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Ganesh Del Vescovo in concerto lunedì 11 aprile a Firenze

Da qui

Il tema dell’osmosi spaziale e temporale fra culture diverse si sposa, in questo concerto, alla valorizzazione della musica contemporanea che, a partire dall’anno 2000, il Lyceum di Firenze promuove nella rassegna “Compositori del nostro tempo a Firenze”. Ganesh Del Vescovo, compositore e interprete straordinario attivo a Firenze, dall’orizzonte mentale aperto a stimoli ispiratori di provenienze culturali eterogenee, proporrà in questo programma alcuni suoi lavori in prima esecuzione assoluta, comprendenti anche alcune reinvenzioni della tradizione ottocentesca, con una “Suite da Nabucco” di Verdi e “5 Preludi” di Chopin trascritti per le corde delle sue caleidoscopiche chitarre.
Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.
Promosso da Lyceum Club Internazionale di Firenze.

Informazioni Evento:

Data:11 aprile 2011
Orario: ore 17.30 – 19.30

Costo del biglietto: gratuito; Per informazioni 055 2478264
Prenotazione: Facoltativa; Telefono prenotazioni: 055 2478264
Luogo: Firenze, Palazzo Giugni
Telefono: 055 2478264
Fax: 055 2478264
E-mail: [email protected]
Sito Web: http://www.lyceumclubfirenze.net

ZBIGNIEW HERBERT A ORVIETO

Domenica 10 aprile 2011, ore 18
Palazzo Soliano, Sala Emilio Greco


ZBIGNIEW HERBERT A ORVIETO
Evento organizzato in collaborazione con il Museo Regionale di Sandomierz, l’Associazione Lingue e Cultura e l’Istituto Polacco di Roma, con la partecipazione della poetessa Krystyna Lenkowska
Letture a cura di Carmine Arvonio con interventi di Matteo Romoli al flauto traverso.
Introduce Leonardo Masi Continua a leggere→

Laboratorio di scrittura – Bettona (Pg) – 24-31 maggio 2011

Dal sito della Casa Editrice Senzapatria

IL LABORATORIO
SenzaPatria editore organizza un laboratorio di scrittura residenziale a numero chiuso, ideato e diretto dallo scrittore ligure Marino Magliani. Base del corso sarà l’incipit di un racconto dello stesso Magliani, che i candidati svilupperanno fino a 30.000 battute spazi inclusi. Il laboratorio si articola in 2 corsi distinti, ognuno rivolto a 8 partecipanti. La durata di ogni singolo corso è di 4 giorni. Il primo si svolgerà dal 24 al 27 maggio 2011, il secondo dal 28 al 31 maggio 2011. Le lezioni teoriche e il lavoro pratico si svolgeranno a Casa Calidonia, un antico casale situato a 5 chilometri da Bettona, un paese di origine etrusca in provincia di Perugia. Un attento lavoro di editing assisterà i corsisti nell’elaborazione dei loro racconti. Alla fine del corso tutti i racconti saranno raccolti in un volume antologico edito da SenzaPatria Editore. Continua a leggere→

“Viaggio sentimentale in Liguria”, di Giuseppe Conte

Recensione di Marino Magliani


Alla fine del secolo scorso a Giuseppe Conte è stato chiesto di raccontare la Liguria. Il lavoro gli è stato commissionato dal Secolo XIX, i testi del reportage sono apparsi tra l’aprile del 1998 e il 6 agosto del 2001 sulle pagine nazionali.

