Gesù dice a Gabrielle di unirsi a Lui nella preghiera per i peccatori, in una comunione di intenzioni, gesti, parole, come quando Lui ha conversato con la Samaritana, al pozzo di Sicar. Fare tutto in unione: una grande potenza d’amore, il cui fondo misterioso è insondabile.
Il cinema ha messo spesso eros e sesso al centro delle proprie visioni. Per sedurre lo spettatore, per raccontare un’epoca, oppure per esprimere un’esperienza personale rispetto alla realtà e al vissuto. Anzi, queste motivazioni quasi sempre si sono intrecciate indissolubilmente. Il cinema stesso è un’esperienza unica, personale e collettiva allo stesso tempo. E’ anche un’esperienza, a suo modo, erotica. “Sono John Wilmot, il secondo conte di Rochester, e non ho alcuna intenzione di piacervi!” Si presenta così il personaggio storico interpretato da Johnny Depp ne The Libertine (2004) di Laurence Dunmore. Siamo nel XVIII secolo, l’esistenza erotica del conte finisce per essere un’avventura di dissipazione. Egli viene letteralmente consumato dalla sua stessa avidità fisica. Siamo lontani dal sentimento di alienazione che la modernità ha prodotto sugli individui. Qui la crisi si trova al polo opposto, della presa di possesso del proprio corpo dopo l’eclissi medievale. E’ quasi una scoperta infantile, stupita, ingorda, senza regole, né pensiero. L’illuminismo è agli albori. Spetterà a Casanova mettere ordine in questo campo, inaugurare una dottrina, scrivere un canone.
Nato in provincia di Bergamo da genitori siciliani, Andrea Sciuto vive tra Catania e Bergamo, dove lavora come insegnante di lettere. Fa parte del Circolo dei Narratori di Bergamo, gruppo di volontari che organizza iniziative di promozione della lettura insieme alle biblioteche pubbliche.
Oggi vi proponiamo una sua video-lettura di alcune settimane, nel pieno della quarantena, per ricordarci da dove veniamo e dove non vogliamo tornare: Giovanni Boccaccio, Decameron, novella quarta della quinta giornata, detta “La novella del lusignuolo“.
Gesù ha bisogno del nostro affetto, per dimenticare le sofferenze terrene. Mi commuove la confidenza che Lui fa a Gabrielle, perché conferma la mia convinzione che l’amore fra Dio e l’uomo implichi questa reciprocità, questo mutuo bisogno. Cielo e terra tendono a toccarsi, finché non saranno del tutto uniti, in paradiso.
Gesù chiede a Gabrielle di aspettare, prima di parlare o agire, per consultarsi con Lui. Dice che molti lo dimenticano, e che farebbe tutto per l’anima che lo cerca, che lo chiama. Prendiamo l’abitudine di non essere troppo frettolosi. Aspettiamo quel momento che gli permette di dire la Sua, che è sempre la migliore.
Esce per Nerosubianco Edizioni la nuova raccolta dei Commenti grafici
alle notizie dal mondo di Fabrizio Piumatto, in arte Urlo Grafico.
Un volume con oltre 140 lavori realizzati durante l’anno.
Che siate yin o yang, popolo o élite, Urlo Grafico c’è.
Ritorna l’originalissimo notiziario che parla di quotidianità e avvenimenti attraverso le illustrazioni.
Questo è l’ottavo volume e raccoglie le tavole grafiche realizzate nel 2019.
Un lavoro di selezione e rielaborazione delle notizie del mondo. Urlo Grafico costruisce e veicola una sensibilità nobile e deliziosamente ironica. Continua a leggere→
Gesù ha bisogno del nostro povero cuore. Come possiamo rispondere alla grandezza del Suo amore? Donandogli tutto di noi stessi: Lui vuole la totalità. Non c’è segreto più grande di questo. Totus tuus, vale per Maria, vale per Gesù. Niente rimanga nostro.
Il Tempo ha il colore della notte. Di una notte tranquilla. Sopra lune enormi, l’Eternità è ferma sulle dodici. E il tempo si è addormentato per sempre nella sua torre. Siamo ingannati da tutti gli orologi.
Il Tempo ha già orizzonti.
Da Suites, in Federico García Lorca, Poesie, Milano, Fabbri Editori, 1997, p. 117.
Gesù ha bisogno di noi più di ogni altro: è il desiderio più intenso, il desiderio di un Dio. Si è fatto Uomo, ha chiesto la compagnia di Pietro, Giacomo, Giovanni. Ci invita ogni giorno a desiderarlo, a cercarlo, a dirgli il nostro amore: è l’Unico veramente indispensabile, che resta per sempre. Che aspettiamo?
Gesù significa Dio salva: desidera salvare i peccatori, convincerli che Lui è perdono, e che solo standogli accanto troveranno la gioia, non nelle abitudini del male. Gabrielle dovrà annunciare tutto questo, insistere a spiegare che il Cristo è come un padre che tiene il bambino tra le braccia, perché non si faccia male.
Raul Montanari torna in libreria con questo romanzo che segna un cambio di passo sostanziale nella sua poetica. Raul è sempre lui, ma nel romanzo tutto è nuovo: la tematica, gli snodi narrativi, e anche lo stile, riposato, elegiaco, introspettivo.
Il protagonista non è più un uomo d’azione, senza scrupoli ma con una sua dirittura morale, come nei precedenti romanzi. Milo Molteni è uno come noi, che si mette nei guai per una specie di “buon cuore” naturale, normale, senza estremismi, e anche un po’ per curiosità, per incoscienza. Proprio come potrebbe capitare a noi.
Gesù dice a Gabrielle di scorgerlo negli avvenimenti quotidiani, perché Lui è il direttore. La esorta ad amare questa direzione, ad attendere con gioia il momento dell’incontro: finale, anzi, iniziale, con l’entusiasmo dell’agnello che saltella nella valle. Certo, perché è con noi, per noi; ma è percepibile solo nello Spirito.
Gesù dice a Gabrielle che, se lo vedesse, non potrebbe non sorridere. Magari riuscissimo a sentirlo così, quasi al punto di vederlo. Ma forse già lo vediamo, già sorridiamo, quando amiamo.
La prospettiva lineare è un sistema basato su precise regole matematiche che, nel XV secolo, alcuni artisti italiani hanno individuato attraverso diligenti studi. Brunelleschi per primo comprese che, per dare una rappresentazione verosimile dello spazio, era necessario adottare un punto di vista fisso. E alla fine lo trovò.
Dio guarda l’intenzione. Gli bastano i piccoli gesti, l’aiuto nelle faccende minime della vita quotidiana, il fascino della gentilezza. Ma guarda soprattutto l’intenzione. Sull’esito è indulgente.
Scorrendo i titoli dei quotidiani di questi ultimi giorni, colpisce la ricorrenza degli articoli sul Nuovo Ordine Mondiale. Il Sole 24 Ore titola: Nasce un nuovo ordine mondiale, sotto il segno dell’incertezza. Gli fa eco Avvenire (organo ufficiale dei vescovi italiani), che con fare esortativo scrive: È il momento di gettare le basi per un nuovo ordine mondiale.
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