Come non riconoscerci, anche noi, in ascolto della paura/ gli occhi fissi come i cervi /di notte, colpiti dai fari. E non solo nella scoperta della malattia della carne, ma anche – mi sento di aggiungere -in quella dei sentimenti, della memoria, del corpo del pianeta. Scoperte tutte che ci disorientano, che ci lasciano interdetti, sempre e comunque impreparati. Continua a leggere
Archivi categoria: Poesia
Marina Massenz, La ballata delle parole vane
Lunedì 5 dicembre, alle ore 21,
alla Libreria popolare di via Tadino 18,
a Milano,
Marina Massenz presenterà
la sua nuova raccolta poetica
(casa editrice L’Arcolaio)
Intervengono
Ennio Abate e Paolo Giovannetti.
Con garbo
Noi che siamo quelli che si amano
che sempre la sera si lavano i denti,
noi che rimbocchiamo il letto prima di
iniziare a litigare, serviamo
il garbo solo come antipasto. Continua a leggere
poeti per cui vale la pena
alberto pellegatta
l’ombra della salute
ho conosciuto la poesia di Alberto qualche anno fa grazie alla rete commentando alcune sue bellissime poesie e poi come d’incanto ritrovandolo su Fb in un periodo in cui leggevo cose che mi riportavano amore e dolore insieme
trascrivendo in quei giorni alcune poesie ho trovato un piccolo elenco di parole e poeti e poetesse con sotto evidenziata la scritta persone che vale la pena di…
e tra questi nomi il suo: Alberto Pellegatta
allora sono andato a rileggermi qualche commento e intanto mi è arrivato questo libro dolce incantato con una copertina di un colore che ti fa sentire bene e amare di già e di più la Poesia
che nel caso di Alberto Pellegata tocca vertici sublimi.
perchè incomincia a soffiare forte in un posto di mare e io ci vivo e so sembra urlarti
perchè tra le pagine corrono parole non dette ,mappe dei cieli,incanti a bocca aperta, disperazioni.
girandole di tempi e spazi ,appuntamenti dati e fenicotteri, in apparenza cosi distanti ma sotterraneamente e sensibilmente vicini,quasi a portata di mano come fossero fiori recisi ma ancora in vita.
sono macchie queste liriche
potenti come quei sogni agognati che al mattino dissolvendosi ti restano attaccati alla pelle
difficili come le cose che cercano di convincerti
primitive come la grammatica i primi giorni sui banchi di scuola
e poi e ancora discordanze ,risoluzioni ,svenimenti.
quasi un saliscendi come se una luce forasse per sempre e comunque il buio
per questi e molti altri motivi che si possono scoprire solo come cristalli ad ogni pagina credo in questo libro e in questa poesia
che non si auto celebra che si discosta dall’io che sceglie il senso finemente artistico della parola per delle emozioni che sanno dare corpo parola poesia
un poeta da leggere
da assimilare
uno di quelli per cui vale la pena di.
davvero .
alberto pellegatta – l’ombra della salute – mondadori collezione lo specchio
Viola AMARELLI – Le nudecrude cose e altre faccende. Con nota di lettura di Antonio Fiori.