Senza questa premessa si potrebbe affermare che il libro Viaggio sentimentale in Liguria (ed. Philobiblon 2011, euro 13) sia un progetto letterario che cerchi di costruire la mappatura di una Liguria straordinariamente non olearia, o non ulivaria, ma preferisco il primo. Anche i romanzi liguri che più mi sono piaciuti negli ultimi tempi sono storie di una Liguria non olearia. Parlo de La Ballata della piccola piazza di Elio Lanteri, dove gli ulivi sono quasi del tutto assenti, e di Battitore libero di Riccardo Giordano, straordinario affresco sul colore e il profumo della lavanda che cresce (vi cresceva di più anni fa) nelle terrazze sopra Pietrabruna, in uscita per Philobiblon. Continua a leggere→

“L’invisibile canto del silenzio”

Recensione di Giovanni Agnoloni

L’invisibile canto del silenzio – Parole e immagini nell’Abbazia di Chiaravalle
Foto di Andrea Aschedamini
Testi di Davide Sapienza

(ed. e distrib. EDUCatt – Ente per il Diritto allo Studio Universitario dell’Università Cattolica)

Si dice che le foto siano mute. Io non sono d’accordo. Soprattutto dopo aver letto e visto L’invisibile canto del silenzio, testo poetico di Davide Sapienza che dialoga con le foto di Andrea Aschedamini, aventi ad oggetto vedute e dettagli altamente evocativi dell’Abbazia di Chiaravalle, ai margini di Milano. Continua a leggere→

Che figura! La preterizione


Il bar aux Folies Bergère di Manet è un quadro di cui commissionerei senz’altro il furto, se fossi vergognosamente ricco (e conseguentemente così egoista da tenerlo solo per me).
Manet lavora a questo dipinto negli ultimi anni di vita (il quadro è realizzato nel 1881-82, l’autore si spegne l’anno dopo), già quasi paralizzato agli arti inferiori. Ma ciò non gli impedisce di realizzare questo capolavoro.
Gli occhi della cameriera. In un primo momento è lì che viene attratto lo sguardo dell’osservatore. Mentre guardiamo gli occhi mesti della ragazza, il contorno a poco a poco prende consistenza e non si fa più contorno. In primo piano la natura morta, bottiglie , bicchiere con rosa, fruttiera di cristallo. Poi di riflesso iniziamo a vedere quello che l’artista sembrava non voler dipingere, o non porre in attenzione.
Non è questo il meccanismo della preterizione? Continua a leggere→

“L’invisibile canto del silenzio”

Martedì 30 novembre, alle ore 14,30, in Largo Gemelli 1, Milano, presso l’Università Cattolica, nell’aula G117 D. Scoto, presentazione del volume L’invisibile canto del silenzio – Parole e immagini nell’Abbazia di Chiaravalle (v. qui), con testi di Davide Sapienza e foto di Andrea Aschedamini, Introdurrà la Prof.ssa Giovanna Salvioni e saranno presenti gli Autori.

INVITO UNI CATTOLICA 30.11.2010

Nessuno ricorda cos’era il sentimento dell’arte, tutti ormai “sanno scrivere libri” di Marco Lodoli

Era inevitabile che tutto cambiasse anche nel mondo della letteratura, ma ugualmente non mi sono ancora abituato a come oggi vengono presentati scrittori e libri. Il marketing editoriale ha capito che è inutile mettere i libri sui banconi e aspettare che la gente, incuriosita da una recensione, attirata dal parere di un critico o di un amico fidato, si avvicini alla pila, sfogli un volume, leggiucchi qua e là e poi, forse, paghi due monete per entrare in quello spazio magico. La letteratura era un universo a parte: di qua c’era l’utilitarismo, il denaro, l’ingiustizia, la fama e il nulla, la vita così com’è; di là c’erano le parole degli scrittori, i versi dei poeti, acqua che cade lentamente da un cielo misterioso, che impregna piano piano il campo della sensibilità, che fa crescere roba buona per nutrirsi e fiori profumati. Continua a leggere→

Che figura! L’anastrofe


Godere dell’inversione, del capovolgimento, dominare la scena mentre il mondo si ribalta, come S.Pietro in questa tela di Caravaggio, dove c’è una rappresentazione esemplare dell’anastrofe.
San Pietro è raffigurato in un momento particolare del suo martirio, mentre i serventi si affannano per sollevare la croce. Il genio del Caravaggio sta, anche, nello scegliere il momento da rappresentare. E la scelta cade sul momento che esalta il ribaltamento delle aspettative. Il momento in cui il corpo di S. Pietro sta per essere rovesciato, in una sorta di suggestiva anastrofe visiva, per la volontà dell’apostolo di differenziare la sua dalla crocifissione del Cristo. Continua a leggere→

Franco Repetto: le radici antiche della contemporaneità

Ecco un testo di Marco Grassano sulla mostra di prossima apertura dello scultore Franco Repetto, che dal 30 settembre al 30 ottobre potrà essere visitata presso lo Studio Ghiglione (Palazzo Doria, Piazza San Matteo 6Br), a Genova.

