Archivi categoria: Interviste

L’eutanasia? Via di fuga solo per i sani

Intervista a Sylvie Menard

di Paolo Lambruschi

Le prospettive cambiano quando la morte ti guarda negli occhi. Quando la diagnosi di una malattia dalla quale non si può gua­rire viene scritta sotto il tuo nome. Allora non pensi più all’eutanasia, ad abbreviare la tua vi­ta prima del tempo. Tutto si ribalta, valori e con­vinzioni. Anche se prima, quando avevi il do­no della salute, credevi che fosse un diritto e u­na tua libertà avere una morte degna che ab­breviasse le sofferenze. Dopo, invece, vuoi vi­verla fino alla fine, la tua esistenza.

Vuoi ag­grapparti a ogni minuto e alla speranza molto umana che alla fine salti fuori una cura mira­colosa. Sylvie Menard, 61 anni, parigina e laureata alla Sorbona, è una ricercatrice oncologica che da 40 anni lavora in Italia per trovare cure anti­cancro. In una delle eccellenze scientifiche ita­liane, l’Istituto dei tumori di Milano, è stata al­lieva di Umberto Veronesi ed è stata direttrice del Dipartimento di oncologia sperimentale. Oggi è in pensione, ma collabora sempre con l’ospedale. Il 26 aprile del 2004, a seguito di un malore, le venne diagnosticato un tumore al midollo osseo da cui non si guarisce. Continua a leggere

“Libeccio” – Intervista a Folco Quilici

Testo introduttivo e intervista di Giovanni Agnoloni

Folco Quilici, giornalista, scrittore e regista, è il protagonista per eccellenza della storia del documentario di cultura e viaggio in Italia. In questa intervista cercheremo di scavare un po’ più a fondo nei “segreti” e nello spirito del suo affascinante lavoro, prendendo spunto dall’uscita del suo ultimo romanzo, “Libeccio” (ed. Mondadori, 2008). Continua a leggere

“Un dramma in Livonia”, di Jules Verne

Introduzione e intervista di Giovanni Agnoloni

“Un dramma in Livonia”, di Jules Verne (a cura di Giuseppe Panella e Massimo Sestili) Altrimedia Edizioni, € 16,00

Un dramma in Livonia: un inedito di Jules Verne (Nantes, 1828- Amiens, 1905), l’autore de “Il giro del mondo in 80 giorni” e “Ventimila leghe sotto i mari”. Un libro del 1904, che non conoscevamo e che ci può sorprendere. È edito da un piccolo editore, Altrimedia Edizioni, che balza all’attenzione generale con una pubblicazione di qualità. Il tutto a cura e per la traduzione di due professori e scrittori, Massimo Sestili (docente presso una Scuola Media Superiore di Roma) e il “nostro” Giuseppe Panella (che insegna alla Normale di Pisa).
Quale miglior occasione per una chiacchierata in compagnia, o se vogliamo un’“intervista di gruppo”, neanche fossimo in videoconferenza? Continua a leggere

