Archivi categoria: Interviste

DanteDì in Nuova Zelanda Aotearoa: Marco Sonzogni, “Quantum of Dante” e “More favourable Waters”.

          

Quest’anno, in occasione del settecentenario della morte di Dante Alighieri, l’Italia e il mondo intero celebrano il Sommo Poeta con una serie di eventi e celebrazioni quali i DanteDì (le “giornate dantesche” o, nel mondo anglosassone, i Dante Day) il 25 marzo e il 14 maggio.
Proprio in occasione del primo DanteDì, e poi, a seguire, il 16 aprile, la Società Dante Alighieri di Auckland ha organizzato due presentazioni di due volumi di grande interesse e peculiarità.
Il primo porta il titolo di More favourable Waters, ed è un’antologia di 33 poeti contemporanei neozelandesi ai quali è stato chiesto di rispondere, con una propria opera originale, al Purgatorio di Dante. 
L’antologia, è stata curata dagli editor Marco Sonzogni (Victoria University) e Timothy Smith (Oxford University), con la collaborazione dell’Ambasciata italiana in Nuova Zelanda e dell’Istituto Italiano di Cultura di Sydney. More favourable Waters, verrà pubblicato, appunto, il 25 marzo, in occasione del Dantedì.
Marco Sonzogni è anche l’editor del secondo testo, dal titolo Quantum of Dante, pubblicato in un’edizione limitata dall’editore Beatnik (https://www.beatnikbooks.co/products/quantum-of-dante ), con illustrazioni di Ant Sang, multipremiato artista, illustratore e autore di graphic novel, le cui opere sono ampiamente pubblicate negli Stati Uniti e in Gran Bretagna, Canada, Francia, Taiwan, Australia e Nuova Zelanda Aotearoa. 
Abbiamo avuto la fortuna di incontrare Marco Sonzogni ad Auckland, prima dell’uscita dei due volumi, e abbiamo colto l’opportunità per porgli alcune domande.

1) Cominciamo da te, Marco. Sul sito della Victoria University di Wellington, di cui sei Reader in Translation Studies (Professore Associato di Traduttologia), vieni definito  “an award winning poet, literary translator and editor”.
Per quanti non ti conoscano e vogliano avere più informazioni sul tuo conto, puoi parlarci del tuo percorso umano e professionale, e di come sei approdato in Nuova Zelanda Aotearoa?
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I Corvi, ovvero intervista a Claudio Benassi, di Guido Michelone

La vera storia di un gruppo rock italiano

Da qualche tempo in libreria circola un gustoso volumetto Ragazzi di strada… i Corvi, scritto da Claudio Benassi, il batterista di un quartetto, appunto i Corvi, che spopola nell’Italia della seconda metà degli anni Sessanta, ponendosi all’avanguardia del rock tricolore e unico – tra i gruppi all’epoca celeberrimi, dai Pooh ai Nomadi, dall’Equipe 84 ai Dik Dik, dai Giganti ai Rokes – a suonare una messa beat in una Parrocchia di Parma, la loro città d’origine. In quest’intervista appunto Claudio Benassi parla del libro, dei Corvi, dell’atmosfera di un periodo irripetibile. 

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Intervista ad Alfredo Rienzi, di Raffaela Fazio



Alfredo, iniziamo da qui: secondo te, il limite della poesia è la sua forza (o può diventarlo)?

Per rispondere dovrei avere ben chiaro cosa posso considerare come “limite” della poesia e forse anticipare una qualche definizione, fatalmente soggettiva, ma, per brevità, mi concentrerò su due aspetti. 

Il primo è intrinseco: la poesia, con la sua necessaria densità e concentrazione verbale e semantica si fa carico di una rappresentazione del mondo incompleta, frammentaria, parzialissima rispetto alle possibilità della prosa e della saggistica. Ma nell’equilibrio, secondo me necessario e inevitabile, tra il detto e il non detto si incontrano, appunto, i limiti e le potenzialità del verso. Il non-detto richiede confidenza con il silenzio, con il pre-verbale, con il secretum intuitivo. Apre porte, spiragli, prospettive (più delle altre forme di scrittura), che offrono ad ogni lettore (ogni ascoltatore del non-detto) il proprio angolo di visuale. In una realtà orfana, per sua stessa natura, del Vero, l’offerta e la convocazione nel testo di verità plurali ne può quantomeno richiamare l’esistenza, offrire un percorso d’avvicinamento.

