Robert Desnos

di Giorgio Stella

Mai altra che te a dispetto di stelle e solitudini
A dispetto di mutilazioni d’albero all’arrivo della notte
Mai altra che te proseguirà il mio stesso cammino
Più t’allontani più s’allunga la tua ombra Mai altra che te saluterà il mare all’alba quando
vagabondo esausto io uscito da foreste tenebrose
e cespi di ortiche marcerò verso i flutti Mai altra che te poserà la mano sulla mia fronte
e sugli occhi
Mai altra che te e nego la menzogna e l’infedeltà
Tu puoi spezzar la cima di questa nave all’àncora
Mai altra che te
Prigioniera nella gabbia l’aquila rode lenta
le sbarre di rame grigioverde
Che evasione!
È la domenica cifrata dal canto degli usignoli
nei boschi verde tenero il cruccio delle bambine
di fronte a una gabbia dove un canarino si agita
mentre nella via solitaria lentamente il sole
l’esile linea sposta sul marciapiede caldo
Altre linee passeremo
Mai altra che te
Ed io solo solo solo come l’edera appassita dei giardini
di periferia solo come il bicchiere
E mai altra che te.

(trad. P. Dècina Lombardi)

Il giorno del ricordo, le foibe, l’esodo di Giuliano Dalmata

di Fabiano D’Arrigo

Lungo lo scorrere del tempo storico accadono eventi, per lo più drammatici e talvolta lieti, che purtroppo sono destinati ad un parziale o totale oblio e comunque vengono considerati poco rilevanti.
Perché?
Per una ragione di Stato, per le accese contrapposizioni politiche, per l’indifferenza dell’opinione pubblica, per valutazioni personali errate, per un condizionamento mediatico.
Ebbene la tragedia delle foibe e l’esodo giuliano dalmata appartengono a questa serie di eventi. Continua a leggere

Charles Cros

di Giorgio Stella

Vitaiolo

Dopo aver vuotato tutte le coppe, tutte!
Alla fine devo rientrare; perché le mie fibre dissolte,
Nei caffè rumorosi, frequentati da sgualdrine,
Hanno freddo nella notte pesante e negli incerti mattini.
Camminiamo. Ecco già brulicare la gente dei mercati.
Arrossisco, ortolani, nel vedervi, i grembiuli sporchi,
Rinfrescati dall’odore lontano degli aratri.
Lavoratori, ignari dei malsani amori,
Ammucchiate cavoli sul marciapiede, senza nemmeno
Immaginare l’orrore che segue il pallido passante.

(trad. L. Aga-Rossi)

Lucerne nella luce, di Lucio Brandodoro

Festa dell’incontro – Segno di contraddizione

Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, Maria e Giuseppe portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore –  come è scritto nella legge del Signore: «Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore» – e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore.
Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d’Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore.
Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch’egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo:
«Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo 
vada in pace, secondo la tua parola,
perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza,
preparata da te davanti a tutti i popoli:
luce per rivelarti alle genti
e gloria del tuo popolo, Israele».
Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione – e anche a te una spada trafiggerà l’anima -, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori».
………………
Quando ebbero adempiuto ogni cosa secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nàzaret. Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui.» [Lc 2,22-40] Continua a leggere

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Un viaggio alla fine del mondo

di Fabiano D’Arrigo

Secondo papa Francesco l’Argentina è un paese alla “fine del mondo”.
Situata, infatti, nella parte meridionale del continente sudamericano comprende a nord le foreste lussureggianti attorno alle cascate dell’Iguazu, le pampas centrali, la cordillera andina ad ovest, fino alle gelide steppe patagoniche a sud.
Attraversata dalla leggendaria ruta 40, che unisce Cabo Virgenes in Patagonia a La Quiaca sul confine boliviano, vi si trovano immensi ghiacciai (Perito Moreno, Upsala, Viedma) lungo il Campo di Ghiaccio Patagonico Sud e le grandi acque della cascate dell’Iguazu. Continua a leggere

Da Sedime di Gianni Marcantoni (Fara, 2024)

 

La poesia di Gianni Marcantoni è un ragionamento, anzi un dialogo con la realtà. Il senso delle parole tende a prevalere sulla forma poetica. È la ricerca di un’umanità smarrita sotto le pietre dello smarrimento e dell’afasia.

