Archivi categoria: Interviste

Tra gli Angeli e l’Io: intervista a Igor Sibaldi

 

Testo introduttivo e intervista di Giovanni Agnoloni

Igor Sibaldi è uno scrittore e traduttore che unisce in sé molte diverse strade. Nato a Milano nel 1957, è un esperto di slavistica, e ha tradotto e curato l’edizione italiana di numerosi classici della letteratura russa. Ma è anche teologo ed esperto di storia delle religioni. In questo campo, ha pubblicato numerosi saggi che trattano il tema del rapporto dell’uomo con la dimensione dello spirito e con i principi fondamentali della tradizione giudaico-cristiana. RicordiamoI maestri invisibili (ed. Mondadori), Il mondo invisibile (ed. Frassinelli), ma anche Il frutto proibito della conoscenzaL’arca dei nuovi maestri (sempre editi da Frassinelli), e poi Il codice segreto del Vangelo. Il libro del giovane Giovanni (ed. Sperling & Kupfer), Il libro degli angeli (ed. Frassinelli) e l’ultimo uscito, il Libro della personalità (ed. Frassinelli). Continua a leggere

Franz Krauspenhaar e l’inquietudine esistenziale

di Marilù Oliva

“L’inquieto vivere segreto” (Transeuropa, 2009) si sostanzia di un surrealismo che mette insieme atmosfere alla Alberto Savinio con un sordo pessimismo di stampo bernhardiano, in una sintesi tutta personale che avvicina il grido disperato del romanzo di Krauspenhaar “Le cose come stanno” (2003) con l’analisi del rapporto padre-figlio di “Era mio padre” (2008) rovesciando il tutto specularmente, tentando così di andare all’osso di quel fenomeno di incubo illusionistico che è spesso la vita.

“L’inquieto vivere segreto” (Transeuropa, 2009), due aggettivi che rimandano a due condizioni, l’inquietudine e la segretezza. Ti chiediamo di spiegarci in che senso il vivere è segreto, nell’esistenza fittizia dei protagonisti narrativi e in quella reale da cui la narrazione prende avvio. Continua a leggere

“Digestione del personale” – Intervista a Paolo Cacciolati

Testo introduttivo e intervista di Giovanni Agnoloni

Paolo Cacciolati è l’autore di “Digestione del personale”, un romanzo – edito da TEA – che unisce ai vari attimi di una vicenda criminosa i ricordi di vita aziendale di un ‘formatore’ del personale, Marco Michichi, un personaggio che fa strada con un atteggiamento competitivo, che lo porta però anche a truffare gli stessi dirigenti d’impresa che gli danno lavoro. E che vive la sua vita personale soffocato dalla stessa aridità in cui si è autoconfinato, o comunque si è lasciato confinare.

Lo stile ironico e brillante di Cacciolati non impedisce, anzi sollecita l’emergere di tante domande, in relazione al tipo di società di cui le realtà di tante aziende sono lo specchio.

Qui proviamo ad affrontarne alcune insieme a lui. Continua a leggere

NUTRIMENTI PER L’ANIMA di M. Teresa Santalucia Scibona

M. Teresa Santalucia Scibona è una poetessa che – in anni di pregevole attività artistica – ha avuto la capacità e la grazia di trasformare il dolore e la sofferenza fisica in amore per la vita e le parole. Ne dà testimonianza questa sua nuova opera: “Nutrimenti per l’anima” (Joker, 2009). Di seguito la recensione del libro e l’intervista all’autrice curate da Simona Lo Iacono.

Massimo Maugeri

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NUTRIMENTI PER L’ANIMA di M. Teresa Santalucia Scibona. Una conversazione e un libro.

di Simona Lo Iacono

La poesia scava. E’ l’arma dei giusti. Il grido. E’ la verità che trova parola.
Non ha necessariamente una veste. Non deve raccontare una storia. La poesia è nata per tradurre un affioro di noi. Un’intuizione. Un guizzo o un desiderio.
Un dolore.
Da buona siciliana avvezza ai miti non ignoro che il suo spirito ha radici misteriose. A Mineo, ad esempio, dove Giuseppe Bonaviri è nato e dove il poetare era riservato alla notte, alle infumate di pane attorno a un focolaio, alle donne inginocchiate a spampinare cesti o a ricamare corredi, a Mineo, dicevo, esiste una pietra che la leggenda vuole ispiratrice di energie poetiche. Basta sedersi lì, dicono. E la voce scheggia impazzita, si riappropria di te. Ti si fa innanzi come una vestale che si offra all’uomo.
Non so se M. Teresa Santalucia Scibona abbia mai sfiorato la pietra. Se mai abbia risalito le straduncole di Mineo o se il canto le si sia frastagliato addosso zampillando dal cuore del sasso. Continua a leggere

