Archivi categoria: Poesia

Roberto Bugliani

Da  Di quand’ero poeta (e non lo sapevo)
(Edizioni puntoacapo, 2009)

Istigare il vento

a Paolo Volponi

Istigare il vento
questo vento che nella sera s’attarda
e s’arresta incerto su altane e coppi
se dar di testa o planare lieve
dai tetti delle ville, dagli apici dei pini
involgendo misericordioso le loro diplomazie di menzogne. Continua a leggere→

Michele Caccamo – estratti editi (con traduzione in inglese.)

the-book-of-thel-william-blake

1)
E poi d’improvviso mi ritiro e mi sciupo
e mi attacco al catafalco
come fossi impiccato ad un vuoto leggero.
Ma io voglio significare la mia morte
con un odore romantico
e che sia anche languida
un sepolcro spumeggiante
gocce d’olio cariche di luce
perché non sia un amen
ma uno spinterogeno nel sangue
una rondine Continua a leggere→

Estratto da “La vita indiretta” – di Marco Rossari [inedito]

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=vnjlKmN6Zp4&feature=related]

L’accento valligiano con
pettinatura anni novanta
non mi spaventa, compro
la villetta venduta
da valletta stile Noventa
Katia, con vallata stellata
sebbene mansardata. Continua a leggere→

Davvero sono altrove

pomeriggio col petto squarciato.

e parlo e parlo ancora

io che non ci sono più

che non ci sono mai stato

in questo mondo

in questo corpo che di me

porta solo l’ansia.

davvero sono altrove

in una terra di esseri

che continuano a squarciarsi

nella fatica di stare nel cortile

dei minuti.

vi aspetto, ma non so dove

vi aspetto, ma ancora per poco….

Prossimi appuntamenti ai Giovedì di Turro

26 marzo: recital di Mara Cantoni

Drammaturga, regista, autrice, interprete, Mara Cantoni si è dedicata con pari passione alla musica, al palcoscenico e alla scrittura, sperimentando molte delle relazioni possibili tra suono, parola e movimento e toccando più di una volta anche il mondo delle immagini. Nella sala di via Rovetta farà una breve divagazione nella parola poetica attingendo ad alcuni suoi lavori. Per approfondimenti: www.maracantoni.it

2 aprile: “3DING – Tre poete d’eccezione” Continua a leggere→

Luigia Sorrentino: la poesia che abita il corpo e la mente

luigia-sorrentino

di Alessandro Moscè

 

Luigia Sorrentino è nata a Napoli e vive a Roma. La sua prima raccolta di poesie si intitola C’è un padre (Manni, Lecce 2003), alla quale è seguita la plaquette La cattedrale (Il Ragazzo Innocuo, Milano 2008) e alcuni testi comparsi su “Almanacco dello Specchio 2008” (Mondadori, Milano). E’ giornalista a Rai News 24. Attrice della Bottega Teatrale di Firenze di Vittorio Gassman, ha preso parte a diversi spettacoli di prosa, a film per la televisione e a cortometraggi.

Già con l’inaugurale raccolta poetica pubblicata da Manni nel 2003 (C’è un padre), Luigia Sorrentino aveva dimostrato immediatamente la varietà dei temi e delle linee portanti di una poetica sospesa tra affetti familiari soffusi e ritorni a “discussioni mute”, a rovelli e abbandoni, con gesti affermativi e negazioni subitanee. Ruggero Cappuccio, nella postfazione a C’è un padre, scrisse: “E’ certo che la fisicità tagliente delle terre, delle arie, dei liquidi fuocosi, dove la Sorrentino ha trascorso la sua infanzia, adolescenza e prima giovinezza, devono averle insegnato che lì il paesaggio e lo sfondo sono tutt’uno con gli uomini…”. Continua a leggere→

La prima poesia della notte

Ieri sera fu più facile scrivere e pensarti.

Adesso, nel fuoco dell’insonnia, provo

a fare gli scalini per arrivare

a bagnarmi nella luce

del giorno che dovrà venire.

È chiaro, la prima poesia della notte

non ha ancora un tema preciso.

Il figlio di un anno fa la tosse

ed io muovo la culla con un piede

per aiutarlo a dormire.

Scrivere è meglio che pensare, sembra

che il tempo non passi invano,

ma mentre scrivo

penso agli occhi gonfi che avrò domani:

devi sapere che non guardo mai i miei occhi

da vicino, ho paura di vedervi il sangue

e il tempo che fugge col suo bottino.

Ora il figlio più grande, vivo neppure

da tre anni, chiama sua madre nel sonno,

chiama e piange.

