Archivi categoria: Poesia

arabeschi

di Antonio Sparzani

Arabeschi
Nei momenti dell’oro
il buon senso quotidiano
non trattiene l’émpito
che preme sullo sterno,
una piena che strazia
prorompe, esonda,
e
alla
fine
distilla
profumati arabeschi,
dal guizzo – rapido – degli occhi
dal tremito – leggero – nella voce
dall’incertezza – d’un istante – del gesto,
un abbandono – vertiginoso – del cuore.
Continua a leggere→

Ciclamino bianco


di Giovanna Menegus

A V., me stessa e altri

È eguale dunque
la storia di tutti i poeti –

stessa ferita d’origine (e orgoglio),
stessa ferocia implacata, poi,
in ricaduta
lungo gl’infiniti giorni d’una vita

– e questo stesso unico ciclamino bianco
che palpita cieco innocente
nel sole basso
di dicembre

(Immagine: Paul Rafferty, “Cyclamen Study”, Portland Gallery)

Poesie per un compleanno – Paginauno

libroPoesie per un compleanno, Edizioni Paginauno (Milano), a cura di Max Ponte. In uscita a marzo 2018

In questa raccolta di 47 poeti e 47 poesie, il tema del compleanno viene affrontato in tutte le sue declinazioni, la festa e la gioia, ma anche lo smarrimento e l’angoscia. Poesie per un compleanno si presenta così come un libro in grado di lasciare il segno. L’elenco dei poeti qui riuniti è di alta risonanza a partire da Maram Al Masri (una delle più importanti poetesse arabe contemporanee), Maria Grazia Calandrone, Tomaso Kemeny, Gabriela Fantato, Savina Dolores Massa. Le poesie dei poeti stranieri (in lingua francese, russa, romena, spagnola, portoghese) presentano anche il testo originale in appendice. Fra questi segnaliamo la presenza di Suzanne Dracius, fra gli autori più noti e apprezzati della Martinica. Non mancano protagonisti della poesia italiana contemporanea come Caterina Davinio. E, nella sequenza, i testi selezionati di poeti esordienti. Il libro inaugura la collana “La sposa del deserto” diretta da Max Ponte.

Link al sito casa editrice 

Luigi Maria Corsanico legge Jorge Luis Borges. 3

[youtube=https://youtu.be/m1CJWHqI790]

da qui

Jorge Luis Borges

Elogio dell’ombra (Elogio de la sombra 1969)

(Traduzione di Livio Bacchi Wilcock)
da “Jorge Luis Borges, Poesie”, BUR, Milano, 2004
Lettura di Luigi Maria Corsanico

“Song to the Mother” from the album “When the winds dissolve”.
Johannes Möller-Classical guitar. Continua a leggere→

Giovanna Menegus. Cinque poesie

La neve la notte

I.

Finché una musica non l’insinua
l’anima se stessa ignora, né esiste
forse – celata
in impalpabili membrane
e richiamata ora a un tratto a essere

II.

Vai a posarti nella notte
come una pietra bianca, un pane

– nel sonno il sogno il silenzio
a lievitare

III.

Al risveglio
la fessura, il taglio in te è alto,
lunghissimo

– arriva al cielo Continua a leggere→

La musica della poesia – Giornata mondiale della poesia – UniTO

cover colonna

In occasione della Giornata mondiale della Poesia che, come tutti gli anni, l’Unesco celebra in tutto il mondo il 21 marzo, il Laboratorio di Fonetica Sperimentale “Arturo Genre” dell’Università degli Studi di Torino ha organizzato la prima edizione de “La musica della poesia”, manifestazione che coinvolge in Università personaggi di spicco della cultura nazionale e non solo. La giornata avrà luogo presso l’Università degli Studi di Torino, a Palazzo Badini-Confalonieri (Via Verdi, 10), Sala lauree Dipartimento di Lingue e L.S. e C.M., dalle 9.00 alle 18.00.

L’evento, patrocinato dall’Università degli Studi di Torino, rappresenta un’iniziativa nuova per l’ateneo torinese, che prende parte alle celebrazioni per la ricorrenza internazionale, nata con l’obiettivo di sostenere la diversità linguistica per mezzo della poesia e di valorizzare le minoranze linguistiche. La volontà di promuovere la tradizione orale della poesia, la lettura poetica, l’insegnamento della poesia e la collaborazione tra discipline rappresentano anche il fine dell’iniziativa universitaria, che pone al centro della giornata la sonorità della poesia italiana e delle altre letterature mondiali.

