GIUDA, di Amos Oz

di Massimo Maugeri

«Questo romanzo in fondo parla delle grandi e semplici cose della vita», mi spiega l’autore. «Parla dell’amore, della perdita, della solitudine, della morte, del desiderio e della desolazione». L’autore in questione si chiama Amos Oz ed è uno dei massimi scrittori viventi. Uno di quelli, per dirla tutta, che ben figurerebbero tra i vincitori del Premio Nobel per la Letteratura. Il romanzo si intitola “Giuda” ed è appena stato pubblicato in Italia da Feltrinelli (traduzione di Elena Loewenthal, pagg. 336, € 18). Una storia forte, una scrittura sapiente, temi scottanti: questi, alcuni degli ingredienti che compongono il libro che, probabilmente, a dodici anni dalla pubblicazione di “Una storia di amore e di tenebra” (un milione di copie vendute), sarà considerato come il capolavoro del grande scrittore israeliano.
Siamo in inverno, a Gerusalemme, nel periodo a cavallo tra il 1959 e il 1960. «Ho scelto di ambientare il romanzo in questo arco temporale», mi spiega Oz, «perché lo Stato d’Israele è ancora giovane e non ancora corrotto dalla Storia e dalla violenza. E anche perché Gerusalemme, in quel momento, è una città sotto assedio: claustrofobica, aggredita su tre fronti». Continua a leggere→

Estratto da “Ali” di Andrea B. Nardi

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Ali di Andrea B. Nardi

No, non così, no! Dobbiamo liberare una rampa e far passa­re i bulldozer per di là! Ehi… e quello chi è?

Quello chi?

Dio mio… come c’è arrivato lassù?

Ma le bestemmie. Che si persero nella gola.

I due erano vigili del fuoco del New Jersey Fire Department, quelli corsi dopo. Gli altri, le intere squadre di Lower Manhat­tan, non esistevano più. Da due giorni. E da due giorni chi era rimasto vivo non dormiva. Non avrebbe dormito per il resto della vita.

Erano talmente divorati dalla polvere ? cemento, sangue ? che gli circolava da ore pure dentro le arterie. Sono tutti uo­mini grigi, viola negli occhi sotto i caschi. Loro erano saliti da soli in quel punto delle macerie per vedere…

È irreale… non può stare lì… così…

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Il Nolan più convenzionale ma sempre emozionante di “Interstellar”

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Forse nessuno degli amanti del regista contemporaneo più cerebrale in circolazione ritiene che Interstellar sia la sua migliore pellicola. Anzi, molti dei suoi estimatori si sono dichiarati delusi. Forse perché gli “omaggi” a Tarkovski e a Kubrik sono troppo evidenti, fino a diventare delle citazioni o contro-citazioni, o forse perché, al di là della complessità dell’idea dei wormholes, o della legge gravitazionale, troppe cose sono alla fine “spiegate”, e a volte il formato è quello da famiglia felice americana, soprattutto all’inizio, dove alcuni dialoghi ingenui e paternalisti, a volte un po’ stucchevoli, rendono il film troppo spielberghiano (regista per il quale era stato inizialmente pensato il film): che non è ciò che gli amanti di Nolan cercano. E i più affezionati o i più puntigliosi hanno notato qualche incoerenza di sceneggiatura, sì, anche qualche errore sul piano scientifico, che ha tolto il piacere della perfezione di congegno goduta altrove, per questo regista. E il concetto più importante, e molto nolaniano, dell’amor vincit omnia, per taluni è stata una scorciatoia.
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“TERRA IGNOTA”, FANTASY E DINTORNI. INTERVISTA A VANNI SANTONI

di Giovanni Agnoloni

L’anno scorso intervistai Vanni Santoni su Postpopuli in occasione dell’uscita del primo volume della sua trilogia fantasy, Terra ignota – Risveglio.

Dopo la pubblicazione, sempre per Mondadori, del secondo atto della serie, Le figlie del rito, ci ritroviamo qua a parlare di fantasy e non solo.

Col secondo atto di Terra ignota, prosegue la tua saga fantasy. Quali le note salienti del tuo approccio al genere, in particolare in questo sequel?

