La belletta della ciotola – di Marina Pizzi

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la belletta nella ciotola

era una tenuta di baracche per cavalli da corsa
nessuna corsa si aggiudicava un tropo di premio,
il misantropo del guardiano si accontentava
di concimare la terra intorno con gli escrementi
dei cavalli di razza. il volatile del sonno si tirava
lo sgambetto da solo tanto che ogni volta il risveglio
lo imbacuccava come se fosse sempre inverno.
la cuccia del cane era imbrattata da racconti
scritti da antenati che furono i padroni sempre
dello stesso cane, il medesimo.
il cane non aveva età, ma restava
sempre un caro cane molto paziente e forse
semiaddormentato o prestato in bàlia per cucciolate
unte di placente.

[Ottobre 2007]

Impariamo le nostre lingue# 2: Il ladino

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Da: La Quotidiana (di Coira) del 26 agosto 2005

Dad ULRICH CAFLISCH

Quei plaid sesanfla all’entschatta dil psalm 103: Lauda il Segner, mi’olma,buc emblida tut il bien ch’el ha fatg.Ami para quei in plaid adina actual. Pertgei? Perquei ch’igl ei la paupra qualitad da nus car tgauns dad emblidar era caussas ch’ins astga maina emblidar.Il psalm 103 indichescha inatala, sch’el gi: Lauda il Segner, mi’olma,bc emblida tut il bien ch’el ha fatg. Il bien e bi che Ti gaudas, vegn quei da Tei? Ei quei Tiu meret? – Na, quei ei tut regal. – Ed emblidar quei vul gir, stgirentar la veta.
Mo, stimada lectura, stimau lectur, ei dat era tut autras caussas che nus vessen buca d’emblidar, schiglioc idealisein nus il carstgaun en ina moda e maniera che sa buca survir al bien.
Etgei fuss quei? – Quei fuss per exempel Auschwitz. Ina part dallas lecturas e dils lecturs vegnan matei a dumandar:
«Auschwitz, tgei ei quei?» Pia gia emblidau. – Continua a leggere→

La festa alla donna

anagnina.jpg[Questo mio racconto fa parte, insieme a un altro dal titolo Cenere alla cenere, della raccolta Tutti giù all’inferno. Anagnina che toglie i peccati del mondo, a cura di Monica Mazzitelli e pubblicato da Giulio Perrone Editore. Il volume in formato pdf è interamente scaricabile da internet cliccando qui.]

A casa della nonna? E chi ci sarà?
Si era chiesta Amina la prima volta che aveva preso la metropolitana.
Malgrado gli sguardi freddi di alcuni viaggiatori, incuranti del caldo africano, era percorsa dall’eccitazione. Ai suoi occhi quella carrozza così variopinta somigliava a una sorta di casa di Barbie appena tolta dalla scatola, dai colori accesi e profumata di nuovo. Quando era scesa, al caleidoscopio di luci plastificate si era sostituito il buio di una notte di agosto, un panno nero calato sul cielo, e chissà – si era domandata Amina – se la sua neritudine si sarebbe potuta confondere in quel buio. Chissà – si era domandata Amina – se al buio, magari in una vita parallela, sotterranea, tutti avrebbero avuto lo stesso colore. Tutti sarebbero sembrati neri. Continua a leggere→

Polgar, mein Name!

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Alfred Polgar (1873-1955) fu giornalista. Scrittore di e per un giorno. Ma, al contrario della maggior parte dei giornalisti, i suoi racconti veloci e spietati hanno resistito alla prova del tempo. Sono rimasti perché colgono in ogni circostanza, in ogni piccolo dettaglio, l’essenziale. Polgar non ha bisogno delle 500 pagine di un grande romanzo d’avventura o di formazione o di guerra, a lui bastano poche righe per evocare uno degli innumerevoli attimi che spesso sfuggono a chi è pienamente occupato dal proprio mestiere di vivere.

