A mezzanotte del 28 luglio Walter percorreva una strada di campagna dotata di un numero di curve sufficiente a tenerlo sveglio, con i finestrini della Fiesta tristemente incastrati a metà e Vasco Rossi che cantava a squarciagola il meglio delle sue canzoni.
Raggiungeva i suoi, al mare, a Lavinio.
Aveva ventisette anni ed era felice. Continua a leggere
Archivio mensile:Aprile 2007
Canzoni (di Paola Castagna)
Quando vieni
lo fai al mattino
con l’oro in bocca
come gli amanti
nella penombra di un imbrunire
Quando vieni
fallo per me
una forma paradossale d’amore
Remo Pagnanelli (1955-1987)
*
L’hidalgo è stanco.
Il suo orizzonte è senza fondali,
se pure non erano parvenze quelle architetture,
e il copione già di per sé imprevedibile
non serve al suo futuro di trovarobe. Continua a leggere
“DIARIO INVERSO”
Sabato 21 Aprile 2007
ore 17:30
Presentazione del Libro
Di Lucianna Argentino
“DIARIO INVERSO”
Manni Editore
Interventi di
Marco Guzzi – Donato Di Stasi
Gabriella Gianfelici – Domenico Adriano
Francesco De Girolamo
Libreria BookCity
Viale G. Marconi, 92 – 00146 Roma
Tel. 06 45470871 – Fax 06 45470898
[email protected]
Joao Guimaraes Rosa – “Grande sertao”
La dolcezza del buttar nel dimenticatoio una quantità di cose – le cose stupide in cui la gente nel pensare e nel fare vive imprigionata, solo per necessità, ma senza nobiltà. Diadorim, quando era sicuro di star solo, canticchiava, e credo con buona voce.
PER PIACERE A D’ORRICO di Valter Binaghi

Era un professore di filosofia, e voleva salvare il mondo.
Ma la cattedra del liceo gli stava stretta, e nelle riviste di filosofia gli intellettuali si parlano addosso mentre la gente comune impara la vita dai Reality Show: intanto il mondo finisce a puttane. Così lui cominciò a scrivere dei romanzi.
Roba che toccasse il cuore, che facesse pensare. Uno parlava della terra sconvolta dall’industria, l’altro di come i ragazzi impazziscono nel Paese dei Balocchi.
Reazioni incoraggianti di pochi eletti, ma le grandi tirature erano per Moccia e Melissa P – a chi interessa il mondo in rovina?
Decise di continuare.
Continua a leggere
Il Dottor Divago # 2 – Walter Chiari, l’inadempiente
Nel fotocolor ultrasaturo Walter Chiari nella pubblicità della Simmenthal, epoca d’oro anni 60. Il Walterone (da non confondersi col nostro baldo Binaghi con la V, come la scollatura dei migliori golf in cashemire) se ne va all’altro mondo alla fine dell’ 89 o del 90, in un residence, completamente solo, mentre guarda un film nel quale recita Lucia Bosè, il suo amore più grande; assieme – ma si tratta di amore ben diverso – al figlio Simone, avuto con la showgirl romana Alida Chelli, figlia abbastanza degenere del grande compositore di musiche da film Carlo Rustichelli (memorabile la sua colonna sonora de Signori e Signore, 1966, regia del Germi Pietro).
Un inedito per Marisa nata al Cielo
*
Ho perso oggi l’unica cugina
che assomigliava a mia madre.
La rivedrò addormendomi,
quando Lui mi verrà incontro e sorriderà.
Ora penso solo che è andata,
lieve come la terra quando evapora
dentro la luce buona.
*
Sto ai piedi della croce, mi aveva detto
giusto due giorni fa. Non si pensava
che tutto precipitasse così in fretta.
Ma non sappiamo né il giorno né l’ora.
Solo conosco la Sua misericordia,
la Sua infinita tenerezza, l’abbraccio
che riserva a chi è Suo.
*
Andarsene a passi lenti, misurando
la fretta come in un bacio.