Conflitti Africani

di Maria Teresa Carbone

«I continui riferimenti alla tradizione orale, quando si parla di autori africani, mi infastidiscono. Sono frutto di una visione romanticizzata della nostra letteratura». La scrittrice, che ha ricevuto ieri il premio Nonino, riepiloga i suoi libri, l’ultimo dei quali, Metà di un sole giallo (Einaudi), è ambientato nella guerra del Biafra
Che la letteratura africana stia uscendo dal ghetto in cui è stata a lungo rinchiusa, è indubbio: in Inghilterra, in America, in Francia, e ora anche da noi, autori nigeriani, somali, congolesi si fanno largo nel catalogo delle maggiori case editrici, abbandonando il recinto protetto delle sigle indipendenti che avevano scommesso su di loro, vuoi perché erano più accessibili economicamente, vuoi perché i piccoli editori hanno antenne vibratili. Meno evidenti sono le ragioni di un fenomeno che colpisce per la sua rapidità. Solo una moda, sostengono alcuni, riluttanti ad accettare che il canone letterario possa essere messo in discussione. E non si accorgono che in mezzo secolo, da quando – se si vuole prendere una data di inizio – uscì Things Fall Apart (Il crollo) di Chinua Achebe, lo scaffale africano si è arricchito enormemente, e una nuova generazione di giovani autori avvertiti e preparati, è pronta a scardinare i vari cliché legati a una «africanità» di maniera.
Di questa generazione la nigeriana Chimamanda Ngozi Adichie sembra il perfetto prototipo: poco più che trentenne, ottimi studi fra il suo paese e gli Stati Uniti, con due romanzi (lo splendido L’ibisco viola, Fusi orari, e il più elaborato e sapiente Metà di un sole giallo, Einaudi, ambientato al tempo della guerra del Biafra) ha saputo conquistarsi un vasto pubblico internazionale e ha rastrellato parecchi premi, l’ultimo dei quali, il Nonino, le è stato assegnato ieri a Percoto di Udine. Ed è appunto alla vigilia della premiazione che l’abbiamo incontrata. Continua a leggere

Passaggio epistemologico al sud globale

Incontro Con Sousa Santos

di Giuliano Battiston

Mentre il World Social Forum di Belem inaugura i suoi lavori parliamo con il sociologo portoghese. La storia della modernità – dice – negli ultimi trecento anni può essere vista come una continua battaglia per l inclusione nel contratto sociale. Ma a partire dal 1980 c è stata una inversione di rotta che autorizza a ipotizzare il rischio di fascismo sociale
Alla base del lavoro di Boaventura de Sousa Santos, il sociologo portoghese che ha contribuito enormemente al rinnovamento delle scienze sociali e alla reinvenzione dell’emancipazione sociale, c’è un’idea della scienza come «esercizio di cittadinanza e di solidarietà, la cui qualità si misura in ultima istanza attraverso la qualità della cittadinanza e della solidarietà che promuove o rende possibile». Continua a leggere

Intervista a Valerio Magrelli

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Cliccare sull’immagine per vedere l’intervista
di Luigia Sorrentino
16 gennaio 2009
Valerio Magrelli, nato a Roma nel 1957, è uno dei poeti più originali dell’ultima generazione. Fin dalla sua prima raccolta ‘Ora serrata retinae’, Magrelli si manifesta come una delle voci più raffinate della poesia italiana contemporanea. Partendo dalla ricerca della visione esatta – ‘dal confine della percezione’ – ma anche dalla visione deformata e deformante della realtà, il poeta raggiunge l’umoralità, l’ironia, che, anche nel vivere quotidiano, accende la riflessione filosofica, politica e civile. Magrelli, che insegna letteratura francese all’Università di Pisa, lo abbiamo incontrato a Fabriano, in occasione della prima edizione di Poiesis, il Festival di poesia curato da Francesca Merloni. ‘Nature e venature’, la sua seconda raccolta di versi, ha vinto il Premio Viareggio 1987. Continua a leggere

Nelle parole l’anima, sulla carta la vita. Di Marino Magliani

Tanti anni che scrivo e sono ancora solo. Ricordo i miei primi racconti, i primi romanzi annegati nel Mar del Nord. Cose che, come diceva uno scrittore delle mie parti, non valevano l’acquavite per conservarli.

Forse era lì che dovevo imparare a salvare i personaggi, tenerli con me, come si conserva un’amicizia.

Niente, non ho portato con me nessuno, non ho salvato nessuno, non c’è un personaggio di un mio libro che sia riuscito, come fanno quei roditori che sembrano alati, a saltare da un albero all’altro. Invece, si sa, ci sono autori che riescono a far felici i propri lettori regalando loro ciclicamente lo stesso personaggio. Anch’io sono uno di quei lettori. Attendo di conoscere ad esempio altre storie dell’ ispettore Maria Dolores Vergani di Elisabetta Bucciarelli, (Mursia e Alberto Perdisa editore), e dell’ispettore Michele Ferraro di Gianni Biondillo, (Guanda), del detective Bacci Pagano inventato da Bruno Morchio ( Garzanti e Frilli ) e del commissario Scichilone di Roberto Negro (Frilli).