“Anna è viva” – Intervista ad Andrea Riscassi, di Alberto Pezzini

Testo e intervista di Alberto Pezzini

Il 7 ottobre del 2006 veniva uccisa a Mosca la giornalista Anna Politkovskaja. Aveva raccontato quello che aveva visto della Russia di Putin e della Cecenia. Di ciò che le belve russe erano capaci di fare in guerra.Scriveva per la “Novaja Gazeta” dal 1999 e aveva scelto di seguire il conflitto in Cecenia. Scriveva quello che vedeva e per questo la Russia di Putin aveva deciso di ucciderla. Oggi lei è diventata un’icona, una sorta di consacrazione ad memoriam della volontà di fare giornalismo ad ogni costo. Che è un lavoro serio, da fare con rigore, e da offrire a chi legge cercando sempre di dare una non menzogna. Come diceva Alberto Cavallai, che di Russia se ne intendeva, e come dice oggi Andrea Riscassi, nel suo ultimo libro Anna è viva, Sonda Editore, 2009. Andrea Riscassi oggi è caporedattore della cronaca per la Rai di Milano, insegna giornalismo televisivo come Tutor in Statale, e di bello ha che ti parla al mattino con semplicità, senza fronzoli.

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L’ombra più nera. Incontro con Giorgio Falco e Antonio Scurati a Scrittorincittà-Cuneo

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Condensare in un post l’efflorescenza di spunti emersi nell’incontro di venerdì scorso a Cuneo, per Scrittorincittà, con Giorgio Falco e Antonio Scurati (Giorgio Vasta a moderare), è impresa fuori dalla mia portata. 
Certamente è stata l’occasione ideale per focalizzare il filo conduttore dell’intera manifestazione di quest’anno, dedicata alle Luci nel buio, partendo proprio dagli aspetti più cupi emersi negli ultimi anni, dove si è estesa quella “tenebra etica, sociale e culturale” evidenziata da Vasta nell’introduzione agli eventi.
A partire dalla sentenza di Johann Wolfgang Goethe, come prolegomeno dell’incontro: “Dove c’è molta luce, l’ombra è più nera”.

Bene ha fatto Giorgio Vasta a citare in apertura Walter Benjamin, a proposito della necessità di carezzare la storia contropelo. Ci sono scrittori che lisciano il pelo all’esistente, che assecondano gli eventi, altri invece, come Falco e Scurati, agiscono in senso contrario, con narrazioni che scoprono nervi e zone d’ombra, e creano disagio.

Non potendo riprendere tutti i temi affrontati, come dicevo, preferisco concentrarmi su un aspetto che mi è sembrato trasversale a tutto quello che si è detto. Questo argomento è ciò che definisco- con termine senz’altro inappropriato, ma altri non ne ho- la letteratura del prendere atto. Continua a leggere

“Via del Campo”, di Fabio Beccacini

“Via del Campo”, di Fabio Beccacini, ed. Frilli (ISBN 978-88-7563-503-9)

Intervista a cura di Marino Magliani

HO INIZIATO A SCRIVERE PERCHE’ IN ITALIA NON FUNZIONANO I TRASPORTI

D: Perchè ha iniziato a scrivere?

R: Ho iniziato a scrivere perchè in Italia non funzionano i trasporti. Era il primo anno universitario ed ero uno studente fuorisede. Prendevo la corriera e non arrivavo mai. Prendevo il treno e non arrivavo più. Andavo a piedi e mi perdevo. Alla fine ho iniziato a scrivere. Prima le indicazioni stradali, la strada giusta. Se no, non tornavo a casa. Poi i nomi dei bar che incontravo per la strada. C’erano un sacco di feste a quel tempo. E continuavo a non tornare a casa. Poi ho scritto poesie, lettere d’amore, bestiari. Tutto nel cassetto. Alla fine ho iniziato a scrivere romanzi e a tirarli fuori dal cassetto. Comunque i treni continuano ad arrivare in ritardo. Non è servito a niente. C’è un detto che dice “nei manicomi ci sono due categorie di matti. Quelli che pensano di essere Napoleone e quelli che vogliono risanare le Ferrovie dello Stato”. A proposito i taxi come sono messi?