La giornata, organizzata dal Laboratorio di Fonetica Sperimentale “Arturo Genre” dell’Università (LFSAG) in collaborazione con la piattaforma VIP – “Voices of Italian Poets”, è organizzata da Valentina Colonna, Antonio Romano, António Fournier e Rudy Toffanetti.

Tutto il programma e gli ospiti qui 

Su Roberto Coppini



di Francesco Dalessandro

 

Quando la legge di Gresham s’impone anche in poesia, i veri poeti, quelli che potrebbero dar lustro alla lingua e all’arte restano relegati in una marginalità che li esclude dal mercato (se vogliamo chiamarlo così) dei possibili e plausibili lettori, spesso a tutto vantaggio di chi non lo merita. Ogni generazione ha i suoi poeti dimenticati; poeti che, pur lavorando con serietà e competenza, devoti solo alla Poesia, non aggregandosi a consorterie o cordate letterarie, restano relegati ai margini. Penso, per citare solo alcuni tra i morti, a poeti come Vittorio Bodini, Attilio Zanichelli, Gianfranco Palmery, Alessandro Ricci… Continua a leggere→

La concessione del lavoro

foto

La concessione del lavoro sorse
con il tavolo di crisi con il sisma
dell’Articolo Uno con l’inverno
presente con quello venturo
con lo smantellamento
e il presidio delle ore nove
con la campagna elettorale
con la scoperta della neve
con le sinistre e le destre
le glaciazioni e il crinale
sul quale vive questo paese
la concessione del lavoro venne
come una promessa calata
dall’alto una brioche della regina
un gesto un sorriso un’increspatura
nel bilancio una vetta uno slancio
un gancio un tozzo di pane una
medicina uno sputo un imbuto
“non lasceremo nessuno a casa”
prima mi licenzi e poi mi salvi
e forse attendi che ti ringrazi

Max Ponte

(incatenamento durante le proteste contro gli esuberi – poi rientrati – dei lavoratori dei musei civici torinesi, dicembre 2017)

Dipendere

Testo e immagine di Francesca Boschetti

 

 

 

 

Dipendere

Pendo due volte

All’esterno
E all’esterno

L’interno fa solo da avvio
Il resto dipende da te
Chiunque tu sia

Sbilancio il mio peso
Baricentro sfasato
Mi appoggio nel vuoto dell’altro

Dipendere

Pendenza alternata
Tra me e chissà chi

Fidarsi
Ma senza ragione

Cercare affannato di appoggio

Fidarsi a occhi chiusi
E aprirli in ritardo
Dipendere
Ingaggio una danza
Continui squilibri
Il fiato sospeso nel nulla

La meta è un miraggio
Ingannevole mito
Invano vagare

Polonord di contatto profondo

 

Non dipendere più

Promessa

Intenzione

Tensione di voglio negati

Miraggio
di nuovo

Dipendere
NO

Il contrario di-pendere:
immobile
fuori-con-tatto
midollo ingessato
respiro bloccato
desideri contratti
non-sento-non-voglio

Polosud:
stesso gelo
la testa all’ingiù

Illusione di quiete
L’inquietudine è molto all’interno
Dappertutto l’inverno

Di-pendo
Travasata all’esterno

Oppure

Non-pendo-mai-più
Paralisi dentro

L’opposto reale

È nel vero contatto

Dipende da noi
L’opposto reale

È nel rischio pensato

Mi fido a occhi aperti
Li chiudo più tardi

L’opposto reale
alterna
toccarsi e voltarsi
sorrisi e fronti sgualcite

Perfetto per-sempre
Esiste soltanto nei sogni

Coi piedi per terra
è
fatica e riposo
riposo e fatica

Nel buio
sostengo l’attesa
credendo che passi

La luce
la godo
sapendo del buio

Equatore:
la strada è più lunga
scenari che mutano
piogge e poi sole che arde la pelle

Non più marionette di ghiaccio

Ma mobile vita da vivere

Inediti di Paolo Fichera

Paolo Fichera ha progettato e diretto, dal 2004 al 2009, il quadrimestrale “PaginaZero-Letterature di frontiera”. Per la poesia: suoi testi sono apparsi in antologie, su siti e riviste nazionali e internazionali ed è stato tradotto in inglese, francese, spagnolo, arabo, serbo-croato, albanese. Ha vinto la XXVI edizione del Premio Lorenzo Montano. Sue raccolte di versi sono: Lo speziale (LietoColle, 2005); Innesti (Quaderni di Cantarena, 2007); La strada della cenere (FaraEditore, 2007); nel respiro (L’arcolaio, 2009), Bosco (Anterem Edizioni, 2013).
Le poesie che proponiamo sono parte di un libro, Figura, suddiviso in 21 sezioni. Figura è stato scritto, almeno in questa sua prima parte, dal 2011 al 2017. Le poesie sono inedite come inedito è il libro.
____________

