Il punto, dunque, è se viviamo all’altezza del progetto, e il nodo è la bellezza. Stiamo arrivando al centro di tutta la questione: riscoprire il bello dell’essere, com’è stato concepito all’origine. E’ l’eredità consegnata da don Mario, che ha ripreso a comunicare imperterrito anche dopo morto, ignorando i confini stabiliti fra cielo e terra per tendere la mano al discepolo amato, per erudirlo ancora sulla verità che è passaporto per l’eterno. Un miracolo sintetizzato nella sua espressione preferita: l’amore è più forte della morte, una sonda nel cuore incandescente del mistero. Tutto è cominciato da un libro intitolato Salva L’Anima: ma salvarla da cosa? Quanti tappeti ha rovesciato l’intervento inaspettato di Dio, quanta polvere ha tirato fuori da là sotto! Equilibri precari, ipocrisie, ma anche potenzialità inespresse, virtù nascoste, eroismi insospettabili, comunicando fiducia, la chiave che apre il cuore a Dio. Perché fiducia è amore, purezza di sguardo, fede nel sogno di felicità che abita il cuore di ogni uomo e di ogni donna, da che mondo è mondo: fidarsi della vita, dei suoi ritmi, della bontà nonostante la violenza, della bellezza nonostante l’orrore, della verità nonostante la menzogna. La certezza cristallina che don Mario emanava da tutta la persona scioglieva dubbi e angosce, facendo trasparire la trama della vita di cui spesso non scorgiamo che il rovescio. E’ la sua fede che è venuto a portare, per condurre a compimento la missione rimasta a metà, per infondere il coraggio d’inabissarsi nella terra e divenire seme che muore, e risorgere quando meno te l’aspetti.
Archivio mensile:Aprile 2022
Tutto
Si vis pacem, para pacem. Fermatevi! La guerra è una follia
Domenica 24 aprile 2022, vigilia della Festa della Liberazione, Marcia PerugiAssisi della pace e della fraternità. EDIZIONE STRAORDINARIA. Invia la tua adesione, le tue idee e proposte al Comitato promotore Marcia PerugiAssisi, via della Viola 1 (06122) Perugia – Tel. 075/5737266 – 335.6590356 – fax 075/5721234 – email [email protected] – www.perlapace.it – www.perugiassisi.org Continua a leggere
Poesia italiana del XXI secolo

Gisella Blanco è nata a Palermo nel 1984 e vive a Roma da diversi anni. Ha iniziato a scrivere poesia da bambina e ha conseguito diversi premi letterari. E’ laureata in legge, si occupa di divulgazione letteraria poetica, collabora con blog, riviste cartacee e giornali per i quali scrive note critiche, recensioni, articoli, interviste e saggi. E’ vicedirettrice della rivista on line Le città delle donne, scrive per la rivista Leggere Tutti cartacea e on line, per Atelier Poesia, per Laboratori Poesia e per Liguria.Today. Conduce dirette, programmi e iniziative culturali fruibili su YouTube e sui principali social. Ha svolto, come relatrice, lezioni in ambito universitario sulla poesia (Università di Palermo – Dipartimento di Scienze Umanistiche, Corso di studio in Lettere, Insegnamento Istituzioni di Linguistica italiana); nel 2020 ha tenuto una lezione sulla poesia agli studenti di Linguistica Italiana della Sichuan International Studies University di Chongqing (Cina). E’ titolare di un sito personale (www.gisellablanco.com) in cui compaiono “Le recensioni del mattino” sulla grande poesia. Partecipa periodicamente come critico letterario poetico al programma culturale radiofonico “Affari di libri“. Particolarmente attenta ai temi sociali, filosofici e femministi, è autrice della silloge poetica Melodia di porte che cigolano, pubblicata da Eretica Edizioni (2020), compare nell’antologia Inno alla morte, pubblicata da Bertoni Editore (2021) e nell’antologia “Cuori a Kabul – Poesie per l’Afghanistan” di Graphe.it Edizioni. Fa parte di un team che offre servizi letterari, Scrivere Poesia, in cui si occupa di editing poetico.
La strada
Si vis pacem, para pacem. A Kiev e a Mosca!