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Ci metto la firma: intervista a Mariano Sabatini

Mariano Sabatini, autore e giornalista per la carta stampata, la radio e la televisione ha pubblicato, di recente, per i tipi di Aliberti, un libro rivolto al mondo del giornalismo. Il titolo è piuttosto evocativo: “Ci metto la firma! – La gavetta dei giornalisti famosi”. Propongo, di seguito, la recensione e intervista realizzate da Maria Lucia Riccioli.
(Massimo Maugeri)

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Recensione e intervista di Maria Lucia Riccioli

Ci metto la firma! – La gavetta dei giornalisti famosi (Aliberti editore) È la nuova fatica di Mariano Sabatini, autore e giornalista per la carta stampata, la radio e la televisione. Una serie di interviste a nomi “eccellenti” del giornalismo italiano, dai “grandi vecchi” come Zucconi e la Cambria alle nuove leve che saranno i punti di riferimento per i giornalisti di domani, dai cronisti sportivi a quelli che ci raccontano i cambiamenti di costume e le trame della politica. Editoriali e inchieste, scoop e rubriche…
Un libro che si legge con curiosità e che potrebbe essere un ottimo aiuto per approcciarsi ad un mondo spesso mitizzato, ad una figura che il cinema e i romanzi ci hanno presentato di volta in volta come eroica o cinica e disincantata. Mariano Sabatini fa sfilare davanti ai nostri occhi i nomi e le esperienze di uomini e donne accomunati da un mestiere affascinante. Riusciamo quasi a vederli, dal loro primo giorno tra titoli, occhielli e sommari, alle loro giornate attuali, divise tra computer, riunioni, incontri, conferenze. Continua a leggere

Intervista alla scrittrice e archeologa Giorgia Lepore, autrice de “L’abitudine al sangue”

Giorgia Lepore vive in Puglia, a Martina Franca. È archeologa e insegnante di storia dell’arte nelle scuole superiori. Ha al suo attivo varie coordinazioni di scavi in siti archeologici di tutta Italia e pubblicazioni in riviste specializzate e atti di convegni. Con la pubblicazione del romanzo “L’abitudine al sangue” (Fazi), esordisce anche come romanziera.
Si tratta di un romanzo storico dove protagonista è Giuliano, figlio dell’imperatore di Bisanzio, posto dal padre a capo dell’esercito suo malgrado. Il giovane non riesce a sopportare l’idea della perdita di vite umane, la vista e l’odore del sangue. Con l’aiuto dell’amata Eucheria trova il coraggio di ribellarsi al ruolo impostogli, ma subisce la dura e impietosa vendetta paterna. “L’abitudine al sangue” – romanzo ben scritto, avvincente, dolente e capace di indurre alla riflessione – approfondisce, tra le altre cose, il difficile percorso interiore del protagonista.
Ho avuto modo di discuterne con l’autrice.
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Tra realtà e fantasia: intervista a Giovanni Agnoloni

Pubblichiamo qui l’intervista a Giovanni Agnoloni realizzata da Paolo Marzola e pubblicata sul suo blog, e in seguito su quello di Agnoloni. Glorfindel è l”alias’ tolkieniano di Paolo, mentre Kosmos è quello connettivista di Giovanni.

L’intervista verte sulle ricerche tolkieniane e di letteratura comparata di Agnoloni, oltre che, più in genere, sul suo rapporto con la letteratura e la scrittura. Viene dedicata particolare attenzione alle tematiche attinenti al movimento fantascientifico connettivista e al fantastico in genere (ma non solo). Continua a leggere

Biancamaria Frabotta: Quartetto per masse e voce sola

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Biancamaria Frabotta (nella foto) una delle più importanti voci poetiche contemporanee, in Quartetto per masse e voce sola (Donzelli, 2009) traccia un bilancio raccontando cinquant’anni di esperienze, memorie, riflessioni, di una donna poeta.