1-TI2cover_bigQuando mi sono approcciato al fantasy, avevo ben chiara l’idea di quello che intendevo fare: da un lato un grande romanzo postmoderno che includesse quanti più possibili riferimenti al “canone” fantastico occidentale (sia alto che basso); dall’altro, un romanzo popolare, avventuroso, di intrattenimento, che rispettasse le regole proprie del genere. Di Terra ignota è già stato scritto molto, e molte sono le definizioni che ne sono state date: “fantasy puro”, “action fantasy”, “fantasy postmoderno”, “shonen”; alcuni hanno parlato di “fantasy classico” e altri di “fantasy atipico” (definizioni apparentemente opposte), e anche di “fantasy per letterati”, o di “ponte tra fantastico colto e fantastico popolare”. In realtà credo che siano tutte etichette sensate, a seconda della prospettiva da cui si guarda al testo. Continua a leggere→

Annamaria Ferramosca, Ciclica

ciclica copertina
Annamaria Ferramosca
Ciclica, collana le voci Italiane, La Vita Felice, 2014 pag.96
Introduzione di Manuel Cohen

Ad un nodo e ad uno snodo dell’epoca, nella ‘notte artica’ delle ere tutte e delle lingue, le individualità più avvertite si mettono in gioco affrontando un ‘viaggio del disorientamento’ fisico e sensoriale, cognitivo e metafisico, toccando mondi e orizzonti, mappando bussole e atlanti, registrando gli ‘urti gentili’ per il ‘rompersi dei meridiani’, nello sfaldarsi dei sistemi planetari come pure dei rapporti umani sulla nave alla deriva: ‘l’isola disperata che siamo’. Continua a leggere→

Parte da Napoli il “Gran Tour poetico” lanciato da Tomaso Kemeny

 

Goethe_52b281_cL’Italia sta per essere attraversata da “La freccia della poesia”. Il prossimo 6 dicembre, ovvero il sabato che apre il ponte dell’Immacolata, è in programma la prima azione poetica finalizzata a risvegliare l’Italia attraverso la cultura, e in particolare la poesia, ideata e promossa dal “Grand Tour poetico”, diretto da Pietro .Berra, Flaminia Cruciani, Gianpaolo G. Mastropasqua, nell’ambito del Progetto Mitomodernista lanciato di recente da Tomaso Kemeny, con analoghe finalità.

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Vivalascuola. La “Buona Scuola” di Renzi: silenzio sulle bocciature

Che riforma è una riforma della scuola che non affronta il tema della valutazione didattica? “La Buona Scuola” di Renzi, fra altre mancanze, ha anche questa. D’altra parte, quando mai le “riforme” degli ultimi ministri dell’Istruzione hanno riguardato la didattica? Il tema dell’abolizione delle bocciature, atto finale della valutazione didattica, è stato agitato dai governi solo come occasione di risparmio o come scorciatoia per una “soluzione” del problema della dipersione o come strumento di giudizio sulle scuole (vedi il Rapporto di Autovalutazione, p. 10), secondo una logica mercantilistica: + promossi + soldi. La proposta di Vincenzo Pascuzzi di abolizione delle bocciature, presentata in questa puntata di vivalascuola, evidenzia invece alcune urgenze: occorre una scuola che tenga conto delle diversità e sia meno rigida nella sua organizzazione. Ma è altresì necessario, come scrive Giovanna Lo Presti, ripensare il lavoro dell’insegnante, la didattica e il sistema nel suo complesso. Per una scuola che sappia assicurare a tutti un sapere che abbia “un insostituibile valore emancipatorio“, perché “la prima servitù da cui ci si deve liberare è quella dell’ignoranza“.  Continua a leggere→

Poesia e storia in Bicocca

Lunedì 1 dicembre alle ore 18,30 presso la libreria bookshop Franco Angeli, viale dell’Innovazione, 11 a Milano, incontro per il ciclo Epiche: sarà presentato La rabbia, un libro collettivo sulle scritture epiche al femminile. Continua a leggere→

