GORDIANO LUPI, “CALCIO E ACCIAIO”

Recensione e intervista di Giovanni Agnoloni

Gordiano Lupi, Calcio e acciaio – Dimenticare Piombino (Acar Edizioni)

Gordiano LupiCalcio e acciaio, di Gordiano Lupi, è un libro diverso sul calcio, perché in definitiva non parla di sport, ma di vita e di ricordi, e di quella dimensione provinciale che è parte nodale e integrante del tessuto esistenziale italiano. Piombino e le sue acciaierie, punto drammaticamente noto – ma mai abbastanza – della problematica dimensione del lavoro nel nostro paese, fanno da sfondo a una vicenda privata, quella di Giovanni, un calciatore approdato ai grandi successi della Serie A e del pallone internazionale, ma poi tornato nella sua provincia, consapevole di tutto ciò che ha vinto ma anche di quello che ha perso, soprattutto affettivamente.

In questa intervista, entriamo più addentro alle pieghe intime dell’opera di Gordiano Lupi.

1. Il tuo romanzo Calcio e acciaio unisce ricordi sportivi all’osservazione di una realtà umana e lavorativa che non è solo piombinese, ma appartiene alla memoria storica italiana. A quale di queste due fonti ha attinto principalmente la tua ispirazione, e come hai elaborato la trama?

Il mio romanzo è una sorta di posto delle fragole di bergmaniana memoria. Certo, molto in piccolo. Un vecchio allenatore torna a casa e s’innamora delle sue radici, non vuole staccarsene, ricorda il passato, lo rivede come se scorresse in una scena fuori campo. Tutto è cambiato, niente può tornare come prima, il tempo è inesorabilmente perduto. Ma il personaggio principale vuole continuare nella sua ricerca e vivere il presente, con i ricordi, non di ricordi. Memoria individuale e memoria storica si confondono. Il problema sociale, la crisi dell’acciaio, fa da sfondo importante al tormento interiore del protagonista. Continua a leggere→

Gerron secondo Lewinsky. Riflessioni attorno a una biografia romanzata

Gerron Kurt foto
di Guido Michelone

Ecco un bellissimo libro, Un regalo del Führer (Gerron nel titolo originale in lingua tedesca), un romanzo di un noto autore zurighese, Charles Lewinsky, che descrive gli ultimi tre giorni dei sei mesi trascorsi nel campo di Theresienstadt (oggi Terezin) dal grande artista Kurt Gerron (1897-1944), ebreo di Berlino, prima stella nel cabaret, nel teatro, nel cinema degli anni Venti (e Trenta in esilio); il testo parte dalla proposta di Karl Rahm (la spietatta SS a capo del lager) fino all’ultimo viaggio di Kurt assieme alla dolce fedele moglie Olga, intercalando continui flashback in prima persona, dove il protagonista ricorda a se stesso e al lettore la sua altalenante esistenza: Lewinsky premette di agire spesso di fantasia (anche perché manca un oggettivo riscontro di documentazione scritta o visiva, ma approda comunque a un altissimo risultato espressivo di forte impatto emozionale: pare davvero di assistere a un monologo o di leggere un diario tanto verosimili restano i pensieri, i gesti, le parole, le azioni del personaggio uomo/artista/marito in una resa dei conti per lui inaspettata, fin dal successo di un altro ben più tragico commediante quale Adolf Hitler. Continua a leggere→

Il pharmacon della poesia contro l’inciviltà. L’impegno di Giamario Lucini

Gianmario Lucini

Gianmario Lucini

Giamario Lucini è un instancabile testimone di cultura ed impegno civile. In giro per l’Italia promuove attraverso i suoi libri valori smarriti o logorati dalla retorica. Lo fa da editore innovativo e da poeta sapienziale. La persona fisica di Lucini combacia perfettamente con quello che lui rappresenta. Porta la barba ieratica che lo fa assomigliare a Whitman e veste come un missionario “di pace” tanto da richiamare la figura di Alex Zanotelli. Il suo universo etico e letterario sta tutta dentro questa personalità, che non è immagine ma bandiera. Continua a leggere→

