di Max Ponte
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Archivi categoria: Letture
Nino De Vita, “Òmini”
di Manuel Cohen
Sebbene non scriva versi per canzoni e non coltivi particolarmente la musicalità e la rima, un appartato, immaginiamo anche per scelta personale, come un Roversi del Mezzogiorno, lontano dai riti dell’editoria, eppure vitale autore che in questi anni ha stampato in proprio diverse suite di versi, alcune delle quali raccolte ora in Òmini, è Nino De Vita, senza ombra di dubbio uno dei massimi poeti italiani in circolazione – sul quale sono state scritte pagine critiche memorabili, tra gli altri, da Enzo Siciliano e da Emanuele Trevi. Ricorda molto e si ispira a quella lingua dell’oralità, tanto cara a Ignazio Buttitta, la cui sopravvivenza si deve in gran parte ai cantastorie che animavano le piazze e i centri abitati della Sicilia e del Sud.
Le poesie di De Vita hanno più di qualcosa di raro, di unico, nella prosodia e nel ritmo, nell’ostensione di una rara levità, nella molta umanità e nei sentimenti espressi con misura, garbo e pudore. Sono innanzitutto lunghe, articolate narrazioni, affidate a strutture di versi pressoché brevi che ruotano intorno al settenario. Da anni l’autore scrive in questa maniera, elaborando poemetti suddivisi in paragrafi, parti infinitesime di un discorso mai finito e mai pago. È come se le strutture canoniche o quelle rastremate e minime proprie di tanta lirica neodialettale squisita e preziosa, come pure di tanta versificazione in lingua, non fossero per lui bastevoli a dire il continuum di un mondo di uomini, di vicende e di ricordi. Continua a leggere
Non voglio partorire un corpo di plastica / di Jonida Prifti
dimestichezze protettive
premono infuori dovere protettivo
non voglio partorire un corpo di plastica
che possa gonfiarsi di fiato innaturale
risiede in una minima
goccia di saliva
una forza striminzita
che si muove ruotando
non voglio partorire un corpo di plastica
che possa iniettarsi di acido polare
non vedrai più l’ombra come tale
in fondo alla valle risiede un nascondiglio
dove il contorno si riempie di cotone
per sembrare animale
non voglio partorire un corpo di plastica
che possa lanciarsi dentro il buco astrale
immobile la casina ondeggia fumo
dal tetto triangolare
viscida si sviscera la lumaca
attaccata al cemento
(sottostante o sovrastante?)
e inforca la sua forma
verso una porta inchiodata
non voglio partorire un corpo di plastica
che possa ammalarsi e per un tossico unguento
SCOPPIARE
Letture amiche (con sorpresa): Chiedi scusa alla guerra, di Alessandro Morbidelli
Per la serie letture amiche oggi parlo di un libro speciale, che mi sento onorata di aver letto così precocemente. In che senso precocemente, viene da chiedersi? Lo spiegherò in seguito. Intanto vanno detti titolo e autore. Si tratta di “Chiedi scusa alla guerra”, di Alessandro Morbidelli.
Il romanzo è il seguito del fortunato noir del 2010 “Ogni cosa al posto giusto” pubblicato da Robin Edizioni, ma in qualche modo può essere letto anche come libro a sé. I riferimenti alla storia precedente si spiegano in parte nel dipanarsi della trama; io però consiglierei la lettura di entrambi, nell’ordine di scrittura. Continua a leggere
Nel crudele aprile
Nel crudele aprile
il mio flusso di coscienza
è quello di api inebriate
che prendon fiordi per fiori.
Nel crudele aprile
potrei inviare
milioni di e-mail
con allegati pineali
fra i palloncini d’elio
del borgo medievale.
Nel crudele aprile
l’oblio è attaccato
dal polline e le scene
risalgono alla superficie.
Nel crudele aprile
gli smartphone
son poca cosa
davanti al verde trasparire
delle foglie al sole.
Nel crudele aprile
potrei esser colto
da amor fulminante
e finire al pronto soccorso.
Nel crudele aprile
interrogo la statua
della “Fontana dei Mesi”
e lei mi dice di smetterla
e di pensare a maggio.
