In paese lo chiamavano l’uomo delle tre Rose,
la prima, la più brutta, era sua moglie, le
altre due moglie altrui. Allora. Quando alla
sera si andava al letto presto. I bambini
morivano appena nati e le donne sfiorivano
appena sbocciate per la fatica del quotidiano
vivere. Non si sapeva nulla della misteriosa
ora blu, ma nelle braccia dell’uomo più
bello del paese, per la breve durata di un
amplesso misericordioso, una moglie di tanto in
tanto si poteva sentire donna o quasi
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ELIO TAVILLA – tre inediti
Tre poesie
comprendevo che la notte si allargava oltre i soliti confini
quando era al punto di crollare sulla superficie del pianeta.
Io ascoltavo il tonfo di una colonna sonora. Poi niente
l’amore che provavi per me era aperto e chiuso
aperto e chiuso, aperto e chiuso. Sì, pulsava
e si capiva che era in vita da quel battito scontroso
ma incrollabile, perenne. Alla fatina avevi detto cose orribili
e ora non ti restava che sparare
Il maestro Secondo
Il maestro Secondo
Quando ha perso il lavoro a cinquantadue
anni, non si è arreso e si è reinventato
maestro d’asilo. Ed ecco, questa montagna
di uomo in mezzo a venticinque bambini di
venticinque paesi del mondo in un asilo di
periferia a giocare insieme per terra. È un
luogo di vita dove la poesia fa fatica a
mettere a fuoco cose e uomini e quando a
malapena riesce, fa fatica a giocarci
insieme per terra
Luigi Maria Corsanico legge Pierluigi Cappello
La bella vista, di Maurizio Soldini
può essere un regesto del cielo
la nuvola che angola l’azzurro
le gradazioni del grigio imbiancano
se la luce trasfonde nel nulla
anneriscono le ramificazioni
nella prospettiva della chiarezza
la teoria assume la bella vista
quando la sorte cambia il vento
ed ecco lo scivolare dell’esistenza
in un battere d’ali a chiusa lungolago
e senza indugi via dal cospicuo
l’uscita da una persistenza speculare
Roma, 26 marzo 2017
Luigi Maria Corsanico legge Jorge Luis Borges. 2
[youtube=https://youtu.be/WTmlQNBipAE]
da qui
[youtube=https://youtu.be/2Ddwj9jEVME]
da qui
JORGE LUIS BORGES
LA PIOGGIA
L’ARTEFICE Jorge Luis Borges
Titolo originale El hacedor
EDIZIONE CON TESTO A FRONTE a cura di Tommaso Scarano
BIBLIOTECA ADELPHI
Lettura di Luigi Maria Corsanico
Daniel Mille – ‘Llueve Sobre Santiago” (Astor Piazzolla)
photo by Luigi Maria Corsanico © 2017
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LA PIOGGIA
Bruscamente la sera s’è schiarita
perché cade la pioggia minuziosa.
Cade o cadde. La pioggia è senza dubbio qualcosa
che succede nel passato.
Chi la sente cadere riconquista
quel tempo in cui la sorte fortunata
gli svelò un fiore che si chiama rosa
e il curioso colore del carminio.
Questa pioggia che rende ciechi i vetri
rallegrerà in sobborghi ormai perduti
i neri grappoli di un certo patio
che non esiste più. La sera rorida
mi porta la diletta, attesa voce
di mio padre che torna e non è morto.
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JORGE LUIS BORGES
LA LLUVIA
EL HACEDOR
publicado por primera vez en 1960 por Emecé Editores
Leído por Luigi Maria Corsanico
Daniel Mille – ‘Llueve Sobre Santiago” (Astor Piazzolla)
photo by Luigi Maria Corsanico © 2017
************************************************ Continua a leggere
Epitaffio per Bohumil Hrabal
Rosaria Di Donato, Preghiera in gennaio
Sommario
Prefazione di Marzia Alunni
prima che sia notte
padre nostro
lazzaro e gesù
quanto errasti maddalena
contro gli empi non distruggere crea oltre la veste
ruth
il centro non sei tu
preghiera
jesus
il padre-il figlio
Torno all’amore dei poeti
Postfazione di Lucianna Argentino
Nota bio-bibliografica
Foto
Playa de la Malvarrosa, Valencia, febbraio 2016 : foto di Rosaria Di Donato
Oceano Atlantico, Casablanca, dicembre 2013: foto di Rosaria Di Donato
Rosaria Di Donato, Roma, maggio 2016: foto di Mel Carrara Melalmar
Luigi Maria Corsanico legge Fernando Pessoa. 3
A proposito di Derek Walcott
di Rosa Salvia
Il negro rosso che ama il mare
Io sono solamente un negro rosso che ama il mare,
ho avuto una buona istruzione coloniale,
ho in me dell’olandese, del negro e dell’inglese,
sono nessuno, o sono una nazione.
(Derek Walcott, Mappa del nuovo mondo, Adelphi, Milano 1992)
In questi versi c’è in nuce un aspetto determinante della poesia di Derek Walcott: quello dello spazio vivo che incalza, microcosmo o macrocosmo che sia.
Figlio di genitori mulatti della piccola borghesia intellettuale (il padre, morto quando lui aveva un anno, era un funzionario del governo britannico, che si dilettava di pittura) nacque nel 1930 nella piccola isola di Santa Lucia nei Caraibi.
Come altri poeti del Nuovo Mondo, da Whitman a Neruda, Walcott rifiuta di ritornare sulla Storia. Continua a leggere
Derek Walcott (23/01/1930-17/03/2017)
Trittici, di Annamaria Ferramosca

