
La guerra è la fiera campionaria delle multinazionali
Ilaria Alpi
Ucraina, Siria, Yemen, Libia, Iraq, Palestina, Etiopia, Somalia, Sudan, Sud Sudan, Kurdistan, Repubblica Democratica del Congo, Repubblica Centrafricana, Camerun, Burkina Faso, Sahel, Mali, Costa d’Avorio, Niger, Nigeria, Mozambico, Sahara Occidentale, Afghanistan, Colombia… Come ripete Papa Francesco, come ricordano gli organizzatori della Marcia Perugia-Assisi, la guerra è dappertutto e la facciamo anche contro i poveri, il clima, le donne, i rifugiati…
Non è vero che non possiamo fare niente di diverso da quello che stiamo facendo.
Non è vero che non ci sono alternative alla guerra.
Non è vero che non c’è spazio per il negoziato politico.
Innanzitutto, ci dice Tenzin Palmo, una delle più importanti insegnanti buddhiste occidentali, in una recente intervista, occorre avere chiaro che “i politici, i militari, i produttori di armi e le altre aziende implicate guadagnano immense fortune ogni volta che scoppia una guerra; si arricchiscono enormemente grazie alla morte e alla devastazione causate da ciò che commerciano. Ma a loro non importa: più morti ci sono, più si conferma l’efficacia delle loro armi e più ne venderanno. Distorcono la verità a loro beneficio, fanno circolare menzogne, come sempre succede. Non dobbiamo credere alla propaganda, anzi, teniamo il cuore aperto!”
E allora chiediamoci, con gli organizzatori della Perugia-Assisi: quali altre armi siamo disponibili a inviare? Per quanto tempo ancora? Quale strategia politica e militare sta guidando i nostri invii di armi? Le armi che inviamo, infatti, non bastano mai. Siamo arrivati ai carri armati, ma gli ucraini già chiedono i cacciabombardieri, i missili a lungo raggio…
Dal 1990 c’è una legge in Italia, la n.185, che vieta l’esportazione di armi verso i Paesi in stato di conflitto armato, richiamando l’art.11 della nostra Costituzione che afferma che l’Italia ripudia la guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali. Ma questo non basta.
I limiti della legge che vieta l’export di armi
La legge 185 è un testo normativo importante, che pone principi e obiettivi in linea con il dettato costituzionale e chi aspira alla pace si trova in sintonia con alcuni punti fermi previsti, tra questi il divieto di esportazione di armi verso paesi in guerra. Continua a leggere→