Due presenze speciali, nell’infanzia di Erre.
La prima, il fratello minore del nonno materno. La meningite che l’aveva colpito bambino l’aveva lasciato bambino per sempre. Ma quando andava a trovarlo al Cottolengo, Erre vedeva ben altri casi, spettacoli che in quell’Italia pretelevisiva solitamente si consideravano “vietati ai minori”.
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Archivio mensile:Novembre 2008
Guarda fuori della tua finestra
Dylan Thomas: una biografia
Paul Ferris “Dylan Thomas”, Mattioli 1885,2008, pag.450,euro 22.
Un fermo-immagine di sublime teatralità: solo così poteva congedarsi dalla scena del mondo l’artista vissuto all’insegna della più pura e totale dissipazione di sé medesimo, perseguita con l’accanimento da gran cerimoniere istrionico della dépense, emulando Edgard Allan Poe e preconizzando John Belushi. Continua a leggere
Le scritture che non leggemmo: Luigi Marra e l’ironia del quotidiano
Luigi Marra e la poesia, uniti fin dalla nascita, sono stati per qualche decennio, separati dal corso della vita. Ma non hanno mai smesso di pensarsi l’uno dentro l’altra, quasi a confermare, ancora una volta, che è la poesia a scegliere i suoi messaggeri, e non il contrario.
Ed i poeti sono personaggi strani capaci di passare dalle auliche vette all’ironia del quotidiano, da visioni sentimentali a visioni tangibili e piccanti, dal lavorio incessante sulla parola alla parola cruda, netta e stagliata.
Come fa Luigi Marra che conserva, nascosta nel suo passato, una collaborazione al mitico “Travaso” giornale di satira politica e umorismo molto in voga negli anni ’40 ed una vena pittorica vivace e delicata.
Un umorismo che non ha mai dimenticato nè abbandonato alimentato dalle inconfondibili radici napoletane, capaci di tradurre in strale anche la più comune osservazione. Continua a leggere
Storia di Mario. Mario Rigoni Stern e il suo mondo.
Storia di Mario. Mario Rigoni Stern e il suo mondo. Conversazione a cura di Giulio Milani – Transeuropa Edizioni – Ottobre 2008 – solo 10,00 euro
di Alberto Pezzini
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Una conversazione fatta nel giugno del 2002 con Mario Rigoni Stern. Più che un’intervista vera e propria. Una camminata nei boschi e nella neve di chi creò Il Sergente nella neve. Ogni capitolo è introdotto dalla descrizione fulminante di un albero, secondo le definizioni che da vivo ne diede Rigoni Stern in quel libro fremente come un albero al vento :Arboreto selvatico.
Una chiacchierata che dura lo spazio di una vita. Si concedono molti luoghi alla guerra. A ciò che ha fatto saltare fuori dalla coscienza di un uomo un libro divenuto ormai un classico. Il Sergente nella neve venne scritto praticamente l’anno dopo il ritorno a casa dell’autore, per non perderne il ricordo e mantenere dentro di sé certi sapori che rischiavano di dissolversi nella memoria. Continua a leggere
Intervista a Paola Pace
Ama la poesia di Lorca, Esenin, Campana. È siciliana. Fa l’attrice, soprattutto di teatro – anche se i più la ricordano nei film Le buttane e I cento passi. Si chiama Paola Pace. Ma se vi capitasse di incontrarla provate a chiamarla Goliarda: si girerebbe e, con un sorriso, vi risponderebbe. Infatti Paola Pace è anche Goliarda Sapienza.
Lo è, ora, che sta provando, lo sarà dal 18 al 30, al Teatro di Documenti, a Roma. La voce di Paola Pace, regista e attrice, sarà quella di Goliarda. Perché questa scelta?