Il dire – di Franz Krauspenhaar

il-dire

Sono divenuto insopportabile.
Devo coprire con le mie parole ogni suono,
ogni rumore, ronzio, scoppio. Ogni ora.
Falcio i minuti con le mie parole. Prato all’inglese
raso a zero, come la testa rapata d’un tifoso,
come un nazista spinto dall’alcol a fare male.
Parlo, e parlo. Ne scrivo pure, di quello che dico,
ne faccio professione, di fede, di speranza.
E senza carità. Non ho pietà di chi ascolta
e vorrebbe il silenzio, di chi ha dei pieni e vorrebbe
dei nulla, tondi, arditi, coraggiosi. Dei nulla vuoti
davvero, senza ciancie e architetture e trombe
e secchi di parole e spiegazioni e moti dell’anima. Continua a leggere→

The Wrestler (o degli anni Ottanta)

 

 the-wrestler-movie-6

 

 

Meglio chi sta e resiste

(R. Pagnanelli)

 

 

Arriverà forse il giorno in cui un filosofo, una teorica della cultura o tutto uno team di antropologi, architetti e culturologi riusciranno, in un’unica zampata intellettuale, a mettere insieme i contras addestrati dalla CIA, i polpettoni di Judith Krantz, Freddy Kruger, la teoria delle superstringhe, l’amaro Ramazzotti, le spalline imbottite, certe barre di controllo a Chernobyl (per non parlare del CAF, Alì Agca e il Betamax) e a spiegarmi finalmente gli anni Ottanta.

  Continua a leggere→

Teatro naturale di Ivan FEDELI

Dal balcone

Amava il vento e i giorni a cielo pieno    Attilia stesi i panni sul balcone
e voci che conosci dalla faccia    di sotto tutte insieme a fare razza.
“Invento una canzone e poi la canto    per chi si spinge avanti scomparendo;
in alto si sta meglio, vedi il mondo,    un pezzo sempre in forse d’orizzonte. Continua a leggere→

Dove stiamo andando

di Emanuele Kraushaar

Dove stiamo andando
con le mani
ci tocchiamo il viso
e vediamo le dita
e sentiamo il calore
e chiediamo perdono
al Signore.

Dove stiamo andando
lo dice una timida intrusione
come di voce socchiusa
come di abbraccio disteso
e circolare
come di vento che stira
le giornate
e ci ritroviamo già al domani.

Maestoso cammina chi vive il presente
dice questo è niente
poi guarda
il volo degli uccelli
vorticoso e chiassoso
come un’ira del selvaggio.

La distrazione

di Antonio Sparzani

"I passeri raccolgono invece le forze...."

Il 27 febbraio scorso alla libreria Odradek di Milano sono stati presentati i due recenti libri La distrazione di Andrea Inglese e Autoreverse di Francesco Forlani. Di quest’ultimo si è qui già parlato, e dunque vorrei accennarvi qualcosa del primo, che ho finito di leggere con vero piacere, e senza potermi distrarre, da pochi giorni.

Il volume si apre con una ripresa di alcune poesie già contenute in Bilico; ma la prima, che non era contenuta nella vecchia raccolta, ha un incipit di grande intensità:

Vita, Non posso non raccontare la mia storia.
Chiamo questo: calamità autobiografica.
Doversi fare una storia, andarla ad estrarre
come una scheggia, tra i tessuti fragili
della pelle, a rischio di

sbriciolamento. Continua a leggere→

“Del rinnovamento della poesia dialettale siciliana” di Marco SCALABRINO

Abbiamo la data dell’inizio del movimento rinnovatore. Ce la suggerisce Paolo Messina, nel suo pezzo pubblicato nel Febbraio 1988 a Palermo sul numero ZERO del rinato PO’ T’Ù CUNTU: quella del Primo raduno di poesia siciliana svoltosi a Catania il 27 Ottobre 1945. “L’innovatore – afferma, nel numero di Gennaio-Febbraio 1989 di ARTE E FOLKLORE DI SICILIA DI CATANIA, Salvatore Camilleri – fu Paolo Messina, ma bisognò aspettare almeno cinque anni prima che altri poeti maturassero quella rivoluzione, formale e strutturale che era in atto”. “Aldo Grienti – ribadisce il Camilleri nel MANIFESTO DELLA NUOVA POESIA SICILIANA, edito in Catania nel 1989 – fu il primo a leggere, nel 1947, le poesie di rottura di Paolo Messina, avendole pubblicate nella rubrica da lui curata.” Continua a leggere→

Alberto Casadei: “Poesia e Ispirazione”

di Luigia Sorrentino

Alberto Casadei nel suo saggio “Poesia e Ispirazione” (Luca Sossella Editore, 2009) indaga l’enigma originario dell’ispirazione. Quali sono i processi mentali che sono all’origine della poesia?
Alberto Casadei, compie un originalissimo percorso fra mito letterario e neuroscienze. Il discorso sull’ispirazione diviene, nel suo saggio, un ragionamento sulle connessioni tra linguaggio e attivita` psichica. ‘La poesia diventa – come lo stesso Casadei afferma – uno scarto del pensiero, necessario e urgente in quanto capace di rendere concepibile un’alternativa al reale’. Continua a leggere→

Di noi e del mondo

se d’improvviso una sera
pure in questa lieve e perenne
insofferenza ci guardassimo negli occhi
e negli occhi si trovassero le mani fuggendo
dentro vicoli e cortili fino a un bacio breve
o lungo avremmo fatto un buon uso
un uso semplice e profondo
di noi e del mondo.