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Un romanzo sul giornalismo. Guido Michelone dialoga con Remo Bassini, autore di “Forse non morirò di giovedì”

“Cinquantadue anni, ma certi giorni ha cent’anni e certi giorni ne ha dieci. Ha la saggezza di un vecchio capo indiano, ha lo sguardo curioso del bambino, che vuole andare a fondo, scoprire la vita, imparare. Un direttore anomalo, un uomo che ha fatto della verità e della libertà le bandiere sue e del giornale che dirige. I lettori del direttore Antonio Sovesci sanno che lui non li tradirà mai, perché sanno che il direttore Sovesci ha un difetto, un difetto che è in realtà un pregio: non sa o non vuole mentire”. 

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Intervista a Tiziano Fratus

Tiziano, ti sei scelto come appellativo “homo radix”. La parola “radice” evoca l’idea del legame, della stabilità, dell’appartenenza. Ma non c’è fissità: le radici si muovono e, al loro interno, permettono il fluire di ciò che dà vita. Cosa significa per te “radice”? E cosa vuol dire “radicare” e “sradicare”?

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“Berretti Erasmus”: intervista a Giovanni Agnoloni

Intervista di Alessandro Gianetti

In Berretti Erasmus. Peregrinazioni di un ex studente nel Nord Europa, di Giovanni Agnoloni, appena uscito per Fusta Editore, uno studente di Legge partecipa al celebre progetto inter-universitario europeo e parte per l’Inghilterra, dove capirà che il suo destino è legato all’altrove. Si dedica dunque a una professione – principalmente quella di traduttore, cui unisce sempre più l’attività di scrittore – che continuerà a chiedergli di spostarsi. I ciclici ritorni nell’amata-odiata Firenze saranno fonte di ossigeno ma anche di sofferenza, perché là, in special modo nel Nord dell’Europa e lungo le sue propaggini orientali, inizierà a nascondersi il senso della sua vita. È un libro fatto di episodi in gran parte autobiografici, esplorazioni e lavori nel Regno Unito, Olanda, Lituania, Irlanda, Polonia e altri luoghi ancora. Il protagonista vi conoscerà anche l’amore, e lo vivrà tutto: sino a che questa ragazza che sarebbe dovuta diventare sua moglie, a nozze già fissate, non morirà in un incidente stradale. Il destino che credeva di aver in qualche modo piegato, presenta il conto all’improvviso. Allora tutto, tutto il vissuto e tutto ciò che resta da vivere, assume un significato altro, nuovo. Ed è forse proprio per questo che chiede di essere raccontato, messo nero su bianco.

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Alessandro Gianetti, “La ragazza andalusa”

Introduzione e intervista di Giovanni Agnoloni

Alessandro Gianetti, La ragazza andalusa, Arkadia Editore, 2020

La storia di un italiano trapiantato a Madrid e impegnato in una coscienziosa esplorazione dei locali della movida della capitale spagnola diventa l’innesco di un duetto amoroso e linguistico tra lui e una ragazza sivigliana dal carattere particolare, che, in un brioso e rocambolesco gioco di attrazione magnetica, lo porta a viaggiare verso il cuore della cultura andalusa. Questo il “succo” del romanzo di Alessandro Gianetti La ragazza andalusa, edito da Arkadia per la collana “Senza rotta”, e appena uscito. In questa intervista cerco di scendere più in profondità nel suo lavoro.

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Raffaela Fazio intervista Sonia Caporossi

Foto di Dino Ignani

Sonia, ti occupi di diverse cose, senza rientrare per fortuna nella categoria dei “tuttologi”, perché vai a fondo dei tuoi interessi e perché hai gli strumenti necessari per sviluppare un pensiero critico e originale. A proposito di pensiero critico, cosa occorre a tuo parere coltivare e cosa occorre evitare per rimanere lucidi e onesti intellettualmente?

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Enrico Macioci, “Tommaso e l’algebra del destino”

Testo introduttivo e intervista di Giovanni Agnoloni

Tommaso e l’algebra del destino (Società Editrice Milanese, 2020), il nuovo romanzo di Enrico Macioci, è una storia densa di dramma, imperniata sulla vicenda di un bambino di cinque anni che, in seguito a un imprevisto incidente di suo padre, rimane chiuso in macchina per lunghissime ore senza la possibilità di liberarsi, mentre intorno a lui il mondo continua a scorrere – o meglio, a non scorrere, nella paralisi di un’asfissiante giornata estiva – e le vite di sua madre, della gente che gli passa vicino e di chi sta assistendo suo padre in ospedale vanno avanti, ignare di ciò che gli sta accadendo. È un percorso orrifico di confronto con gli incubi peggiori del piccolo – e di ognuno di noi –, che arrivano perfino a materializzarsi e a parlare con lui.

