Manifesto per la lettura

Perché un “manifesto per la lettura”? Perché l’ennesimo appello da sottoscrivere (attività fin troppo facile, priva di sostanziale assunzione di responsabilità)?

Comunque la pensiate, il Forum del libro ha presentato alla appena conclusa Fiera di Torino, un “Manifesto” non tanto allo scopo di invogliare chi non legge a farlo, quanto a sollecitare e promuovere investimenti e attività affinché la costatazione (deprimente ma per nulla sorprendente) di essere annoverati fra gli ultimi “consumatori culturali” europei, possa essere considerata come un’urgenza nazionale, a partire da tutte le istituzioni coinvolte (organi di governo, scuole, biblioteche).

Alla cortese attenzione…

Lugano, 19 maggio 2003
Spett. Panfilo Castaldi Edizioni
alla c.a. del Direttore Editoriale

Gentile Direttore,
non Le nascondo che la Sua cortese richiesta di un curriculum vitae mi ha sconcertato. Sulle prime, in un accesso di euforia, ho pensato che intendesse la presentazione da stampare sul risvolto di copertina. Invece Lei mi chiede un riassunto, una scaletta. E ne ha tutte le ragioni. Non sono stato io a presentarmi dichiarando che: “La mia vita è praticamente un romanzo” ?
Ebbene: la storia della mia vita, gentile Direttore, eccola qua. Continua a leggere→

“Genio e patriottismo, come l’anima, non hanno sesso” – Lady Morgan

«Si attraversa il Tevere passando per Ponte Milvio – si arriva alla Porta del Popolo, proprio alla fine di Via Flaminia – e finalmente si entra a Roma. Il cuore del viaggiatore si arresta dall’emozione – anche il cuore dell’umanità si arresta, ma a causa di un’emozione ben diversa…» [1]

Lady Morgan [2] arrivò a Roma nel dicembre del 1819 e soggiornò in Via dell’Agnello: il suo arrivo provocò agitazioni e timori all’interno dei vertici dello Stato della Chiesa, tanto che il Papa fu costretto a farla pedinare durante tutti i suoi spostamenti. La Roma che si presentò agli occhi di Lady Morgan era ben diversa dalla città che fino a due secoli prima dominava incontrastata sul mondo; la scrittrice irlandese detestava ciò che essa rappresentava, ovvero l’alleanza tra Trono e Altare, che nello stato della chiesa trovava la sua più spregevole incarnazione. L’aspetto esteriore di Roma non faceva che confermare il suo estremo grado di corruzione: «Poiché la stessa Roma, ora, non è altro che l’immondezzaio di quel mondo di cui una volta era padrona».

Se si considera la personalità di Lady Morgan, profondamente radicata nei valori della libertà, dell’uguaglianza tra gli uomini, portavoce dei diritti degli emarginati e delle popolazioni oppresse, strenua sostenitrice delle innovazioni che Napoleone mise in atto in Italia – ai danni, soprattutto, degli ordini monastici e del clero – a favore dell’istruzione dei giovani e, in particolare, delle donne, probabilmente si ottiene un quadro più preciso nel quale inserire le sue affermazioni, a dir poco critiche, nei confronti della Chiesa. Continua a leggere→

Il cavaliere di Graal – Patrizia VICINELLI

fantoni/porta

Il cavaliere di Graal

Da un altro punto furono viste le stagioni
fino lì sconosciute
solo allora poté sedersi ad ammirare
il senso dell’alternanza.
Dalla sua radice gassosa ne muta
la base visibile
e lo cimenta la traiettoria
di notte e giorno la luce,
il cielo. Continua a leggere→

Camillo Sbarbaro

a cura di Antonio Sparzani

Camillo Sbarbaro nacque a Santa Margherita Ligure nel 1888, centoventi anni fa. La sua poesia è quella dei grandi del Novecento. Qui trovate notizie su di lui; fu tra l’altro uno straordinario collezionista di licheni – le sue raccolte sono ora ospitate da importanti musei. Il volume L’opera in versi e in prosa – Poesie – Trucioli – Fuochi fatui – Cartoline in franchigia – Versioni, è stato pubblicato a cura di Gina Lagorio e Vanni Scheiwiller da Garzanti, Milano 1985, II ediz. 1995. Il volume non comprende le poesie di Resine per espressa volontà dell’autore che non le considerava più veramente sue. Esse tuttavia sono state pubblicate: Resine, edizione critica a cura di Giampiero Costa, Libri Scheiwiller, Milano 1988. Per conoscere la sua anima, o comunque quello che ne traluce dai suoi versi, buona cosa sarebbe leggersi almeno tutta la raccolta Pianissimo, qui vi offro qualche brandello.

