[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=zhJD8fS_xRs]
da qui
Devi essere sicuro, non sbagliare mai. Sei il capo, la guida, adibito a districare gli altri e te stesso nel labirinto che neanche tu conosci. Non solo un intreccio di direzioni opposte, ma un coacervo di tensioni sempre pronte a esplodere. Riprendere il filo, dipanarlo, spetta solo a te: la comunità è mobilitata, ma l’ultima parola, e spesso anche la prima, tocca a quello che chiamano pastore. E’ allora che ricordo la debolezza di Giacobbe, la balbuzie di Mosè, Davide, fulvo e di gentile aspetto – come dire: “mezzo uomo”, in una terra dove il leader è sempre il più alto e il più robusto – e tutta la schiera di inadatti, gente timida o incapace o socialmente nulla – da Geremia e Maria. Solo allora la parole dischiudono le labbra come per miracolo, il groppo alla gola si scioglie, cala nella stanza trasformata in tempio di fortuna qualcosa che chiamano spirito santo. La fede è per chi guarda la strada da fare e ne ha paura. Anche Gesù si è sentito creatura e ha insegnato ad accettare uno statuto che nessuno firmerebbe, se fosse interpellato. Se non ti credi onnipotente, se avverti un senso d’incertezza perenne, vieni con noi, fragile amico, qui c’è posto per te.


Campo giovani. 



