Archivi categoria: Poesia

Poetry Therapy, di Dome Bulfaro

Chi è il poetaterapeuta?

La consapevolezza di chi è il poetaterapeuta è il principio attivo che in modo particolare abbiamo sondato in questo numero.

In pochi hanno compreso che la poesia è una delle più potenti medicine che, dalla notte dei tempi, l’uomo utilizza per curarsi.
Tutte le arti sono pratiche medicinali, se hanno in sé i principi attivi da cui dipende l’azione curativa, la quale definisce la tipologia del medicinale.

Nel discorso del 21 maggio 2005 per la cerimonia delle lauree al Kenyon college, il poeta David Foster Wallace afferma che:

La libertà del tipo più importante richiede attenzione e consapevolezza e disciplina, e di essere veramente capaci di interessarsi ad altre persone e a sacrificarsi per loro più e più volte ogni giorno in una miriade di modi insignificanti e poco attraenti. Questa è la vera libertà. Questo è essere istruiti e capire come si pensa. L’alternativa è l’incoscienza, la configurazione di base, la corsa al successo, il senso costante e lancinante di aver avuto, e perso, qualcosa di infinito. Continua a leggere→

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La parola ai poeti. Emiliano Cribari

Io non mi occupo mai di poesia. È la poesia che occupa tutto il mio tempo mentre io cerco disperatamente gentilezza.

Più invecchio più annaspo.

Certe giornate finiscono liquide in fondo al sonno, precario, insieme ai residui, scadenti, scaduti in sorrisi ammuffiti, di ciò che ho trovato.

Una guerra è imminente. La guerra c’è già.

È la guerra del profitto, del prodotto. È la guerra dell’avidità. Lancia segnali di fumo, sfinita, la carità.

Pieni di diritti, di denaro, gli uomini marciano poveri di desideri, di povertà.

Gli uomini marciscono senza obiezioni, quasi all’unanimità.

C’è un visibilio di calabroni che annaspano in fondo a trappole fatte di birra e di miele: anelano aria, biascicano parole tipo yoga e meditazione.

Mio nonno pregava e non lo sapeva, camminava bestemmiando per ore alla ricerca di un pezzo di pane da dividere con altre persone.

Trasversalità, di Rosa Pierno. Robert Walser

La scrittura a matita su volatili reperti: “I microgrammi” di Robert Walser

Un succulento libro/catalogo quello ordito in occasione della mostra, tenutasi nel 2015/2016, presso la Casa Croci Mendrisio, a cura di Antonio Rossi, con la collaborazione di Anna Fattori e di Simone Soldini, di parte dei “microgrammi” dello scrittore bernese Robert Walser: circa cinquecento piccoli fogli riempiti da una grafia minutissima al punto da risultare apparentemente illeggibile. È questa davvero un’occasione ghiotta e irripetibile per conoscere alcuni testi, ma soprattutto le modalità dello strabiliante progetto a cui Walser si è dedicato negli ultimi anni della sua vita (1924-1933). Non senza però dimenticare i due studiosi Bernhard Echte e Werner Morlang, i quali per anni hanno lavorato con acribia su questi testi, curando la prima edizione dei Microgrammi in 6 voll. uscita negli anni 1985-2000 con il titolo “Dal territorio alla matita”, e gli studiosi del Robert Walser-Zentrum di Berna, la cui collaborazione si è mostrata preziosa. Continua a leggere→

Antonio Spagnuolo, Oceano (inedita)


Come l’oceano avvolge sponde
tra le onde dai roventi clamori
esattamente la misura trapassa ricordi
nell’arduo riverbero della mente.
Impone il dubbio al bivio,
fissa parole per gioco di invisibili
sostituzioni, nel rigore di scogli.
Inutile persino il tentativo
semplice ad interpretare passioni
per parabole nel sentiero arcuato.
Il tempo ha un altro spazio
per le palpebre al grido
che piega l’universo in cominciamenti
e sbalza altre macchinazioni
al confronto di luci in bardatura.

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Poesie tratte da Odisseas Elitis, È presto ancora… (Donzelli 2000)

a cura di Luca Pizzolitto

Un abisso sembra ergersi fra noi e il mondo, mentre “la vita reca l’obolo della foglia d’ulivo”: leggere Odisseas Elitis significa sperimentare e scandagliare i meandri del vuoto, rimanere altrettanto ancorati alla ricerca del “movimento segreto delle cose. Per Elitis questo inesauribile cercare, manifestare, comprendere, si definisce in poesia, unico spazio di infinita vitalità e divenire, avamposto indiscusso di luce e di speranza.

