Andrea legge nel tubo: “Le parole sono pietre” di Carlo Levi.

Le ‘letture’ di Andrea Sciuto.

Nato in provincia di Bergamo da genitori siciliani, Andrea Sciuto vive tra Catania e Bergamo, dove lavora come insegnante di lettere. Fa parte del Circolo dei Narratori di Bergamo, gruppo di volontari che organizza iniziative di promozione della lettura insieme alle biblioteche pubbliche.
Oggi vi proponiamo una sua video-lettura dal titolo Le parole sono pietre di Carlo Levi.

La lettura, uscita a metà maggio del 2020, è ancora una volta, come sempre quando si ha a che fare con i “classici” di grandissima attualità.

Buon ascolto!

Lirico terapia. Giovanni Giudici, La vita in versi

Metti in versi la vita, trascrivi

fedelmente, senza tacere

particolare alcuno, l’evidenza dei vivi.

Ma non dimenticare che vedere non è

sapere, né potere, bensì ridicolo

un altro voler essere che te.

Nel sotto e nel soprammondo s’allacciano

complicità di visceri, saettano occhiate

d’accordi. E gli astanti s’affacciano

al limbo delle intermedie balaustre:

applaudono, compiangono

entrambi i sensi 

del sublime – l’infame, l’illustre.

Inoltre metti in versi che morire

è possibile a tutti più che nascere

e in ogni caso l’essere è più del dire.”

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Identità

Desiderare Dio come un torrente si precipita nel mare: percepire il bisogno folle di perdersi in Colui che si ama. Non è questo l’amore? Non temere la propria miseria, perché è questa che il Cristo abbraccia con la Sua misericordia. Confidare nell’infinito come nel proprio ambiente naturale, nella rivelazione della propria identità.

Piccolo Magnificat, di Giampaolo Centofanti

Seconda Ave Maria

Sempre la sera quando scende la tua pace

domando che sia del mondo che non spera.

Potenti affannati a dominare gente

che cerca solo una vita più serena.

Oh Signore, tu sai perché permetti

queste cose, questi dolori, queste ferite

astruse. Quando le cose semplici e buone?

Quando la fede coltivata a scuola,

pure lo scambio col pensare altro?

Lasciateci campare, siamo stanchi.

Viene la sera, ogni voce si fa eco distesa,

si quieta il campo di girasoli, il faggio riposa.

Fuma il comignolo del casolare nella tenue rossastra

luce diffusa. E l’allodola dal nido ai margini del bosco

canta che questa vostra vita non è vera.

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Poesía contra el bloqueo

Poesía contra el bloqueo — Oltre cento voci cubane, italiane e venezuelane contro il blocco a Cuba e Venezuela, a cura di Geraldina Colotti, Gabriele Frasca, Lucidi, Argolibri, 2020, €5.00, versione ebook

L’ebook è disponibile per l’acquisto da questo sito o su tutti gli store online.
I proventi delle vendite saranno usati per aiutare le popolazioni di Cuba e Venezuela, impoverite dal blocco economico.

Poesia contra el bloqueo — Oltre cento voci cubane, italiane e venezuelane contro il blocco a Cuba e Venezuela
Con muy diversas voces la poesía italiana se posiciona a favor de una postura radical contra el bloqueo económico, financiero y comercial del imperio norteamericano contra Cuba y Venezuela, mantenido y recrudecido incluso en plena emergencia sanitaria de la Covid,  simplemente porque son dos países disidentes que resisten la embestida del capital y del modelo único que se quiere imponer a escala planetaria. Las dos naciones latinoamericanas ni responden  a los parámetros del capitalismo sin salida en el que nos encontramos sumidos, y del cual por su precaria visión del ser humano como algo desechable, ahora corremos el riesgo de morir.  El encuentro con la poesía cubana y venezolana hace de este eBook, una expresión  de lo que debe ser el diálogo entre pueblos que aunque diferentes, independientemente de credos filosóficos, políticos, religiosos o ideológicos se encuentran unidos en una misma lucha por la paz,  la justicia y la preservación de la vida en la tierra, empeñados en ejercer su derecho a elegir su propio destino como pueblos, naciones y culturas.

La poesia italiana si schiera con tante voci diverse per una presa di posizione forte e radicale contro il blocco economico, mantenuto persino in piena emergenza Covid, imposto a nazioni come il Venezuela e Cuba semplicemente perché non corrispondono ai parametri del capitalismo senza scampo nel quale siamo immersi, e del quale rischiamo oramai di morire. L’incontro con la poesia cubana e quella venezuelana fa al contrario di questo eBook un esempio di quello che dovrebbe essere il dialogo fra i popoli.

I proventi delle vendite saranno usati per aiutare le popolazioni di Cuba e Venezuela, impoverite dal blocco economico.

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In dono

Pregare è rientrare in se stessi. Il Cristianesimo non è una morale, un ritualismo, una delle tante stampelle usate per provare a stare in piedi. Il cristianesimo è essere se stessi, toccare il nucleo incandescente della propria persona. È essere vivi, e donare la vita ricevuta.