Con Viola Amarelli non c’è bisogno di ricostruire ragioni, decifrare poetiche nascoste. In questa silloge ad esempio lei stessa – a latere – dichiara: “Si presta voce a un mondo… ci si illude, perché il mondo resta tutto… E’ la scrittura spugna, materia che respira: quello che hai ridai. Per questo ogni poesia è sempre, dannatamente, anche nolente, politica.” Continua a leggere
Gianmario LUCINI – A FUTURA MEMORIA

Che il mondo debba essere madre amorosa e nutrice, di tutti, e che non debbano esserci diseguaglianze marcate tra le persone, e violenta ingordigia, è un sogno che in tanti, da sempre, ci portiamo dentro. Memoria ancestrale di un eden perduto, dell’Uno intrauterino? O paura? Il sentimento di giustizia, in fondo, non è estraneo all’estetica, perché un mondo iniquo viene avvertito come brutto e spaventevole, oltre che invivibile, e perché sub limen s’avverte paura e distanza da ciò che è terribile. Sentimento, quello di paura, che abbiamo visto crescere in questi ultimi anni assieme alla precarietà economica, prendendo atto che chi occupa posti di potere lo fa, il più delle volte, solo per tornaconto personale; siamo sempre più consapevoli – anche grazie ai media e alla rete – che un’élite agguerritissima sta segnando, e forse ha già segnato, i nostri destini. Continua a leggere
Paolo MESSINA (Palermo 1923 – 2011). Il Rinnovamento e Rosa Fresca Aulentissima – di Marco Scalabrino
“Avia vint’anni quannu mi nnamurai d’a puisia. Fici a guerra vulannu pi sti mari mari e avennu liggiutu (‘n tidiscu) u Faust di Goethe e i Reisebilder di Heine, picchì m’i mpristò Heinz, un amicu pilota d’a Luftwaffe. È curiusu, però, c’ô primu antifascista ca ncuntrai fu un picciottu tidiscu e mi dicia: Ohne Freiheit, keine Dichtkunst: senza libirtà, nenti puisia. Abbasta, comu m’arricampai (dicèmmiru 1943) cca c’eranu l’Amiricani e la libertà. E fami. A genti, pi manciari, si vinnia “tavuli e trispita”, fiuramuni i libra: vecchi, sfardati, ammunziddati ‘n terra: e iu piscava dda menzu. Accussì mi capitò ‘n manu pi cumminazioni Mallarmé (‘n francisi sta vota), e chi fu: tuttu nsemi iu mi fici scenti di dda frasi di Heinz: d’a libertà d’essiri pueti, artisti, patruna di sdirrupari un munnu c’un ni piaci e nvintarinni unu a nostru piaciri. Mi mancava però a lingua. U talianu era scumunicatu, grèviu o ritoricu, sunava fausu. Anzina a quannu un mi ficiru a canusciri (autunnu, nvernu d’u 44) na maniata di pueti ca ricitavanu versi ‘n sicilianu ni l’Aula Gialla d’u Pulitiama di Palermu. Accussì fu c’a ntisi, ma comu si fussi a prima vota, sta lingua siciliana. Pricisa, nova, pi mia, comu s’avissi nasciutu ora ora.” Così Paolo Messina in Puisia Siciliana e Critica del 1988. Continua a leggere
Paolo MESSINA (Palermo 1923 – 2011). Nel ricordo di Flora Restivo
Due parole su Paolo Messina
Di più non le avrebbe gradite.
Domenica è mancato il poeta, drammaturgo, saggista, uomo di cultura ad amplissimo raggio, Paolo Messina. Non me l’aspettavo, non ce l’aspettiamo mai dai grandi personaggi, li si vorrebbe eterni, ma non è così che funziona.
Non era malato, se non di quella immensa malinconia che era impastata col suo essere, tuttavia, non c’è più ed io ne sentirò la mancanza.
Persona non facile, sincero fino all’osso, talvolta scontroso, forse anche duro, ma talmente grande che il tempo trascorso ad ascoltarlo, sembrava sempre poco. Continua a leggere
“Esilio di voce” a Milano

Ancora una volta Marotta ci dona un libro potente, intimo e inattuale, che rifiuta ogni etichetta di neo e post-avanguardia, dove il surrealismo dell’immagine è l’ardente rappresentazione di un realismo interiore, privato, e lo stile ha sempre una dizione solenne, innodica.
Marotta è sempre, e in questa raccolta forse con maggiore intensità, poeta di un vortice immobile del linguaggio: i suoi versi sono specchi ustori che traducono la tensione incandescente della parola, all’occhio e all’orecchio del lettore, in una sola poesia rifratta in tanti riflessi, che corrispondono ai versi e alle pagine del libro.
(Marco Ercolani, qui)
Esilio di voce sarà presentato a Milano mercoledì 9 novembre alle ore 21.00 al CIRCOLO CERIZZA, Via Meucci 2, nell’ambito della rassegna “I MERCOLEDÌ DEL CERIZZA” a cura di Anna Lamberti Bocconi, Francesca Genti e Luciano Mondini.
da Esilio di voce
si inciampa in un grido
che si dissangua in luce
ogni volta che cerchiamo le stelle
nessuna soglia ci separa dall’assenza
nessuna parola così profonda
da poterla tacere Continua a leggere
Poesia di strada XIV
I have a dream
You have a dream?
