Archivi categoria: Racconti

Il cielo sopra i comignoli. Di Nadia Agustoni

(comignolo)

Il cielo sopra i comignoli.
Di Nadia Agustoni

Il primo cielo che incontro lo dico sottovoce. Appare pochissimo ed è un cielo calmo che respira e ha un azzurro che si apre tra le nuvole e scende fino a una linea bianca simile al fumo di comignoli invisibili. Mi protendo sul cornicione e rimango in bilico un attimo e prendo questo cielo come se stesse tra due dita. In effetti dopo ho le dita azzurre, a piccole macchie quasi pallide. Penserete che sono un artista o un semplice acrobata. In verità è tutto diverso da come sembra. Io sono un bambino che sta sopra i tetti e conosce i tetti e le tegole e i comignoli e il fumo dei comignoli e il cielo sopra i comignoli. Vi basta? Dovete sapere che non è difficile vivere sui tetti. Molti gatti lo fanno e anche io lo faccio, anzi non saprei vivere in un paese dove le case non hanno i tetti. Continua a leggere→

Maria De Filippi (4)

di Emanuele Kraushaar

Lunedì mandano in onda la puntata di Uomini e donne che ci sto pure io che corteggio una ragazza sul trono. Vado lì per quella bionda che mi sembra più malleabile, ma a me piace la brunetta con il piercing e il tatuaggio sulla schiena.
Alla bionda, che non sopporto, dico: “Tu mi piaci, perchè sei vera”. Quella sorride e fa una smorfia strana. Vorrei dare il mio numero di cellulare alla brunetta, ma le troniste sono guardate a vista e scortate.
Un mio amico mi dice che quella sera va alla discoteca Novecento, perchè l’ha saputo da una sua amica. Io la sera vado alla discoteca Novecento, ma lì non la vedo. Però mentre ballo conosco una ragazza russa che ora quando vado a casa sua dopo che abbiamo fatto l’amore ci vediamo le puntate di Uomini e donne dove io corteggio quella bionda e antipatica.

[Maria De Filippi (1), Maria De Filippi (2), Maria De Filippi (3)]

L’albero del giardino

Di Giovanni Agnoloni

Da Microcenturie

Stephan era un ragazzino vivace. Parlava sempre, e giocare nell’intervallo era il suo divertimento preferito. La scuola sorgeva in un quartiere decentrato di Nizza: una bella zona, piena di piazze e giardini. I muri dell’edificio erano bianchi, e il cortile gli sembrava immenso. Lui rideva, rincorreva i compagni e scappava quando era il suo turno. Continua a leggere→

Salvatore Giordano, Sizilianische Weltanschauungen

A Piazza Armerina, nella cornice conviviale del Red Coffee (a due passi dalla rotonda di Santa Croce), venerdì 29 gennaio 2010 alle 17,30 sarà presentato Sizilianische Weltanschauungen di Salvatore Giordano. Ad animare la discussione fra l’autore e il pubblico saranno lo scrittore Mauro Mirci e il critico Benedetto Trigona. Ne presento qualche brano per i lettori de lapoesiaelospirito.

Il terremoto

La governante aveva la voce di una qualunque perpetua e anche gli stessi modi spicci. Emanava un profumo che era, pressappoco, quello d’una cattedrale d’oriente nei giorni di festa: incenso, cera, garofano e chissà quante e quali altre spezie o fragranze. Continua a leggere→

Il giorno dopo il giorno della memoria

È difficile parlare ai bambini del giorno della memoria, delle sue tante cose, e c’è impaccio a dedicare alla buona volontà del ricordo una data fissata per legge. Ma istituire una ricorrenza ha questa volta l’effetto di creare alcuni momenti di discorso comune, organizzati secondo non improvvisata programmazione.

Alle scuole elementari i bambini non sanno, certe notizie sono per loro nuove e, com’è naturale, dopo qualche silenzio capita che in aula fiocchino tante domande. E con meraviglia dei bambini gli insegnanti non sono in grado di rispondere proprio a tutto. Continua a leggere→

Intervista a Microcenturie

Di Marino Magliani

La mia immaginazione, l’idea che ho della rete ha sicuramente qualcosa di infantile. Una grande piazza, luogo di incontri, da cui si avviano migliaia di vicoli. Tempo fa in piazza avevo incontrato Lucia Saetta e attraverso lei avevo conosciuto Blog & Nuvole. Si trattava, poiché questo era l’invito, di mandare un testo brevissimo che un disegnatore avrebbe illustrato. Una mini graphic novel in rete. Attraverso quel vicolo sono giunto a Microcenturie (www.microcenturie.it). Continua a leggere→

143.forma di donna – Marco Montanaro

la vecchia signora mirandolina plum aveva un giovane amante. nel castello di svendor lei si occupava del ristoro spiritofisicosensuale di lui, e lui, in cambio, si occupava degli insetti. ogni volta che la signora mirandolina plum s’accorgeva della presenza di un insetto, urlava il nome del suo giovane amante intonando un canto che impastava assieme sesso, speranza e perdono, casto perdono. a quel punto il giovane interveniva per risolvere la questione, agendo in base a un campionario di bestie striscianti che la signora stessa aveva redatto, classificando gli ospiti indesiderati in base alla forma del loro corpo. Continua a leggere→