Un ?dialogo poetico con quattro artisti attraverso le loro opere d’arte visiva. Un’occasione di ascolto e scambio sulla capacità dei segni d’arte di attraversare il nostro pensiero e il nostro tempo.
Questo è Trittici-Il Segno e la Parola, plaquette d’arte edita da DotcomPress, Milano, che verrà presentata il prossimo 30 marzo, alle ore 17, nel Salone Borromini della Biblioteca Vallicelliana, Piazza della Chiesa Nuova 18, 2°piano?.
Due critici parleranno del libro, seguiranno letture dei testi con proiezione video delle opere d’arte, intervallate dall’esecuzione di brani lirici.
Luigi Maria Corsanico legge Orazio Nastasi. Quando verrà
“LA VIA LATTEA”, DI DIEGO CAIAZZO
Testo introduttivo di Giovanni Agnoloni
Da poco uscito per Lupi editore, La via lattea è l’esordio letterario (su carta, almeno, ché in Rete l’autore era già presente) del poeta Diego Caiazzo. Abile e profondo tessitore di parole e stati d’animo, in questo poemetto raccoglie una serie di visioni interiori e di mondo che attingono al suo vissuto personale come alla storia recente italiana e internazionale, con particolare attenzione per gli universi della musica e del gioco degli scacchi, di cui è Maestro.
Seguono la prefazione di Franz Kraushpenhaar e la mia postfazione. Curatrice del libro, è stata Valentina Di Cesare. Continua a leggere
Luigi Maria Corsanico legge Salvatore Quasimodo. 2
[youtube=https://www.youtube.com/watch?v=9EhL_TxWyL4&feature=youtu.be]
da qui
Salvatore Quasimodo
Uomo del mio tempo
da : Giorno dopo giorno
Mondadori
Collana I poeti dello “Specchio”
Febbraio del 1947
con introduzione di Carlo Bo.
Lettura di Luigi Maria Corsanico
Immagini da Aleppo bombardata
Bruno Maderna: Requiem, per soli, coro e orchestra (1946)
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“LE PAROLE ACCANTO”: INTERVISTA A MICHELA ZANARELLA
Intervista di Giovanni Agnoloni
Sono lieto di intervistare la poetessa Michela Zanarella, per parlare del suo percorso artistico e, in particolare, del suo nuovo libro, Le parole accanto, oggetto di una campagna di crowdfunding e in prossima uscita per la casa editrice Interno Poesia.
1) Le parole accanto è un titolo “provocatorio”. Siamo abituati a pensare alla poesia come a una dimensione viscerale, radicalmente dentro. Qui, invece sembri optare per un understatement, preferendo una presa di distanze, un distacco che forse è la cifra del tuo lirismo, sospeso tra paesaggio e memoria, dove il dolore è trasfigurato in sottili epifanie. Sei d’accordo?
“Diciamo che il titolo della raccolta è volutamente provocatorio. Per me la poesia ha una dimensione interiore ed esteriore, fatta di continui contrasti, così come lo è la mia stessa personalità. E’ vero tutto ciò che dici, perché il distacco è una costante della mia scrittura, che vive di sospensioni tra ricordi, partenze e ritorni, assenze e presenze. In ogni verso, in ogni immagine c’è un’oscillazione di pensiero, le emozioni si proiettano come schegge di luci ed ombre. La poesia in questo caso è accanto a me, alle persone che amo, ai luoghi che mi hanno visto bambina, vicina e allo stesso tempo lontana, si trova nei poeti che in qualche modo sono stati un riferimento nel mio percorso di crescita. Il dolore mi è servito per comprendere meglio me stessa, ogni singola precipitazione mi ha reso consapevole di ciò che è comunque parte della vita. Il dolore quindi si trasforma in rivelazione di qualcosa che va affrontato”. Continua a leggere
Scrivere, di Lucetta Frisa