A questi autori ho posto una domanda, la stessa per tutti, e gentilmente mi hanno risposto. Sei mai stato/a tentato/a qualche volta di mollare in una cunetta il tuo personaggio, di dire basta, voglio raccontare senza più Lui o Lei, senza più gabbie, più manette narrative? Continua a leggere

I domatori di stelle

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di Luigi Dell’Aglio

Parla Buscema: «La matematica è l’arte di immaginare che apre strade anche all’uomo comune. Credere? Può essere d’aiuto nella ricerca»
«La matematica è l’arte di immaginare e di dimostrare, cogliendo le invarianti più astratte della realtà. Procedendo solo con un pensiero astratto e con le sue conseguenze logiche, ci si allontana infinitamente dalla realtà ma per trovarsi, alla fine, nel cuore stesso della realtà. Ecco il prodigio della matematica, arte di trasformare, in maniera analitica, l’impossibile nel possibile». Questa è oggi la scienza di Euclide e Leibniz, secondo il professor Massimo Buscema, computer scientist di grande successo, che ha conseguito fama internazionale con nuovi modelli e algoritmi di intelligenza artificiale, alcuni dei quali confluiti in 14 brevetti internazionali. È fondatore e direttore del centro di ricerche «Semeion» ed è il secondo tra gli autori più prolifici, a livello mondiale, nel campo delle reti neurali artificiali (fonte: GoPubMed 2008). Consulente di New Scotland Yard, con il Progetto Central Drug Trafficking Database ha fornito alla più famosa polizia del mondo il know how per scoprire le rotte del traffico internazionale di droga dal momento dell’entrata e della capillare distribuzione sul territorio britannico. Continua a leggere

Uno poco diplomatico

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Cuneo, il piccolo Schindler che salvò gli ebrei di Anversa

di

Riccardo De Gennaro

L’abitazione della pittrice Gianna Paola Cuneo si trova nel cuore di Trastevere e assomiglia a un museo. Antichi ritratti di Garibaldi e di Napoleone sono appesi a quasi tutte le pareti, occupate anche da stampe della rivoluzione francese, un editto di re Vittorio Emanuele II, opere della stessa Cuneo. Nelle numerose vetrinette sono conservate carte e oggetti preziosi del periodo risorgimentale e tra le due guerre, mentre una stanza intera è adibita a magazzino e contiene altri quadri della padrona di casa, libri d’arte, giornali dell’Ottocento, serigrafie del Maggio francese, manifesti della rivoluzione russa. Continua a leggere

TU NON DICI PAROLE di Simona Lo Iacono

tu-non-dici-paroleBronte, 1638. Periodo di malcontento popolare e di Santa Inquisizione. Francisca Spitalieri è un’esposta dotata di una peculiare caratteristica: ama le parole belle. Parole liturgiche e dell’offertorio, sentite in convento, che “ruba” e ripete di continuo pur non conoscendone il significato. Parole che re-interpreta, ammaliata dalla loro austerità e musicalità. Questo suo amore, però, viene considerato anormale. Per questo motivo, e per altre circostanze a esso legate, viene messa a giudizio dal Santo Uffizio. Francisca è la protagonista di “Tu non dici parole” (Perrone, 2008), romanzo d’esordio della siracusana Simona Lo Iacono, magistrato e dirigente del Tribunale di Avola. Una storia tragica, dolente; ispirata da personaggi realmente esistiti e caratterizzata da visionarietà artistica e grandissima teatralità; “messa in scena” con un riuscito impasto linguistico imperlato di espressioni in latino, in volgare e in dialetto siciliano.