Il crudele aprile
è stato accusato
di scarica barile
e aggiotaggio.
Max Ponte, 20/04/2013
ROSSELLA MONACO: TRADURRE IL “TRIMALCIONE” DI F.S. FITZGERALD
di Giovanni Agnoloni
Rossella Monaco è la traduttrice di Trimalcione di Francis Scott Fitzgerald, edito da BUR in un volume che riporta anche la sua postfazione, mentre la prefazione è di Sara Antonelli, docente di Letteratura anglo-americana all’Università Roma Tre. Ho avuto il piacere di intervistarla.
1. Il tuo lavoro di traduzione su Trimalcione di Francis Scott Fitzgerald rivela una grande misura e una percezione della musicalità del testo. Come ti sei rapportata alla versione originaria del Grande Gatsby?
Come sappiamo, per F. Scott Fitzgerald la musica era molto importante. È stato più volte definito il “cantore dell’età del Jazz”, ma credo che le grandi orchestre, le ballerine dalle gonne corte che si agitavano negli shimmy o nei charleston significassero per lui molto di più della superficiale appartenenza a un determinato periodo storico e della sua cronaca. I vestiti con le frange, pensati per accentuare il movimento, il continuo scintillio dei gioielli e dell’acciaio delle automobili, dei ponti, dei treni, degli elementi naturali, hanno un senso che va oltre il loro essere semplici oggetti per Fitzgerald, oltre il loro essere simbolo di un’epoca e della modernità.
Nel testo ci sono moltissimi riferimenti a questi luccichii. Mi vengono in mente “la luce del sole che filtrava in mezzo alle travi metalliche creando un costante sfarfallio sulle macchine in movimento” e le varie descrizioni del paesaggio dalle automobili e dal finestrino del treno. Nei loro movimenti immutabili e definiti, ritmati. Continua a leggere
“LA CASA DEL CERAMISTA”, DI LETIZIA PUCCINELLI
Letizia Puccinelli è lucchese, narratrice e musicista, con una predilizione per la poesia vernacolare.
Dennis Fazio è nato a Sydney e vive a Pieve di Teco (Imperia). Artista di strada, effettua performance dal vivo di pittura gestuale (dal figurativo all’action painting). Da qualche anno, predilige la scultura (gestuale informale) e installazioni di landart. Il suo sito è www.arrognanaturarte.com.
“La casa del ceramista”, di Letizia Puccinelli
Le chiacchiere vuote e le grida dei commensali mi avevano stancata. La fame era soddisfatta e, pur avendo ordinato dell’anatra, era già passato troppo tempo da quando stavo seduta. L’impellenza dei miei vent’anni mi impediva di rimanerci ancora a lungo. Sentivo che era mio dovere imperioso alzarmi e fare una passeggiata.
Una strada battuta, tra l’erba, si divincolava dal grande patio coperto del ristorante.
La percorsi. Si snodava tra tende di indiani e panni stesi, per fermarsi davanti a un cancello.
Di legno intagliato ad arte e verniciato con cura. Bianco e marrone. Chiuso. Neanche un campanello o un citofono al di qua della pittoresca barriera.
Al di là un vialetto fiancheggiato da bassi cespugli di felci, eleganti e misteriose.
E, di lì a poco, una casa che pareva venuta da un libro illustrato di fiabe. Strani pannelli di terracotta rossa, bucherellati e dipinti con pazienza, facevano bella mostra di sé sulla facciata, insieme a cassette di legno sverniciato che pendevano dalle finestre. Aprii con trepidazione il cancello e avanzai. Continua a leggere
Wiliam Farnesi, 5 poesie
1.
la luna di Brema
la luna è
senza fissa dimora
questa notte vorrebbe
trovare casa in una isola
del mare del nord
ma è troppo grande
la luna di Brema
si nasconde
nell’impossibilità
di occultarsi Continua a leggere
Si sta come d’inverno nella metropolitana le stelle
di Max Ponte
Di corsa alla fermata Étoile
nei fondali binari
di Lutetia Parisiorum
con 3 poesie
in una cartellina
e tanti quadratini
di WhatsApp
ti racconto Parigi
étoile et toi?
stai andando al lavoro
e io all’università
e in tutto questo
si sta come d’inverno
nella metropolitana le stelle
30 gennaio 2014
photo m.p.
