Squilla il telefono ed è mio padre. “Mauro” dice, “ho ucciso mamma”.
Io ho appena finito di legare i pomodori alle canne che stamani sono andato a prendere dai lungo-fossi fuori città. Ho ancora in testa l’istante in cui mi dannavo l’anima a spezzarle, le canne, tra gli arbusti ai lati della superstrada, maledicendomi per non avere con me un pennato o un coltello, quando avevo sentito una voce alle mi spalle dire “ma cosa sta facendo?”
Era un tizio con la barba rasata, i ray-ban scuri, l’uniforme fresca di lavanderia.
E io che mi sentivo bagnato fin dentro le mutande, avevo le maniche della camicia arrotolate sopra la giacca e i calzoni appiccicati alle cosce. Non ero neppure passato da casa a cambiarmi d’abito dopo l’udienza in tribunale.
“Prendo Continua a leggere
Archivio mensile:Maggio 2011
24. Vino
[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=BOsmat5ksXY]
da qui
La sala è grande e addobbata: festoni colorati calano dai muri come stelle comete, fili guarniti di fiori di cartone corrono da una parte all’altra tracciando ponti di allegria. La gente mangia, parla, infila stuzzicadenti nella bocca, alza la voce, mormora pettegolezzi, qualcuno si alza per tornare a riempire il piatto di contorni. Lo sposo e la sposa si guardano incantati: lui ha dentoni da coniglio e capelli spettinati, lei una testa piena di fiori variopinti, come un vaso da terrazzo. Continua a leggere
FIRENZE, giovedì 26 maggio: Presentazione “Jean-Jacques Rousseau e la Società dello Spettacolo” di Giuseppe Panella
PALAZZO VIVARELLI COLONNA
(Sala degli Specchi)
Via Ghibellina 30 Firenze
Giovedì 26 maggio ore 16
Presentazione del libro di Giuseppe Panella
Jean-Jacques Rousseau e la Società dello Spettacolo,
Pagnini editore, Firenze, 2011
Intervengono Tommaso Cavallo e Silverio Zanobetti
Saranno presenti l’autore e Stefano Berni, direttore della collana di filosofia e scienze sociali edita da Pagnini
TEORIA DELLA LETTERATURA n.12: Dentro e contro la realtà. A cura di Giuseppe Panella
[youtube http://www.youtube.com/watch?v=2cbCseZFv2s&w]
Per una visione migliore, cliccare sul video
Le lezioni di teoria della letteratura sono a cura di Giuseppe Panella
Realizzazione tecnica di Fausto Finocchi e Silverio Zanobetti
______________________________
Non mi sono rassegnato all’orrore della stupidità e del potere

Intervista a Michele Lupo
di Lucia Tosi
Michele Lupo, hai scritto un romanzo, L’onda sulla pellicola, pubblicato nel 2004, dei racconti, I fuoriusciti, 2010, a breve uscirà un secondo romanzo: qual è la forma attualmente più consona a Michele Lupo e quale quella ai lettori d’oggi, ai quali si voglia dare delle storie che si facciano leggere e dei contenuti etici? Per esempio, Giulio Ferroni invita gli scrittori a cimentarsi con il racconto ritenendolo la forma più adatta, oggi, a confrontarsi “con la complessa contradditorietà del presente“.
Mah, a me queste proposizioni lapidarie su quello che “oggi sarebbe” etc mi hanno sempre fatto un po’ ridere. Continua a leggere
23. Parabole
[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=0EbcIkqNawY]
da qui
E’ una galleria gremita di negozi, stracolmi, a loro volta, di oggetti di ogni tipo: icone, tappeti, vasellame in ceramica, acciaio e terracotta, cuscini, abiti, arazzi. I gruppi di turisti si riconoscono dai cappelli colorati, le borse a tracolla, le Nikon pronte per essere impugnate; stridono col paesaggio fatto di cose genuine – alberi, pietre, cipressi – che richiedono uno sguardo lungo e sognante capace di far gustare il sapore della storia, l’odore del tempo che si accumula tra foglia e foglia, mattonella e mattonella. Continua a leggere
Vivalascuola. Annuncio. Il Mito del Mammut IV atto

Centro territoriale Mammut
26 maggio 2011
Piazza Giovanni Paolo II di Scampia
Il Mito del Mammut IV atto
Primo Microfestival dello spazio pubblico
Strade, piazze, vicoli sono stati per lungo tempo il luogo dell’incontro, dello scontro, dell’imprevisto, della relazione. A Napoli, forse questo più che altrove. Poi le macchine, il cemento e le isterie collettive della demonizzazione del “non-privato” e di tutto ciò che non è sicuro, controllabile e prevedibile, e la deriva dello spazio pubblico visto come luogo del pericolo, da cui recuperare ragazzi e bambini. Continua a leggere
Jonata Sabbioni: quattro poesie
[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=wS6IYnKlQH8]
*
Quel nostro fatidico inverno
deve essere stato un blocco
di futuro.
