
Incontri, tra Freud e Levinas
di Danilo Di Matteo
Quante volte ci riferiamo a bravi/e ragazzi/e rovinati/e “dalla cattiva compagnia”! Oppure a uomini o donne sopraffatti/e dal partner; schiacciati/e per lo più psicologicamente, rispetto alle proprie aspirazioni e possibilità, talora – ahinoi, sono situazioni non rare – anche fisicamente. La condizione di animali sociali/socievoli, comunque, ci spinge all’incontro, che, inevitabilmente, è con l’altro/a. Anzi, tendiamo a sottolineare come troppe volte, al giorno d’oggi, tali incontri siano più “virtuali” che “reali” (l’uso delle virgolette è qui legato all’accezione riduttiva ormai attribuita all’aggettivo “virtuale”. Il virtuale, più propriamente, indica il campo del possibile; rappresenta un’estensione del limitato dominio dell’“attuale”, di quel che è qui e ora. Etimologicamente, si tratta della stessa radice di virtù e, per estensione, di forza e, dunque, di vita, vitalità).



In un gruppo femminista su Facebook una delle membre ha commentato un post su Woody Allen dicendo in difesa del regista: “Io so che Soon-Yi e Allen hanno cominciato una relazione quando la ragazza era maggiorenne ed era figlia adottiva della ex compagna Mia Farrow, ma non di Allen stesso.”










