Archivi categoria: Interviste

Europa: un sogno finito?

Il 57% degli europei non è andato a votare, manifestando in modo inequivocabile che i popoli europei non apprezzano questa Europa, non si riconoscono in essa, e non considerano importanti le sue istituzioni.
Lo sapevamo già, ma indubbiamente questi dati ci danno una conferma eclatante del netto rifiuto popolare di questa Europa.
Un ceto politico responsabile non si occuperebbe di altro.
Noi invece discutiamo del “trionfo” di Di Pietro e dello 0,5 in più dell’UDC.
Questioni di capitale importanza, come è evidente.
La cosa non è diversa nella Spagna di Zapatero o nell’Inghilterra di Gordon Brown.
L’Europa, come idea, come progetto, come sogno, declina, si affloscia, e si eclissa insieme alle classi dirigenti che produce.
Massimo Cerofolini ha avviato su Radio Uno un ciclo di interviste sull’identità europea.
La prima la ha fatta a me.

Potete ascoltarla qui

Intervista a Marco D’Aponte su “Quattro giorni per non morire”

Testo introduttivo e intervista di Alberto Pezzini

Marco D’Aponte ha disegnato, su sceneggiatura di Andrea B. Nardi, Quattro giorni per non morire. Una graphic novel tratta dal romanzo amaro di Marino Magliani, edito da Sironi. E’ così che è venuta fuori una graphic per Transeuropa (2009), di pagg. 111 ad euro 12,90. (v. anche qui)

La trama fa male. Inzia il 18 giugno del 1989 e sembra l’incipit di un romanzo buio, alla Carlotto. Diciamolo così perché ha un qualcosa di irredimibile fin dall’inizio, qualcosa che ti sembra già combusto e perduto dalla prima tavola. Continua a leggere

Frammento di video-intervista su “Nel fuoco della scrittura” di Biagio Cepollaro

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Il video sopra è riduzione per youtube.

Per vedere il video integrale clicca [QUI]

Dialogo tra il poeta Biagio Cepollaro, Rosanna Guida (Accademia delle Belle Arti di Brera) e Giorgio Mascitelli.

Riprese e montaggio di Sergio La Chiusa, 2009

“Intervista a Franco Loi, in assenza di Franco Loi” di Flora RESTIVO

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Sembra un gioco di parole, non troppo originale né tanto intelligente, in realtà si tratta semplicemente di un ritratto del tutto personale del grande poeta che io farò, senza certezza di ottenere il suo consenso, ma speranzosa di ottenerlo.
Sarà, comunque, una vera intervista, pertanto le risposte che verranno date alle mie domande saranno tutte assolutamente, parola per parola, di Franco Loi. Continua a leggere

La natura, gli uomini: intervista a Mauro Corona

Testo introduttivo e intervista di Giovanni Agnoloni

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Ritorniamo oggi sul tema della natura con un’intervista a un autore che a questi temi dedica gran parte del suo impegno letterario. Mauro Corona, uomo che ama profondamente la montagna e i boschi, che ci racconta nei suoi libri. L’ho incontrato alla Fiera del Libro di Torino mentre firmava le copie del suo ultimo libro, Storia di Neve (ed. Mondadori). È stato gentilissimo nel concedermi un’intervista telefonica, che ha rivelato spunti estremamente interessanti. Segue il testo. Continua a leggere

Dibattito con Folco Quilici sul tema del viaggio alla Fiera del Libro

Testo introduttivo di Giovanni Agnoloni
Video girati da Diego Bionda, della Fondazione Novecento

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Il 15 maggio, nell’ambito della Fiera del Libro di Torino, ho avuto il piacere di intervistare Folco Quilici (che in precedenza aveva già cortesemente risposto ad alcune mie domande, su questo blog), in quella che era l’anteprima della VI edizione del Festival Letterario I luoghi delle Parole (v. qui), che si terrà tra il 19 e il 25 ottobre 2009 in vari nei comuni del torinese, su iniziativa dalla Fondazione Novecento, rappresentata in occasione del nostro dibattito dallo scrittore Giorgio Vasta. Continua a leggere

Intervista a Lee Irwin: l'”alchimia dell’anima”