Il mio sangue
Credo fosse tre estati fa che c’era stata quella terribile invasione di zanzare tigre. Io passavo i miei pomeriggi in giardino a studiare l’esame di storia romana e stavo sempre con gli occhi appiccicati alle pagine dei due volumi del manuale di Santo Mazzarino.
Marco Rossari, La giraffa altera (e altri animali)
*
Ci guarda dall’alto in basso
ma non è mica arrogante.
Chiunque a quell’altezza
avrebbe l’aria un po’ distante.
SHANTI, di (Marina Pizzi)
Shanti
oggi è morto il portiere extracomunitario del caseggiato in cui abito da più di 20 anni.
aveva meno di 50 anni. è spirato con la scopa in mano nel cortile. aveva due figli e un cucciolo di cane raccattato per strada, Leon, abbandonato.
Shanti sorrideva se lo sorridevi. negli ultimi giorni era un po’ più triste del solito. di sicuro era stufo di lavorare in modo più o meno scempio, da schiavo fortunato, salariato (quasi) protetto da un contratto sindacale regolare, di categoria!
era riuscito, dopo tanti anni di nostalgia, a tornare in visita breve nello Sri Lanka l’anno scorso, dopo molti anni di assenza. fumava per darsi pace.
abitava nella gattabuia del grande condominio popolare che puliva, comportava e sopportava con dignità, distacco e silenzio: non poteva godere di un attimo di buona intimità, mai. le finestre del tugurio dispensato spirano sulla strada: tutti i passanti possono, dentro, sbirciarci: un basso da inferno in terra promessa.
la figlia è una promessa dello studio di ricerca.
Marmi – Foto di P. Pluchino

(foto di Paola Pluchino)
sapessi le preghiere
sapessi le recite e i salmi che ho cantato
canterei ancora e ancora canto
le lodi al sommo sapessi
le parole sgranerei con ritmi sincopati
morbidi
descriverei ricchezze in carte azzurre
Il centro delle cose che sono (di Elena F. Ricciardi)
E’ l’alba?
Il silenzio cade dai rami alti a gocce . La notte ha impregnato di sé le venature sottili delle foglie e ora fluisce nel tenero verde nuovo dei germogli non ancora germinati. Tutto veglia immobile nel timore di perdere anche solo una goccia di questa pioggia . Attende, quale terra spaccata e arsa, di lasciarsi impregnare; il respiro, il battito, del cuore, il fruscio delle ciglia nel chiudersi degli occhi , ogni cosa si raccoglie in desiderio.
Gran Premio Scrittomisto
Il blog collettivo Scrittomisto ha premiato con la pubblicazione cartacea nell’omonima collana editoriale altri tre autori: Brekane, Un diario, pressappoco; Davide L. Malesi, Veramente difficile ripetere il medesimo stratagemma; Vanni Santoni, Personaggi precari.
E’ un’operazione degna di nota, esempio incisivo di “un’editoria moderna che cortocircuita la rete con la carta, la parola scritta con l’oralità”.
I libri di Scrittomisto si possono trovare in quasi tutte le librerie italiane.
To kill a Mockingbird
Ho visto “Capote”, la pellicola racconta i quattro anni della stesura e pubblicazione di “A sangue freddo”.
Ci sono due aspetti, uno interessante e uno dilaniante nella storia di Truman Capote di cui vorrei parlare; il primo è la presentazione del suo lavoro all’editore: “cambierà il modo di scrivere”, la risposta: “Cambierà il modo di leggere”, in ogni caso un libro epocale, il romanzo-documento che ancora oggi, e forse ancora di più, tiene banco.
Il secondo, più centrale, è: “Hai proprio il disperato bisogno di una storia”, gli dice Dick Hickock mentre lui va per l’ennesima volta in visita da Perry Smith.
Sono i due autori della strage nel “Laggiù” come chiamano gli abitanti dell’Arkansas quella parte dello stato. Continua a leggere
Le città e i segni (1)
Milania si deposita nella pianura come la caducità delle foglie d’autunno o le polveri acide che sgorgano dagli occhi, vitree bilie incastonate in sguardi assenti, viste d’angoli tra strade ora vuote ora piene, talvolta linee che intersecano altre linee in concentriche ragnatele con smagliature più o meno fitte, più o meno spesse, fruscii di calze a rete nelle coppie di puntini che, in ogni dove, segnano il territorio.