“Tu non dici parole”. Un titolo molto evocativo. Da dove nasce?
– Da una poesia di Pavese, tratta da “La terra e la morte”. Non dire parole è più di un silenzio. È una privazione. Quando mancano le parole è perché la vita non si manifesta. Perché la bellezza cessa di stupire. Una fine. Chi scrive, invece, compie un atto vitale, scaglia continuamente parole contro la morte.
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NEL CUORE CHE TI CERCA di Paolo Di Stefano

Storia di un sequestro. Storia di un dolore che non si placa, di una ferita che non si rimargina.
La protagonista si chiama Rita: una bambina che viene rapita da un maniaco e tenuta segregata per ben otto anni in condizioni spesso disumane.
L’altro protagonista si chiama Toni Scaglione. È un uomo obeso che fa il giornalista in un giornale scandalistico. Ed è anche il padre della piccola Rita.
Scaglione va alla ricerca della figlia. Non si rassegna al tempo che passa senza esiti, non si piega alla disperazione dei fallimenti; né alle beffe delle illusioni.
Infine la figlia viene ritrovata.
Ma è ancora Rita, la giovane sopravvissuta al pluriennale rapimento?
Nel cuore che ti cerca” (Rizzoli, 2008, pag. 296, euro 19) è il nuovo romanzo di Paolo Di Stefano a cui è stato recentemente tributato il Premio Selezione Campiello: una storia struggente e coinvolgente; caratterizzata dalla presenza di più voci che si avvicendano alle due principali. Continua a leggere

Contro la dittatura del pensiero debole

IL PENSIERO ALLA PROVA

In Italia tra i filosofi «laici» sembra dominare ormai la paura di un ritorno alla metafisica, sospettata di imporre una verità precostituita per «volontà di potenza».

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«Contro Vattimo meglio tornare a Kierkegaard. Mancuso poi scioglie l’uomo in sostanza cosmica e Roberto Esposito demolisce il concetto di persona»

intervista a Umberto Regina

DI Lorenzo Fazzini

Un rimprovero alla filosofia di casa nostra perché troppo schiacciata sul « pensiero debole » di Vattimo e incapace di essere « spregiudicata » nell’indagine sulla verità. E una sottolineatura sulle potenzialità interpretative del cristianesimo, che – con la concretizzazione di valori come la « cura » e l’ « amore » – apre scenari significativi per l’antropologia contemporanea. Così argomenta Umberto Regina, studioso che ha all’attivo numerose pubblicazioni a metà tra filosofia e teologia, tra cui La soglia della fede ( Studium) e Kierkegaard. L’arte dell’esistere ( Morcelliana). Esperto di Heidegger, Nietzsche e Kierkegaard, docente di filosofia all’università di Verona, in occasione dei suoi 70 anni Regina – che quest’anno uscirà di ruolo dall’insegnamento universitario nell’ateneo veronese – è stato celebrato con il recente volume Soren Kierkegaard. L’essere umano come rapporto ( Morcelliana, pp. 203, euro 16), che presenta saggi di Piero Coda, Virgilio Melchiorre, Vincenzo Vitiello. Continua a leggere

René Girard “Così sono rinato cristiano”

René Girard a colloquio con Grant Kaplan

Spesso è stato sostenuto che lei si è imbattuto nel Cristianesimo durante le sue ricerche, ma la verità è un po’ diversa.

«Sì, è vero; la storia è diversa dal momento che io ero già cristiano da parte di madre, una donna molto credente e abbastanza ‘ sofisticata’ nel suo modo di esserlo, specialmente per il tempo in cui è vissuta. Mio padre, invece, era moderatamente anticlericale. Questa situazione era abbastanza tipica nella classe media francese. Mia madre, all’inizio, non mi ha influenzato granché. Dall’età di 12 anni fino ai 30, ogni volta che potevo evitavo la Messa domenicale. Ma è falso pensare che mi sia imbattuto per caso nel cristianesimo. Nella mia infanzia c’erano diversi elementi cristiani che erano – che sono – molto potenti e l’influenza di mia madre è stata parecchio importante. Per questo le ricerche effettuate per Deceit, Desire and the Novel sono state una rinascita del mio cristianesimo e si è trattato di qualcosa molto impegnativo. Le esperienze dell’infanzia possono essere molto importanti. Più ci rifletto, meglio capisco che lei ha ragione nel suggerire che la mia vicenda si è svolta così» . Continua a leggere

Diritti e Rovesci

di Ida Dominijanni

SALVATORE SENESE: SE LA LIBERTÀ CAMBIA DI SEGNO

1948-2008, le rose e le spine di un sessantennio di diritti umani fra norma e controspinte.La svolta degli anni Novanta nel mondo globale, quando cade il tabu della guerra e i diritti vengono impugnati con le armi contro il diritto.