“Perché questa donna, morta nel 1996, è stata oltraggiata dalla vita. E la vita va spesso nel verso sbagliato. Così chi è nel giusto la paga. Goliarda è diventata famosa solo dopo morta, ed è stata rivalutata prima in Francia e poi da noi. Ecco, penso che basti. Io la riporto, diciamo in vita, col teatro. Il teatro è magia, e di Goliarda è giusto che si sappia”. Continua a leggere
Pianeta-inferno: cronache di ordinario orrore
«L’orribile macellazione di migliaia di balene pilota indifese ogni anno nelle isole Fær Øer – ha denunciato la Sea Shepherd Conservation Society – è altrettanto crudele come la macellazione del delfino effettuata dai giapponesi nelle Taiji. Si vedono le baie tinte di rosso del sangue e si sentono le urla delle balene pilota ferite mortalmente. E’ uno spettacolo mostruoso ed è una oscenità abbracciata completamente dal governo danese e da molta gente danese».
con spavento e amore
a Alejandra Pizarnik ( 1936-1972)
il tuo desiderio, Alejandra, di altri io, maschere dietro le quali nasconderti. Non tanto dal mondo, quanto da te stessa: sei innamorata di te. Sei disperata. Sai che l’altra non ti amerà mai come tu sola sai amare. Vorresti trovare quella porta, aprirla, entrare e finalmente essere in due: io e io.
non sarà mai possibile pronunciare la parola. Lo sai benissimo, non è possibile, neanche in questo spazio che non c’è. Eppure ci provi, sempre. Ti mangi le unghie finché tra la pelle e l’unghia esce una sottile linea di sangue che lecchi a occhi chiusi. Così sazi la tua sete di sangue.
le tue immagini. Lontane dalle immagini degli altri. I tuoi sapori, il modo in cui ti guardi intorno, la magra falce di luna che ti stende a terra: la sua incredibile, inaccettabile indifferenza verso le tue sorti. Appena sarà piena cancellerà tutti i nostri nomi. Il tuo per primo. E poi ancora il tuo. Continua a leggere
Viva la scuola. Prima Storace, poi Tremonti e Gelmini. Nuovo attacco ai libri di testo

Articoli di Pietro Cataldi, Marilena Aveni, Roberto Carnero, Romano Luperini; inoltre informazioni, segnalazioni dalla rete, appelli, le leggi contestate
da La politica del governo e l’editoria scolastica
di Pietro Cataldi
… All’interno dell’attacco frontale (e strategico) alla scuola e all’università si colloca la delegittimazione del lavoro intellettuale; e si colloca la brutale aggressione all’editoria scolastica. Ecco: meno scuola, meno lavoro, meno studio; e dunque meno libri. Ora, senza dubbio alcune case editrici hanno gestito poco responsabilmente il proprio ruolo, in modi che potrebbero essere pacatamente denunciati e contenuti con accordi e interventi legislativi. Ma questo attacco ai libri di testo è nel suo insieme del tutto ingiustificato, ed esprime un’alleanza fra il senso comune più volgare e la strategia della destra. Continua a leggere
L’assurda gioia

L’immagine di noi tre bambini mi ha sempre affascinato: era prima che succedesse tutto, che dietro quei volti si manifestasse il caos, l’onore e l’orrore della vita. Le foto dei piccoli non mentono: è più tardi che ci si mette in posa, come ci fosse qualcosa da nascondere, anche solo un’ombra di tristezza; nelle istantanee della villeggiatura, per esempio, con quell’aria misteriosa che piaceva alle donne, e invece racchiudeva un disagio, una parola non detta, un urlo non gridato. Il maglione bianco era uno schermo su cui si proiettava il dolore del mondo, la mia incapacità a gestirlo senza segregarmi in un ritiro inaccessibile, dal quale vedevo gli altri passare, scalmanarsi, piangere. La più sincera era la foto in divisa da ufficiale, palesemente ingabbiata in un’istituzione, e il mezzo sorriso che s’intravedeva era una chiara concessione all’obiettivo del papà o della ragazza. Sullo sfondo un prato immenso, dove giurammo fedeltà a una patria di cui non sapevamo nulla. Quando imparai a non giurare ormai era tardi, il primo atto incongruo era stato consumato. Mi rendo conto solo adesso di non avere nessuna foto in coppia: con la ragazza, o addirittura la fidanzata in casa. Forse era già tutto previsto, come se il partner della vita sfuggisse a ogni tentativo di materializzarsi, perché c’era altro che attendeva, al di là degli abbracci e dei litigi, due mani diverse e già piene di rughe, le mani di Wojtyla che si posavano sulla mia testa ingombra di sogni, e mi lanciavano in un’avventura di cui la fotografia era l’inconsapevole blocco di partenza. Il resto fu amore e violenza feroci che lasciarono emergere, dietro la faccia del bambino, il caos imprevedibile, l’urlo non gridato, l’onore e l’orrore della vita, un’immagine moltiplicata all’infinito, come il dolore, come l’assurda gioia del sacrificio.