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La poesia della “sparizione”. Intervista a Franco Acquaviva

di Guido Michelone

Questa intervista nasce quasi a caldo, verso la fine di Maggio, ovvero a conclusione di una fase drammatica per il Nostro paese ma anche in coincidenza dell’uscita de La strategia della sparizione, nuovo libro di poesie di Franco Acquaviva – drammaturgo, poeta, saggista, critico teatrale, che, dopo il DAMS bolognese, sceglie di lavorare sulle rive del lago d’Orta con il proprio Teatro delle Selve, dirigendo workshop, gruppi, rassegne, in pacata controtendenza, rispetto a tanta offerta istituzionale – arriva a quattro anni da Teatro nelle fibre del corpo: entrambi ‘viaggi’nella letteratura in versi, hanno un imprinting verso una parola colma di scena lirica e di spettacolo intimista, benché teatro e poesia restino, di proposito due corpi separati nell’arte dell’Autore. 

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Intervista a Saverio Bafaro: l’ “ermeneutica del terrore”

Testo introduttivo e intervista di Pietro Romano

Saverio Bafaro (foto di Dino Ignani)

Una lingua criptica e oscura, che con meticolosa esattezza si inabissa nelle zone più remote dell’essere, introducendo il lettore «a un’ermeneutica del terrore». Un poeta, Saverio Bafaro, che fa del canto un nesso con tutte quelle forme archetipiche evase dal nostro immaginario per dare luogo a una rete di connessioni eterogenee.

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Il viaggio dei viaggi di Gianluca Barbera

Guido Michelone dialoga con l’autore sul nuovo romanzo

È fresco di stampa, dopo la quarantena del Coronavirus, il sesto romanzo di Gianluca Barbera, editore, saggista e da poco esponente celebrato di una rinata narrativa di viaggi e avventure, che, proprio grazie a lui, sta vivendo una seconda giovinezza, dopo i fasti dei narratori britannici e americani (e in parte anche italiani) di fine Ottocento.

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Piccoli Maestri: intervista a Carola Susani

Tra le molte iniziative per dare opportunità di sviluppo e sostegno a ragazzi e bambini in età scolare, spicca senz’altro quella dei Piccoli Maestri ? sottotitolo “una scuola di lettura per ragazzi e ragazze” ? nata una decina di anni fa durante una riunione del gruppo Generazione TQ, su proposta di Elena Stancanelli, che ne è presidentessa. L’idea era quella di seguire le orme di altri progetti portati con successo avanti all’estero (Dave Eggers in US e Nick Hornby in UK) e proporre delle letture di libri amati a un pubblico di giovani. Nessuna lezione o cattedra, ma al contrario una pura trasmissione di emozione e passione.
“Piccoli Maestri” ? si legge sul sito ? “è un’associazione di scrittori e scrittrici. Andiamo nelle scuole a raccontare e leggere libri. Quelli più belli, imprescindibili, quelli che non vogliamo siano dimenticati. È il nostro regalo, un modo speriamo per contagiare l’amore per la lettura, che tanto i libri – poche chiacchiere! – non finiranno mai.” Continua a leggere

Vincenzo Celano, “La scomparsa di Anice Zolla”

Testo introduttivo e intervista di Marino Magliani

Vincenzo Celano, La scomparsa di Anice Zolla (Avagliano, 2019)

Solitamente i narratori che si occupano di territorio, della cura del territorio, intendo, e delle sue forme di vita, animali legati a una ruralità, domestici come gli asini e i cani, ma anche animali selvatici, lupi, fiere, producono narrazioni che in qualche modo si piazzano ben salde contro la caccia. Sotto quest’aspetto, pare che Vincenzo Celano, lucano, di Castelluccio Inferiore, autore di romanzi e racconti da tempo ben accolti dalla critica, rappresenti un’eccezione. La caccia rientra nelle sue prose, la giustifica se è ben regolata e se si muove all’interno di un recinto per nulla anarchico, con i suoi codici. In Celano troveremo ad esempio l’amore per i setter, i migliori cani da piuma (chissà se predilige un irlandese o un gordon) e per quella grande selvaggina che è la beccaccia, insomma in Celano troviamo natura e caccia, una tradizione di cura e conservazione del territorio, un rispetto, come dire, per la natura, da buon cacciatore. Forse tante volte l’armonia sta nel riuscire a prendere il buono di ogni mondo? Celano fa qualcosa di simile anche in campo letterario: egli racconta il territorio attraverso una prosa visionaria, e anche sotto quest’aspetto, rappresenta in qualche modo un’eccezione: la sua prosa visionaria riesce a mappare le sue vallate aspre e ai margini (ai margini persino del Sud) meglio di quanto non facciano romanzi studiati a tavolino per contenere un microcosmo o una regione. Continua a leggere

Tra Irlanda, Italia e Spagna: Intervista a Catherine Dunne

Tra Irlanda, Italia e Spagna: Intervista a Catherine Dunne

di Giovanni Agnoloni

Catherine Dunne (Photo: Noel Hillis)

Catherine Dunne, grande scrittrice irlandese, è conosciuta in tutto il mondo per i suoi romanzi, che raccontano intense storie di drammi familiari immersi nella storia più e meno recente del suo paese, ma con aperture anche ad altre realtà europee – su tutte la Spagna, la cui lingua e cultura lei ben conosce, anche per gli studi di Lingua e Letteratura spagnola (e inglese) condotti al Trinity College di Dublino.