BAUDELAIRE E L’ESPERIENZA DELL’ABISSO
ESCE, PER LA NINO ARAGNO, LA PRIMA TRADUZIONE ITALIANA, E LA PRIMA EDIZIONE CRITICA, DELL’IMPORTANTE MONOGRAFIA BAUDELAIRIANA DEL POETA E FILOSOFO ESISTENZIALE RUMENO BENJAMIN FONDANE
Baudelaire e l’esperienza dell’abisso
di Luca Orlandini
“Ogni filosofia non è che un consiglio alla rassegnazione… Esprimere il raccapricciante, l’orribile, senza disprezzarlo, è un atto che va oltre la nostra idea di ‘sincerità’.” Fondane
“La mia saggezza è disprezzata quanto il Caos”, scriveva Rimbaud, poeta di cui Fondane si considerava un “petit frère”. E come un tempo per Rimbaud, un certo silenzio ha avvolto l’opera di questo maverick esistenziale, un abbandono provvisorio; ma a volte essi ritornano, a ricordare una verità non tanto occulta ma forse più necessaria della ricerca del Bene (“la morale è estranea al Bello”), poco frequentata, scomoda: “Il est évident qu’il n’a pas été donné a tous les philosophes d’éprouver les vérités pressenties par Dostoïevski, Shakespeare. Mais ceux-là même qui en ont eu l’intuition véritable ont reculé de peur devant l’impasse logique, devant ses conséquences redoutable. Aussi ont-ils, pour nous persuader, essayé d’habiles arguments. Le monde a plus des droits que les individus d’occuper la Providence.” (Fondane). Continua a leggere
Navigli Poetry Slam
Paracetamolo Night Party
di Max Ponte
ieri notte Paracetamolo Night Party
compresse da 500 e poi 1000 mg
mentre mi distendevo sul divano
ti ho vista in frammenti molecolari
in N-(-4-idrossifenil)acetammide
anche tu solubile in acqua
temperatura di fusione 169°C
attendevo tuoi segni baci guaritori Continua a leggere
Il calcio e l’acciaio di Gordiano Lupi
Nel suo nuovo romanzo, “Calcio e acciaio. Dimenticare Piombino” (Acar edizioni), Gordiano Lupi traccia l’affresco di un luogo che conosce benissimo mettendo insieme alcuni degli elementi caratterizzanti di quel territorio: l’acciaio dell’industria siderurgica e il sogno del gioco del calcio. E il sogno mancato di Giovanni, ex calciatore di scarsa fortuna, si incrocia oggi con la speranza di Tarik, un giovane marocchino approdato in Toscana a bordo di una imbarcazione strampalata e che sui campi di calcio cerca il suo riscatto. Continua a leggere
“BUONA LETTURA” 3 – “IL MALE VENIVA DAL MARE” DI GIUSEPPE CONTE”
di Mara Pardini
Buona lettura è uno spazio per “assaggiare” libri buoni, ovvero utili, piacevoli, intelligenti, capaci di lasciare un segno nell’immaginazione di chi li sfoglia.
Un taccuino per catturare le impressioni, i messaggi e le parole che escono di pagina in pagina, ma anche per incontrare scritture nuove e legate all’attualità.
Un angolo per parlare di libri e condividere il gusto di una buona lettura.
Giuseppe Conte è uno spirito sempre all’erta, dalle suggestive e liberissime conoscenze. Amante dell’avventura, del meraviglioso, dell’illuminazione acuta e fulminea attraverso cui sviluppa la capacità di comprendere i problemi della nostra civiltà, è la voce di una coscienza che sollecita quelle degli altri ad affrontare il mondo, con le sue tragedie e la sua bellezza.
Ne dà piena prova ne Il male veniva dal mare (Longanesi) dove, con le nuove sfumature del noir e della fantascienza, tocca argomenti attuali ed eterni: da un lato il degrado ambientale e sociale, la robotica, la biogenetica, la violenza sulle donne; dall’altro il rapporto tra l’umano e il non umano, l’oggettività e il sogno, il reale e il mito, la leggerezza e la pietrificazione.
