Archivi categoria: Letture

Andrea legge nel tubo: “Sarudda” di Giovanni Meli.

Un nuovo ciclo di letture, con Andrea Sciuto.

Nato in provincia di Bergamo da genitori siciliani, Andrea Sciuto vive tra Catania e Bergamo, dove lavora come insegnante di lettere. Fa parte del Circolo dei Narratori di Bergamo, gruppo di volontari che organizza iniziative di promozione della lettura insieme alle biblioteche pubbliche.
Oggi vi proponiamo una sua video-lettura dal titolo “Sarudda” di Giovanni Meli

Andrea legge nel tubo: “Amore di lontano”

Un nuovo ciclo di letture, con Andrea Sciuto.

Nato in provincia di Bergamo da genitori siciliani, Andrea Sciuto vive tra Catania e Bergamo, dove lavora come insegnante di lettere. Fa parte del Circolo dei Narratori di Bergamo, gruppo di volontari che organizza iniziative di promozione della lettura insieme alle biblioteche pubbliche.
Oggi vi proponiamo una sua video-lettura dal titolo “Amore di lontano“.

Giuseppe Conte, “Non finirò di scrivere sul mare”

Recensione di Francesco Improta

Giuseppe Conte, Non finirò di scrivere sul mare (ed. Mondadori, collana “Lo specchio”, 2019)

Ho sempre pensato che Giuseppe Conte fosse il maggior poeta italiano e la lettura della sua ultima silloge poetica, Non finirò di scrivere sul mare (ed. Mondadori), ha confermato e rafforzato, qualora ce ne fosse stato bisogno, questa mia convinzione.

In questo libro c’è tutto l’universo mitico, simbolico e poetico di Giuseppe Conte. Al centro di questo universo, come suggerisce il titolo, c’è il mare e non potrebbe essere diversamente per chi come lui è cresciuto con il rumore del mare nelle orecchie nella splendida Riviera ligure di ponente. Il mare è diventato per lui una categoria dello spirito, la fonte della sua ispirazione, l’origine e la fine della vita. Ossessione e disperazione, salvezza e perdizione, finitudine e infinito, avventura e mistero, il mare con il suo perenne movimento indica il divenire stesso della vita, il suo perenne fluire. Quel mare violato per la prima volta dalla nave degli Argonauti e percorso dalle triremi fenicie e dalle galee genovesi, come ci rammenta il poeta, quel mare che ha alimentato le fantasie di Conrad e di Pessoa, per il quale, però, – vale la pena ricordarlo il mare più bello è quello che non abbiamo ancora navigato, quel mare per Giuseppe Conte è soprattutto emblema di libertà: Continua a leggere

Estratto di “Oltre il fuoco” di Javier Núñez

Estratto di Oltre il fuoco di Javier Núñez (ed. Le pecore nere, 2019)

“Bruciami”

Soy ceniza que nadie recoge
soy un llanto más.[1]
«Dame el fuego de tu amor».

“Sandro Espectacular”, 1971

(«Sono cenere che nessuno raccoglie, sono un pianto in più». Estratto del brano “Dammi il fuoco del tuo amore”, dall’album Sandro Espectacular, 1971)

A volte credo che potrei esserci riuscito. Solo a volte. È un pensiero che non ha molto senso. La vita può essere una linea più o meno retta da un punto specifico nella storia dell’umanità —la nostra nascita— a un altro punto determinato, finale, inevitabile —la nostra morte—. O può essere un cammino tortuoso, imprevedibile, soggetto ai capricci del caso; un sentiero immaginario che apriamo a colpi di machete, incapaci di vedere al di là del prossimo passo, e che scompare alle nostre spalle man mano che ci allontaniamo. Ma la vita è sempre un cammino unico. Le biforcazioni, le linee parallele che potrebbero essersi spalancate a un destino diverso, esistono soltanto nella coscienza retrospettiva dell’uomo. Ogni decisione, ogni scelta di fronte a un dilemma è irrimediabile. La più piccola azione di rifiuto di una rotta possibile è una condanna all’inesistenza assoluta nel tempo e nello spazio, ma non all’oblio. A volte, abbiamo la cattiva abitudine di credere che una decisione diversa avrebbe potuto portarci su una strada che non è mai esistita. Continua a leggere

Andrea legge nel tubo: “La novella del lusignuolo”

Un nuovo ciclo di letture, con Andrea Sciuto.

