Paolo Valesio, Il Testimone e l’Idiota

di Paolo Valesio

IL TESTIMONE E L’IDIOTA

(Milano, La nave di Teseo, 2022)

 

I personaggi 

Il Testimone (intorno ai quarant’anni: italiano, piuttosto austero e intenso)
l’Idiota (sotto i quarant’anni: italiano, poroso verso la realtà ha letto il romanzo omonimo di Dostoevskij)
la Voce (emana di solito dal soffitto, o dal pavimento o dalle pareti laterali di diverse stanze)
la Fiamminga (trent’anni: belga, curiosa, forte della sua intelligenza)
Il Testimone e l’Idiota sono in grado di ascoltare la Voce, ogni volta che essa (facendosi sentire d’improvviso) parla. La Fiamminga non ode mai la Voce.
I personaggi sono apparsi lentamente, emergendo da una sorta di nebbia. Io ho trascritto parole udite, inquadrandole (i titoli, le epigrafi ecc.) come poesie.

Il Testimone, l’Idiota, la Fiamminga, la Voce.
Due uomini sulla quarantina, tra New York, Bologna e Parigi.
Una giovane belga che intesse relazioni di intima amicizia con entrambi.
Una voce che anima il dialogo, interlocutore onnisciente che conduce la discussione tra filosofia, amore, esistenza, la fede, il peccato, il ricordo. Questo minimo teatro diventa spazio di interazione di vere e proprie maschere, una messinscena universale per anime solitarie, disincantate e inquiete.  Continua a leggere

Incontri IV

Franz Hodjak (Romania 1944)

Spazi

la libertà
che ogni giorno
ci concede
degli spazi
è sempre tanto grande
quanto
lo spazio che noi
concediamo
ad essa

Bill Knott (USA, 1940-2014)

Morte

Quando vado a dormire incrocio le mie mani sul petto.
Metteranno le mie mani così.
Sarà come se volassi dentro di me. Continua a leggere

Più bello


Quante volte restiamo senza fiato di fronte alla bellezza, a segni che richiamano altri segni, e pensiamo alla luce che raggiunge la terra come simbolo di amore. Tutto quello che è Mio è tuo, ci ricorda Gesù. Ed è ancora più bello.

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Augusto Pivanti, Canti della presenza assente. Nota di Rosa Salvia

Questa complessa raffinata raccolta poetica di Augusto Pivanti dal titolo Canti della presenza assente edita dalla casa editrice LietoColle (4 ottobre 2018) per la collana Soloventi con splendide immagini di Fabrizia Chiappa, unisce venti poesie dedicate a poete profondamente amate ed apprezzate, ciascuna accompagnata da un titolo emblematico e da una suggestiva immagine di mani, come ad indicare che ogni poesia è una terra su cui lasciare impronte, su cui coniugare l’intreccio inscindibile fra la vita e la morte.

Nell’ordine: Rarefatta per Alda Merini, Il mio pastore per Cristina Campo, La moneta della terra per Desanka Maksimovic, Flesso di giunco per Alejandra Pizarnik, Minimo Alcole per Rene Vivien, La cura di notte per Hilda Doolittle, Numero primo per Hannah Arendt, Esercizi di somiglianza per MargueriteYourcenar, Nella terra dei fiumi secchi per Ermelinda Oliva, VolaVolaVola per Sylvia Plath, Piccola poesia dello spossesso per Amelia Rosselli, Strappo per Virginia Wolf, Dove noi potremo per Adrienne Rich, Se ti ascolto oltre la voce per Antonia Pozzi, Le stesse parole per Anais Nin, All’esordio del viale per Giovanna Sicari, Nel gorgo di terra per Wislawa Szymborska, In tanto sole per Eunice Odio, Te maris per Alfonsina Storni, L’ingresso a ritroso per Margherita Guidacci.  Continua a leggere

La parola ai poeti. Luca Mozzachiodi


Inizialmente la mia ricerca in poesia era volta al recupero di una dimensione collettiva. Vedevo, confusamente ma non senza ragione, la poesia contemporanea impantanata in una lirica autobiografica di corto respiro come riflesso di una atomizzazione sociale, cui volevo rispondere con un linguaggio poetico che fosse essenzialmente narrativo e descrittivo, capace di attingere criticamente ai “grandi codici” della tradizione, elaborare racconti universali. Molto del primo poemetto
Le strade di Gerico è animato da questo intento.