Vivalascuola. Il punto sulla valutazione

A partire da una conversazione con Andrea Gavosto e dal Rapporto della Fondazione Agnelli, Donata Miniati fa il punto sulla valutazione. Mai come quest’anno la valutazione a quiz è risultata essere non solo contestata dagli insegnanti e boicottata dagli studenti, ma criticata aspramente da accademici di tutto il mondo. Inoltre, mentre la ministra dell’Istruzione ne vuole fare il perno per premiare e punire gli insegnanti, la stessa presidente dell’Invalsi definisce i quiz “domande trabocchetto“. C’è davvero da augurarsi che questo sia stato l’ultimo anno di queste prove! Continua a leggere→

Giselda Pontesilli, “Adriano Olivetti, Editore”

Olivetti
Ripercorrendo il progetto editoriale attuato da Adriano Olivetti tra il ’46 e il ’60 con le sue edizioni di “Comunità”, non si può non avvertire tra i libri da lui pubblicati un singolare collegamento, un’inconfondibile, anche se dapprima indefinibile, unità di intenti, pur se gli autori proposti, i temi affrontati, le rispettive discipline di appartenenza sono molti e diversi.
E’ come se in questi libri parli variamente una sola voce; come se siano stati scelti per qualcosa che tutti, a loro modo, hanno e che li rende, in fondo, analoghi, unanimi. Continua a leggere→

La Favola di Lilith

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The Tale of Lilith – La Favola di Lilith
a piece of music in two acts – un’opera in due atti
di Edo Notarloberti e Viviana Scarinci
anteprima europea
the Wave Gotik Treffen 2014
8 giugno Lipsia, Germania

Domenica 8 giugno La Favola di Lilith sarà rappresentata in anteprima europea in Germania a Lipsia, Schauspielhaus, alle ore 19,30, nell’ambito del Wave Gotik Treffen. L’opera è stata rappresentata in anteprima italiana, sabato 24 maggio presso la Biblioteca di Villa Bruno, a San Giorgio a Cremano (NA), col patrocinio dei comuni di San Giorgio e di Morlupo (RM), a cura dell’Associazione Progetto San Giorgio e del Fondo Librario di Poesia Contemporanea di Morlupo. Continua a leggere→

88. Dio è fedele

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da qui

L’avventura giunse a compimento. Fu un percorso che passò entrambi nel crogiolo, ma nessun corso di esercizi spirituali ci avrebbe potuto insegnare così tanto sul modo di agire di Dio e sulla realtà di quanto separa dall’amore, offusca la vista e la stessa intelligenza. Continua a leggere→

L’Italia più meschina, quella “Per il bene di tutti”, nuovo romanzo di Giulia Fazzi

fazzi per il beneInorridente tutta questa spietatezza. Eppure – o forse per questo ? così familiare, già vista strisciare, vissuta in qualche bar di una qualche provincia del mondo, in qualche Nord da cui provenivano da Sud, estranei e risputati. Isolamento, emarginazione. Quale che sia la causa: depressione, povertà, deformità, difformità – l’emarginazione un noi minuscolo e un Loro maiuscolo; una minoranza e una Maggioranza, un Gruppo, un Clan, una Gens oppure semplicemente, ancestralmente, un Branco.
Giulia Fazzi la violenza sulla donna la sa raccontare come l’avesse vissuta sulla sua pelle. Lo ha già fatto con intensità e forza nel suo primo romanzo, “Ferita di guerra”, passato un po’ inosservato in Italia nonostante abbia meritato la pubblicazione in Francia con il prestigioso editore Gallimard ? romanzo che prima o poi qualche grande editore dovrà ripubblicare. Continua a leggere→