Nato in provincia di Bergamo da genitori siciliani, Andrea Sciuto vive tra Catania e Bergamo, dove lavora come insegnante di lettere. Fa parte del Circolo dei Narratori di Bergamo, gruppo di volontari che organizza iniziative di promozione della lettura insieme alle biblioteche pubbliche.
Oggi vi proponiamo una sua video-lettura di alcune settimane, nel pieno della quarantena, per ricordarci da dove veniamo e dove non vogliamo tornare: Giovanni Boccaccio, Decameron, novella quarta della quinta giornata, detta “La novella del lusignuolo“.

Andrea legge nel tubo: il 25 aprile

Un nuovo ciclo di letture, con Andrea Sciuto.

Nato in provincia di Bergamo da genitori siciliani, Andrea Sciuto vive tra Catania e Bergamo, dove lavora come insegnante di lettere. Fa parte del Circolo dei Narratori di Bergamo, gruppo di volontari che organizza iniziative di promozione della lettura insieme alle biblioteche pubbliche.
Per celebrare il 25 aprile insieme, anche se virtualmente e con un giorno di ritardo, vi proponiamo la sua video-lettura tratta da La Macchina del Vento di WM1 e initolata Poseidone e il fascismo.
Buon ascolto!

 

Andrea legge nel tubo: “La Veglia di Venere”.

Un nuovo ciclo di letture, con Andrea Sciuto.

Nato in provincia di Bergamo da genitori siciliani, Andrea Sciuto vive tra Catania e Bergamo, dove lavora come insegnante di lettere. Fa parte del Circolo dei Narratori di Bergamo, gruppo di volontari che organizza iniziative di promozione della lettura insieme alle biblioteche pubbliche.
Qui di seguito vi proponiamo una sua video-lettura de La Veglia di Venere (Pervigilium Veneris) che, in tempi di quarantena da Coronavirus, ha sostituito il consueto appuntamento nelle biblioteche.
Buon ascolto!

Svezia, il virus della socialdemocrazia

Göteborg. Foto di Mikael Moiner

Da italiana in Svezia, sono tanti gli interrogativi che mi vengono posti in questi giorni, soprattutto a seguito dell’articolo recentemente pubblicato da Repubblica.it, ma anche a quello precedente sullo stesso tono de Il Fatto Quotidiano, dove si è dato risalto anche a un certo sprezzo del pericolo combinato a una svalutazione di chi, influenzato da ciò che accade in Italia, ha preferito da subito un comportamento cauto e orientato all’autoisolamento.
Dico subito che io sono tra questi: in una sorta di ossequio della legge a distanza, mi sono attenuta alle disposizioni italiane mitigate da un buon senso nordico: nessun contatto ravvicinato e frequentazioni di negozi solo per beni di prima necessità, ma libertà di uscire per passeggiare osservando distanze di sicurezza. L’idea che centinaia di migliaia di bambini italiani siano tappati in casa senza poter prendere una boccata d’aria – che per la prima volta sarebbe persino pulita e non solo quel mefitico aerosol che offrono le metropoli italiane – è un pensiero doloroso, di cui ha ben scritto Rosa S. ospitata dal sito della Wu Ming Foundation. Continua a leggere

Vincenzo Celano, “La scomparsa di Anice Zolla”

Testo introduttivo e intervista di Marino Magliani

Vincenzo Celano, La scomparsa di Anice Zolla (Avagliano, 2019)

Solitamente i narratori che si occupano di territorio, della cura del territorio, intendo, e delle sue forme di vita, animali legati a una ruralità, domestici come gli asini e i cani, ma anche animali selvatici, lupi, fiere, producono narrazioni che in qualche modo si piazzano ben salde contro la caccia. Sotto quest’aspetto, pare che Vincenzo Celano, lucano, di Castelluccio Inferiore, autore di romanzi e racconti da tempo ben accolti dalla critica, rappresenti un’eccezione. La caccia rientra nelle sue prose, la giustifica se è ben regolata e se si muove all’interno di un recinto per nulla anarchico, con i suoi codici. In Celano troveremo ad esempio l’amore per i setter, i migliori cani da piuma (chissà se predilige un irlandese o un gordon) e per quella grande selvaggina che è la beccaccia, insomma in Celano troviamo natura e caccia, una tradizione di cura e conservazione del territorio, un rispetto, come dire, per la natura, da buon cacciatore. Forse tante volte l’armonia sta nel riuscire a prendere il buono di ogni mondo? Celano fa qualcosa di simile anche in campo letterario: egli racconta il territorio attraverso una prosa visionaria, e anche sotto quest’aspetto, rappresenta in qualche modo un’eccezione: la sua prosa visionaria riesce a mappare le sue vallate aspre e ai margini (ai margini persino del Sud) meglio di quanto non facciano romanzi studiati a tavolino per contenere un microcosmo o una regione. Continua a leggere