(…)

“Permettetemi di chiedervi di parlare nel nome della luminosità e della trasparenza. Lo spazio in cui ho vissuto e dove sono stato capace di riempire me stesso è definito da queste due frasi. (…) Non sto parlando della comune e naturale capacità di percepire gli oggetti nei loro dettagli, ma della forza della metafora di trattenere la loro essenza, e di portare loro a uno stato di purezza che il loro significato metafisico appare come una rivelazione”.

Tratto da Francisco Soriano, “Il mistero della luce. Sulla poesia di Odisseas Elitis” (Pangea, 4 novembre 2022) Continua a leggere→

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La parola ai poeti. Giovanna Rosadini

[foto di Dino Ignani]


Dal salone viola genovese alle bianche stanze torinesi alla solitudine corale milanese

(discorso di accettazione del Premio Pavese 2023)

Scrivere è un ritorno – innesco che apre voragini
di senso, un andare disarmati incontro
ad ombre infestanti e guerriere. Scrivere
è il gesto che consuma l’attesa, e porta ai confini
di un’eco dimenticata, di una vita forse
prigioniera fra lamiere, e ancora sconosciuta.

Qualche anno fa (ormai una decina, tempus fugit) mi fu chiesto un contributo per un volume collettaneo, La formazione della scrittrice, curato da Giulio Mozzi. Decisi di intitolarlo “Dal salone viola genovese alle bianche stanze torinesi”, riassumendo così quella che fino ad allora era stata la mia esperienza di autrice con un trascorso di redattrice ed editor per Einaudi.  Continua a leggere→

Letti da Davide Castiglione. Fabio Teti

Su A – M – P – U – T – E – C – T – U – R – A, di Fabio Teti

Appunti su A-M-P-U-T-E-C-T-U-R-A, di Fabio Teti, pubblicato un paio di settimane fa su «Formavera» e che rischia, se non rilanciato, di sparire nel marasma delle pubblicazioni e polemiche online. Continua a leggere→

La parola ai poeti. Davide Castiglione


Negli anni mi sarò imbattuto in centinaia di definizioni o similari tentativi di accostare la poesia: in saggi, post, nelle stesse poesie a tema metaletterario. Robert Frost ha paragonato lo scrivere in versi liberi al giocare a tennis senza rete; per William Carlos Williams la poesia è una macchina di parole; Paul Valery, ci informa Valerio Magrelli in un’intervista, la associa addirittura alle feci[i]. E via dicendo. Mi fa sorridere ma non mi sorprende che sia così: di solito le definizioni tanto più proliferano – facendosi spesso metaforiche, idiosincratiche, diventando anzi un sottogenere letterario a sé stante – quanto più il fenomeno in questione appare sfuggente, eppure al tempo stesso centrale alla vita o alla vanità di chi tenta di circoscriverlo. Verrebbe da pensare alla sensazionale foto del buco nero Sagittarius A*, che non è in realtà una foto scattata direttamente ma una ricostruzione a posteriori ottenuta combinando i dati di otto telescopi sparsi nel mondo. Ma si tratterebbe di un’analogia fuorviante, perché a differenza di quelli veri, i nostri telescopi (poeti, saggisti, opinionisti, semplici lettori) non comunicano fra loro in maniera coordinata, e insomma non sembra possibile incrociare in un’immagine organica le migliaia di definizioni o suggestioni esistenti. Sarebbe inoltre un giochino retorico troppo stucchevolmente postmodernista dire che la poesia è precisamente tutto quanto resta al margine di questa rete di definizioni o pseudo-tali. Continua a leggere→

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Trasversalità, di Rosa Pierno. Marco Vitale

Marco Vitale Gli anni, Nino Aragno editore, 2018

Gli anni (Aragno editore, 2018) raccoglie tutte le raccolte poetiche di Marco Vitale dal 1993 e mai titolo fu più onnicomprensivo visto che il tempo è il principio costitutivo della scrittura del poeta. Il tempo viene osservato sia nella diacronia sia nella sincronia offerta dalla memoria; rispettivamente, quel filo apparentemente continuo e quella serie di frammenti da cui non è più possibile ricomporre alcuna continuità. Le sue occorrenze sono raccolte dal poeta con la certosina accuratezza del filologo, sempre attento a che, sull’acqua stagna della pagina, non se ne fissi mai una definizione, che ne raggelerebbe lo scorrere, che negherebbe il gioco inesausto della scrittura stessa. E, nonostante tutto, è un tempo non cronologico. Continua a leggere→

La parola ai poeti. Matteo Persico

Oggi mi sento particolarmente coscienzioso, per cui non mi metterò a raccontare cazzate compiacenti. Siamo in camera caritatis, giusto?