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BombaCarta e Casa delle Letterature

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Laboratori di lettura e laboratori di scrittura
gratuiti e aperti a tutti

Casa delle Letterature, Piazza dell’Orologio 3, Roma

LABORATORI DI SCRITTURA ESPRESSIVA
Aperti a chiunque desideri esercitarsi nell’arte dello scrivere testi di narrativa.
L’obiettivo è di favorire lo sviluppo delle capacità espressive dei partecipanti attraverso l’approfondimento dei principali aspetti del processo creativo e degli elementi costitutivi della narrazione.

Ogni lunedì dalle 17.00 alle 19.00 a partire dal 15 ottobre
Responsabile: Stas’ Gawronski, autore e conduttore di CultBook Continua a leggere→

Lettera aperta dell’Associazione di Amicizia con il popolo Mapuche

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settembre 2007
No alla laurea ad honorem per la presidentessa Cilena Michelle Bachelet!
In accordo con la Associazione Wenuykan Amicizia con il popolo Mapuche Italia, mandiamo in rete la seguente lettera aperta indirizzata al Ministro Fabio Mussi, per la visita in Italia della presidentessa Cilena Michelle Bachelet , la quale sarà ricevuta addirittura con una laurea ad honorem nell’università di Siena, nonostante le brutali repressioni che lei e il suo governo realizzano contro il popolo Cileno nel suo complesso e il popolo Mapuche in particolare. Continua a leggere→

NICOLA PONZIO

Nicola Ponzio, L’EQUILIBRIO NELL’OMBRA – Lietocolle

Questa carne
vicino
è la luce che vigila.

Equilibrio
nell’ombra.
(p. 65)

C’è misura ma anche posizione in questo libro; pensiero e sentire. La misura viene dalla ricerca di un punto in cui le cose possono apparire riassunte, provvisoriamente statiche prima di ritornare al movimento: matrici. Quasi una costruzione architettonica, punto e linea, pensiero che si oggettiva nelle forme prima di tornare all’ombra. Pensiero assertivo – ”Nel corpo la parola/è la fornace/primigenia di una fredda decisione.”, (p. 64) – e quindi in movimento, non rinchiuso nella debole luce di un’ intuizione che va a capo, che ricomincia. Continua a leggere→

Intervista a Marina Warners della Libreria Bonardi di Amsterdam

Su Nazione Indiana, Franz Krauspenhaar ha gentilmente pubblicato una mia intervista a Marina Warners della Bonardi, un posto dove sono presenti i nostri libri, striminziti o spessi, usciti per editori molto visibili o meno. Come disse un giorno Dario Voltolini, in un suo pezzo pubblicato non ricordo dove, parlando di Marina: lassù qualcuno ci ama.

www.nazioneindiana.com/2007/10/14/intervista-a-marina-warners/

Per la seconda volta

di Emanuele Kraushaar

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E fu proprio quando lo scrupoloso e diligente studente della facoltà di Lettere e Filosofia Gianmaria Ventola, ventuno anni il giorno dopo, chiese per la seconda volta: “Ma perché scrive?” che il giovane scrittore svedese neokafkiano D. H., dopo aver fissato per un paio di secondi Gianmaria Ventola, decise di mollare definitivamente il mondo della scrittura.
“Ci sono tanti muri da imbrattare” pare abbia detto ad un suo amico intimo, iniziando a spruzzare un po’ di vernice sopra a un muro vicino alla fermata metro della Garbatella.