Ilaria Palomba, “Brama”

Recensione di Francesco Improta 

Ilaria Palomba, Brama, Giulio Perrone Editore, 2020 

Il romanzo decolla con studiata lentezza ma poi prende quota e non si ferma più, vola altissimo. Se mi si chiedesse un’opinione a caldo di Brama, ultima fatica letteraria di Ilaria Palomba (Giulio Perrone editore, 16 €), credo che mi esprimerei in questi termini.

Il libro, però, ha una struttura complessa per la molteplicità delle tematiche affrontate, di natura prevalentemente filosofica o estetica, per l’acca­vallarsi dei piani narrativi, per le continue analessi, per i frequenti slittamenti nella dimensione onirica e necessita quindi di una disamina più articolata e approfondita. Continua a leggere

Dittico appenninico

DITTICO APPENNINICO

Presentati a San Biagio della Cima (IM) e Acquasanta (GE) i volumi “Incendio nel bosco” di Marco Candida e “L’Appennino piemontese” di Rocco Morandi.

Articolo e foto di Marco Grassano

Domenica 2 febbraio a San Biagio della Cima (IM), e la successiva domenica 9 febbraio ad Acquasanta (GE), sono stati presentati, “in tandem”, due titoli apparsi recentemente nella bella collana “Appenninica” (diretta da Marino Magliani e Paolo Ciampi) dell’editoriale Tarka: erede (geneticamente diretta, perché gestita dalle stesse “teste pensanti” Franco Muzzio ed Emanuela Luisari, e quindi con gli stessi criteri di scelta nelle pubblicazioni) della storica Franco Muzzio Editore, ancorché quest’ultima sia ora un marchio autonomo, di proprietà del Gruppo Editoriale Italiano.

???

Il primo dei due libri è un romanzo: Incendio nel bosco, del tortonese Marco Candida, scrittore con alle spalle una produzione narrativa già ragguardevole. Va da sé che l’argomento, considerato quel che sta accadendo in Australia e in Amazzonia o quel che si è verificato in Portogallo un paio di anni fa, può vantare un’attualità davvero “scottante”. Continua a leggere

Buona lettura 20: Poesie di Mara Pardini

Buona lettura è una rubrica curata da Mara Pardini. Uno spazio per “assaggiare” libri buoni, ovvero utili, piacevoli, intelligenti, capaci di lasciare un segno nell’immaginazione di chi li sfoglia.
Un taccuino per catturare le impressioni, i messaggi e le parole che escono di pagina in pagina ma anche per incontrare scritture nuove e legate all’attualità. Un angolo per parlare di libri e condividere il gusto di una buona lettura.

1.

In quale posto del mondo tu sia

io non lo so.

Forse abiti il cielo

o forse sogni tra le pietre polverose.

Quella notte di colpo

è crollata su di noi:

ti suonava addosso l’ora del riposo

e il tuo respiro rallentava.

Io sono rimasta lì,

a vivere di striscio

e a ingombrare una casa diventata muta. Continua a leggere

Tra Irlanda, Italia e Spagna: Intervista a Catherine Dunne

Tra Irlanda, Italia e Spagna: Intervista a Catherine Dunne

di Giovanni Agnoloni

Catherine Dunne (Photo: Noel Hillis)

Catherine Dunne, grande scrittrice irlandese, è conosciuta in tutto il mondo per i suoi romanzi, che raccontano intense storie di drammi familiari immersi nella storia più e meno recente del suo paese, ma con aperture anche ad altre realtà europee – su tutte la Spagna, la cui lingua e cultura lei ben conosce, anche per gli studi di Lingua e Letteratura spagnola (e inglese) condotti al Trinity College di Dublino.

Già docente di lingue, si è dedicata interamente alla scrittura a partire dalla seconda metà degli anni ‘90, ed è diventata famosa in Italia con il primo libro La metà di niente e in seguito con altri romanzi come – tra gli altri – La moglie che dorme, Il viaggio verso casa, Una vita diversa, Se stasera siamo qui, Quel che ora sappiamo e i più recenti Un terribile amore e Come cade la luce, tutti editi da Guanda.

Ho avuto il piacere di conoscerla la scorsa estate a Dublino, e di apprezzarne anche la profonda umanità e il grande entusiasmo come operatrice culturale.