Chiunque voglia accostarsi per la prima volta alla poesia di Biancamaria Frabotta non potrà prescindere da questo piccolo libro, un autoritratto che scandisce il mondo interiore della poetessa attraversando anche la Storia d’Italia del secondo Novecento: il Sessantotto, gli anni del femminismo, la poesia plurale, la crisi politica e culturale. Biancamaria Frabotta nel suo autoritratto mette isieme le due facce: l’eternamente presente e l’eternamente fuggito, che costituiscono il volto della poesia.

Intervista di Luigia Sorrentino (Roma, 28 settembre 2009)

Nella sinfonietta “Quartetto per masse e voce sola” si incontrano quelli che lei definisce “volti senza padrone”. Una galleria di confessioni rubate e trasferite in una profondissima emozione lirica che fotografa e fissa in una istantanea il passato e il presente. Autoritratto, dunque, doppio, plurimo, spennellate rapide, del tempo che ci scivola accanto in un ingorgo tra pubblico e privato tutto proiettato verso Il tempo a venire. Parliamo del titolo, che non è un vezzo estetizzante… Continua a leggere

“Feisbuuc”: un bilancio

Intervista di Giovanni Agnoloni

Abbiamo già parlato di Feisbuuc di Lorenzo Pezzato (v. qui e qui).
Oggi, a libro uscito e con il suo blog ormai consolidato in rete, ecco una breve intervista all’autore.

– Prima di tutto, una domanda sullo “stato dei lavori”: che riscontri stai avendo, circa il tuo progetto letterario? Il libro “Feisbuuc” incuriosisce come il fenomeno internettiano della storia sui blog pubblicata a puntate su un blog?

Il progetto Feisbuuc sta andando molto bene, e ne sono parecchio soddisfatto.
Da un certo punto di vista, la conclusione del progetto è stata la pubblicazione e la vendita nelle librerie, fatto che ha dimostrato inequivocabilmente che anche la letteratura ha trovato una sua nuova collocazione sul web, che da oggi può essere genitore di un romanzo cartaceo.
Feisbuuc è la prova che la rete continua a proporre nuovi modi per interpretare vecchi sistemi (oltre a generarne di assolutamente nuovi), come quello dell’editoria. Oggi un romanzo può prima avere un pubblico (nel web) e poi un editore. Continua a leggere

Fernanda Pivano intervista Fabrizio De André

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Pivano: Hai voglia di raccontarci come ti è venuto in mente di fare questo disco?

Fabrizio: Spoon River l’ho letto da ragazzo, avrò avuto diciotto anni. Mi era piaciuto, e non so perché mi fosse piaciuto, forse perché in questi personaggi ci trovavo qualcosa di me. Poi mi è capitato di rileggerlo, due anni fa, e mi sono reso conto che non era invecchiato per niente. Soprattutto mi ha colpito un fatto: nella vita si è cotretti alla competizione, magari si è costretti a pensare il falso o a non essere sinceri, nella morte, invece, i personaggi di Spoon River si esprimono con estrema sincerità, perché non hanno più da aspettarsi niente, non hanno più niente da pensare. Così parlano come da vivi non sono mai stati capaci di fare.

P: Cioè, tu hai sentito in queste poesie che nella vita non si riesce a “comunicare”? Quella che a me pare la denuncia più precorritrice di Masters, la ragione per la quale queste poesie sono ancora attuali, specialmente fra i giovani? Continua a leggere

Come resistere alla cultura del narcisismo

di Francesco Erbani

Due scrittori fanno a cazzotti e uno dei due (Antonio Scurati) urla all’ altro (Tiziano Scarpa): «Sei il sintomo della degenerazione della società intellettuale italiana». Poi, dopo un’ altra gragnuola di pugni, sibila: «Per me questo è un congedo definitivo, anche luttuoso, dal cadavere della società letteraria».