Dall’alto si gode il panorama di guglie, cime di cipressi, cornicioni di sparuti grattacieli, una quantità infinita di piccole grandi nature vive, morte,corpi, oggetti, puzzle in movimento che si accoppiano, si intrecciano per poi lasciarsi perché l’elemento scappa, perché non sei nel posto giusto, nel momento adatto, nel centro del microcosmo.
Come veramente sia Milania sotto questo confuso tappeto di segni non ci è dato sapere. Fuori, la pianura prosegue arida sino all’orizzonte, s’alza il cielo dove le nuvole s’inseguono. Nelle forme che il caso e il vento regalano ad esse, l’uomo gioca a distinguerne i contorni; una barba, un dirigibile, un segno…
Gioventù catodica: PALINSESTI di MARCO SIMONELLI
IN LODE DELLA GIRELLA
Lo strato marrone del cioccolato
artificialmente sintetizzato
s’attorciglia a spirale Pan di Spagna.
Non so se il gusto ci guadagna,
non conosco l’identità della sorpresa.
Quando fai la spesa la confezione è chiusa.
E’ una magna infanzia del soggetto
l’arrotolarsi al cuore del sapore,
concepire le ore come un’ansia
che tutto ti distacca dal perfetto.
Un simile prodotto di mercato
mi gira dentro al petto, nel costato.
Non l’ho desiderato il nocciolato
che cosparso di me sempre m’ammanta.
Sono stato confezionato
durante gli anni Ottanta.
Lettera dal Ritiro, di Ezio Tarantino
“E così abbiamo conferma migliore della parola dei profeti, alla quale fate bene a volgere l’attenzione, come a lampada che brilla in un luogo oscuro, finché non spunti il giorno e la stella del mattino si levi nei vostri cuori.” (2Pt 1,19)
Carissimo,
sono venuto qui, come ogni anno, recalcitrante, come se volessi trattenermi ancora un po’ con la mia dose quotidiana di debolezza. Qui mi basta stare in silenzio per sentirmi garantito nella mia vera forza nascosta. Riassaporo la docilità con cui ho fatto, ormai molti anni fa, la scelta. Qui sento soltanto una voce che mi parla senza fare domande, senza mettermi in crisi. Questo è il motivo per cui non potrei fare a meno di venirci ogni anno. Quello che mi chiede è semplicemente: “dimmi di sì”. In premio una pietra con su inciso il mio nome nuovo.
La stima e l’amore di Dio per noi prescinde dai fatti, non può prescinderne invece il nostro amore per lui. Perché noi siamo i fatti del suo amore. E se noi non corrispondiamo nei fatti, mutiliamo l’affetto paterno, lo releghiamo dentro un libro i cui sigilli resteranno chiusi per sempre.
Siamo liberati solo nella misura in cui rispondiamo: “sì”. Continua a leggere
Poco prima del volo (di Fabio Franzin)
(a Mario Luzi, in memoria)
In pubblico, negli ultimi tempi, leggevi
da fogli ampi quasi come lenzuola
mi è stato detto, ho constatato. Problemi
di vista, probabilmente, ma dalla mente
fra una frase e l’altra, fra una parola
e un inchino delle palpebre, restava
sospeso un silenzio primordiale, puro
come quello della tua arte, degli uccelli
Grande Libello
(Prime idee per un reality show su Letteratura & Letterati brainstormizzate per voi da Chiara Daino UND Franz Krauspenhaar)
Stimato Franz,
apolide nell’anima e uomo di mondo, hai deciso? Partecipi? Non so quale testa di Zeus abbia partorito una simile i-dea…
Sono gatta conFusa (più del solito): sono in secca, ma immagini il pieno che si può riversare? 30 scrittori rinchiusi in Accademia (sempre ripresi dalle telecamere!) per il primo poetry show? Continua a leggere