Siamo esistiti una sola volta.
Se tutto deve ricominciare
come se in mezzo ci sia un respiro,
il nostro intervallo è parso un millennio.
La luna a strisce
Giovedì 26 maggio 2011 alle ore 18 nella sala conferenze della Libreria Croce
Rosanna Salzano Trezza presenta il romanzo
La luna a strisce
Guida Editori
di Lucia Amendola Ranesi
Margherita De Donato legge alcuni brani del libro. Interviene l’autrice.
Antica Libreria Croce
Corso Vittorio Emanuele II, 156
00186 Roma
“Dal cassetto dei ricordi dell’autrice emerge, alla morte di sua madre, la biografia dell’amore dei suoi genitori (un’insegnante di matematica e un suo allievo) e…non solo. La piccola storia si incrocia con la grande Storia e riporta alla ribalta aneddoti ed eventi inediti di grandi maestri del mondo scientifico: Puccianti, Cantone, Majorana, Caccioppoli seguendo – dal 1928 al 1945 – il filo rosso delle vicende di una famiglia che attraversa con i suoi disagi e le sue perdite la dittatura fascista e la guerra.
La narrazione procede con agile, vivace e avvincente freschezza attraverso la felice trasposizione del vissuto, dei ricordi e dei racconti ascoltati. Viene ricostruita nella prima parte la magica atmosfera di un mondo perduto, mentre in quelle successive l’orizzonte si allarga fino a ricostruire la rapida trasformazione di una societa’ che vede crollare tutte le sue certezze, di cui e’ testimonianza e metafora nel 1945 “il matto che suonava sotto le bombe”.
Un romanzo che affascina e cattura.
(Rossana Salsano Trezza)
Provocazione in forma d’apologo 198
Da ragazzo conoscevo un colonnello in pensione. Allora non sapevo che cosa significasse per un colonnello in s.p.e non ricevere all’atto del congedo il grado di generale. Ciò che sapevo era che il Colonnello era stato un capo partigiano, fatto che costituiva il baricentro della sua esistenza e il tema principale, se non l’unico, delle nostre conversazioni.
Continua a leggere
Pollo alle prugne. Marjane Satrapi
Pollo alle prugne. Marjane Satrapi.
di Nadia Agustoni
Nota per il libro “Persepolis” (2002) da cui ha tratto il film d’animazione co-diretto con Vincent Paronnaud, Marjane Satrapi disegnatrice iraniana nata nel 1969 ci dà con “Pollo alle prugne” la sua terza opera a fumetti. Già con “ Taglia e cuci” (2003) proseguiva il suo racconto della vita in Iran offrendoci una visione di interni di un’ilarità un po’ forzata, e aggiungo giocoforza visto che il rapporto uomo donna ne è il fulcro e non è agevole parlarne tenendo conto della complessità di una società che ha attraversato decenni di sconvolgimenti politici. “Pollo alle prugne” Sperling & Kupfer 2009, è la graphic novel più intensa di Satrapi. Apparentemente una storia intimista su un musicista che sentendosi tradito da tutti si lascia morire, ma la storia costruita con sapienti flash back ci racconta l’Iran degli anni Cinquanta con le sue sfaccettature politiche, religiose ed economiche. Continua a leggere
IL TERZO SGUARDO n.30: Una vita nel cinema e per il cinema. Marino Biondi, “Fellini: il sogno italiano. Cinquant’anni dalla “Dolce vita””
Una vita nel cinema e per il cinema. Marino Biondi, Fellini: il sogno italiano. Cinquant’anni dalla “Dolce vita”, Cesena, Società Editrice Il Ponte Vecchio, 2010
_____________________________
di Giuseppe Panella*
Sono già passati cinquant’anni da quel 5 febbraio del 2010 in cui La Dolce Vita fu proiettato per la prima volta a Roma e il suo fascino di film epocale non è ancora stinto e trascorso sugli scaffali delle Cineteche in cui vengono conservati i film non più distribuiti nelle sale. Si trattò davvero (e la consapevolezza di questo suo destino era già presente nelle menti di chi lo vedeva per la prima volta) di un film destinato a costituire un punto di passaggio nell’immaginario collettivo e nella cultura sociale del suo tempo. Ci fu chi ne parlò male e lo criticò severamente bollandolo come film immorale e da censurare per i suoi contenuti negativi e nichilistici (la parte più retriva del clericalismo italiano ma non tutti i cattolici, soprattutto quelli più aperti al dialogo iniziato con l’elezione al soglio pontificio di Giovanni XXIII; molti esponenti della sinistra delusi dall’abbandono definitivo del neorealismo da parte di Fellini, ma non Elio Vittorini, ad esempio, cui il regista riminese aveva proposto la parte dell’intellettuale suicida Steiner).