Testo introduttivo, intervista e traduzione dall’inglese di Giovanni Agnoloni

Oggi vi propongo il testo (in italiano e in inglese) di un’intervista che ho realizzato a Charleston, South Carolina, nel corso del mio recente viaggio in America, al Dr. Lee Irwin, Direttore del Dipartimento di Studi Religiosi del College of Charleston, ed esperto di religioni comparate e spiritualità. Grazie al suo collega docente e scrittore Massimo Maggiari, ho avuto il piacere di conoscerlo dopo aver letto il suo saggio The Alchemy of the Soul – The Art of Spiritual Trasformation (“L’alchimia dell’anima – L’arte della trasformazione spirituale”) (Lorian Press, 2007), imperniato sull’osservazione delle dinamiche interiori dello spirito umano come un processo creativo di continua evoluzione e trasformazione, integrato con il resto dell’universo. Continua a leggere

Intervista a Tiziano Scarpa, di Ade Zeno

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Uscito nell’autunno 2008 da Einaudi, l’ultimo straordinario romanzo di Tiziano Scarpa mette in scena la storia di Cecilia, giovane orfana confinata tra le mura dell’Ospedale della Pietà di Venezia in cui trascorre le giornate a suonare il violino, e le notti a scrivere lettere destinate a una madre mai conosciuta. Oscura e inquieta, la quotidianità della ragazza sembra destinata a esaurirsi negli incubi della sua anima persa e rassegnata, fino a quando l’arrivo di un eccentrico insegnante di violino chiamato Antonio Vivaldi solcherà l’inaspettato punto di svolta in grado di farle trovare la strada per la libertà. A pochi giorni dalla notizia della candidatura di Stabat Mater al Premio Strega, ripropongo la breve intervista che gli feci per Liberazione, pubblicata il 2 novembre 2008.


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L’esperienza italiana di Ken Shulman

Articolo di Ken Shulman

Testo introduttivo e intervista finale di Giovanni Agnoloni

Ken Shulman è un giornalista e scrittore di Boston, che nel corso degli anni si è occupato di politica, sport e cultura in tutto il mondo per testate come Newsweek, The New York Times, The International Herald Tribune, BBC e Associated Press. Ha vissuto per 15 anni in Italia (soprattutto a Firenze) occupandosi del campionato italiano di calcio e scrivendo anche il libro “Anatomy of a Restoration”, (Walker and Co, 1991) saggio imperniato sul restauro della Cappella Brancacci. Come giornalista sportivo ha seguito tre Coppe del Mondo, e ha viaggiato e si è occupato delle realtà di paesi come Brasile, Israele e Palestina, Turchia, Russia, Liberia, Sierra Leone, Giappone, Sud-Africa e Cuba. Continua a leggere

Tre domande a Peter Brook da «Teatri delle diversità».

di Matteo Gorla

Nel corso della conferenza stampa di presentazione dello spettacolo Fragments da Samuel Beckett (il 10 dicembre 2007 a Milano), abbiamo avuto modo di porre a Peter Brook e agli attori del suo ultimo spettacolo alcuni dei tanti interrogativi possibili sul tema teatro e diversità. Ecco, nella trascrizione della traduzione simultanea di Ira Rubini, quanto ci hanno detto.

Domanda. La prima domanda è forse anche la più scontata: perché per lei è così importante avere attori internazionali di culture e lingue diverse, proventi da differenti esperienze e che le portino all’interno del suo teatro?

Risposta. Questa è una domanda che di solito mi fanno gli attori, aggiungendo “perché non io?”: per ogni scelta che fa il regista ci sono fra i 5mila e i 10mila attori che potrebbero essere scelti per quel ruolo. Nel corso degli anni a questa domanda ho dato due risposte. Una delle risposte è che il teatro è scorretto e quando sono costretto a dire che cosa cerco in un attore dico loro qualcosa in inglese che non è possibile tradurre: io cerco qualcuno che abbia cuore e arte [n.d.r. Peter Brook gioca con l’assonanza fra le due parole inglesi heart e art]. Ci sono attori con grande sentimento ma con poca capacità tecnica, essi sono quindi chiusi nell’eccesso di sentimento; altri invece sono così esperti e così virtuosi che, come accade anche per il virtuoso musicale, sono chiusi in un altro senso perché il cuore non appare. Continua a leggere