He, she, it has a dream
We have some dreams
You have a lot of dreams
They have parecchi dreams
Io ho un sogno
così almeno mi pare quando dormo
è che quando mi sveglio
me lo scordo.
***
Ma il sogno non è ordigno
e non sa ticchettare.
Sogno (e son desto) il sogno
che ci viene a svegliare.
(Luigi Socci, “I have a dream”)
Premio “Poesia di strada” – XIV edizione
REGOLAMENTO
Art.1. Possono partecipare al Concorso autori italiani o stranieri ovunque residenti.
Saverio Bafaro
Dieci testi da Eros corale
***
Avvenne la potenza
superlativa paura d’estasi
che spinse oltremodo
il prepuzio dell’Essere
insorto, dilatato nelle pareti
a varcare la soglia
conoscendo ogni voglia
disegno, volontà, foga
***
Eros corale
Non attimi più gloriosi
non misteri più semplici
hanno fuso
intere moltitudini
nella meta
pienamente raggiunta
Da “Febbre lessicale” di Villa Dominica Balbinot
(un dipinto di Villa Dominica Balbinot)IN CERCA DELL’ABERRAZIONE
Con irrimedibile
– e torta –
disgiunzione della postura
davanti a una stazione
della via crucis
(mio preferito tropo)
mi muovo,
nel rotatorio impulso
impresso da una mola.
In cerca dell’aberrazione
della luce.
Continua a leggere
Gian Piero Stefanoni
VIA GIULIA
“ROMA BAROCCA”
celebra nel fasto
lo striscione di castello.
Ma invidiabile e perfetta
nella sua luce d’assenza
è la verità del colore
sopra Santa Maria d’orazione e morte.
Questo cuore che batte per Lui
con le nostre povere opere umane.
Questa sconfessione che sempre
mi sgomenta, ognuno gli altri
pronto a mandare sui chiodi.
***
Anna CASCELLA LUCIANI – Poesie
Poesia versicolare, frammentata da una crescente interpunzione, sempre abitata dalla rima, spesso dedicata in calce al testo, raccolta sotto titoli per lo più enfatici (Le tese braccia, Migrazioni, Discendenze, Luna mutante, Amate assenze, Le aperte stanze, Vaganti stelle, Solo l’amore, Dalla finestra del cielo); paiono difetti, invece è una poesia che arriva come poche altre, che mantiene una disperata fedeltà alla vita, che riesce ad essere diario rimanendo poesia.
Ogni tanto affiora l’eco di altri poeti: l’ironia della Lamarque (Tu vedi in me l’eguale/ e io il diverso:/ per favore,/ potremmo amarci adesso?; non lo conosco/ e non lo conoscerò:/ questo è rassicurante – / non lo perderò; ritrovo intatto/ il vocabolario/ d’amore: mi viene/ da ridere/ di tutto cuore), la speculazione di Caproni (Se l’anima stanca/ si raccoglie, e ancora/ stanca, ancora/ stanca sceglie, è allora/ che passate le soglie,/ avremo diritto a/ Perfezione; il mio interlocutore/ è solo/ l’assoluto,/ solo con lui io fotto/ solo con lui/ mi illudo) e poi, immanenti o dedicatarii, Franco Fortini, Giovanni Giudici, Sandro Penna, Dario Bellezza e le amiche Luciana Frezza, Amelia Rosselli e Giovanna Sicari, ‘ tre “compagne di poesia”…icone e muse silenziose ’, come annota Massimo Onofri nella sua accurata e intensa introduzione. Sono però moltissimi, in quest’opera omnia, i testi che brillano di luce propria, specialmente quelli amorosi e quelli del disincanto. (Antonio Fiori) Continua a leggere
“Il peso di pianura” a Milano
Venerdì 28 ottobre 2011 alle ore 18.30 presso la libreria EquiLibri di via Rodolfo Farneti 11, a Milano, LietoColle promuove l’incontro poetico con Nadia Agustoni con la raccolta Il peso di pianura, LietoColle 2011.