Goffredo Fofi, lei ha partecipato a riviste come Quaderni piacentini, ha fondato Ombre Rosse, Linea d’ ombra, La terra vista dalla luna, ora dirige Lo straniero, ha scritto di letteratura e di cinema, oltre a fare tante altre cose, le domando: esiste ancora in Italia quel complesso di istituzioni, uomini e idee che possiamo definire una società letteraria?
«Non credo proprio». Ma un tempo esisteva, lei ne è rimasto fuori, ma l’ ha scrutata e raccontata da “minoritario per vocazione”. «Certamente è esistita. Era compatta, regolata da solidi meccanismi di potere. A Roma c’ erano il cinema e la tv, a Milano l’ industria editoriale, a Torino l’ Einaudi. È durata fino agli ultimi anni Settanta, ma già negli Ottanta il panorama era completamente diverso. E non solo per la letteratura: in fondo in quegli anni finiva una storia e finiva anche l’ ultimo tentativo nel mondo di inventarne uno nuovo». Continua a leggere

INTERVISTA A RITA CHARBONNIER

Con la scusa di predirgli il futuro per l’anno successivo (il 1844) un’anziana donna inizia a raccontare a un uomo la propria storia. L’uomo si chiama Alexandre Dumas. La donna, Maria Stella Chiappini. La storia riguarda il passato di Maria Stella e ha a che fare con uno scandalo che avrebbe potuto minare dalle fondamenta l’intero regno di Francia. Questi gli elementi fondanti del nuovo romanzo di Rita Charbonnier, La strana giornata di Alexandre Dumas (Edizioni Piemme).
Di seguito, l’intervista realizzata da Salvo Zappulla.

Massimo Maugeri

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Intervista a Rita Charbonnier
di Salvo Zappulla

Rita Charbonnier è nativa di Vicenza, ha vissuto a Matera, Mantova, Genova, Trieste, per poi stabilirsi a Roma. Ha fatto studi musicali e ha frequentato la scuola di Teatro dell’Istituto Nazionale del Dramma Antico di Siracusa. E’ stata attrice e cantante in teatro, recitando al fianco di celebri artisti. In seguito si è dedicata alla scrittura e, dopo aver collaborato come giornalista con riviste di spettacolo, ha iniziato a scrivere sceneggiature e infine romanzi. Il primo, La sorella di Mozart (Corbaccio 2006), ha riscosso un grande successo in Italia e all’estero, tradotto in ben dodici Paesi. Ha pubblicato per le Edizioni Piemme il suo secondo romanzo La strana giornata di Alexandre Dumas.

– E proprio dal nuovo romanzo desidero iniziare questa chiacchierata. Rita, ancora un romanzo storico, ancora un romanzo con protagonista una figura femminile rubata all’oblio e consegnata alla gloria letteraria. Come mai questa scelta? Continua a leggere

Addio a Rienzo Colla

di Paolo Marangon

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Rienzo Colla, fondatore e artefice della casa editrice vicentina “La Locusta”, si è spento ieri dopo una breve degenza all’Ospedale “San Bortolo” di Vicenza. Era nato il 28 marzo 1921.

Chi l’ha affettuosamente accompagnato e accudito negli ultimi anni, soprattutto dopo che la vecchiaia l’aveva reso non autosufficiente, ha assistito a un lungo, penoso declino del corpo e della mente, una vera e propria consunzione. I funerali si terranno martedì alle 10.45 all’Oratorio del Gonfalone in piazza Duomo.

«Rienzo Colla è la sua casa editrice, La Locusta, e viceversa», ha scritto Carlo Bo nel 1984, a trent’anni dalla fondazione. Per questo il ricordo della persona – tanto schiva sulla scena pubblica quanto amabile nei rapporti privati, accademico olimpico e medaglia d’oro come cittadino benemerito di Vicenza – scivola quasi inevitabilmente sulla sua creatura prediletta. “La Locusta” rappresenta un unicum nel panorama editoriale italiano: un’unica continua collana dal 1954, che aveva un unico continuo artefice, appunto, in Rienzo Colla – traduttore e correttore di bozze, impiegato, magazziniere e fattorino, oltre che ideatore della casa e selezionatore dei testi – che ha seguito un’unica continua linea editoriale nella scelta degli oltre 350 volumetti pubblicati e ha adottato un’unica continua veste grafica che li ha resi inconfondibili, con la copertina bianca, il titolo rosso, la carta velina che li ricopre e le pagine da aprire con il tagliacarte.

