchè lo Spirito Vitale, la Dignità dei malati di sla non si spenga anzitempo.
Tutti possiamo far sentire la nostra voce perchè le Istituzioni destinino fondi adeguati alla Ricerca, l’unica in grado di trovare una terapia che possa sconfiggere la sla, il “mostro” che annienta in modo disumano chiunque gli capiti a tiro…senza distinzioni di alcun genere.
Facciamoci sentire con ogni mezzo.
Sosteniamo l’Aisla e e le altre associazioni che si occupano di SLA.
E’ in gioco anche la nostra dignità: chi può ancora sentirsi “uomo” se chiude gli occhi davanti alla sofferenza di un fratello?
Si ricorda che nella giornata di domenica 21 settembre l’Aisla sarà presente in 40 piazze italiane per sensibilizzare e raccogliere fondi per la ricerca.
Per approfondimenti si suggerisce di connettersi con il sito www.aisla.it