Nel successivo libro, L’arte della sconfitta, edito da Qudulibri e che resta il mio preferito, la storia fa da padrona, i problemi si condensano in racconti, immagini, reportages in versi e allegorie che hanno per sfondo una riflessione generazionale sulla storia e sulla sconfitta (che è, bisogna dirlo, certo una sconfitta “esistenziale” ma anche la storica, reale, sconfitta dei movimenti socialisti e di emancipazione del Novecento). Continua a leggere

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Diario di un avvocato di provincia

Il praticante avvocato

*   *   *

La decisione di fare l’avvocato la presi in Irlanda, a Dublino. Era il maggio del 2002. Mi ero laureato da meno di un mese con un noto professore dell’università di Bari, carismatico e simpaticissimo. La tesi era noiosa ma l’argomento era romantico, d’altri tempi: “L’usucapione abbreviata delle servitù prediali”, era il titolo. L’accettai, anche perché era l’unica che mi consentisse di laurearmi in breve tempo. Mi sarebbe servita poco, dopo; però ricordo che feci un bel lavoro di ricostruzione storica e giurisprudenziale degli istituti coinvolti, citando sentenze che risalivano addirittura ai primi del ‘900. All’epoca, volevo fuggire dal mio mondo. Volevo la libertà. Continua a leggere

“Gli spostamenti del desiderio” di Raffaela Fazio

“Gli spostamenti del desiderio” di Raffaela Fazio (Moretti e Vitali, 2023)

 

Presentazione di Giancarlo Pontiggia:

 

Con Gli spostamenti del desiderio Raffaela Fazio affina ulteriormente la riflessione sul senso dell’esistere, costante pungolo della sua scrittura, partendo questa volta da una prospettiva inedita: il desiderio come forza che ricalibra il reale modificando di continuo la visione e orientando il passo. L’instancabile messa a fuoco operata dall’autrice avviene sia grazie all’immersione nella propria coscienza, sia tramite il confronto con il mondo, con la storia, con l’arte (qui, in particolare, con il cinema e con la letteratura). Un simile dialogo era avvenuto anche in libri precedenti: Midbar era ispirato a figure e narrazioni dell’Antico Testamento; Ti slegherai le trecce riprendeva archetipi femminili della mitologia greco-latina; Meccanica dei solidi faceva rivivere personaggi anonimi della storia recente, capaci all’improvviso di un eroismo grandioso.  Continua a leggere

Lucerne nella luce, di Lucio Brandodoro. Giovedì santo


Giovedì Santo

[Gv 13,1-15]

 

?“Se non avessi l’amore…”

“Se non avessi l’amore, sarei nulla” dice Paolo.

Oggi, l’Amore rivela il suo volto. Volto di Altro. Altro che lava i piedi.

Ogni volta che il volto dell’altro appare, de-lude. L’altro crea sempre de-lusione.

Per questo l’altro è altro. Perché obbliga ad uscire dal gioco, de-lude.

Di fronte all’apparire del volto dell’altro, non è possibile restare indifferenti.  L’altro, la concretezza dell’altro esige decisioni. Così fonda la libertà. Ed è proprio da questa de-lusione che la libertà ha vita. L’altro non è mai come te lo aspetti. Non sta al gioco delle sovrapposizioni, delle immagini, delle maschere. Per questo de-lude. Continua a leggere

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Albert Einstein, un ateo religioso?

di Alida Airaghi

Si è discusso a lungo se Albert Einstein (1879-1955) fosse o meno credente, riportando spesso a sproposito la sua nota affermazione “Dio non gioca a dadi con l’universo”, che ribadiva al collega Max Born la granitica convinzione di un ordine armonico del cosmo strettamente determinato dai principi fisici di causa ed effetto.  Continua a leggere

La poesia di Yin Xiaoyuan

Yin Xiaoyuan è una poetessa d’avanguardia nonché una scrittrice “cross-genre”, che sperimenta generi letterari differenti e multilingue. Ha fondato la Scuola Enciclopedica di Poesia nel 2007. È progettista e visual designer del Papercube della Scuola Enciclopedica di Poesia A.I. (edizione speciale per il 10° anniversario). Dirige il Creative Writing & Integrated Art Workshop, i cui membri includono poeti, scrittori, drammaturghi, musicisti, artisti visivi/installativi, fotografi e calligrafi. È membro della Writers’ Association of China, della Translators’ Association of China e del Poetry Institute of China. Le sue opere scritte in cinese, inglese, giapponese, tedesco e francese e tradotte in italiano e spagnolo sono state pubblicate in patria e all’estero.

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Cammino


Il Gesù storico non ci sarà mai più: ora c’è il Cristo della fede. Colui che camminava sulle acque, non potrà più camminare sulla terra. È il mondo nuovo che può ancora vederlo, ascoltarlo. Sono gli occhi del cuore che piangono di gioia, nell’incontrarlo.

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Gabriella Greison, Ogni cosa è collegata. Intervista a cura di Guido Michelone

Gabrielle Greison è fisica, saggista, performer, drammaturga, scienziata, divulgatrice, e da qualche tempo usa i social media, i palcoscenici teatrali, le biografie quasi romanzate per far conoscere a tutti la meccanica dei quanti, la storia della fisica moderna, le grandi donne scienziate, con riscontri positivi da parte dei lettori e dei critici, come sta accadendo con il suo nuovissimo libro edito da Mondadori con il titolo Ogni cosa è collegata, sottotitolo Pauli, Jung, la fisica quantistica, la sincronicità, l’amore e tutto il resto, e come lei stessa spiega in quest’intervista per La Poesia e Lo Spirito. Continua a leggere