Con la poesia non me la passo benissimo. La nostra relazione sta vivendo, per così dire, una fase di forte flessione. Non scrivo un testo completo da quasi un anno e mezzo. Non mi sto autocommiserando, per carità, è semplicemente ciò che sta accadendo, bisogna che ne prenda atto. La tizia mi ha mollato e chissà quando tornerà. Ora come ora la sto odiando.

Due mesi fa ho tentato di forzarmi e buttare giù qualcosa, mi sarebbe bastata una nota sul telefono su cui appuntarmi un soggetto, o che ne so, un paio di versi sputati di getto sulla giallognola carta virtuale del mio Xiaomi comprato di seconda mano – macché, è di primissima mano, nuovo di pacca, solo che mi diverte fingermi il proletario che non sono, penso mi dia qualche chance in più di essere ascoltato da chi di dovere. Ho scritto la bellezza di sei-versi-virgola-quattro-parole periodiche. E “periodiche” sono destinate a rimanere, quelle quattro parole spiantate, perché ciò che ho scritto non aveva senso: banale, ripetitivo, squallido, molesto nel suo formalismo. Non ho potuto neanche regalarmi la soddisfazione violenta di strappare via i fogli, visto che ormai ho deciso di impormi la dottrina paperless. Ho passato quindi cinque secondi netti in preda alla disperazione, poi mi sono chiesto chi sono io per condannarmi? La PS5 era già accesa e la poesia in Italia la leggiamo in quattro poveri stronzi. Eh già. Continua a leggere→

Chandra Candiani, Pane del bosco

Da oggi è nelle librerie la nuova raccolta di poesie di Chandra Candiani, Pane del bosco (Einaudi 2023). 

Chandra Candiani, Pane del bosco
di Giorgio Morale

La nuova raccolta di poesie di Chandra Candiani, Pane del bosco (Einaudi 2023), contenente poesie composte nel triennio fra il 2020 e il 2023, è strutturata come un anno nel bosco ed è scandita dalle quattro stagioni. Parafrasando l’affermazione della stessa Chandra Candiani, secondo cui occorrono quattro stagioni per elaborare un lutto (Il silenzio è cosa viva, Einaudi 2018), possiamo dire che occorrono quattro stagioni per conoscere il bosco. Continua a leggere→

Trasversalità, di Rosa Pierno. Giancarla Frare

 

Giancarla Frare, Come confine certo, Edizioni Tracce, 2007, Premio Scriveredonna 2006

Parrebbe che per Giancarla Frare non possa darsi esperienza se non in uno spazio costruito di sana pianta, il quale dunque vada preventivamente progettato, giacché l’esperienza principe è sempre la percezione dello spazio, la relazione con un ambiente in cui collocare la propria persona e gli oggetti.

Si rivela interessante seguire la concezione spaziale di Frare non solo sul piano pittorico, al quale siamo maggiormente adusi, ma, in questo caso, anche sul piano linguistico, tentando una sorta di confronto del tutto generale, per grandi linee, fra le due modalità espressive, senza tuttavia volere ricondurre l’una all’altra, giacché è proprio lo iato fra i due codici che potrebbe mostrarci l’irriducibile, ossia ciò che non si fa tradurre perfettamente dall’una all’altra forma. Continua a leggere→

Stefan George


Venni da te con una mia preghiera

La sera che per te candele ardevano
Così sopra tessuti di velluto
Ti ho dato la mia dote di diamanti.

Ma non sai nulla tu del sacrificio ?
Di candelabri con le braccia alzate ?
Del fumo senza nubi del braciere
Che scalda il buio di templi severi ?

Di angeli raccolti nelle nicchie
Riflessi in lampadari di cristallo ?
Del balbettare di preghiere ardenti
Dei sospiranti nell’oscurità

E nulla sai dei desideri che
Gemono giù al fondo dell’altare..
Prendi esitante gelida indecisa
Pietre brillanti di fervide lacrime.

(Traduzione di Giorgio Manacorda)

da Viandante nella neve in “Stefan George, L’anno dell’anima, SE, 1986.

[Foto di Jacob Hilsdorf]