Poesia italiana del XXI secolo

Domenico Cipriano è nato nel 1970 a Guardia Lombardi (AV), vive in Irpinia. Vincitore del premio Lerici-Pea 1999 per l’inedito, ha pubblicato: Il continente perso (Fermenti, 2000, premio Camaiore opera prima), Novembre (Transeuropa, 2010, rosa finalista premio Viareggio), Il centro del mondo (Transeuropa, 2014), November (edizione bilingue a cura di Barbara Carle, Gradiva Publications, New York, 2015) e L’Origine (L’arcolaio, 2017). Nel gennaio 2020 è stata pubblicata l’antologia La grazia dei frammenti (poesie scelte 2000-2020) (Giuliano Ladolfi editore, 2020). Ha collaborato con vari artisti e ha realizzato il cd di jazz e poesia JPband: Le note richiamano versi (Abeatrecords, 2004). Guida la formazione di musica e poesia “E.VERSI jazz-poetry”. In questi giorni è nato lo spazio YouTube PAROLE NECESSARIE dalla collaborazione con il chitarrista Alessandro Cataldo. Presente in riviste e antologie, è redattore della rivista “Sinestesie. ”

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In me

Senza Gesù non possiamo far nulla. È così difficile capirlo? Si inizia a vivere comprendendo questo, perché Lui comincia a vivere in noi, a compiere il miracolo della trasformazione radicale. Nel momento della morte ci sarà il massimo sforzo; allora sì potremo dire con san Paolo: non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me.

I vestiti nuovi dell’imperatore Lpels, ovvero la nostra nuova livrea!

 

Abbiamo cambiato l’aspetto ? e forse anche un pochino di sostanza comunicativa! ? di questo sito, speriamo che vi piaccia!

Giovanna ha fatto notare quanto fosse macchinoso navigare tra le nostre pagine, e dalla sua idea è nata una task force capitanata dal Grande Capo Fabrizio, con il genio di WordPress Francesco, l’immancabile Antonello e anche io. In quattro e quattr’otto abbiamo scaravoltato un po’ tutto, ma i contenuti restano gli stessi. E soprattutto, abbiamo ancora da fare delle modifiche, che speriamo lo renderanno ancora più leggibile, trasparente e bello!

Restate qui con noi, come al solito ??

Lirico terapia. L’infinito. 2

Interminati spazi, sovrumani silenzi, profondissima quiete. In questi tre aggettivi si coglie il superamento dell’individuo, dell’io. La persona è se stessa quando trova, in sé, qualcosa che la supera. Solo trascendendosi scopre il senso della vita. È il bivio fondamentale, la scelta tra l’egoismo e l’amore. L’egoismo è il ripiegamento sul proprio interesse, che spegne lo spirito; l’amore è la porta aperta su uno scenario infinito, che ci sorprende sempre. È qui la radice della meraviglia, da sempre considerata il presupposto della vera conoscenza. 

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Lirico terapia. Giacomo Leopardi, L’infinito. 1

 

Sono note, ormai, le potenzialità terapeutiche della poesia: esistono, al riguardo, pubblicazioni, laboratori, figure professionali. Questa rubrica intende promuovere un tipo di esperienza similare: trovare, nella poesia, spunti efficaci per lo scioglimento di nodi che rischiano di appesantire o inquinare i nostri stati d’animo. Non si avanzano pretese di scientificità, ma semplicemente di efficacia. Si tratta della verità indimostrabile di valori accreditati dall’esistenza di chi li sperimenta con successo.

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Perdono

Dio è sempre nuovo. Il perdono, Sua prerogativa, ci rinnova ogni volta, come una fioritura in primavera. Bisogna credere, per sperimentarlo. I Padri dicevano che la fede comincia quando ci sentiamo veramente perdonati. Prima sono premesse.

Giorgio Stella, PERL[E] D’OSTRICH[E] OCCIDENTAL[E]

PERL[E] D’OSTRICH[E] OCCIDENTAL[E]*

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Giorgio stella [Roma oggi] [20 ottobre 2020]

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                                                                                          Alla memoria di nessun figlio

Potrebbe succedere qualcosa oppure potrebbe non succedere niente,

forse è il vento* sul cero votivo a dividere nel ‘nulla il tutto di n e s [s] u n o ’,

questo verso che mi porto appresso nella paura del rimorso della clausura –

[…] […]

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INEDITI di Enrico Giannetto

Nessuna descrizione disponibile.

30 febbraio:
da molte lune ormai
incessantemente sanguinano statue nascoste
sul sipario inavvertito della mente,

ed io vivo soltanto di miracoli
tra farfalle di pietra e sillabe di luce;

il soffio d’uno sguardo
sul vetro meraviglioso del nulla,
il mare delle cose che sognano senza esistenza
formano coralli di nuvole che s’inanellano dentro;

e potrei camminare sull’acqua
come la resurrezione di tutte le morti,
e trascinarmi dietro per sempre
le innumerevoli stelle,

come una tempesta di labbra che sfiorano
il silenzio divino di questo giorno mai nato

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