Gentile Sig. Raimond Carver,
Le scrivo queste righe per dovere di attribuzione, dico meglio: per lamentarmi con Lei, in quanto autore, ai miei occhi, di una incresciosa situazione nella quale attualmente mi dibatto.
Vengo subito al punto. Sto parlando di Meccanica popolare, lo ricordera’ di certo, e’ un Suo racconto. Tutto, secondo me, e’ iniziato da lì. Ho cominciato questo racconto seduto sulle poltrone di mezzo di un DC9 dell’Olimpic Airlines, in volo da Kos ad Atene, per poi proseguirlo da Atene a Roma. Le parlo della seconda meta’ d’agosto del 1998. Per tutto il viaggio ho avuto, a mo’ di sezione ritmica adeguata, i calci di mia figlia, seduta nel posto giusto dietro al mio. Cio’ non ostante, ho comunque letto la Sua storia, con bramosia, compenetrandomi proprio, nella situazione che lei ha descritta. Continua a leggere→