Antonio FIORI, Vita di un altro

di Giovanni Nuscis

E’ uscito il nuovo libro di Antonio Fiori dal titolo Vita di un altro, per le edizioni Inschibboleth, nella collana Margini diretta da Filippo La Porta. Tre anni fa, nel 2020, per le stesse edizioni, ricorderemo I poeti del sogno, che riscosse ampio apprezzamento sia tra i critici e i poeti sia tra i lettori. Continua a leggere

Vincenzo Aveta, Poesie scelte.


di Giorgio Linguaglossa

Vincenzo Aveta, Poesie scelte, Progetto Cultura, Roma, 2022.

Vincenzo Aveta è un cavaliere dell’Apocalisse dei nostri giorni,vola con parole semplici a cavallo del suo Ippogrifo e viaggia tra le stelle:

Come il Re Balor ho vissuto
mille sogni in un solo tempo
e sono stato mille Re su un solo trono.
Tu sei stato mio Maestro
nell’arte del potere dell’occhio magico,
ma chi sei stato
ed in quale tempo
a che io ti riveda ora?
I nostri nomi erano già
su colonne iscritti a Dendera, non so.
Oh come grandi astri nascenti,
nuovi all’orizzonte ora
sorgono pure Andrea e Camilla.
Dal loro vero nome per me arcano.
Vivo in quest’orbita che s’evolve come
parabola in iperbole
e sì che rivedo i fuochi votati a Dio.
In alto con me per un’ellissi senza tempo
il bimbo d’allora si ritrova:
chi siamo stati per essere ciò che siamo.
Nel tempo dell’inganno universale
s’abbatte su di me
la tempesta di dolore e sofferenza.
Gridai la verità e arso da vivo il crocefisso
per questo anch’io sono stato. Continua a leggere

Incontri V

Marnie Walsh (1916-1996)

Bessie Dreaming Bear

Rosebud, So. Dak., 1960

un giorno siamo andati tutti insieme in città
in un negozio

ti abbiamo comprato delle scarpe nuove
rosse con i tacchi alti

da allora non ti abbiamo più visto.

e.e.cummings (1894-1962)

lily ha una rosa
nessuna rosa ho io
e perdere è meno che vincere (ma
amore è più che amore)

Bessie Dreaming Bear Continua a leggere

Gli occhi

Gesù vuole che parliamo con Lui: strana richiesta quella di rivolgersi a Colui che non si vede. L’essenziale è invisibile, si parla solo con chi è impossibile vedere, eccetto che con gli occhi del cuore.

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Andrea Temporelli, “L’amore e tutto il resto. Poesie 1996-2022”

di Giselda Pontesilli

«A poco a poco anche l’epoca evapora», auspica Andrea Temporelli (alias Marco Merlin) in questo primo verso, così elaborato e immediato, di   Epoca, poesia (in cinque strofe) della presente raccolta; e l’ultimo verso, ripetuto anch’esso due volte (in quarta e quinta strofa), così annuncia e conclude:

«Un nuovo mondo dietro l’angolo aspetta» : Continua a leggere

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La parola ai poeti. Luca Benassi

Abbiamo bisogno di luce. È un dato di fatto che quando osserviamo la realtà che ci circonda siamo portati a coglierne gli aspetti negativi. Vediamo uomini e donne affaticati dal lavoro e dal moltiplicarsi delle difficoltà, vediamo persone narcotizzate davanti agli schermi, allo scorrere di video colorati, confuse di fronte a un panorama di notizie e menzogne, scandali, attrazioni, tutto mischiato insieme. Siamo portati a vedere un mondo in disfacimento, che corre verso la rovina. Tendo a essere pessimista; non perché lo sia di natura, ma perché sono un poeta. Il Novecento ha amato il nero, ha lucidato come ninnoli d’argento il dolore, ha messo in crisi i linguaggi. Essere poeti significa cantare lo sfacelo, aderire a “ismi” che devono raccontare il fallimento e il crollo dell’essere umano. Vedo nero non perché ami le tenebre, ma perché il poeta ha cantato e deve cantare l’oscurità dell’abisso ed io sono un poeta. Dunque, quando vedo l’umanità sono chiamato a coglierne la desolazione e il buio. Continua a leggere

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Francesco Varano “Il gabbiano inattuale”.

di Giorgio Linguaglossa

Francesco Varano, Il gabbiano inattuale (Poesie 1982-1985), ilfilorosso, 2023

 