Il mio cuore si gonfia per te, Terra,
come la zolla a primavera.
lo torno.
I miei occhi son nuovi. Tutto quello
che vedo è come non veduto mai;
e le cose più vili e consuete,
tutto m’intenerisce e mi dà gioia.

In te mi lavo come dentro un’ acqua
dove si scordi tutto di se stesso.
La mia miseria lascio dietro a me
come la biscia la sua vecchia pelle.
Io non sono più io, io sono un altro.
Io sono liberato di me stesso.

Terra, tu sei per me piena di grazia.
Finché vicino a te mi sentirò
così bambino, fin che la mia pena
in te si scioglierà come la nuvola
nel sole,
io non maledirò d’esser nato.

lo mi sono seduto qui per terra
con le due mani aperte sopra l’erba,
guardandomi amorosamente intorno.
E mentre così guardo, mi si bagna
di calde dolci lacrime la faccia.

inverno 1912
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Colloquio con Marina Pizzi di Asmar Moosavinia

Secondo lei cos’è la poesia e perché lei scrive poesie? Quali sono le principali e strutturali caratteristiche dei suoi versi?

Scrivo poesia perché mi aiuta a sopravvivere alla fatica della vita, fatica sempre più pressante e senza scopo. La mancanza assoluta di speranza rende il quotidiano pressoché intollerabile, da qui la necessità di scrivere in versi questa amputazione. E’ un manifestarsi a se stessi, quasi una rivelazione d’identità nonostante la cancellazione operata dal tempo. Continua a leggere→

Da recitare nei giorni di festa – Giuliano MESA

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Da recitare nei giorni di festa
(23-24 agosto 1996)

               ai sans papiers

I

Dopo che l’afa prosciugò la gioia
e i bambini tacevano, assopiti sull’erba.
Il cane la tovaglia le racchette.
Passato via, il tempo, di qualcuno.
Le carezze. E i ceri che non ardono.
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Ermanno Krumm

da Respiro

Come due soavi uccelli

Ricordando un affresco del Pinturicchio
nella libreria Piccolomini

Da qualche parte l’alba imporpora
un ramo, due uccelli si rincorrono
e il vento a un lupo arruffa il pelo.
La guardo, nell’ombra lei riposa.

Non so se è questo l’assoluto
dell’amore, ma penso che anche noi
come i due soavi uccelli
sopra l’unico cipresso alzato sul mare
potremmo, indenni, superare la distanza.

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Asimov

L’attenzione (…) di ogni lettore sarà richiamata da una storia della decadenza e caduta dell’impero romano, forse la scena più grandiosa e impressionante nella storia dell’umanità (…) Fu tra le rovine del Campidoglio che concepii l’idea di un’opera che mi ha occupato e ricreato per circa vent’anni della mia vita… Con queste parole, il 27 giugno del 1787 (due anni prima di un’altra storica caduta: quella della Bastiglia), Edward Gibbon licenziava le quasi tremila pagine del suo capolavoro, una cavalcata di quindici secoli da Cesare Augusto fino al vittorioso assedio di Maometto II a Costantinopoli. Continua a leggere→

Seminario di poesia

Centro Coscienza – Seminario di poesia dal 23 al 25 maggio 2008 – Campus La Schola a Morosolo (Varese)

“poesia
è il mondo l’umanità
la propria vita
fioriti dalla parola”
(G. Ungaretti)

Il seminario, partendo dai versi di Ungaretti, indagherà sul rapporto tra scrittura e autobiografia e sulla tramutazione della vita in poesia. Dalle origini della letteratura occidentale, con i lirici greci, fino alla testimonianza dei contemporanei si potranno sperimentare il senso e il valore che il poeta affida all’autobiografia in versi e di riflesso quello che il lettore può ricavarne per la propria esperienza di cultura e vita.

Il poeta Tiziano Rossi partecipa il pomeriggio di sabato 24 maggio

Il seminario è coordinato dal professor Giuliano Boccali dell’Università degli Studi di Milano

Per informazioni: Centro Coscienza – Corso di Porta Nuova, 16 – Milano
www.centrocoscienza.it

Il critico in Fiera

Noto sorprendenti analogie tra il gioco del Mercante in fiera e il modo del critico di porsi alla Fiera del Libro. Come nel mercante in fiera, il critico in fiera più partecipa numeroso e più è contento, l’importante è essere in tanti a un incontro, una presentazione, un convegno, così il gioco è più bello, e che importa se non si conosce manco il tema o l’autore a proposito del quale si è invitati a parlare. Continua a leggere→

Emily Dickinson [Morii per la Bellezza]

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I died for Beauty – but was scarce
Adjusted in the Tomb
When One who died for Truth, was lain
In an adjoining Room –

He questioned softly “Why I failed”?
“For Beauty”, I replied –
“And I – for Truth – Themself are One –
We Bretheren, are”, He said –

And so, as Kinsmen, met a Night –
We talked between the Rooms –
Until the Moss had reached our lips –
And covered up – our names –

*** Continua a leggere→

Il Bardo continua, 2.

a cura di Gaja Cenciarelli e Antonio Sparzani

La periodicità annuale dell’aprile per celebrare William Shakespeare, il Bardo, ci sembra decisamente troppo rada, e quindi ci proponiamo di adottare almeno una periodicità mensile. La prima dose l’avete avuta qui, ed eccovi la seconda. Si tratta del sonetto II, ancora nella traduzione di Giuseppe Ungaretti.