(Pasquale Vitagliano)

ZONA REMOTA

 

Sotto quel che sei – e con te arrivando,

non troverai vie di fuga.

Sfoglia le mille voci che ti riguardano,

non resta che una struttura

epidermica ridotta a un pilastro:

lascialo più sbiadito: lascialo più acerbo:

lascialo più intatto: portalo ai suoi baluardi

inestricabili: ai suoi atterraggi:

fa’ che sia più sicuro e discostato:

noi ci alziamo all’oscuro del mattino

su scialuppe di salvataggio.

 

Ogni silenzio dialogherà con te soltanto

– con i patimenti di una vita

e sempre troverai

della polvere da rimuovere

nascosta dietro qualche angolo.

Ti sveglierai in una zona remota

e non avrai altre vie di fuga;

i sedili durante il giorno

sono sempre rimasti vuoti:

 

non sai mai cosa mi rende felice.

 

*

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L’arte dello scrivere, di Gualberto Alvino. 24

Interpunzioni a singhiozzo

Il punto anomalo (o punto testuale o, male, enfopunto) è il punto fermo collocato in espressioni che non andrebbero segmentate, al fine di rafforzare l’enunciato.
Un esempio:

«Giunti al capo d’anno, ci scopriamo sopraffatti dalla routine. E questo giorno ci appare assolutamente uguale agli altri. Il che non è vero. Perché le ricorrenze servono: a commemorare oppure a rinnovare. Occasioni di memoria e di speranza. Per tornare indietro con gli occhi e con la mente. Oppure, al contrario, per proiettarci in avanti» (Ilvo Diamanti).

Ma voi, cari amici, non abusatene.

Dylan Thomas

di Giorgio Stella

E la morte non avrà più dominio.
I morti nudi saranno una cosa
Con l’uomo nel vento e la luna d’occidente;
Quando le loro ossa saranno spolpate e le ossa pulite scomparse,
Ai gomiti e ai piedi avranno stelle;
Benché ammattiscano saranno sani di mente,
Benché sprofondino in mare risaliranno a galla,
Benché gli amanti si perdano l’amore sarà salvo;
E la morte non avrà più dominio. Continua a leggere

La poesia prima della fine del (o di un) mondo, a cura di Rita Pacilio. Antonio Spagnuolo

Qualche pozza

Oltre che provvisorio ormai sospeso
il tratto che riunisce i tentativi
delle nuvole sparse tra fiammate.
Lotta di straniamento in qualche pozza
improvvisamente aperta al segreto
che rassomiglia a fratture della mente,
sempre incantata.
Parole allora di colore rosso
proietteranno gli ultimi sguardi invidiosi
tra i brividi che suggellano il congedo.
Ecco i frammenti ricomporre memorie
per la mano che scava rovistando.

[…] Tutti i valori sono caduti e ormai regna una carenza di cultura che fa paura! Mi riferisco al bagaglio culturale classico, che nei secoli scorsi ha forgiato menti eccelse e uomini di valore. Oggi l’intelligenza artificiale, il telefonino, la chiusura ermetica del “vocabolario”, accompagnano giovani che non sanno più parlare. In effetti, non c’è più “fede”, i sentimenti sono assopiti, le coppie si dividono dopo pochi anni dalla cerimonia, i figli sono abbandonati alla solitudine. Cosa fare? Eccomi con una poesia a rispondere all’appello.