Vivalascuola. Come (non) parlare di politica a scuola

Tra i fannulloni c’era anche il comunista prof Dionisi, “inculcatore” di professione e noto provocatore. Aveva avuto l’ardire di affermare a lezione che “le Foibe sono niente di fronte all’Olocausto” per questo l’avevo denunciato al vicepreside… Il bastardo non teneva il capo chino e addirittura ha avuto la faccia tosta di mormorare qualcosa quando la telecamera lo ha inquadrato. I miei compagni giurano che le labbra abbiano inequivocabilmente pronunciato la parola “pezzi di merda” (Alessandro Cartoni).
Taci tu, che taccio anch’io. E tu, Tacito, tacitati per sempre
di Lucia Tosi
“Intorno al 60 d.C. Nerone prese saldamente in mano le redini del potere, avviando una serie di innovazioni e di riforme che dimostravano la volontà di andare incontro alle esigenze delle province e dei ceti meno abbienti, ma che presentavano tuttavia un carattere improvvisato e persino pericoloso per l’assetto dello stato Continua a leggere
“The tree of life”: la quinta mitologica fatica del divino Terrence Malick, Palma d’Oro a Cannes 2011
Una summa summarum della poetica e della filosofia malickiana questo ultimo struggente lungometraggio The tree of life dove il regista texano – il più schivo della storia del cinema – ha ripreso le storie, i simboli, le situazioni e il credo narrato nei suoi quattro film precedenti per tirarne fuori un densissimo capolavoro di arte cinematografica. Un film che si ricongiunge alla suggestione del suo primo lavoro La rabbia giovane, interpretato da un intenso carnale Martin Sheen con un’eterea quasi-bambina Sissy Spacek, suggestione che forse in questo film si chiarifica fornendo un senso molto più edipico a quella storia girata nel ’73. 
Una famiglia middle class pare all’inizio incarnare la più tipica rassicurante immagine pubblicitaria possibile: un padre affettuoso interpretato da un perfetto Brad Pitt in versione kennediana è sposato e ha tre figli con la giovanissima Jessica Chastain, rossa e lentigginosa come Sissy Spacek, madre-fatina, perfetto angelo del focolare. Nelle loro vite assolate irrompe la tragedia della morte del secondogenito, e a partire da lì, a ritroso, scopriamo i retroscena della famiglia, dove la figura del padre si rivela essere quella di un tiranno insicuro che sfida i figli cercando di piegarli all’ubbidienza, Continua a leggere
22. E se fosse
[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=FYd-MCC3SVY]
da qui
Le case sono bianche, come la strada, e la strada è piena di soldati, jeep, uomini che lanciano sassi come hanno imparato da bambini – inarca la schiena e via, con tutta la forza del tronco e delle braccia -, le donne col velo urlano, incitano, spinte su camionette verdi – per essere stuprate, interrogate? -, un ragazzo è tirato su come un sacco di patate, non dà segni di vita – ma è vita questa, dimmi, ti sembra vita? non poter superare una linea, non poter parlare – gli agenti in divisa corrono tra i fuochi esplosi nel mezzo della via – dài, porta altra roba, legna, gomma, spargi la benzina -, le ruspe abbattono case e baracche come fossero di carta pesta – la nostra casa, la nostra casa -, perché qualcun altro deve occupare il territorio – si può demolire una vita, dimmi, si può fare? -, scontri ininterrotti dalla notte, lo dicono tutte le agenzie, cominciano a sparare, raffiche insistenti – e se fosse tuo padre, tua madre, tuo fratello? -, i soldati sorridono sicuri, col giubbotto antiproiettile e l’aria di chi non ti farà mai entrare – perchè? chiedetelo a loro, i democratici -, mio padre è ammalato, è urgente – e se fosse tuo padre, tua madre, tuo fratello? – la gente deve fermarsi al di qua, pregare per terra, nella polvere – ci sono tanti modi per fermarti, non solo con le armi, anche con timbri e documenti – un soldato dai capelli biondi, un soldato donna con gli occhiali da sole – ho mia moglie incinta, fatemi passare -, le palme abbassano le braccia, ondeggiano al vento perplesso dell’estate, bisogna sfrattare, demolire, perché qui c’è il giardino del re David – e se fosse tuo figlio, il figlio di Dio? Ismail sta piangendo, dai suoi stupidi occhi azzurri. Smettila, gli dice Yousef, smettila, scemo.