Intervengono Piero Marelli, Anna Lamberti Bocconi e Gianni Montieri. Coordina l’incontro Diana Battaggia. Continua a leggere
Fabio PUSTERLA – Le terre emerse
E poi qualcuno va, tutto è più vuoto.
Se ci ritroveremo, sarà per non conoscerci,
diversi nei millenni, nella storia
faticosa di tutti; e intanto arretrano
i ghiacciai, s’inghiotte il mare
lo stretto, ed il passaggio
è già troppo profondo, impronunciabile,
sepolto nel passato il tuo viaggio. Se ci ritroveremo
non ci sarà memoria per me, insetto,
per te, fatto farfalla tropicale.
D’altra parte, lo sai, non ci vedremo
più. Nessun colombo verrà, nessuna pista
a ricucire lo strappo, la deriva
di morte.
Pietro PANCAMO – Poesie
Da: «Manto di vita» (LietoColle)
Spiegazione di un giorno
Il giorno che saltella
lungo le impronte delle mie scarpe;
il giorno che saluta frantumato,
quasi appostato
fra le dita.
Ogni minuto è fluido di rumori:
sbattono le ali
contro pannelli d’aria. L’impatto
vibra di scherno:
è un lazzo di sdegno
voluto dalla mia notte.
[EX]PRESSIONI
> la gru poesia e realtà piceno festival <
“… non cederemo alla tentazione di parlare di letteratura
nelle forme di una fuga consolatoria da un mondo che chiede invece
concretezza e vitalità, urgenza di pensiero e analisi
da mettere a confronto attraverso una lingua comune.”
Tranströmer, dal silenzio dell’estate groenlandese
[ovvero «i grandi riconoscono i grandi»: Claudio Magris scriveva questa presentazione dell’attuale premio Nobel per la letteratura il 28 gennaio 2004 sul Corriere della Sera. Eccola a voi. a.s.]
La morte di Virgilio, il capolavoro di Hermann Broch, si conclude, dopo cinquecento pagine di monologo interiore del poeta agonizzante, con una parola che non si può dire perché è «al di là del linguaggio». La più grande letteratura moderna e contemporanea, come ha scritto George Steiner, si confronta col silenzio e spesso nasce dal silenzio; è una parola che si sporge sul ciglio dell’ indicibile, talora inabissandosi in queste tenebre come Euridice che Orfeo non riesce a riportare alla luce e talora strappando a questo tacere un estremo frammento di vita. Nulla che risucchia ogni espressione o grembo da cui nasce la creazione, il silenzio è talora pure il rifiuto della comunicazione falsa e alienata, la lotta contro la violenza della menzogna, la resistenza al disumano. Il cammino verso la terra promessa della poesia passa, per i contemporanei, attraverso il deserto del silenzio. Tomas Tranströmer è una di queste voci orfiche di una poesia estorta all’ineffabile, Continua a leggere
Alessandro VETULI – Dieci poesie
Se c’è un amore che desidero
È quello della pietra.
L’ inguine di scogli
Con la sua cavità genitale ,
il corpo robusto del nulla.
Se c’è una sensazione che desidero
È quella della nudità.
Dove i tendini del sole si spezzano ,
la censura dei falsi sentimenti crolla
e l’intimità è libera dalle fasce della poesia. Continua a leggere
da “Soqquadri del pane vieto”, 2 di Marina Pizzi
80.
metterò il salice piangente in tasca per risanare
le lacrime brutali del senza errore
questa osteria brunita dal vino
rosso sangue. esangue la luna di giochi
manca delle vertigini degl’innamorati
le parti illese che si trovano raramente.
l’indice del creato sarà una lenticchia
per me che non sono che abbecedario breve
ceduo datario senza appuntamenti.
in mano le parti vecchie della sfinge
mi daranno magia una rotonda sul mare
davvero affascinante per la rimonta
del delfino bambino tutti baci fino
da creatura imbelle il ladrocinio d’ascia.