Romolo Bugaro, Il labirinto delle passioni perdute

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di Elena F. Ricciardi

Per chi, e sono in molti, spendere 18 euro per permettersi una lettura, significa dover rinunciare a qualcos’altro, chessò io, una pizza al sabato sera con gli amici, un concerto all’auditorium , una visita al museo, o per chi, e sono forse i più, spendere quei soldi significa contrarre un po’ il contenuto del carrello, o meglio del cestino della spesa, la lettura de “Il Labirinto delle passioni perdute” è un vero e proprio pugno nello stomaco. Penso al lettore con portafogli eternamete esangue e in lotta con bollette e affitto, che sogna di entrare una volta in un negozio per spendere senza pensare al possibile rosso in banca. Continua a leggere→

I miei ringraziamenti, in agile volumetto

thanks.jpgHo appena finito un libro. E oltre al libro ho anche finito le pagine dei ringraziamenti.
In questo caso tre fogli in carattere minuto minuto, tanto per farci stare più roba possibile.
Cosa l’autore ha ascoltato o non ha ascoltato durante la stesura, a quali altri libri si fa riferimento o non si fa riferimento, da dove ha tratto l’ispirazione per la battuta a pag. 103, il quadro citato a pag. 276 l’ha visto nella pinacoteca di Hannover e ne è stato subito folgorato, l’idea della similitudine a pag. 324 gli è venuta guardando un vecchina che portava a spasso il cane, l’armadio a sei ante descritto a pag. 360 è quello che effettivamente lui teneva in camera da letto, prima che la moglie lo costringesse a cambiare arredamento, e poi ovviamente tanti tanti ringraziamenti, a tanta tanta gente, naturalmente tutti i famigliari, gatto compreso, poi tutti quelli della casa editrice, dagli editor all’usciere, senza dimenticare il vicino di casa che si è sorbito le continue letture e riletture ad alta voce delle bozze del capolavoro.
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Lettera aperta a Raymond Carver

Raymond CarverGentile Sig. Raimond Carver,

Le scrivo queste righe per dovere di attribuzione, dico meglio: per lamentarmi con Lei, in quanto autore, ai miei occhi, di una incresciosa situazione nella quale attualmente mi dibatto.
Vengo subito al punto. Sto parlando di Meccanica popolare, lo ricordera’ di certo, e’ un Suo racconto. Tutto, secondo me, e’ iniziato da lì. Ho cominciato questo racconto seduto sulle poltrone di mezzo di un DC9 dell’Olimpic Airlines, in volo da Kos ad Atene, per poi proseguirlo da Atene a Roma. Le parlo della seconda meta’ d’agosto del 1998. Per tutto il viaggio ho avuto, a mo’ di sezione ritmica adeguata, i calci di mia figlia, seduta nel posto giusto dietro al mio. Cio’ non ostante, ho comunque letto la Sua storia, con bramosia, compenetrandomi proprio, nella situazione che lei ha descritta. Continua a leggere→

Per quello che non sono

di Emanuele Kraushaar

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Quella sua fastidiosa abitudine di puntare il dito, mentre parlava: ecco, questo mi dava i nervi per esempio. Ma poi ha tirato fuori quella storia…
Ha detto proprio così: “Faccio esattamente il contrario di quello che vorrei fare, dico l’opposto di quello che penso: in questo modo sono uscito da quel momento brutto e adesso ho molte persone che mi apprezzano”.

Marco Rossari, L’amore in bocca, Fernandel 2007

Nel sottotitolo, c’è la sintesi della raccolta: Canzoni sconce e malinconiche.

Nei versi di Rossari sono infatti onnipresenti dosi massicce di eros e di humour nero.

E’ una poesia che ha la leggerezza di Sandro Penna, la visceralità di Bukowski, il gusto per il calembour di Toti Scialoja. Da questa felice miscela vien fuori un libro godibile, onesto, malinconico. Uno dei pochi che si sottraggono a quella sessuofobia che caratterizza la quasi totalità della poesia contemporanea italiana. Da gustarsi, in particolare, la sezione finale, La stagione dei poeti, dove in una prosa esilarante, si racconta una grottesca gara tra poeti, in cui coesistono la vanità, l’amarezza, la megalomania e la dannazione di questa anacronistica vocazione. Segue qualche assaggio: Continua a leggere→