“La Locusta” è stata anzitutto la casa di don Primo Mazzolari, prete scomodo, personalità religiosa tra le più alte del Novecento. «Io ero a Roma per studiare lettere all’università», ha raccontato Rienzo in un’intervista pubblicata nel cinquantenario della fondazione. Continua a leggere

Educazione siberiana

Nicolai Lilin, Educazione siberiana, Einaudi, 20 euro

di Valentina Nuccio

Leggere Educazione siberiana è un viaggio in una nuova cultura che per molti versi appare quasi un viaggio come la tanto conosciuta Gomorra di Saviano. L’autore il 28enne Nicolaj Lilin racconta con lucidità ed emozionante tatto la sua vita in Transnistria, regione moldava al confine con l’Ucraina. Fa parte di una comunità criminale siberiana detta Urka, in cui vige un codice che regolamenta la vita degli appartenenti che sin da bambini imparano a vivere e sopravvivere. Nicolai, detto Kolima, apprende giorno dopo giorno grazie agli insegnamenti degli anziani saggi (tra cui suo nonno Kuzja) il codice di vita del popolo Urka che dalla Siberia è stato deportato ai tempi di Stalin, in questa terra di nessuno. La Transnistria appunto. E scopre una grande passione: quella dei tatuaggi. Diventerà un bravo tatuatore, mestiere che esercita in Italia. Il romanzo, pubblicato da Einaudi, si nutre di miti e leggende ma anche di violenza di ogni genere.

Di seguito l’intervista a Nicolai Lilin Continua a leggere

Almuerzo con Predrag Matvejevi?, il Signor Mediterraneo

Articolo di Saul Stucchi

Tratto da www.alibionline.it

“Torno nel vespaio”, dice, “ma non ho paura”. Il vespaio è la ex Jugoslavia, patria di Predrag Matvejevi?, nato a Mostar nel 1932 da padre russo di Odessa e da madre croata.
Da qualche tempo è tornato a vivere a Zagabria e non teme per la sua incolumità perché è convinto che la situazione sia cambiata e che i “talebani cristiani” non possano più permettersi di zittire con la minaccia del carcere chi come lui esercita ancora il diritto di critica. Se n’era andato nel 1991 dopo gli spari contro la cassetta della posta: una minaccia dal significato inequivocabile. “Non si può lottare con la penna contro le pallottole” ha ammesso durante la colazione con l’autore tenutasi a Verbania in occasione del Festival LetterAltura, al termine della quale ci sediamo in un bar del lungolago. Continua a leggere

Intervista impossibile a Luce Marinetti

di Marilena Lucente

lucemarinetti

“Ogni mattina imponetevi di contraddire il progetto o programma che la vostra vita passata v’ispira. Fate esattamente il contrario di tutto ciò che il grande Albergo, il Baedecker, i vostri amici, la temperatura della giornata, il paesaggio, i vostri bagagli, il vostro denaro, le vostre comodità e tutti i vostri gusti vi impongono di fare. Sarà naturalmente in voi il desiderio di rimanere soli più lungamente possibile. Ma dovunque vi sono importuni e folle opprimenti!”

F.T.Marinetti, Scatole d’amore in conserva, 1927

In un  brillante pomeriggio d’estate, il treno corre  solcando l’estremo lembo della Puglia, attraversa la spianata degli ulivi – sembra sia il  vento dell’alta velocità a muovere  le foglie di verde, d’argento e di grigio –  sfiora il giallo delle dune lungo la costa, sino ad inabissarsi, ma è un’ impressione, nell’azzurro intenso del mare. Azzurro lapislazzulo. Nello scompartimento viaggia Luce Marinetti, curatrice del Centro Studi Marinettiani  della Yale University,  diretta a Lecce. Di fronte a lei, una donna, la chiameremo  semplicemente, la “Lettrice”, immersa nel libro: Scatole d’amore in conserva . Continua a leggere

“Il giorno prima della felicità” – Intervista a Erri De Luca

Testo introduttivo e intervista di Giovanni Agnoloni

Dopo il recente articolo di Elena F. Ricciardi, torniamo a parlare dell’ultimo romanzo di Erri De Luca, Il giorno prima della felicità (ed. Feltrinelli), con un’intervista all’autore. Continua a leggere