“Dieci luoghi dell’anima”, da Taizè al Negev: intervista a Fabrizio Falconi

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di Eleonora Bianchini

“L’unica funzione della nostra coscienza è quella di creare finzioni, mentre la conoscenza è data dal cuore, dall’anima”. Fabrizio Falconi raccoglie l’eredità di Andrej Tarvovskij nel suoDieci luoghi dell’anima – dieci itinerari dieci storie (Cantagalli, pagg. 114, euro 13.90) per raccontare con l’armonia delle parole la manifestazione della spiritualità, passando dal Monastero del Monte delle Tentazioni di Jericho fino a Taizè. Abbiamo incontrato Fabrizio, oggi caposervizio vaticanista di Mediaset, per parlarne insieme.

Perchè hai deciso di scrivere questo libro? Continua a leggere

Krauspenhaar Franz – di Rael [da Cabaret Bisanzio]

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[Pubblico questa intervista pubblicata il primo di aprile su www.caberetbisanzio.com ma avvenuta il 18 novembre 2008.FK]

Che cosa si prova nell’istante esatto in cui si pigia “pubblica” e appare sul web un proprio scritto? Tu: cosa provi?

Mi fa piacere, certo. Anche se è la carta che mi da più piacere. Diciamo che il web è un po’ una masturbazione ben eseguita, magari dalla partner; ma il libro – per me il romanzo – è l’atto completo.

Ma il web in sé non lo hai mai considerato come piattaforma di lancio? È mai accaduto che tu scrivessi un qualcosa, appoggiassi uno scritto altrui in previsione del ritorno, del feedback? È mai accaduto tu leggessi una cosa di un “collega” e pensassi fosse la più grossa schifezza mai letta ma, di facciata, gli facessi i complimenti?

No, non mento mai per la facciata. Se mento è per non ferire qualcuno, è diverso. Infatti, poi, io me la prendo più facilmente con i cosiddetti “forti” che con i “deboli”, questo è un dato di fatto. Se leggo una schifezza magari non dico che lo sia, ma certamente non approvo. Certo che il web è una piattaforma di lancio. Ma è anche vero che è altro: laboratorio di scrittura, dove limare, provare, sperimentare. I più non lo usano in tale modo, e sbagliano. Non è solo una vetrinetta, è riduttivo. È anche questo, ma prima di tutto dev’essere strumento di approfondimento della materia letteratura, di studio. Altrimenti è solo un hobby. Chiaro che cerco dei feedback. Ma io non lavoro a compartimenti stagni: mi muovo ad impulso, velocemente, avendo capito che le fasi della “lavorazione” sono interconnesse in modo naturale. Il feedback è previsto nel pacchetto completo, ma non è assicurato, ovviamente. Continua a leggere

Il lamento di Bloom: è un Nobel per idioti

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di Alessandra Farkas

New York – «Un anno fa sono caduto, spezzandomi tutte le vertebre della schiena. I dottori mi avevano dato per morto, ma eccomi qua». Gli occhi chiaro-cangiante di Harold Bloom sono pieni di tristezza mista a pudore mentre cerca di giustificare quel bastone, ormai inseparabile, cui s’aggrappa per sostenere il peso degli anni e le angherie di un fisico che non vuol saperne di rincorrere i ritmi ancora frenetici della sua straordinaria mente. Continua a leggere

Alberto Casadei: “Poesia e Ispirazione”

di Luigia Sorrentino

Alberto Casadei nel suo saggio “Poesia e Ispirazione” (Luca Sossella Editore, 2009) indaga l’enigma originario dell’ispirazione. Quali sono i processi mentali che sono all’origine della poesia?
Alberto Casadei, compie un originalissimo percorso fra mito letterario e neuroscienze. Il discorso sull’ispirazione diviene, nel suo saggio, un ragionamento sulle connessioni tra linguaggio e attivita` psichica. ‘La poesia diventa – come lo stesso Casadei afferma – uno scarto del pensiero, necessario e urgente in quanto capace di rendere concepibile un’alternativa al reale’. Continua a leggere

Paolo Ruffilli: Il poeta che risveglia la coscienza civile

di Luigia Sorrentino

“Si fa il possibile/ per questa gente”/ ti dicono di noi,/ “per farla stare meglio:/ da bere e da mangiare/ piu` che sufficiente,/ e sonno quanto basta,/ le loro messe, i libri,/ ore di svago e di riposo.”/ Ma e` un altro, il nostro,/ differente stato/ inerte e doloroso.