**
Sei stata il mio bosco
tue le rocce, le cortecce, il muschio
tuo l’albero più antico
alla fonte del fiume,
tuo l’occhio fluente e secco
che ha guardato i tronchi caduti.
Lo Spirito, se c’era, scioglieva le nevi
tramortiva la ferita, trascinandola
su foglie così mortali, in ogni
tempo del mondo vissuto oltre il sogno.
Uno strappo, la foresta attende
tra la bocca e occhi e musica
là la parola, qua la terra
tua è la mia lontananza

(sezione Iconografia)

**

su un ponte. un bambino getta pane all’acqua.
una ragnatela di pesci cigola nei segni.
l’abbazia riflessa nell’acqua distorta dalla fame dei pesci.

(sezione Mappa) Continua a leggere→

Luigi Maria Corsanico legge Pier Paolo Pasolini. 2

[youtube=https://youtu.be/0UasB0_KTuA]

da qui

Pier Paolo Pasolini – La solitudine
da “Trasumanar e organizzar” (1971)
Lettura di Luigi Maria Corsanico

Ennio Morricone
Colonna sonora di “Teorema”

In copertina : Anatole Saderman, ritratto di P.P.Pasolini

******************************************************** Continua a leggere→

Il gioco come forma temporis: “L’ultimo quarto del giorno”


di Raffaela Fazio

Il tempo è il nostro alveo e il nostro orizzonte. Ma, soprattutto, il tempo siamo noi. Tra le varie modalità di vivere il tempo ce n’è una originaria e invitante: quella del gioco. Il gioco, dunque, non come mera attività ludica, ma come forma temporis. Sul gioco quale modalità di vivere il tempo vorrei riflettere, in relazione al mio ultimo libro di poesie intitolato L’ultimo quarto del giorno (Milano, 2018).

 

Se è vero, come pensava Heidegger, che ogni manifestazione dell’essere è parziale, perché non può avvenire che nella concretezza di un momento vissuto in un contesto preciso, il gioco permette all’essere di passare più agevolmente da un suo manifestarsi all’altro: non assottiglia né sbiadisce l’essere, ma lo potenzia, rivelandone di volta in volta le diverse sfaccettature. Continua a leggere→

Alida Airaghi e Daria Angeli. Homeless.

[youtube=https://youtu.be/QAvbT0C52L0]

da qui

Sabato sera

di Alida Airaghi

I piedi neri che sporgono dal letto,
braghe arrotolate sui polpacci: Isaac dormicchia
in canottiera, sudato, sporco di terra, e il fiato
gli puzza d’aglio e di vino. Il suo vicino è Moses,
curiosi nomi di ricchi ebrei, i loro, che invece
più musulmani di così si muore. Continua a leggere→

Luciano De Giovanni



Il poeta “stagnino” di Sanremo

 

Scritto da Alida Airaghi

 

Capita a tutti noi di provare un po’ di commozione ascoltando una musica particolare, o rileggendo una poesia imparata al liceo. A me succede di emozionarmi ogni volta che ridico tra me e me questi semplicissimi sette versi:

 

Un’ape morta

nell’acqua della grondaia.

Ehi, sorellina!

 

Sole di gennaio

e cielo azzurro

per l’ape morta

nell’acqua della grondaia.

 

Forse mi intenerisce l’immagine di questo poeta-idraulico-spazzacamino, che ripara le tegole del tetto di una casa sulla riviera ligure, e svuotando la grondaia colma d’acqua trova un’ape annegata.

“Ehi, sorellina!”. Quasi stupito, appena addolorato, la sgrida come a dirle “Cosa stai facendo? Svegliati! È inverno, fa freddo, ma c’è il sole e il cielo è limpido. Perché sei morta, allora?”

Un minimo e preziosissimo Cantico delle creature, di francescana umiltà e letizia: come tutte le poesie che ci ha lasciato Luciano De Giovanni, nato a Sanremo nel 1922 e morto a Montichiari nel 2001. Continua a leggere→