Da qui, e dal nostro successivo incontro all’ultimo Pisa Book Festival, l’idea di questa intervista. Prima troverete il testo italiano, quindi quello inglese. La traduzione è mia. Continua a leggere

Il punto esatto

Neanche un passero cade, senza il Padre.
Ciò che c’è da sapere, è tutto qui.
Filosofia, sapienza, teologia,
sono queste parole di Gesù.
Se ti fosse già chiaro, danzeresti
nel cuore della vita, tua e mia.

Annunciazione

È la coscienza scissa il nuovo diktat,
l’utopica unità fra cuore e mente,
il dettato contorto, incomprensibile.
Guai a voi, o poeti lineari,
che vi fate capire come prima
quando tutto è cambiato, e ormai la lingua
è una Babele. Solo Gabriele
può dare il lieto annuncio all’io.
Ahimè, come ci siamo alienati.
Io continuo ad esprimermi da alunno
di prima elementare, a far quadrare
i conti solo a Dio, che qui fa rima.

“Lunga notte nella Petite Passe”, racconto di Lino Pastorelli

Lino Pastorelli, “Lunga notte nella Petite Passe”

A J.C., con riconoscenza

– Guarda un po’ quanto manca, va’! ‘Sto Loran lampeggia, non prende… ne puoi fare regate, funziona un cazzo qui! –
– Quella piastra di massa, scommetti? Comunque quello lì è il faro del Titan, ce lo lasciamo a dritta e filiamo giù fuori delle isole, il temporale arriva da terra. Se non fa scherzi per le due entriamo a Tolone –
Il lampo ammicca vicino, intenso. Gian armeggia con la bussola, il compasso punge la carta umida. Continua a leggere

10 libri per Natale

cover Citomegalovirus

Dieci libri che ho letto negli ultimi mesi e regalerei per Natale – o mi farei regalare, avendoli quasi tutti presi in prestito dalla Biblioteca pubblica.

1. Hervé Guibert, Citomegalovirus. Diario d’ospedale, Bollati Boringhieri, 1992 [1992]. Anche, dello stesso autore, Le regole della pietà, Marsilio, 1993 [1991] Continua a leggere

ERCOLE PATTI. Tutte le opere

di Massimo Maugeri

Ogni libro contiene un mondo, ma all’interno del monumentale volume “Ercole Patti. Tutte le opere” (La nave di Teseo, 2019) curato da Sarah Zappulla Muscarà e a Enzo Zappulla c’è un intero universo: quello “sgorgato” dalla penna di uno dei grandi protagonisti della letteratura italiana del Novecento, Ercole Patti (Catania, 16 febbraio 1903 – Roma, 15 novembre 1976). Continua a leggere

Laura Guglielmi, “Le incredibili curiosità di Genova”

Estratto da Le incredibili curiosità di Genova. Uno sguardo curioso su più di mille anni di storia della Superba, di Laura Guglielmi (ed. Newton Compton, 2019)

RINA, LA TIGRE DI GONDAR E LA SUA CASA CHIUSA IN VICO LEPRE

Immaginiamo una studentessa ventenne, che vive in un carruggio nascosto del centro storico, nella seconda meta? degli anni Ottanta del Novecento. A pochi passi da via Garibaldi, Strada Nuova, con i suoi palazzi un po’ cadenti, non ancora rimessi a nuovo, non ancora patrimonio Unesco. Vico Angeli corre giu? in discesa, fa angolo con Palazzo Rosso, non c’e? nessun negozio, in strada solo loro, le puttane. Lucia, la capa del vicolo, sta sempre in strada, dirige il traffico, ha tante ragazze negli appartamenti all’interno dello stabile da lei governato con un piglio da marescialla. Per ogni prestazione chiede cinquantamila lire, venticinquemila per le ragazze e venticinquemila per se?, che servono anche per la manutenzione degli appartamenti e tante altre piccole cose, come pagare Oscar che vigila pronto a scattare in caso di pericolo.

La studentessa vive in una soffitta che sbuca fuori dai tetti. Non c’e? voluto molto tempo per conquistare il cuore di Lucia. Con gli anni e? diventata la sua portinaia, ritira la posta o la scheda elettorale, le regala piccoli mobili di un certo valore, recampati chissa? dove. E soprattutto la difende dai clienti importuni. E se qualcuno ci prova con la studentessa, Lucia alza la voce e lo caccia via in malo modo. Continua a leggere