La percezione del buio nello studio
mi insegna a non dimenticare
gli oggetti del giorno incolori e orfani
che scintillano assenti nello specchio.
Calma, nella notte, non invento nulla
neppure una parola logica – scrivo
respirando, tocco l’alfabeto infantile
che inavvertitamente si è fatto adulto.
Non ho imparato nulla di ciò che volevo sapere
Qualcosa scrivo ma dimentico o ricordo
fuori di me. Senza sforzo.
Il dolore c’è stato prima.
La percezione del buio nell’alta attenzione
ha distrutto lo sfondo, invaso carne e cervello
che provano nuovi sopori.
E’ così facile scrivere. Lascio alla luce
ogni angoscia, pongo la mano sulla penna,
la stringo. Mi porta via, cieca.
Rosa Salvia su “Passione Poesia”

Mercoledì 22 febbraio 2017 alle ore 18.00 presso la Libreria Odradek, via dei Banchi Vecchi 57, a Roma, Presentazione di Passione Poesia. Letture di poesia contemporanea 1990-2015, a cura di Sebastiano Aglieco, Luigi Cannillo e Nino Iacovella, Ed. CFR, Milano, 2016. L’incontro è curato da Anna Maria Curci e Luigi Cannillo. Tra i saggisti e i poeti presenti nel volume interverranno: Luca Benassi, Franco Buffoni, Maria Grazia Calandrone, Riccardo Corcione, Claudio Damiani, Annamaria Ferramosca, Ignazio Gori, Giovanna Iorio, Valerio Magrelli, Rosa Pierno, Carmelo Princiotta, Rosa Salvia, Alberto Toni, Annalisa Venditti, Isabella Vincentini, Simone Zafferani. Sono lieto di presentare per l’occasione una recensione dell’antologia da parte di Rosa Salvia, che ringrazio di cuore, avendo personalmente apprezzato molto l’iniziativa. Continua a leggere
Variazioni su un lago (II)
di
Roberto Nassi

Non c’è una stella fatale o un volare
sghembo in becco allo sparviere tra il nulla
e una fiducia natale – la sorte
è sguardo nel trabocco della luce
o lago senza stelle perché altre
si accendano alla danza delle tipule
piegando le orecchie dei conigli anche
se solo in questo vasto esuberante
di quiete il desiderio è il perimetro
di un lago dentro una finestra dove
una fiammella una stella fatale…
Variazioni su un lago (I)
di
Roberto Nassi

Le poesie qui proposte, movimenti di parole sospese a metà strada tra chi guarda e chi è guardato, variazioni tonali in cui soggetto e oggetto (o controsoggetto) s’ingarbugliano e confondono, appartengono a un ciclo composto nel 2017 e ora pubblicato con una sezione in prosa nel volume Variazioni su un lago (Nerocromo editore) con monotipi di Valeria Bertesina.
“In a fascinating piece of work in verse and prose Roberto Nassi explores relationships between image and word, text and texture, place and perception, all choreographed in two gentle dances, one between two human subjects and the other between a human subject and a lake. A wordfall of beautiful sounds evokes the ecology and magnetism of both mindscape and landscape, and the tantalising process of artistic creation.” John Davies
Nel lago l’isola intonsa di fronde
che puntano il cielo col cielo
si sdoppia sulla palpebra d’acqua
cieca a un fondale impenetrabile
alla carezza patinata della sera
se sul lago l’isola resta sospesa
oltre un’attesa che si allontana
dalla sponda di torba di queste parole
che rifluiscono arrese
al silenzio terso dello sguardo
alla pupilla pura del lago.