Già docente di lingue, si è dedicata interamente alla scrittura a partire dalla seconda metà degli anni ‘90, ed è diventata famosa in Italia con il primo libro La metà di niente e in seguito con altri romanzi come – tra gli altri – La moglie che dorme, Il viaggio verso casa, Una vita diversa, Se stasera siamo qui, Quel che ora sappiamo e i più recenti Un terribile amore e Come cade la luce, tutti editi da Guanda.

Ho avuto il piacere di conoscerla la scorsa estate a Dublino, e di apprezzarne anche la profonda umanità e il grande entusiasmo come operatrice culturale.

Da qui, e dal nostro successivo incontro all’ultimo Pisa Book Festival, l’idea di questa intervista. Prima troverete il testo italiano, quindi quello inglese. La traduzione è mia. Continua a leggere

Intervista a Sara Bini: “I figli di Lilith”

Introduzione e intervista di Giovanni Agnoloni

I figli di Lilith. Un tributo a Isolde Kurz e al Divino in ogni donna (Lilit Books) è un libro di grande spessore, opera di Sara Bini, scrittrice, cantautrice ed esperta di lingua e letteratura tedesca (e non solo), nato come tesi universitaria di ricerca e divenuto un saggio accademico – e sia pur scritto in un linguaggio accessibile e invitante per tutti i lettori – imperniato sul poema di Isolde Kurz (da lei tradotto e commentato) I figli di Lilith. L’opera ruota attorno alla figura di Lilith, tradizionalmente considerato come “demone” (per ragioni in gran parte legate al dominio maschile sulle idee e sulla cultura, protrattosi per secoli), ma in realtà archetipo del Femminile, da intendersi come lato creativo e, in quanto tale, elemento dirompente dell’ordine “borghese” del mondo.

Entriamo più nel merito di questi temi in un’intervista con l’Autrice (rimando inoltre al video di una sua presentazione, in cui illustra nel dettaglio le tematiche trattate nel volume). Continua a leggere

Tra Livorno e l’Irlanda: intervista a Massimiliano Roveri

Testo introduttivo e intervista di Giovanni Agnoloni

Massimiliano Roveri

Massimiliano Roveri è, insieme alla scrittrice irlandese Catherine Dunne, il fondatore e direttore del San Patrizio Livorno Festival, una manifestazione culturale imperniata sull’incontro culturale tra l’Italia (e in particolare la Toscana) e l’Irlanda, sua (ma in fondo anche mia) terra d’elezione. Creatore e curatore del sito italo-irlandese Italish.eu, si appresta a organizzare la terza edizione del festival, che si terrà nel marzo 2020. Con questa intervista entriamo più nel merito della sua attività, anche di autore.

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Tra la Cina e Favignana: intervista a Massimiliano Scudeletti

Testo introduttivo e intervista di Giovanni Agnoloni

Massimiliano Scudeletti, scrittore e documentarista fiorentino, è autore di due romanzi apparentemente molto diversi, ma – come vedremo in questa intervista – in realtà collegati da un fil rouge piuttosto evidente. Si tratta di Little China Girl. L’ombra della mafia cinese su Firenze, giallo molto particolare (Betti Editrice, 2018), ambientato nella e intorno alla comunità cinese di Firenze, e de L’ultimo rais di Favignana. Aiace sulla spiaggia (Bonfirraro Editore, 2019), recentissima uscita, imperniata sulla figura di Gioacchino Cataldo, ‘mitico’ personaggio custode dei segreti della caccia al tonno a Favignana, nell’arcipelago della Egadi.

Massimiliano Scudeletti

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Alessandra Angelucci: “La pazienza dei melograni”

Intervista di Giovanni Agnoloni

Per voi oggi un’intervista densa e illuminante (grazie a lei) ad Alessandra Angelucci, poetessa e giornalista abruzzese, che con La pazienza dei melograni (ed. Controluna, 2019) ha realizzato una silloge poetica che viaggia sulle corde di un legame emozionale antico e viscerale con la natura e l’altro – dalle domande e risposte, vedrete bene come emerga la polisemanticità di questa espressione. Iniziamo intanto con tre liriche che ben sintetizzano contenuti e spirito della raccolta.

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