Antonio Spagnuolo

 

Maria Pia QUINTAVALLA, Saudade. Con nota di Antonio Fiori

 

Antonio Fiori

 

La pronuncia di Saudade in portoghese è saudadi ed il significato più prossimo all’italiano è
‘desiderio’, che qui diventa – sono parole dell’autrice – “intenso desiderio di qualcosa di
ASSENTE, in quanto perduto, o non ancora raggiunto”. L’auspicio è forse il cortocircuito poetico
eliotiano tra passato e futuro: gli anni della formazione emotiva e politica sembrano voler
scavalcare il presente e rialzarsi nel futuro, parlare alle nuove generazioni: È là nel corso amico
della storia/ che vorrei tornare, precipitare in corsa/ prendere quota – camminare. Continua a leggere

Cronaca

di Fabrizio Centofanti

La poesia e lo spirito

la stanza chiude dentro l’invisibile:
i rami, fuori, sono un’illusione
che resta ferma, come nella mente
lo sguardo estraneo, l’ombra delle foglie.
nel buio si nota subito la luce,
seppure impercettibile.
non hanno più pareti, le presenze,
adesso splendono
di un oro femminile, acceso d’ambra,
sofferto nella carne.
ma il suo segreto è l’ombra sul selciato,
la chiave nella stanza e l’inudibile. Continua a leggere

Don Angelo Casati, poeta gentile

di Alida Airaghi

“Don Angelo è un flauto, si lascia suonare da tutto e da tutti e si ascoltano racconti meravigliosi da quel vuoto di sé che è il suo cuore. Ha frasi incandescenti eppure miti, fuochi di sdegno eppure luminosi, ha ombre che fanno più vera la luce. Come fa? Con la compassione…”. 
Così Chandra Candiani nella lunga e affettuosa prefazione al libro di poesie di don Angelo Casati esprime la sua stima di poeta ai versi di un religioso come lei poeta.
Angelo Casati (Milano 1931) è presbitero della diocesi milanese, e ancora oggi ultranovantenne scrive e pubblica toccanti omelie settimanali nel suo blog Sulla soglia. Ha al suo attivo molte pubblicazioni che spaziano dalla poesia a commenti evangelici, da riflessioni spirituali su vari eventi della vita a veri e propri saggi, usciti per diverse case editrici (Cittadella, Romena, Paoline, Servitium, Àncora, Il Saggiatore…). Continua a leggere

La scuola di Serena Bedini 1. Il coraggio di scrivere

Non è facile trovare il coraggio di scrivere: la scrittura richiede riflessione, raccoglimento, profondità, anche se non tratta argomenti seri o drammatici perché anche per affrontare temi leggeri o addirittura divertenti occorre considerare la gravità dell’essere. 
Scrivere comporta sempre e comunque ricercare nella propria interiorità il senso della nostra moralità, riflettendo su quelle tematiche che ci mettono in discussione, che ci fanno pensare, che comportano per noi la necessità di guardare alla realtà in maniera diversa, meno conforme alla norma, alle mode, all’omologazione. La scrittura si nutre di creatività e la creatività scaturisce dallo studio, dalla riflessione, dalla capacità di pensare in modo diverso dagli altri e di saper affermare un inedito punto di vista sulla vita. Continua a leggere

Lucerne nella luce, di Lucio Brandodoro

Volontà e Desiderio

«Poiché molti hanno cercato di raccontare con ordine gli avvenimenti che si sono compiuti in mezzo a noi, come ce li hanno trasmessi coloro che ne furono testimoni oculari fin da principio e divennero ministri della Parola, così anch’io ho deciso di fare ricerche accurate su ogni circostanza, fin dagli inizi, e di scriverne un resoconto ordinato per te, illustre Teòfilo, in modo che tu possa renderti conto della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto.

In quel tempo, Gesù ritornò
in Galilea con la potenza dello Spirito e la sua fama si diffuse in tutta la regione. Insegnava nelle loro sinagoghe e gli rendevano lode.

Venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaìa; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto:
“Lo Spirito del Signore è sopra di me;
per questo mi ha consacrato con l’unzione
e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio,
a proclamare ai prigionieri la liberazione
e ai ciechi la vista;
a rimettere in libertà gli oppressi
e proclamare l’anno di grazia del Signore”.
Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all’inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: “Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato”.» [Lc 1,1-4; 4,14-21]
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