XMASLAM la gara poetica di Natale a Torino

nataleCome tutti gli anni il  poetry slam di Natale, un appuntamento che è presente a Torino dal 2006. Appuntamento al Magazzino sul Po, Murazzi del Po, lato sinistro. Ore 19 aperitivo e microfono aperto per tutti coloro che vogliono intervenire. Ore 20.15 inizio gara con 12 poeti selezionati
Per candidarvi mandate una mail con una poesia (un semplice doc o meglio ancora un video in rete con testo allegato) e una bio a [email protected] Avete tempo fino al 9 dicembre per farlo. Le poesie in tema natalizio sono consigliate ma non obbligatorie.
Al primo classificato un premio a sorpresa e l’accesso alla finale del Murazzi Poetry Slam di giugno

Gara condotta da Max Ponte e Bruno Rullo; Xmas-Dj Ale Gambo. Comunicazione evento Enrica Merlo
Media partners:Libroterapia, (di Radio Mac Bun, con Alessandra Caria); QUANTA RADIO (con Antonio Persia). Con il patrocinio della Città di Torino / Circoscrizione Centro Crocetta

28. I confini dell’io

[youtube=https://www.youtube.com/watch?v=Yazc2u6zdoo]

da qui

Il senso del bello è tra i valori fondamentali presenti dalla prima infanzia: non c’è bisogno di dimostrare la sua forza di attrazione, perché è evidente l’influenza esercitata sulle azioni, i pensieri, i sentimenti; il tema è stato ampiamente dibattuto, nel corso dei secoli, in diverse discipline. Continua a leggere→

LIBRI DEGLI ALTRI n.104: Via dalla Cina. Daniela Tani, “L’ospite cinese”

Daniela Tani, L’ospite cinese Via dalla Cina. Daniela Tani, L’ospite cinese, prefazione di Paolo Piazzesi, Massarosa (Lucca), Mauro Del Bucchia Editore, 2013

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di Giuseppe Panella

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Paolo Piazzesi ha fatto bene a rilevare il carattere di “romanzo di formazione” presente in un romanzo apparentemente “ingiustificabile” come quello di Daniela Tani (al suo secondo testo narrativo dopo La caduta, Roma, Ilmiolibro.it, 2011) se non alla luce delle sue implicazioni socio-culturali in rapporto alla crescita della personalità di un adolescente :

«Per più di un aspetto il lavoro di Daniela Tani evoca il Bildungsroman, centrato sulla formazione personale di un giovane : qui tuttavia niente è concesso al sentimentalismo, né all’improbabile e abusata cifra del riscatto del protagonista e dell’edificazione del lettore. Se una collocazione nel genere è da cercarsi, è forse più sul versante del giovane Törless musiliano, fra disorientata abiezione, subita anche se non condivisa, e sensazione immanente dell’irrazionalità dell’esistenza propria e altrui, in una declinazione originale, amara, disincantata»1.

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Giorgio Manganelli. Il parco dei “suoi” ricordi. Con un cameo esclusivo di Amelia Manganelli

 

manga

Mio padre, o, per meglio dire, il Manga, nato per volontà materna a Milano, non ha mai amato questa città. Ci si è sempre sentito prigioniero. La percepiva come “una città in bianco e nero”.
Ma… c’è sempre un “ma”. Dopo anni di permanenza a Roma, città nella quale si è subito sentito “se stesso” ed è riuscito ad uscire dal bozzolo e a diventare il Manga, un po’ di ricordi si affollano nella sua mente e nella sua fantasia.

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ARANCIO di Emanuele Pettener

Copertina_Arancio.jpgdi Massimo Maugeri

Emanuele Pettener è nato a Venezia, ma vive negli Stati Uniti dal 2000 dove insegna lingua e letteratura italiana alla Florida Atlantic University. E non è un caso che il suo nuovo romanzo, “Arancio” (Meligrana, 2014), sia ambientato proprio in Florida. Ne discutiamo con l’autore…

-Partiamo dall’inizio, Emanuele… e raccontaci qualcosa sulla genesi di “Arancio”. Come nasce questo tuo nuovo romanzo?
Dal mio gusto per la commedia verbale, sviluppatosi grazie alla frequentazione assidua di Oscar Wilde, e dal mio amore per il colore, che il sud della Florida asseconda gioiosamente.

-Il protagonista del libro è un maestro di tango. Si chiama, appunto, Tommaso Arancio. Che tipo è? Continua a leggere→