Due rapide osservazioni sulla visita di Gheddafi in Italia.
1. C’è un capo di stato che, invitato dal Governo italiano, prende la parola in Senato e dichiara che gli Stati Uniti, nel 1986, si comportarono esattamente come Osama Bin Laden e che sugli Stati Uniti ricade per intero la responsabilità di aver dato forza a Al Qaeda in Iraq, dove un mite e illuminato statista, Saddam Hussein, provvedeva all’ordinato e sereno sviluppo del suo pacifico popolo.
Questo capo di stato si sposta poi all’Università La Sapienza, dove parlerà (stando alle cronache) dinnanzi agli Organi Accademici e a un non folto pubblico (forse stremato dalla lunga attesa) sui diritti delle rivendicazione dei popoli che hanno subito la vessazione del colonialismo.
Questo capo di stato che dice cose tanto rivoluzionarie è stato invitato da un Governo centro-destra (per ragioni sue proprie che ora non indaghiamo) e contestato aspramente da gruppi di studenti di sinistra. Perché un uomo che parla degli Stati Uniti di Reagan come fosse il male assoluto, e dei diritti violati dei popoli vittima del colonialismo viene contestato da gruppi libertari e/o comunisti? Continua a leggere


Luigi Di Ruscio Cristi polverizzati ,Le lettere, pag.319, euro 25,00 ( nella foto Luigi Di Ruscio e Massimo Raffaeli)
Negli anni tra il 1896 e il 1901 (rispettivamente nel 1896, 1897, 1899 e 1901), Anatole France scrisse quattro brevi volumi narrativi (ma dal taglio saggistico e spesso erudito) che intitolò alla fine Storia contemporanea. In essi, attraverso delle scene di vita privata e pubblica del suo tempo, ricostruì in maniera straordinariamente efficace le vicende politiche, culturali, sociali, religiose e di costume del tempo suo. In particolare, i due ultimi romanzi del ciclo presentano riflessioni importanti e provocatorie su quello che si convenne, fin da subito, definire l’affaire Dreyfus. Intitolando Storia contemporanea questa mia breve serie a seguire di recensioni di romanzi contemporanei, vorrei avere l’ambizione di fare lo stesso percorso e di realizzare lo stesso obiettivo di Anatole France utilizzando, però, l’arma a me più adatta della critica letteraria e verificando la qualità della scrittura di alcuni testi narrativi che mi sembrano più significativi, alla fine, per ricomporre un quadro complessivo (anche se, per necessità di cose, mai esaustivo) del presente italiano attraverso le pagine dei suoi scrittori contemporanei. (G.P)