La foto è tratta da qui.
(versione audio)
“Virtuali e guardati” di Marco SCALABRINO
Siddu na vota
stabilisci tu e tu sulu
zoccu e comu e cu cui armari,
goditi ssa frevi.
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(digressione sulle torri joniche) # viii – x
viii.
Come una tela o un raschio
graffito, intravede la carne
dell’idea espianta, l’accarezza,
la luce d’offuscata ronda, ovunque
ruderi del Tauro, nel tempo
che sostiene il tempo,
nell’eterna rocca d’assenza.
Nella compitata morte
dei solerti che figliano vittorie. Continua a leggere
Il riciclo domestico dell’organico domestico, di Mario Bertasa
il riciclo domestico dell’organico domestico
in giardino è nato da un’idea dell’assessorato
che fa sconto sull’imposta rifiuti a chi se lo
vuole permettere
io ho scattato il reportage sul nostro impianto
da consegnare all’ufficio ecologia per
gli accertamenti – ai complimenti è seguito
un reale sgravio
ora il processo del pulvis reverteris
lo posso monitorare ogni volta che
sollevo il coperchio
e col gusto delle tasse risparmiate mi
turo il naso e resisto all’avvento del
nugolo di Drosofile
che si solleva ad ogni sollevarsi
manifestanti per la temporanea
folata di gelo
ebbene sì in pieno inverno là sotto
si sta al caldo e anche noi sciameremo
fra i termoreattori dei natalizi commerciali
più divoriamo più ci scaldiamo e intanto
l’inverno passa
[da Sonetti ipercaudati di circostanza e d’occasione – Avvento 2008]
Casa Bianca: Ma non è una redenzione
di Judith Butler
Pochissimi di noi sono immuni dall’euforia di questo momento. I miei amici della sinistra mi scrivono che provano qualcosa che si avvicina alla «redenzione», oppure che «il paese ci è stato restituito» o che «finalmente abbiamo uno di noi alla Casa bianca». Naturalmente, come loro, anch’io mi scopro travolta dall’incredulità e dall’eccitazione, perché il pensiero che il regime di Gorge W. Bush sia finito è un enorme sollievo. L’idea di Obama, un candidato nero riflessivo e progressista, muta il quadro storico e sposta il terreno politico. Proviamo però a ragionare attentamente su questo terreno mutato, anche se adesso non possiamo conoscerne appieno i contorni. Continua a leggere
Una cartografia del male. Il rapporto, di Philippe Claudel

Questo non è l’ennesimo libro sull’Olocausto, non è l’ennesimo romanzo sul male, quell’entità che siamo soliti considerare fuori da noi, altro da noi.
Philippe Claudel traccia qui una nuova cartografia del male, una mappa di ciò che chiamano inferno che parte da uno sperduto paese tra Francia e Germania, prima durante e dopo l’ultima guerra, per terminare con una x dritta nel cuore del protagonista. Continua a leggere
Menzogna e creatività negli oggetti di consumo, di Andrea Sartori
E se un giorno le merci ci tradissero, noi continueremmo ad amarle?
Menzogna e creatività negli oggetti di consumo
«E se un giorno le merci ci tradissero, noi continueremmo ad amarle?» è il suggestivo titolo, proposto da Paolo Golinelli, di una conversazione spettacolo con lo scrittore Aldo Nove, svoltasi nel maggio 2007, nell’Atelier di via Melone a Milano.
In questo breve testo, ripercorro i tratti salienti del mio intervento.
Golinelli ha illustrato in quell’occasione, tramite una ricca rassegna d’immagini, come un certo ramo del design sia giunto ad elaborare dei concept che si sono via via allontanati dal loro rapporto con una funzione, con un qualsivoglia utilizzo dell’oggetto, divenendo in tutto simili a dei concetti senza riferimento, a dei significanti senza un significato. Continua a leggere
La Rete nella rete? Una petizione.