I LIBRI DEGLI ALTRI n.82: Poesia del disagio esistenziale. Aa. Vv., “Viaggi di versi. Nuovi poeti contemporanei”

Viaggi di versi n.68Poesia del disagio esistenziale. Aa. Vv., Viaggi di versi. Nuovi poeti contemporanei, Roma, Edizioni di Pagine, 2013

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di Giuseppe Panella

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Un forte disagio esistenziale trapela dalla lettura dei tredici poeti raccolti nelle pagine di Viaggi di versi, una delle più recenti antologie pubblicate da Elio Pecora nelle sue Edizioni di Pagine e dedicate alla valorizzazione di poeti contemporanei più o meno giovani e a lui legati.

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87. Fare spazio

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da qui

Sentivo la febbre che saliva: i giorni precedenti erano stati un’altalena di sorprese, come se l’architettura della storia si sfaldasse da un momento all’altro, come se la vita si affacciasse su un abisso senza fondo, in attesa di conoscere che cosa ne sarebbe emerso. Continua a leggere→

Aldo Pardi, “Vertigini. Scritture della rivoluzione”

Aldo Pardi, Vertigini. Scritture della rivoluzioneAldo Pardi, Vertigini. Scritture della rivoluzione, Firenze, Editrice Clinamen, p. 283, 2014
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di Silverio Zanobetti

Questo lavoro sul concetto-immagine di “rivoluzione” è denso, compatto, sobrio come gli ultimi lavori di Aldo Pardi. Un testo in cui ritrovo la sobrietà militante e rigorosa che già avevo trovato nei libri precedenti. Deleuze, a cui è dedicato un capitolo, parla non a caso di sperimentazione come condizione del vero pensare ed invita sempre alla sobrietà nella sperimentazione e questo testo ne è un esempio di una potenza vertiginosa.

Al di là di certe posizioni discutibili (ma ampiamente motivate) per la loro durezza (su Gramsci, ad esempio) la coerenza e il rigore teorico-politico con cui Pardi persegue la sua ricerca è evidente laddove si colga la continuità con i lavori precedenti. Continua a leggere→

Provocazione in forma d’apologo 266

Il soldato che per sfuggire alla morte scappò a Samarcanda non vi giunse che vecchio, dopo peripezie a stento immaginabili.
Appena giunto, poiché gli occhi erano rimasti quelli di una volta, vide di lontano una vecchina grinzosa e tutta bianca; anche lei lo vide, e come poterono i due si corsero incontro e si abbracciarono.
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SPENDERSI (di Francesco Tontoli)

“Spendersi” è un poemetto inedito di Francesco Tontoli.
Nato a Maddaloni (CE), 58 anni, Francesco è educatore presso i Convitti Nazionali dello Stato. Si occupa di poesia contemporanea e di musica jazz fin da quando era giovane. Ha pubblicato su vari blog letterari (Neobar, Il Giardino dei Poeti, WSF, ecc. ) Attualmente cura la rubrica “Tontoleide” sulla rivista Facciunsalto.it

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SPENDERSI

I

ci sono state altre vite mie
immaginate sempre in grandi assenze
e quando le riguardo tutte in fila
le volte che mi soffermo a leggerle
vi trovo manifesti di intenzioni e confidenze

non devo essermi laureato varie volte in una
ma diventato cercatore d’oro o ferroviere
ho anche scalpellato marmo nelle cave
ho seppellito dei corpi e delle asce
e poi sono stato giardiniere del re
specializzato naturalmente in rose

in tutti questi e in altri talenti e gesti
in tutte le altre pose a pensatore
a uomo d’azione che si spende in cause
vinte o soprattutto perse non importa

in tutte quelle cose c’eri
mi correvi dentro
come proprio il significato stesso
dei significati.
.
II

la lingua eri che si apre un varco tra i denti
e percorre la fessura della bocca non ancora schiusa
così da definire l’interna percezione
di come siamo ottusi nel crederci morti Continua a leggere→