Varie presentazioni di Giovanni Agnoloni
In arrivo un primo tour italiano presentazioni degli ultimi libri di (o curati da) Giovanni Agnoloni, sulla letteratura di J.R.R. Tolkien e non solo:
Tolkien e Bach. Dalla Terra di Mezzo all’energia dei fiori (ed. Galaad, 2011:);
Tolkien. La Luce e l’Ombra (ed. Senzapatria, appena uscito);
Nuova letteratura fantasy (ed. Sottovoce, 2010, finalista al Premio Italia).
Martedì 24 maggio, alle 18,30, con Roberto Arduini e Francesco Verso alla
Casetta Rossa, a Roma.
Venerdì 27, alle 10,30, a “Immaginaria Sanremo“, con Anna Giraldo, Azzurra Ponti e Alberto Pezzini.
Sabato 28, alle 16,30 a “Rivaleggendo” con Angelo Ricci e Paolo Pedrazzi.
21. Soldatini
[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=4LjLsasyHJU]
da qui
Non fanno in tempo ad accorgersi di nulla: l’uomo in divisa ha movimenti repentini, circolari, in modo da colpire prima l’uno e poi l’altro nei punti nevralgici, per cui cadono a terra quasi subito. Li prende a calci come sacchi di patate, sputando e urlando. Si ferma solo quando i tre non danno segni di reazione. Yoh’anan alza la testa, lentamente: vede l’agente come in una nebbia; ha i capelli corti e un sorriso ironico che non lascia trasparire sentimenti. Gli ricorda un compagno di classe che invitò a giocare ai soldatini e non è mai venuto. Forse è lui, aspettava questo giorno grigio per mostrarmi il suo disprezzo. Adesso tira fuori i fanti e i cannoni e li mette finalmente in fila, pronti a distruggere il mio battaglione poco organizzato. Cerca di cogliere un barlume di umanità negli occhi che sorridono senza più espressione, come quelli di uno squalo. Ora mi dirà che odiava la scuola ed ero io il nemico, quando non riusciva a imparare le poesie, o quando il professore, per riempire un buco, interrogava sempre lui, e non potevo suggerire perché sedevo al primo banco e sarei stato il primo a essere scoperto.
– Avete capito, disgraziati? la prossima volta sarà peggio: fatevi sorprendere ancora a parlare di Yehochoua e non ne uscite vivi. Ne ho ammazzati tanti, come voi.
Ha le mani sui fianchi; non sembra il tipo che parla per parlare. Ce l’hai fatta a venire; se avessi saputo che sarebbe stata questa la battaglia, non ti avrei invitato. Yoh’anan guarda Nathane ed Eleazar: non hanno la forza di reagire. Aspettano solo che l’uomo in divisa faccia un cenno che li lasci andare. La prossima volta vinco io, smettila di ridere; pensi di essere imbattibile, ma ti dimostrerò che noi della scuola siamo pieni di risorse.
– Ora sparite e non vi azzardate a raccontare la faccenda.
Nathane cerca i pezzi delle lenti, ma ormai è impossibile ricomporre qualcosa. Eleazar si tocca la barba, per capire se c’è ancora.
Vincenzo MURA “Poesias Sèberas”
Sos ojos mios arribbo
S’ùltima marrada ‘e sole
at isconzu s’istiu.
De sa chìgula restat su repiccu
in ùngias de saucu
e s’imprenta ‘e su càntigu sou
s’est inferchida in ispinas
de ‘ardu siccu.
Immùrinat s’istiu
in su mudor’ ‘e sas cannas
de trigu moriscu,
isbentulende ammentos.
Sos àrvures sun annuzados
che puzones chena nidu
e fintzas a beranu
no an agattare risu.
In s’ùmbra ‘e unu sàlighe
sos ojos mios arribbo
appittu ‘e dies noas
(Ripongo i miei occhi – L’ultima zampata di sole/ha disfatto l’estate.//Della cicala è rimasta l’eco/tra le unghie dei sambuchi/e l’impronta del suo canto/s’è infilzata in spine/di cardo bruciato./Imbruna l’estate/nel silenzio degli steli/di granturco,/sventolando memorie./Gli alberi sono mogi/come uccelli senza nido/e fino a primavera/non ritroveranno il sorriso.//All’ombra di un salice/ripongo i miei occhi/ad aspettare nuovi giorni.) Continua a leggere
20. Tramonto
[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=xnslQaGKj44]
da qui
– Hai mai visto una cosa così?
Non è d’oro solo la cupola: un’immagine struggente, troppo bella per essere vera. Le mura, le case, il campanile, sono pagliuzze scintillanti che abbagliano fino all’orizzonte, dove il sole al tramonto lacera le nuvole con una macchia gialla accecante, da cui partono raggi che costruiscono strade di luce nel cielo intenso come un quadro di Van Gogh. Continua a leggere