Secondo una recente proposta di legge del Governo, blog e siti dovranno registrarsi se svolgono “attività editoriale” (leggi più sotto la definizione di “prodotto editoriale” (art. 2), prontamente controbilanciata dal rassicurante enunciato dell’articolo successivo “Tutela del prodotto editoriale”(art3)). L’attività di questo blog collettivo, per andare sul concreto, sarà soggetto a registrazione? Un dubbio interpretativo che non può non allarmare le migliaia di soggetti che offrono gratuitamente, ogni giorno (pur in mezzo a un’immensa quantità di cose senza pretese, per non dire mediocri), informazioni spesso alternative rispetto a quelle dei media tradizionali, e lavori letterari, saggi, articoli, accompagnati da un lavoro di riflessione e di giudizio senza precedenti, per quantità ed estensione; una sorta di brainstorming che preoccupa e indispone i poteri: quelli che si creano, si rafforzano e si consolidano, invece, proprio grazie alla disinformazione e l’instupidimento della società.
Affinché le istituzioni facciano chiarezza sull’obbligo o meno di registrazione – così come previsto nella proposta di legge n. 1269 presentata alla Camera – si invita a sostenere questa petizione.
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AMBIENTE. Il ritorno all’energia nucleare.

Ci si chiedeva qualche mese fa, su questo blog, con quali energie sostituire i combustibili fossili in via di esaurimento per far girare macchine, utensili, impianti industriali e domestici; naturalmente, col minore rischio possibile per la salute, e con la maggiore efficacia al minor costo. Continua a leggere
Christiane Rochefort, I Bambini del secolo
CHRISTIANE ROCHEFORT, I BAMBINI DEL SECOLO, BARBES EDIZIONI 2008
di Nadia Agustoni
“Ma la rabbia era un’altra cosa, la rabbia mi parlava, mi faceva reagire, era l’unica cosa che mi avrebbe fatto uscire dal mio gelo e che mi avrebbe riscaldato, l’unica cosa che riusciva ancora a farmi male; e veniva da lontano; dalla notte dei tempi; se di mezzo c’era la rabbia, ecco che io rispondevo “presente”. (1)
Christiane Rochefort (1917 – 1998) è nota in Italia per il romanzo scandalo, Il riposo del guerriero, uscito nel 1958. Il libro venne trasposto per lo schermo da Roger Vadim e per questo ebbe una notorietà internazionale, ma la scrittrice non riconobbe come aderente al libro la tematica del film. (2) Le reazioni a una storia giudicata viziosa, tra una ragazza borghese e un alcolizzato, impedirono l’assegnazione del premio Fémina all’autrice, nonostante un primo orientamento in tal senso della giuria, ma le fu poi dato il Prix de la Nouvelle Vague. Christiane Rochefort non tradì però la sua vocazione anticonformista. Il suo secondo romanzo, I bambini del secolo (1961), tradotto di nuovo in italiano per le edizioni Barbès, racconta una vita difficile, in bilico tra scoperta di sé e rabbiosa solitudine. (3) Continua a leggere
FACEBOOKMANIA. Nel condominio elettronico senza fine.
di Franz Krauspenhaar
1) In pieno reality.
E’ la moda del momento. Via ai salotti, via ai ritrovi, stasera si resta a casa. Per molti, milioni di persone sparse in tutti i continenti, è venuta l’ora di ritrovarsi con tante persone a distanza, proprio comodamente a casa. Ognuno se ne sta seduto al suo computer e interagisce con gli altri. Parla? No, tace, nel silenzio ovattato delle fibre ottiche. E’ il “social network”, il circolo allargato a possibile dismisura. E’ Facebook, il “faccialibro”, una specie di catalogo elettronico di se stessi messo in rete. Con tanto di profilo, corredato di foto, sostituibile in ogni momento, di informazioni personali. E descrizione dei gusti, delle preferenze, delle adesioni politiche, calcistiche, eccetera. E la possibilità di inserire album fotografici, di pubblicare pezzi scritti di varia provenienza (anche la propria), di inserire video, registrazioni di eventi. Di tutto quanto fa spettacolo. E poi gli “amici”, rigorosamente tra virgolette. Continua a leggere