Gli occhi d’oro delle volpi. Di Nadia Agustoni

(Volpe)

Gli occhi d’oro delle volpi
di Nadia Agustoni

Le volpi hanno gli occhi d’oro e il mondo intorno a loro è d’oro e a loro sembra sempre che la notte cada lontano e che tutto brilli perché è sempre nuovo. Le volpi, anche se nessuno ci crede, sono animali sbadati e danno la caccia alle galline perché vedono miraggi non galline e non vedono uova, ma piccoli soli. Ci sono certi bambini poveri che hanno gli occhi delle volpi, ma non sono parenti. Sono bambini senza casa e i loro occhi sono gialli più che oro perchè hanno fame. La fame è un animale fantasma che gli entra nel corpo e li fa parlare a vuoto e il vuoto li fa diventare muti. Così molti credono che i bambini poveri sono degli stupidi mentre sono soltanto poveri. Nascere poveri su questo pianeta, che pure è tanto verde rispetto alle galassie, è molto comune. Si nasce bambini e si è poveri. Me lo ha spiegato uno di loro: “ nasciamo e le nostre mamme sono povere e muoiono dopo un po’ e noi diventiamo subito bambini poveri o molto poveri e ci crescono gli occhi, crescono, crescono e sembrano palloncini in volo”. Continua a leggere→

Ugo Ronfani, Storia di un clarinetto

Adolescente, volevo essere Benny Goodman. Il modo con cui il suo clarinetto, tra giochi ritmici e filature decorative, attaccava la Rhapsody in Blue mi dava brividi di piacere. Il disco mille volte ascoltato nutriva una mia grande ambizione: come Benny aveva introdotto il jazz nell’America bianca, io l’avrei introdotto nell’Italietta che cantava “Se potessi avere mille lire al mese” e “Pippo non lo sa”. Continua a leggere→

Maria De Filippi (3)

di Emanuele Kraushaar

Io al programma di Maria De Filippi ci vado, perchè Maria è molto brava e buona e con lei tutto è possibile, si aprono molte situazioni, così mi ha detto un mio amico di Oriolo Romano che era venuto a corteggiare una e adesso fa le serate al Becala Disco sulla Cimina e poi Dory, la zia di Marlene, dice che le è apparsa in sogno dicendole di giocare dei numeri e ha fatto ambo.
Quando arrivo, una tipa della redazione mi dice che l’appuntamento al buio funziona che io scendo le scale e non so che ragazza ci sta sul trono e loro scelgono se tenermi anche per le prossime puntate.
Uno mi dà una rosa per la ragazza.
Io invece di consegnarla alla ragazza, la do a Maria De Filippi. La gente del pubblico ride e applaude. La ragazza del trono mi elimina e in quel momento capisco che non rivedrò mai più lei e nemmeno Maria De Filippi.

L’abito.

( Figure)

L’abito

[ Racconto pubblicato sul sito www.risveglio.net : buddismo con la b minuscola]

Se apri il tronco d’un ciliegio non trovi fiori, ma la brezza primaverile fa spuntare miriadi di boccioli.

Ikkyu Sojun

Una volta, una famiglia ricca invitò Ikkyu a un banchetto. Ikkyu vi giunse vestito da mendicante. L’ospite, non riconoscendolo, lo cacciò via. Continua a leggere→

“Ardente Quadrilogia” – Enrico Gregori

<È dai particolari che si vede l’artista, dicono. E io curo i particolari>.

Così era solito vantarsi, quello scrittore che sulle sue capacità letterarie accettava di buon grado qualunque sfida non temendo mai il confronto con chicchessia. Perché lui, nel confronto, si esaltava.

Ma vent’anni prima era accaduto l’imponderabile, anche nella sua vita. Continua a leggere→

Quel qualcosa che non esiste, c’è.

di Barbara Gozzi

1.
C’è qualcosa.
Qualcosa di buono e confuso.
Mentre si stringono sul divano. Fuori fa freddo, in molti dormono. Molti che non sono loro.
C’è appena una lampada accesa, in un angolo.
Il ticchettio ovattato di un orologio che da un’altra stanza insiste.
Il calore tra loro potrebbe espandersi.
Ma non si muovono.
Nessuno dei due accenna, agisce su muscoli, ossa e dita.
Nessuno dei due si decide a mutare ciò che c’è tra loro, ciò che sono. Continua a leggere→

Lo specchio nella cassapanca.

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( zen)

Lo specchio nella cassapanca

Di ritorno da un pellegrinaggio, un uomo acquista in città uno specchio, oggetto a lui ignoto. Crede di riconoscere nello specchio il volto del padre e, al colmo della gioia, lo porta con sé.

A casa, lo ripone in una cassapanca, non ne fa parola con la moglie e, di tanto in tanto, quando si sente triste e solo, va «a trovare suo padre». E dopo, ogni volta, la moglie nota in lui un’aria strana. Così lo spia, e un giorno lo vede aprire la cassapanca e restarvi chino a lungo. Continua a leggere→