«Un anniversario alquanto ipocrita, senza un bilancio serio dello stato in cui i diritti versano e senza un’analisi vera del perché siamo a questo punto». Così Salvatore Senese, giurista, presidente del Tribunale permanente dei popoli, intellettuale da anni impegnato sulla frontiera della realizzazione del programma della Dichiarazione universale dei diritti umani stilata nel ’48. Un bilancio serio e un’analisi vera, del resto, comporterebbero una rivisitazione della lunga storia, tutt’altro che lineare e progressiva, dei diritti nel mondo, fra proclamazioni formali, resistenze e contraddizioni reali. Una storia intrecciata a doppio filo con quella dei rapporti fra l’Occidente e il resto del mondo, e, per gli ultimi decenni, con le dinamiche della globalizzazione e le loro conseguenze sulle relazioni e il diritto internazionali. Dunque cominciamo proprio da qui. Continua a leggere

Intervista a Saul Stucchi, di Marino Magliani

Saul Stucchi collabora a Diario e dirige ALIBI Online (www.alibionline.it), un sito dedicato al turismo culturale, erede del mensile ALIBI – Per essere altrove. È presidente dell’Associazione Amici della Biblioteca di Mezzago (MI), con la quale organizza incontri di letteratura, storia e attualità. Appassionato di storia antica e napoleonica, è iscritto all’Associazione Napoleonica d’Italia.

1) Raccontaci come è nato e come si è sviluppato il progetto di ALIBI. Quali sono le difficoltà di lavorare a un sito dedicato al turismo e alla cultura?

La versione cartacea di ALIBI ha avuto una lunga genesi ma una vita molto breve: soltanto quattro numeri hanno raggiunto l’edicola. È stato un progetto ambizioso studiato e concretizzato da due persone (il sottoscritto e l’editore) con alle spalle diversi anni di esperienza nel settore dell’editoria. Continua a leggere

Intervista a Chavez

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L’attore americano ha intervistato il presidente del Venezuela. «Se Ombama mi chiama? Corro a Washingon»

Chavez: «Mi piaceva John Kennedy, ho imparato da Fidel, non sono comunista…»

(Sean Penn decide di partire per un viaggio in Venezuela e Cuba per incontrare i due presidenti. Insieme a lui partono Douglas Brinkley, storico conduttore della rete televisiva Cbs, e Chirstopher Hitchens giornalista di Vanitiy Fair )

Quando arriviamo all’aeroporto di Caracas Fernando è lì ad aspettarci. Ci accompagna in un terminal privato dove aspettiamo l’arrivo di Chavez che ci porterà con lui nel tour elettorale per le elezioni regionali sull’isola Margherita. Continua a leggere

IL POTERE della Rete

INTERVISTA CON MICHEL BAUWENS

La cooperazione tra pari come alternativa all’economia capitalista. Una pratica sociale che si diffonde come un virus e che aggira e si sottrae alle situazioni di conflitto con il potereAUWENS
Tiziana Terranova

Michel Bauwens è considerato, a ragione, uno dei guru di Internet per le sue capacità di cogliere alcune tendenze sociali presenti nella Rete che hanno la capacità di rompere le barriere dello schermo e condizionare così la realtà al di fuori del web. Nato in Belgio, filosofo è considerato uno dei teorici della «economia politica della produzione peer», cioè di quell’attitudine a scambiarsi informazione, musica e video che caratterizza la rete e che sta cambiando profondamente la realtà. Infatti Bauwens, dilata molto il concetto di peer to peer, includendovi tutte quelle attività relazionali che caratterizzano il World wide web, ma anche quelle forme di cooperazione e condivisione che avvengono al di fuori del cyberspazio. E non è un caso che uno dei testi più noti è Peer to peer and Human Evolution. L’incontro con lui ha fornito l’occasione per fare il punto sullo stato dell’arte della rete e ciò che nel mondo anglosassone è chiamata network culture, cioè quell’accumulo di elaborazioni e e riflessioni su come la rete e le forme di vita lì insediate stanno cambiando la realtà. Continua a leggere