Con lo sguardo rivolto ora verso Calvino, ora verso Ovidio e Whitman, Conte lascia scorrere i pensieri e racconta, attraverso un’epica avventura di mare, la storia di un mondo in affanno. Continua a leggere
Cominciamo bene (Parlare di politica? 0.3)
Cominciamo bene. Nuovo governo, stessi disegni. Se qualcuno avesse avuto mai dubbi (visto che chi davvero ha speranze e attese in questo governo non ha mica tanti dubbi…).
Sì, è il caso di dirlo, cominciamo bene, da parte di chi dovrebbe saper usare una qualche elementare argomentazione, se non altro per competenze specialistiche, e non ricorrere a slogan senza senso.
Stefania Giannini è da sabato 22 febbraio ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca, non si capisce se in qualità di segretario di ciò che rimane di Scelta Civica, oppure perché fino al 2013 rettore dell’Università per stranieri di Perugia.
Passano poche ore dal giuramento e rilascia una breve intervista a la Repubblica: il fantasiosissimo lessico d’elezione – soldi, investimenti, capitale umano, bilanci, valutazione, gestire, scegliere, e via menagerialando – definisce la comunità linguistica di appartenenza e, presumibilmente, le sue convinzioni.
Tra le mosse subito esibite non può mancare la sviolinata alle scuole paritarie (così colpite dalla crisi…):
«I soldi [pubblici, si capisce ndr] sono necessari per la scuola pubblica e quella paritetica, che non lascerò indietro»
e curiosamente null’altro si dice a proposito, per esempio sulle modalità di “investimenti in capitale umano” da farsi anche in quelle scuole, per non “lasciarle indietro”: è ben noto il fatto che i docenti delle paritarie vengano assunti in modo abitrario dalle direzioni, salvo fatto, e non sempre, il requisito dell’abilitazione.
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Fil rouge, il romanzo epistolare di Alessando Seri
(di Enrico De Lea)
“Fil rouge – Le lettere segrete di Yvette Mirabeau”, di Alessandro Seri (Vydia editore, 2013, disponibile anche in formato e-book), rappresenta il segno, per l’autore (oltre che narratore, assai intenso poeta e critico, nonché efficace organizzatore di cultura nelle Marche), di una scommessa creativa vinta, quella di un genere letterario – il romanzo epistolare – oggi all’apparenza inconsueto, eppure favorevolmente inattuale, per la storia narrata attraverso un epistolario e per il fascio di valori, emozioni, temperie storica che attraversa. Continua a leggere
Primo Marzo Poetry Slam a Genova
Armando Pajalich, Rondini, a un’altra primavera
Rondini, a un’altra primavera
14 marzo 2011
Inatteso stridente pigolìo.
Kerkyra. Tramonto. Eccovi qua.
Poche in volo. Tu, di fronte a me,
nella grondaia tua dell’anno scorso,
solfeggi una nota bassa senza posa.
Hanno rifatto la facciata al tuo palazzo.
Avran buttato il vecchio nido. Stridi!
E ti lanci in trilli di stizza.
Di fango e cose secche in giro ce n’è a iosa:
rametti, foglie e tutto il ben di Dio.
Canta, sorella: primavera arriverà.
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Clara Vajthò. ROSA RIDE
Le avventure di Bellatrix. I racconti di Annaraffaella Farao
di Max Ponte
Ricordo di aver passato il periodo delle Olimpiadi a Torino nel 2006 a tradurre “La planète Bleu Myosotis” il racconto francese di Annaraffaella Farao pubblicato in versione bilingue nel 2009 col titolo “Il pianeta Blu Myosotis” da una piccola casa editrice bolognese (pubblicazione sofferta e con vari problemi di promozione e distribuzione).
Tradurre, come sappiamo, è una grande responsabilità e per me è stato impegnativo e allo stesso tempo gratificante lavorare a questo libro. Un testo di prosa poetica ricco di neologismi, onomatopee e colpi di scena, invenzioni e particolari sospesi tra il reale e il fantastico. Per cui ho deciso di tradurre anche la suite che si intitola “L’Isola della Sorpresa”, tutt’ora inedita.
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