When forty winters shall besiege thy brow,
And dig deep trenches in thy beauty’s field,
Thy youth’s proud livery, so gaz’d on now,
Will be a tatter’d weed, of small worth held:
Then being ask’d where all thy beauty lies,
Where all the treasure of thy lusty days,
To say, within thine own deep-sunken eyes,
Were an all-eating shame and thriftless praise.
How much more praise deserv’d thy beauty’s use,
If thou couldst answer, “This fair child of mine
Shall sum my count, and make my old excuse,”
Proving his beauty by succession thine!
This were to be new made when thou art old,
And see thy blood warm when thou feel’st it cold.
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Ciao

Sono tornato a Firenze. Qui non si visita una città, si abita un ricordo. Lo sguardo si riempie di visioni, e quello che vedi non è il Duomo, o la stazione, o Piazza della Signoria, ma strati di gioie e malinconie, volti si sovrappongono alle statue che sorvegliano gli Uffizi, e perfino i camerieri sono figure scolpite nel marmo, la mano che preme il pulsante della polaroid è una macchina del tempo sprofondata nel chiasso di una gita scolastica di tanti anni fa, quando gli studenti issarono un pigiama nell’atrio dell’albergo come i rivoltosi la bandiera sul pennone più alto della Bastiglia. La vita è rivoluzione, ogni strato s’impone sull’altro, lo combatte come un acerrimo nemico, fino a capire che la statua, il cameriere, la donna con il seno di fuori, sono la stessa immagine replicata all’infinito, sono il mondo rovesciato dei miei desideri e delle mie paure, ora che torno a Firenze e mi sembra di non visitare una città, ma di abitare un ricordo, che diventa lacrima, sorriso, fino a issare la bandiera sul punto più alto della nostalgia, dove lo sguardo s’incontra con quello che ha sempre cercato e finalmente, in una notte improbabile di maggio, forse, e dico forse, lo trova.
ciao
fabry

Provocazione in forma d’apologo 59

Correre a braccia aperte incontro a chiunque, anche a chi non pensa che a fare sgambetti e a dare cazzotti sui nasi, è certamente un eccesso. Ma ancora più pernicioso è l’eccesso opposto, il non voler capire che dolori e terrori alle volte sono soltanto messaggeri, addirittura portatori di doni. È a causa di quest’ultimo eccesso che si fugge, si fugge fin quando le occasioni migliori non sono sfumate. Peccato, peccato. Continua a leggere→

“La pace che ci meritiamo” di Carla Guidi



F.I.A.P. Federazione Italiana Associazioni Partigiane

Comitato provinciale Roma

Recapiti diretti:

telefax: 06/ 5810590

e-mail: [email protected]

La F.I.A.P.presenta

“LA PACE CHE CI MERITIAMO”

di Carla Guidi, Onyx editore

Casa della Memoria e della Storia

Via San Francesco di Sales, 5 (Trastevere) – Roma

lunedì 19 maggio 2008 ore 17 Continua a leggere→

Forestieri


Molto tempo fa un turista prese alloggio in un paesino della costa, a poche centinaia di metri da una spiaggia straordinariamente bella, con sabbia finissima e acqua turchese. Pagava in anticipo, il turista, giorno per giorno, avendo preferito non mettere limiti alla sua permanenza. Ogni mattina si recava in spiaggia indossando abiti leggeri e colorati, tra i sorrisi dei paesani che vestivano tutti, più o meno, con le stesse cose scure. Continua a leggere→

“Cosa fa stasera?”, di Agnese De Donato

A c. di Margherita De Donato

A Roma, dal ’57 al ’66, “Al Ferro di Cavallo” una piccola e stravagante libreria sfoggiava con disinvolta allegria le avanguardie letterarie e artistiche: la pop art italiana e americana, i Novissimi poeti, gli scrittori, il Gruppo ’63, ma anche i vecchi grandi poeti, avanguardie essi stessi (Ungaretti, Sinisgalli, Tzara, Pound, Guillen, De Libero, Frassineti, Bertolucci, Pisolini) e gli artisti visivi come Burri, Afro, Caporossi. Continua a leggere→