Con questi versi che introducono “Le stanze del cielo”Paolo Ruffilli conduce il lettore nel territorio di un’antichissima paura: l’ossessione della perdita della propria liberta`.

Un’esperienza “carceraria” totalizzante, estrema e drammatica attraversa lo sguardo del poeta: “Grate e cancelli da ogni/ parte, intorno, tetri cortili/ dalle altissime mura.” Uno spazio angoscioso e angosciante con il quale l’io entra in relazione svelando un mondo “interno” ed “esterno” dal quale il lettore sembra di non poter piu` uscire. Continua a leggere

PRESTO TI SVEGLIERAI. Intervista a Francesco Costa

In quali circostanze potresti uccidere qualcuno?
Conosci qualcuno che sarebbe disposto ad uccidere pur di realizzare i propri sogni?

Due domande che emergono dalla lettura dell’ottima commedia noir di Francesco Costa Presto ti sveglierai” (Salani, euro 13, pag. 222) ambientata a Napoli.
Un giorno come un altro, Stefano “sparisce”. La moglie Laura, un’insegnante quarantenne, lo cerca disperatamente. Le viene detto che la camorra lo tiene in ostaggio e che se vorrà salvarlo dovrà uccidere Roger Morris, avvocato americano a Napoli, ultimando un “lavoro” che avrebbe dovuto compiere il marito. Questa è l’idea-forza del romanzo. Ne discutiamo con l’autore.

– Come definirebbe, in breve, questo suo nuovo libro?
Si tratta di una black comedy ambientata nel caos della Napoli di oggi, fra camorristi ed emergenza rifiuti, e cortei contro i nomadi, in cui boccheggia una certa Laura, insegnante di storia dell’arte, nella quale si può identificare chiunque di noi abbia ancora un po’ di sale in zucca e tremi all’idea che l’intero paese vada allo sbando.
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Gramsci, De Gasperi e l’Italia: le riflessioni di Steven White

Testo introduttivo, intervista e cura del testo italiano di Giovanni Agnoloni

Steven White, docente di Storia Contemporanea e Studi Internazionali presso la Mount St. Mary’s University (Maryland, Stati Uniti), è uno studioso di storia e politica italiana. Giunto a Pavia da ragazzo con la famiglia, al tempo delle scuole medie, ha potuto apprendere la nostra lingua e conoscere la nostra cultura, che poi ha approfondite negli studi universitari e post-universitari. I suoi interessi si sono focalizzati soprattutto sulle figure di Antonio Gramsci e Alcide De Gasperi e sull’evoluzione della politica italiana, anche in relazione agli Stati Uniti, dopo la Seconda Guerra Mondiale. È un italianista che, peraltro, si è occupato anche di Spagna e Russia (paesi di cui ha pure studiato le lingue e la storia), e si è anche occupato di formare i diplomatici americani destinati al Vecchio Continente sulla storia e la cultura del nostro paese e della Penisola Iberica, nel corso di una collaborazione con il Foreign Service Institute (Istituto dei Servizi Esteri) del Dipartimento di Stato americano. Oggi ci racconta più nel dettaglio il suo lavoro e delle “impressioni d’Italia” dagli Stati Uniti, all’inizio di quella che è senz’altro una nuova stagione della storia americana. Continua a leggere

I gialli e il NebbiaGialla Suzzara Noir Festival di Paolo Roversi

Testo introduttivo e intervista di Giovanni Agnoloni

Paolo Roversi nato a Suzzara, vicino Mantova, nel 1975, è scrittore-giallista e saggista. Laureato in Storia Contemporanea e studioso di Charles Bukowski, ha dedicato a questo autore, tra l’altro, la sua prima biografia italiana, che ha realizzata con l’aiuto di Fernanda Pivano.
Ricordiamo i suoi romanzi noir, tre dei quali (La mano sinistra del diavolo, ed. Mursia – Premio Camaiore per la Letteratura Gialla nel 2007 –, Blue tango – noir metropolitano, ed. Stampa Alternativa, e Niente baci alla francese, ed. Mursia) hanno per protagonista Enrico Radeschi, un giornalista-hacker. Le sue storie hanno un’ambientazione padana (tra Milano e il Po), e sono considerate un evidente esempio di “noir metropolitano”, da cui appunto il titolo di uno dei suoi gialli. Continua a leggere

