Archivio mensile:Marzo 2011

3. Sequente anno Domini fuit hyemps aspera et orribilis…

Ora appunto in quei giorni aveva il venerabile vescovo Manfredo inviato un giovane presbyter per l’ammonimento e la cura delle anime dei conversi di San Pietro. Presto si seppe allora che il nuovo presbyter usciva ogni giorno dallo hospitale e visitava ogni persona del popolo del borgo. Parlava con tutti, senza distinzione di stato, di mestiere, di chiesa, e da tutti era stato preso a benvolere, perché con tutti non usava lo zelo del convertire, né la curiosità del confessore, ma la piacevolezza dell’amico.

Si diceva che Fabricius (questo era il nome con cui tutti chiamavano il presbyter) in un giorno di penuria avesse raccolto tutto le biade delle decime e le avesse divise non già soltanto con i pellegrini assistiti nello xenodochio, ma tra i poveri e gli infermi del borgo. Questo fatto attirò una gran folla intorno allo xenodochio il giorno seguente, e tutti presero a gridare «Giustizia! Giustizia! Biade per tutti!» con molta forza, perché erano tutti ben nutriti e mancavano non di pane nelle case, ma di dignità e decoro nei loro cuori. E non mancarono tra essi praedones et diversi generis malefactores et culpabiles pauperes. Continua a leggere→

IL TERZO SGUARDO n.25: Emilio e Odoardo – il viaggio come scelta di vita. Paolo Ciampi, “I due viaggiatori. Alla scoperta del mondo con Odoardo Beccari ed Emilio Salgari”

Emilio e Odoardo – il viaggio come scelta di vita. Paolo Ciampi, I due viaggiatori. Alla scoperta del mondo con Odoardo Beccari ed Emilio Salgari, Firenze, Mauro Pagliai Editore, 2010

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di Giuseppe Panella*

Già una volta Paolo Ciampi ci aveva provato (Gli occhi di Salgari. Avventure e scoperte di Odoardo Beccari, viaggiatore fiorentino, Firenze, Polistampa, 2003) a mettere insieme i due autori di romanzi di avventure di viaggio, ma mai lo aveva fatto con tanta passione, con tanta pertinacia, con tanta voluttà autobiografica. Se Emilio Salgari con i suoi romanzi di amore e di morte e di vendetta avevano allietato la sua infanzia di lettore accanito costituendo così un patrimonio culturale che non avrebbe mai potuto dissipare intieramente, la scoperta del botanico fiorentino Odoardo Beccari lo ha conquistato completamente spingendone ad approfondire in maniera accurata e coinvolgente la figura letteraria e umana. Se Salgari poteva essere considerato un autore classico per l’infanzia (ma mai una definizione tale fu mal utilizzata per definirlo!) e, quindi, una lettura quasi obbligata, l’opera principale di Beccari (Nelle foreste di Borneo. Viaggi e ricerche di un naturalista, Firenze, Landi, 1902) era stata una rivelazione più tarda. La racconta quasi in apertura di libro lo stesso autore, ricordandone lo stupore e la forza evocativa, il fascino che lo aveva attirato con la forza di una calamita:

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Il ritorno di Don Chisciotte

Eccomi, torno a galoppare invano,
a ragionare mulinando al vento.
Mi hanno calato sopra il mio cavallo
con corde tese come in un teatro
col colabrodo sopra il vecchio cranio,
non so perché né come, e non so altro.
Certo che il mondo non lo riconosco
la patria non risponde ai miei richiami
forse non sono più sugli altipiani
sospetto che la Mancia sia lontana…
Mi si dia carta e penna, spazi e gesta,
voglio cantare ancora, e dar di spada
per dividere il giusto dal meschino,
soltanto un po’ di pane e un po’ di vino,
tanto mi basta per ricominciare!

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32. Riscrittura

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da qui

Marco ha bevuto ancora: solo così riesce a perdersi nel salotto di Campo San Tomà, a godersi il tramonto dal Ponte della Paglia, a immaginarsi imprigionato ai Piombi come Giordano Bruno o Casanova. Alla settima Ceres può facilmente ritrovarsi in gondola sull’acqua ferma della notte davanti alla facciata chiara – azzurra come in uno specchio – del Casinò dalle grandi finestre illuminate, dalla parata di piante che danno il benvenuto al cliente pronto a perdere tutto, tranne che la propria nostalgia. Continua a leggere→

2. Sequente anno Domini fuit hyemps aspera et orribilis…

Sulla strada già da alcuni anni si era stabilita una congregazione di conversi, forse sotto la regola di San Agostino (ma di questo nessuno era certo), che faceva opere di penitenza e di misericordia verso i pellegrini che venivano a piedi da Levante o sbarcavano dal fiume provenienti da San Marco. Ai conversi era affidato lo xenodochio di San Pietro, che offriva un pane, una zuppa, un letto, una buona parola, a chi aveva bisogno di riposo e cure. La congregazione, confermata nei suoi obblighi dal privilegio del vescovo Manfredo, a cui tutti dovevano obbedienza e fedeltà, animava la vita della pieve, e tuttavia per molto tempo era rimasta senza una guida residente, un presbyter ad essa assegnato.
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Parole canaglia

di Gualberto Alvino

Pietro Trifone, Storia linguistica dell’Italia disunita, Bologna, Il Mulino, 2010, pp. 205, € 16