Salviamo Saviano dal suo personaggio

di Tonino Bucci

Chi è Roberto Saviano? L’autore di Gomorra, certo. Ma chi può distinguere ormai il libro dall’immagine pubblica del suo autore? Saviano ha scritto cose sacrosanti, quand’anche non delle novità assolute. Ne può dubitare solo chi nega l’esistenza della camorra. Ma la fortuna del libro è a ogni modo legata al personaggio pubblico nel quale si è trasformato il suo autore. E se Roberto Saviano fosse diventato
suo malgrado, prigioniero dei media, prigioniero della retorica bipartisan, prigioniero della costruzione
di un mito contemporaneo La domanda se la pone Alessandro Dal Lago. Anzi ne farà l’oggetto di un intervento (titolo eloquente: “Santo Saviano”) a un convegno che si terrà la prossima settimana alle porte di Roma,“ Il senso dei rifiuti” (venerdì e sabato a Monteporzio Catone, via Cavour 6). Con lui ci saranno anche Guido Viale, Marco Fratoldi, Beppe Caccia, Bruno Moroncini e il gruppo della rivista filosofica Kainos (Aldo Meccariello, Vincenzo Cuomo, Gabriella Baptist, Stefania Astarita ) Continua a leggere

Intervista a Paola Pace

Ama la poesia di Lorca, Esenin, Campana. È siciliana. Fa l’attrice, soprattutto di teatro – anche se i più la ricordano nei film Le buttane e I cento passi. Si chiama Paola Pace. Ma se vi capitasse di incontrarla provate a chiamarla Goliarda: si girerebbe e, con un sorriso, vi risponderebbe. Infatti Paola Pace è anche Goliarda Sapienza.
Lo è, ora, che sta provando, lo sarà dal 18 al 30, al Teatro di Documenti, a Roma. La voce di Paola Pace, regista e attrice, sarà quella di Goliarda. Perché questa scelta?
“Perché questa donna, morta nel 1996, è stata oltraggiata dalla vita. E la vita va spesso nel verso sbagliato. Così chi è nel giusto la paga. Goliarda è diventata famosa solo dopo morta, ed è stata rivalutata prima in Francia e poi da noi. Ecco, penso che basti. Io la riporto, diciamo in vita, col teatro. Il teatro è magia, e di Goliarda è giusto che si sappia”. Continua a leggere

Le astuzie dello Spirito

Rebecca Solnit, in cerca di una nuova speranza

Una intervista con la studiosa statunitense che nel suo libro più famoso, «Hope in the Dark», ha provato a rispondere alla disperazione di una certa sinistra nostalgica e lamentosa, mettendo in luce le conseguenze positive e imprevedibili dei grandi momenti di crisi

di Marco d’Eramo

Dalla grande finestra entra la tersa luce autunnale di San Francisco. Sono a casa della saggista americana Rebecca Solnit che, come scrive nel suo libro più famoso, Hope in the Dark, è nata nel ’61, l’anno in cui fu costruito il muro di Berlino, lo stesso anno in cui è nato Barack Obama. Quel libro fu scritto nel 2003, dopo che i movimenti contro la guerra non erano riusciti a impedire l’invasione dell’Iraq, e divenne subito oggetto di accesa discussione in tutta la sinistra americana. Il suo è un vero e proprio «Elogio della speranza», non quella passiva di chi si siede in poltrona e aspetta di vincere alla lotteria, ma quella attiva, pugnace, che si batte per realizzare le proprie speranze. Un libro contro la depressione di sinistra, contro il militante nostalgico e un po’ piagnone. Continua a leggere