Il 20 aprile il Segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres ha chiesto di poter incontrare il presidente russo Vladimir Putin a Mosca e quello ucraino Volodymyr Zelensky a Kiev. L’Onu spiega che l’obiettivo di Guterres è parlare di una serie di “misure urgenti per arrivare alla pace” nel momento in cui il conflitto nell’Europa dell’est rappresenta “un grande pericolo”. E la pace, ci sta dicendo Guterres, si fa andando a Kiev e a Mosca. Ieri ho letto questa notizia data in poche righe dalle agenzie di stampa e oggi mi sarei aspettato di vederla in rilievo nelle prime pagine dei giornali. Invece niente. Perché ignorare l’unico gesto concreto di pace che sia stato fatto dall’inizio di questa guerra, insieme a quelli di papa Francesco? Evidentemente c’è chi ha interesse a oscurare la pace, come emerge dall’articolo di Olga Rodríguez su elDiario.es che propongo. Continua a leggere
RIta Pacilio, “Quasi madre”
Recensione di Francesco Improta
Rita Pacilio, Quasi madre, peQuod edizioni
Rita Pacilio, poetessa, sociologa, mediatrice familiare, responsabile della casa editrice RPlibri, con Quasi madre, pubblicato da peQuod, ci ha lasciato, a mio avviso, un’opera per molti versi definitiva e imprescindibile. Non vorrei essere frainteso, Rita Pacilio non smetterà certo di scrivere e di farci dono della sua sensibilità, della sua lucida intelligenza e della sua personalissima vena poetica, così differente da quella dei tanti facitori di versi. Nel pieno, però, della sua maturità di donna e di artista, la poetessa, originaria di Benevento, ha sentito l’urgenza di fare i conti con il passato, in una sorta di consuntivo della propria vita, e di portare chiarezza in un rapporto complesso, problematico e fin troppo doloroso qual è quello con la madre e sotto questo profilo più che eloquente risulta il titolo (… e mi guarda // quasi madre // disabitata con la testa curva, aspra // disperata). È un corpo a corpo con chi l’ha messa al mondo ma pure con sé stessa e la poesia, passione di tutta la vita. Un corpo a corpo materiato di rimproveri, di silenzi glaciali ma anche di carezze e di baci sia pure solo vagheggiati:
Potessi ricordare una carezza // quel poco amore che era tutto // per raggiungerti. // Potessi smettere di sentire l’odio // che agiti nella testa vecchia, // mi chiami tre volte, mai con il mio nome. Continua a leggere
Carestie
Si vis pacem, para pacem. Abbiamo tante guerre, una è in Ucraina
Scontri tra palestinesi e polizia israeliana alla moschea di al Aqsa, a Gerusalemme, ci hanno ricordato nei giorni di Pasqua che la guerra non è solo in Ucraina. Le guerre nel mondo sono tante. C’è chi dice 59, chi molte di più, chi 378. I Paesi in guerra sono 70, le vittime in un anno, da aprile 2021 e aprile 2022, oltre 150.000. 82 milioni di persone nel mondo sono in fuga da persecuzioni, catastrofi climatiche e guerre dimenticate. Nello Yemen, che vive una grave catastrofe umanitaria, una persona di 25 anni ha già vissuto 14 guerre. Come commenta il mio amico Orazio Parisi, “Abbiamo tante guerre nel mondo e una di queste è quella in Ucraina. Ma, come ha detto qualcuno su le pagine del Fatto quotidiano, a furia di apericena noi non ce ne accorgiamo perché abbiamo dimenticato cosa è veramente una guerra. Abbiamo anche una guerra in Italia, di retrocessione economica, morale, democratica e culturale. Ma, siccome è una guerra per certi versi “invisibile” perché non è giocata con le armi e quindi non si vede come non si vedono i virus, non ce ne stiamo accorgendo. Tanto, a furia di apericena, tiriamo a campare!” Continua a leggere
Luigi Maria Corsanico legge Cesare Pavese. 3
A portata di cuore
Fabrizio Ottaviani, “La gallina”
Testo introduttivo di Marino Magliani
Fabrizio Ottaviani, La Gallina (Watson Edizioni)
È uscito da poco il romanzo di Fabrizio Ottaviani La gallina per l’elegante Watson. Ai suoi tempi fu un romanzo che piacque molto, ed è un bene che torni, rivisto, con aggiunte, come succede in questi casi. Un romanzo pieno di follia, e i paragoni sarebbero tanti. Il lettore saprà apprezzare questo romanziere prestato alla critica (Ottaviani collabora con inserti importanti). Lo conobbi, ma magari lui non lo ricorda neanche più, con Vittorio Macioce in Val Comino, che è poi la valle di entrambi se non sbaglio, verde e costellata di paesini bianchi – una valle viva, del resto come la gallina di Ottaviani.