Secolarizzati e scontenti

di Benedetto Vecchi
Intervista a Emmanuel Todd

Un’intervista con lo studioso francese in Italia per presentare «L’incontro di civiltà», il saggio scritto con il ricercatore Youssef Courbage. Un’analisi del mondo islamico, dove la modernizzazione può imboccare la strada politica o la via già segnata dalla trasformazione degli stili di vita
Forte anche degli studi e sull’accumulo dei dati sul maghreb francofono e sul Medioriente, Emmanuel Todd ama lanciare piccole provocazioni, come quando sostiene che ci sono tutti i segnali di una possibile scomparsa dell’Islam. Tassi di natalità poco al di sopra dei paesi europei, processi di alfabetizzazione altrettanto equiparabili, come equiparabile è una disaffezione alla religione: sono questi i risultati degli studi e delle analisi condotte con Youssef Courbage e contenute nel libro L’incontro delle civiltà (Marco Tropea, pp. 155, euro 14,90).
Emmanuel Todd non è nuovo a muoversi sul terreno accidentato delle tendenze di lungo periodo, che sembrano sempre fare a meno del confronto con la contingenza. Ma spesso ha saputo guardare oltre la gabbia del presente, come quando prefigura l’implosione dell’Unione sovietica o la crisi del modello neoliberale di capitalismo nel momento del suo massimo apogeo. Questa volta ci prova con l’Islam e per fare questo sceglie come chiave di accesso al fenomeno il concetto di modernizzazione. Concetto generico se non declinato attentamente. Todd si attesta prudentemente sull’accezione antropologica, guardano all’economia e alla politica come variabili dipendenti delle trasformazioni del legame sociale. E su questo si è concentrata l’intervista che ha concesso a Roma in occasione della presentazione del libro. Continua a leggere

I letterati – Inchiesta di Pasquale Giannino

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Risponde Franz Krauspenhaar

Un APS è un autore a proprie spese e la Manuzio è una di quelle imprese che nei paesi anglosassoni si chiamano “vanity press”. Fatturato altissimo, spese di gestione nulle […] Il sistema Manuzio era molto semplice. Poche inserzioni sui quotidiani locali, le riviste di categoria, le pubblicazioni letterarie di provincia, specie quelle che durano pochi numeri. Spazi pubblicitari di media grandezza, con foto dell’autore e poche righe incisive: “un’altissima voce della nostra poesia”, oppure “la nuova prova narrativa dell’autore di Floriana e le sorelle” […] in fondo anche Proust e Joyce hanno dovuto piegarsi alla dura necessità, i costi sono tot, noi ne stampiamo per ora duemila copie, ma il contratto sarà un massimo di diecimila. Calcoli che duecento copie vengono a lei, omaggio, per inviarle a chi vuole, duecento sono di invio stampa […] ne distribuiamo milleseicento […] Stampa effettiva: mille copie in fogli stesi di cui solo trecentocinquanta rilegati. Duecento all’autore, una cinquantina a librerie secondarie e consorziate, cinquanta alle riviste di provincia, una trentina per scaramanzia ai giornali, nel caso gli avanzasse una riga tra i libri ricevuti […] Sarebbe infine arrivato il momento della verità, un anno e mezzo dopo. Garamond gli avrebbe scritto: Amico mio, lo avevo previsto, Lei è apparso con cinquant’anni di anticipo. Recensioni, lo ha visto, a palate, premi e consensi della critica, ça va sans dire. Ma copie vendute pochine, il pubblico non è pronto. Siamo costretti a sgombrare il magazzino, a termini di contratto (accluso). O al macero, o lei le acquista a metà prezzo di copertina, com’è suo privilegio.

Umberto Eco, Il pendolo di Foucault Continua a leggere