Rovesciando argutamente, ma senza alcuna irriverenza, l’insigne titolo di Tullio De Mauro Storia linguistica dell’Italia unita («opera magistrale — si precisa nella Premessa —, cui spetta il merito di aver messo per la prima volta in relazione sistematica gli sviluppi della lingua con le più ampie dinamiche sociali del paese»), il grammatico Pietro Trifone — uno dei più attenti osservatori, dalla specola linguistica, della realtà socio-culturale del nostro paese — celebra da par suo il 150° della disunità nazionale con un saggio non meno brioso che istruttivo sul lessico della faziosità, del settarismo, dell’intolleranza e della litigiosità degli italiani, «bastian contrari di professione, sempre pronti ad aprire nuovi fronti di battaglia». Continua a leggere→

“La spiaggia dei cani romantici”

Recensione di Alberto Pezzini

Chissà se Belén Rodriguez sa di un romanzo che potrebbe fare al caso suo. Nel senso che contiene una storia esattamente contraria rispetto alla sua esistenza ed a quanto conquistato in Italia.
Parliamo de La spiaggia dei cani romantici (Instar libri, pagg. 233, euro 14,00), l’ultimo romanzo di Marino Magliani. Qualcuno lo ha già voluto definire il suo romanzo più bello. Forse è quello dove Magliani – onestamente – prende le distanze da se stesso anche se non ci riesce del tutto. Una terra come la Liguria fa fatica a tramontare dentro. Comunque.
Il titolo poetico, che sa di mare dove si fa l’amore, arriva da un libro di poesie di Bolaño, Los perros románticos, lo scrittore de I detective selvaggi, uno degli autori più calcinati di poesia al mondo che Magliani ha tradotto l’inverno scorso. Continua a leggere→

31. Principi e belle addormentate

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da qui

Più legge i dialoghi fra Teodora e Cavedagna, più Cesare è convinto che ci siano modifiche essenziali da inserire. I personaggi, pensa, sono troppo legati a stereotipi banali, a tratti esterni che suggeriscono un’identificazione semplicistica. Possibile che Cloe viva solo di corse in bicicletta, Alberto non abbia in testa che il sogno di lasciare l’accademia e Marco passi la vita a rimpiangere Venezia? Continua a leggere→

QUEL CHE RESTA DEL VERSO n.65: La necessità di non dimenticare. “Mai più”, di Mariagrazia Carraroli e Luciano Ricci

La necessità di non dimenticare. Mai più, testo poetico di Mariagrazia Carraroli, fotoelaborazioni di Luciano Ricci, prefazioni di Franco Manescalchi e Carmelo Mezzasalma, postfazione di Fernanda Caprilli, Firenze, Florence Art Edizioni, 2008

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di Giuseppe Panella*

Il 12 agosto del 1944, a Sant’Anna di Stazzema, in provincia di Lucca, quattro reparti della 16ª divisione volontari delle Waffen SS di fanteria corazzata (o Panzergrenadier) Reichsführer massacrarono, senza nessun apparente motivo dato che le azioni partigiane in quel settore non erano mai state tali da far invocare il diritto di rappresaglia, cinquecentosessanta vittime innocenti, in maggior parte bambini e anziani (una di esse, la più piccola, Anna Pardini, aveva solo venti giorni).

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Il libretto rosso di Garibaldi

di Michele Lupo

Giuseppe Garibaldi, l’uomo che ammira la Comune di Parigi e che vorrebbe “l’istruzione obbligatoria, gratuita e laica”, è il protagonista di un “libro esortativo”: così i curatori definiscono Il libretto rosso di Garibaldi.

Non ha pretese filologiche infatti il piccolo volume curato dai fratelli Massimiliano e Pier Paolo Di Mino, ma quelli su cui poggia sono pur sempre documenti scritti di proprio pugno dal grande generale, “Eroe dei due mondi” Continua a leggere→

Edizioni Smasher

 

 

Le Edizioni Smasher, il gruppo editoriale dell’Associazione Smasher, sono liete di annunciare la nascita di una nuova Collana Editoriale di letteratura contemporanea e l’istituzione di un Premio Letterario.
La collana denominata Rasoi è diretta da Enzo Campi.
La collana non fa distinzioni tra prosa e poesia ed è divisa in tre sezioni:
a) Monografie;
b) Tripodi;
c) Mosaici.