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“Franco Repetto: le radici antiche della contemporaneità”

Assai opportunamente Emilia Marasco ha accostato l’intero percorso artistico di Franco Repetto alla tragedia greca. I forti elmi achei della sua precedente produzione richiamano, infatti, molte concitate scene belliche dell’Iliade (il ciclo epico è ormai riconosciuto come origine della successiva fioritura dei “tragici magni” Eschilo, Sofocle ed Euripide), molte drammatiche figure di eroi, ma anche l’episodio umanissimo e tenerissimo del canto VI, nel quale Ettore saluta, con un presagio di morte imminente, il figlioletto (“Si piegò il bambino contro il petto della bella nutrice, gridando impaurito alla vista del padre, atterrito dal bronzo, dal pennacchio dell’elmo che sulla cima vedeva ondeggiare, tremendo; Ettore glorioso si tolse dal capo l’elmo splendente, deponendolo a terra; poi prese tra le braccia il figlio, lo baciò…”). Ugualmente, un richiamo al teatro ellenico arcaico è ravvisabile nelle attuali strutture repettiane in movimento, silenti o sonore, che presentano rimandi a macchine sceniche dell’epoca, quali l’esostra o l’ecciclema. Continua a leggere→

Ganesh Del Vescovo: l’attimo e l’Eterno

Articolo e intervista di Giovanni Agnoloni

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Con la chitarra ho sempre avuto un rapporto tormentato. Il mio professore di Musica, alle medie, mi disse che avevo talento e che mi avrebbe giovato prendere lezioni private. Lo feci. Imparai. Ma c’era una cosa che mi dava noia. Tutto quell’insieme di regole in una pratica che, a mio avviso, era principalmente una questione d’intuito. Però proseguii per tre anni e feci significativi progressi. Poi l’abbandonai, una volta iniziato il massacrante liceo classico. L’avrei ripresa solo all’inizio dell’università, quando la portai avanti praticamente da autodidatta. Continua a leggere→

Tutta questa bellezza inutile

di

ALESSANDRO CARRERA

Una donna sta percorrendo il corridoio di un museo, fermandosi a osservare quadri e statue. Tra la forte compostezza dell’arte romana si sente piccola; poi svolta nell’ala del Rinascimento e le figure della più idealizzata bellezza che mai sia stata immaginata torreggiano sopra di lei, ma le sono familiari, e non ha la sensazione che la tengano lontana. Si spinge fino alla sala dei preraffaelliti, con le loro fanciulle ellenizzate che scendono lunghe scale dirette a qualche segreta cerimonia, e percepisce lo sforzo del pittore di far tornare indietro il tempo, perché la bellezza descritta in quei quadri è impossibile, e dovrebbe esistere solo nel passato. Poi la donna volge lo sguardo al compagno che la vita le ha concesso e non può trattenersi dal compararlo alle forme che ha appena visto. Non c’è modo di redimere la povera figura di quell’uomo vivo di fronte a tanto dispiego di bellezza inutile. Ora che è disturbata dalle imperfezioni del suo accompagnatore, dalle sue membra men che proporzionate, dalle superfluità della sua circonferenza, alla donna non resta che immaginare come si viveva all’epoca in cui quei quadri furono dipinti, quando storia e leggenda erano in rotta di collisione, il tempo storico aveva ingaggiato una guerra gioiosa con l’alone di una possibile assenza di storia, e i colori si mescolavano sul campo di battaglia senza distinguere amici e nemici, come i cavalli e i cavalieri di Paolo Uccello. Continua a leggere→