Per miracolo
Su alcuni libri di poesia e narrativa di Paolo Maria Rocco
di Carlangelo Mauro
«Forgia il suo destino / il tempo e delle parole si sgretola il cupo / fortilizio…” Sono versi tratti dall’ultimo libro di Paolo Maria Rocco, “Temi e variazioni” (Edizioni Il Foglio), sui cui vado meditando in questi giorni. Poeta, docente, giornalista e critico di origine napoletana ma residente a Fano, è autore e curatore di diversi libri di cui mi ha fatto gentilmente dono. Rilevante il suo impegno per diffondere in Italia la conoscenza della letteratura, della poesia di area balcanica. Rocco ha curato fra l’altro: “La Stazione e il Viaggiatore” dello scrittore bosniaco Predrag Finci (tradotto con Bozidar Stanisi?), ma è sua anche la Postfazione; l’Antologia di “Poeti contemporanei dei Balcani” (con Emir Sokolovi?). Ancora da segnalare, particolarmente, la curatela dell’importante volume bilingue, anche con traduzioni di Rocco: “Izet Sarajli? per Sarajevo-Vita e Poesia”, con inediti del grande poeta di Sarajevo, sulla cui diffusione in Italia voglio ricordare l’impegno della Casa della poesia di Baronissi – Edizioni Multimedia. Il volume su Izet contiene, fra gli altri, saggi di Erri De Luca, Josip Osti, Jovan Divjak, Naida Mujki?, Gabriella Valera Gruber, Silvio Ferrari, Silvio Ziliotto, Ranko Risojevic, Miso Maric, Stevan Tonti?, Braho Adrovi?, Vesna Scepanovi? ed è stato pubblicato dalle Edizioni Il Foglio con il Patrocinio dell’Ambasciata d’Italia a Sarajevo. Rocco ha pubblicato, inoltre, di narrativa “Virgina, o: Que puis-je faire”, un romanzo sulla vita di Guido D’Arezzo, teorico musicale e monaco; il libro “Divina e altri racconti” (2015-2017). Di poesia ha pubblicato i volumi: “I canti” (2016), “Bosnia, appunti di viaggio e altre poesie”(bilingue, 2019), e il già citato “Temi e variazioni” (2021). Continua a leggere
Il bello
Si vis pacem, para pacem. Amiamo il coraggio della pace
Propongo in questa Pasqua di guerra una poesia di Donato Salzarulo. La poesia non cambierà il mondo, ma sicuramente “può insinuare il dubbio, può aiutare a meditare a capire a denunciare” (Antonella Doria, Poesia contro la guerra, 2007). La poesia può mostrare che il mondo che vogliono i signori della guerra non è l’unico possibile. E soprattutto non è certamente il mondo migliore. Quando nella commedia di Aristofane La Pace Lisistrata domanda alla dea della Pace perché gli uomini fanno la guerra, la Dea risponde: “Perché è spenta la loro fantasia, perché non sanno cantare inni ai fiori e al vento e si servono delle fanciulle solo per sollazzo, non conoscono più né l’amore né la Poesia”. Continua a leggere
Sindaci (e) Poeti. Intervista a Max Ponte.

Quali motivazioni ti hanno indotto a candidarti?
Un forte senso del dovere. Come una sorta di missione civile. La politica come disse Calamandrei in un celebre discorso agli studenti “non è una piacevole cosa. Però, la libertà è come l’aria”. Villanova D’Asti è un piccolo comune di 5500 abitanti, da qualche anno collaboro con la ProLoco del paese, e ho deciso di dare un contributo ancor più concreto a favore della terra dei miei avi. La lista per cui sono candidato sindaco si chiama “Rilanciamo Villanova D’Asti”. Villanova è uno dei centri più importanti dell’astigiano, un paese trainato da attività industriali e agricole ma senza una politica che aumenti i servizi e gli eventi, senza un rinnovato senso di appartenenza, rischia di perdersi fra le periferie del mondo.
Il Regno
Cinque inediti di Diego Caiazzo
a cura di Franz Krauspenhaar
Prosegue il viaggio
dopo l’ultima tappa
di un altro dei nostri
e la lista di coloro che ci amano
si accorcia, semplicemente
cancellando un nome.
Semplicità che sgomenta,
passaggio dall’essere al non essere
che non altera il corso normale
degli eventi e ci fa orrore.
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