Nella sezione “monografie” verranno pubblicate Opere di singoli Autori: poemi, raccolte poetiche, racconti, raccolte di racconti.
La sezione “tripodi” invece intende aggregare 3 Autori (per comunione di intenti, tematiche, cifre stilistiche, ecc.) all’interno della stessa pubblicazione. Nello specifico: per la poesia 3 poemetti o 3 raccolte brevi; per la prosa 3 racconti brevi.
La sezione “mosaici” pubblicherà invece delle Antologie con più Autori (da uno a tre componimenti per la poesia; da uno a tre micro-racconti per la prosa). Continua a leggere→

Salmi

 

 

Salmo 39,12

 

O Eterno, ascolta la mia preghiera, e porgi l’orecchio al mio grido;

non esser sordo alle mie lacrime;

poiché io sono uno straniero presso a te,

un pellegrino, come tutti i miei padri.

 

Sazio la tua bocca

con la mia fame,

divorala.

 

Trasforma tutte le risposte

in domande,

lasciami essere acerba,

indigesta.

 

Accoglimi,

tremante,

 

e trema con me Continua a leggere→

Un bel sucialesta atomic

di Mauro Baldrati

Il dibattito sulle centrali nucleari, che verte intorno a una decisione già presa, essendo stato sottoscritto un accordo commerciale con la Francia per la produzione degli impianti, pur ospitando opinioni diverse e contrapposte contiene in realtà un messaggio esplicito che risulta dominante, considerando la potenza di fuoco mediatica dei favorevoli : le centrali nucleari sono utili, sono sicure, e permetteranno un notevole risparmio economico (argomento a cui la popolazione è ovviamente sensibile). E ‘ singolare vedere come personaggi che un tempo furono ecologisti militanti, come Chicco Testa, Segretario e Presidente nazionale di Lega Ambiente dal 1980 al 1987 e principale organizzatore della manifestazione del 1986, oggi siano i più convinti sostenitori del ritorno del nucleare. In una intervista televisiva ha affermato di essere addirittura contrario a un nuovo referendum perché, in caso di responso negativo, ci negheremmo una importante opportunità. Ma si sa, l’Italia è anche il paese delle mutazioni ideologiche, dei cambi di casacca, delle conversioni spettacolari, basta vedere il parlamento nazionale, da alcuni ribattezzato “il mercato del bestiame”.

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TERRONI, di Pino Aprile (e l’Unità d’Italia secondo me)

Voglio dire anche io la mia sui festeggiamenti per l’unità d’Italia. Ricorrono i 150 anni dell’unificazione, non si parla d’altro, se si escludono brutti fatti di cronaca e i raccapriccianti e nauseanti particolari dei vizi privati (si fa per dire) di certi uomini pubblici. Quando alla fine si riesce a parlare dell’importante anniversario mi scopro a cercare, nei miserevoli comportamenti di una classe politica per lo più inetta ed egocentrica, qualcosa che somigli a delle motivazioni vere, a dei sentimenti sinceramente unitari e non frammentaristi. Ma vedo che in generale non esistono, o sono palesemente forzati. Come se l’unità nazionale fosse tutto meno che vera.
Un libro letto tempo fa mi ha fornito delle ipotesi sul perchè in fondo davvero uniti non lo siamo mai stati.

Ho letto Terroni (sottotitolo: “Tutto quello che è stato fatto perchè gli italiani del Sud diventassero meridionali”), di Pino Aprile, giornalista che conoscevo già di fama in quanto in passato scriveva per un noto settimanale per famiglie. Il libro, alla quindicesima ristampa, per copertina ha la significativa immagine di un’Italia meridionale rovesciata, con la Sicilia quasi per cappello. A me ha fatto un po’ impressione a vederla così. Però se ci penso mi pare che il disegno simbolico sia più reale della realtà geografica. Continua a leggere→

“Tra famiglie e scuola pubblica non c’è sintonia? No Cavaliere temo che non ci sia più sintonia tra lei e l’Italia” di Marco LODOLI

Berlusconi è fatto così, ormai lo conosciamo: tira una bordata, poi smentisce, come quelli che un po’ ubriachi ci provano con una donna e poi, schiaffeggiati, dicono che stavano scherzando, che allungavano le mani solo per gioco, che è tutto un equivoco. E’ una tecnica machiavellica: dire bianco e dire nero, e poi proseguire secondo le reazioni. Stavolta ha pestato i piedi come un elefante alla scuola pubblica, unico caso al mondo di Premier che denigra l’educazione del suo paese. Continua a leggere→

Poiché ogni carne è come l’erba

 

 

Alberto Veléz ( Colombia, 1957)

 

EL GUAMO

Amanece. Sobre el guamo bañado
De rocío, un mirlo canta.
Sabor del tiempo en esa voz
Y en esas plumas que arden
Sin consumirse nunca. El mundo
Se despierta a la tristeza, a sus
Habituales tareas, insistiendo en
Su afán de no caer en el olvido.
Pobre empeño. La voraz Boca no
Dejará sucio ningún hueso. Continua a leggere→