La poesia modernista in Europa ha avuto un merito: quello di mettere fine alla poesia orfica, epifanica, intuizionista che intendeva il «lirico» come la categoria centrale del novecento poetico italiano. La poesia modernista europea ha avuto il merito storico di porre fine alla poetica dell’implicito e del soggetto, ha reso l’implicito, esplicito. Mandel’stam in Russia e Eliot in Europa introducono il dispositivo modernista nella poesia occidentale cambiandola in profondità. La poesia italiana del Dopo Eliot cadrà però in un equivoco, intenderà il «correlativo oggettivo» come «comunicazione», al punto che oggi tra la «comunicazione» del linguaggio relazionale e la «comunicazione» del discorso poetico non c’è differenza alcuna, si è solidificata promiscuità e complicità.  Continua a leggere

Frammenti di Cinema # 62

Al cinema si può mostrare l’orrore perché lo rende commestibile. L’aggettivo è calzante se ad essere mostrato è l’orrore del cannibalismo. Come si fa ad accettarlo? Intanto, è necessario un vero e proprio apprendistato. Personalmente, la prima esperienza è stata fatta di fronte all’urgente necessità della sopravvivenza. Il primo film che mi ha messo di fronte a questa realtà è stato I sopravvissuti delle Ande, film messicano di Renè Cardona del 1976 sul disastro aereo che coinvolse nel 1972 la squadra universitaria di rugby dell’Uruguay. Grazie a Ron Howard scopriamo nel 2015 con Hearth of the Sea che anche il naufragio della baleniera Essex, da cui Herman Melville trasse ispirazione per il suo monumentale Moby Dick, costrinse i superstiti a praticare il cannibalismo.

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Lucerne nella luce, di Lucio Brandodoro. Domenica in Albis


Domenica in Albis

Anno A

[Gv 20,19-31]

 

 

?Abbiamo lasciato il sepolcro vuoto, inquietante assenza, per incontrare, oggi, una nuova presenza.

Le apparizioni del Risorto sono l’espressione di una fede pasquale lenta e progressiva. Essa richiede un travaglio, un forte lavoro simbolico fra la visione della pietra rimossa e quella del Signore elevato.

Quanta corporeità c’è in questi versetti di Giovanni. Continua a leggere

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20 righe (per niente) facili

Leggo l’ultima opera di Vittorino Curci e mi domando se queste sue nuove poesie siano più delle ballate d’aria o delle storie di carta. Se mi fermo al titolo, Cadenze per la fine del tempo (Musicaos Editore, 2023), dovrei propendere per l’opzione musicale. D’altra parte, lo stesso autore richiama, nel titolo di alcuni suoi pezzi, l’antica tradizione giapponese del Kamishibai, lo spettacolo teatrale di carta in cui nei templi buddisti venivano narrate storie illustrate su rotoli chiamati emakimono. Anche in questa raccolta, pur nell’alternarsi delle stanze tematiche, i versi scorrono, senza mai una maiuscola a fare da cesura, sul rotolo poetico che l’autore muove.

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La parola ai poeti. Salvatore Contessini

La poesia e fotografia sono le forme espressive che meglio soddisfano la mia creatività. Due modalità che condividono molteplici punti in comune. Si tratta di attimi che vengono fermati, registrazioni che continueranno a mantenere la loro essenza oltre il deterioramento indotto dal fluire del tempo. 

Uno dei temi ricorrenti dei componimenti è appunto il tempo. La sua manifestazione filosofica è maturata grazie alla lettura di Agostino d’Ippona ne Le confessioni, di Nietzsche con il suo “eterno ritorno” e la circolarità del tempo, di Carlo Rovelli e Jung con il concetto di sincronicità. Quest’ultima la vivo come dono capace di significare nessi a-causali che comunicano in travasi continui tra mondo esterno e mondo interno. A volte il legame tra eventi è diverso da quello causale ed esige principi interpretativi inconsueti o interrogativi che trovano soluzioni nei mondi dell’irragionevole legame tra lo spazio-tempo e la sfera psichica. Nella silloge La cruna (La Vita Felice, 2018) provo a versificarne con diversi componimenti. Continua a leggere

Tiziana Colusso, Ogni respiro un mondo. Lettura critica di Letizia Leone

Tiziana Colusso, Ogni respiro un mondo, La Vita Felice edizioni, Milano, 2022

Lettura critica di Letizia Leone

Quanto mai adeguato ai versi di Tiziana Colusso, l’assunto del Nobel Tomas Tranströmer che interpreta la poesia quale meditazione attiva. E certo a leggere i versi di un discorso poetico calibrato sul nitore e la limpidezza della parola, e che parte dalla ‘messa a fuoco’ dell’atto della respirazione, si intuisce subito l’influsso di dottrine buddiste o perlomeno di un certo atteggiamento spirituale. Inoltre non può certo sfuggire il profondo legame analogico tra respiro e verso. Ogni verso entra nel ritmo della respirazione, tanto che l’endecasillabo (verso principe della tradizione italiana) è calibrato perfettamente sulla frequenza di un respiro, avvicinando la lettura metrica alla recitazione sacra di un mantra.  Continua a leggere