Lunario Zanzotto. 21 marzo circa

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Di Andrea Zanzotto ricorrono quest’anno, insieme, il centenario della nascita e il decennale della morte (10 ottobre 1921-18 ottobre 2011).
In quello che è noto come “il poeta del paesaggio” sono numerose le liriche legate alle stagioni, e altrettanto centrale è la presenza della luna. Da qui l’idea di accompagnare il 2021 con un “lunario” di versi tratti dalla sua opera, come minimo omaggio e come invito alla lettura o rilettura e alla memoria. Aggiungo però subito che in Zanzotto le lune naturali – dalla primavera all’inverno, nel ciclo destinato a ricominciare – intersecano a vari livelli il tempo umano, e il lunario è dunque anche calendario.

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I Corvi, ovvero intervista a Claudio Benassi, di Guido Michelone

La vera storia di un gruppo rock italiano

Da qualche tempo in libreria circola un gustoso volumetto Ragazzi di strada… i Corvi, scritto da Claudio Benassi, il batterista di un quartetto, appunto i Corvi, che spopola nell’Italia della seconda metà degli anni Sessanta, ponendosi all’avanguardia del rock tricolore e unico – tra i gruppi all’epoca celeberrimi, dai Pooh ai Nomadi, dall’Equipe 84 ai Dik Dik, dai Giganti ai Rokes – a suonare una messa beat in una Parrocchia di Parma, la loro città d’origine. In quest’intervista appunto Claudio Benassi parla del libro, dei Corvi, dell’atmosfera di un periodo irripetibile. 

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Così

Dio vuole la totalità, non si accontenta. È vero che si attacca a tutto: non spegne il lucignolo fumigante né spezza la canna incrinata, e assicura che un bicchier d’acqua donato non resterà senza ricompensa. Ma desidera il tutto. Non è così, l’amore?

Poesia italiana del XXI secolo

Giacomo Vit è nato nel 1952 a San Vito al Tagliamento in Friuli. Maestro elementare in pensione di Bagnarola, è autore di opere in friulano di narrativa (Strambs, Udine, Ribis, 1994; Ta li’ speris, Pordenone, C’era una volta, 2001) e di poesia (Falis’cis di arzila, Roma, Gabrieli, 1982; Miel strassada, Riccia, Associazione Pro Riccia, 1985; Puartis ta li’ peraulis, Udine, Società Filologica Friulana, 1998; Fassinar, S.Vito al Tagliamento, Ellerani, 1988; Chi ch’i sin…, Pasian di Prato, Campanotto, 1990; La cianiela, Venezia,  Marsilio, 2001; La plena, Pordenone, Biblioteca Civica, 2002, Sòpis e patùs, Roma, Cofine, 2006, Sanmartin, Faloppio, Lietocolle, 2008, Ziklon B- I vui da li’ robis, CFR, 2011, Trin freit, Montereale Valcellina, Barca di Babele, 2014.) E’ uscita per  Puntoacapo, nel 2018, la personale antologia Vous dal grumal di vint, cheraccoglie quarant’anni di produzione poetica. Ha fondato nel 1993 il gruppo di poesia “Majakovskij”, col quale ha dato alle stampe tre volumi.   Con Giuseppe Zoppelli ha curato le antologie della poesia in friulano Fiorita periferia, Campanotto, 2002 e Tiara di cunfìn, Biblioteca civica di Pordenone, 2011. Componente della giuria del Premio “Città di San Vito al Tagliamento” e “Barcis-Malattia della Vallata. Vincitore di diversi premi, fra cui il “Pascoli”, il “Lanciano”, il “Marin”e il “Gozzano”. Ha pubblicato anche alcuni libri per l’infanzia in italiano e friulano.

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Frammenti di Cinema # 37

Il biopic è il genere del momento. La realtà ha vinto sulla fantasia. La creazione artistica non si muove più nello spazio lasciato in bianco quando la vita non basta. Al contrario, è la vita ad essere rimasta l’unica fonte d’ispirazione artistica. Per ora almeno. Del resto, ormai, come la pandemia ha dimostrato, nella realtà tutto è divenuto possibile, anche quello che fino a ieri era stato relegato al mondo della fantasia. La scelta tra questi film sarebbe davvero difficile e imbarazzante. Quelli che lasciano un segno, tuttavia, sono quelli che grazie alla ricostruzione di una storia vera, aprono un nuovo sguardo su vicende che ci interessano come umanità, propongono un punto di vista inedito su questioni che ritenevamo chiuse. E’ il caso di Red Joan (2018) di Trevor Nunn. Judi Dench interpreta la scienziata Joan Stanley. Quando è già in pensione viene accusata di alto tradimento. In servizio come fisica in una struttura di ricerca nucleare durante la seconda guerra mondiale, accetta di passare informazioni segrete all’Unione Sovietica. Lo fa con le migliori intenzioni: assicurare quella parità nucleare che sola avrebbe assicurato una pace mondiale seppure armata. Il concetto di tradimento viene relativizzato e una lettura comoda e conformista di tutto il periodo storico della guerra fredda viene messa in discussione.

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L’Italia, davvero?

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Siamo italiani da 160 anni oggi.
Lo sappiamo? Ce lo ricordiamo? Che ricorre questo anniversario intendo (17 marzo 1861-2021), ma, più che altro, di essere italiani. Lo siamo davvero o restiamo ancora e per sempre – finché ci sarà, forse, del tempo da vivere, se a breve non ci estingueremo soffocati dal nodo sempre più stretto del “progresso scorsoio” (come lo chiamava Zanzotto, quest’anno cade anche il suo centenario) – lombardi e calabresi, romani e sardi eccetera, ripartiti e divisi, altro che uniti, nelle nostre variopinte e folcloristiche tribù?

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Anni luce

Dio vuole la totalità, la salvezza di tutti, per formare, di tutti, un solo corpo. L’amore collega, ricuce, riconcilia. La passione per l’unità è il segno caratteristico di Dio, il testamento di Cristo: distanti anni luce dal nostro egoismo inveterato.

Lirico terapia. Màrgara Russotto.

Annotato in margine a un libro di astronomia di Padre Eusebio Kino

Ma allora

se la bellezza del sapere si nasconde 

e tenui galleggiamo nell’etere 

dalle chimere astronomiche solcato


a che pro cercare in tanti libri l’errata vanità mondana?


Tutto sapremo dello spazio sensorium di Dio e della sua misura


Qualcosa in più sapremo di certe passioni


Forse tutto dei venti

e dei climi


Meno dell’indicibile


tanto sospirato 

Cosa conta sapere? Màrgara Russotto ci mette davanti a una domanda in apparenza banale, ma che non cessa di provocarci, se glielo consentiamo. Consciamente o inconsciamente, siamo tutti alla ricerca “dell’indicibile / tanto sospirato”. 

Lirico terapia. Giorgio Orelli, Le anguille del Reno

Le anguille del Reno

Le anguille che ci arrivano dal Reno

sono dure a morire. Stimolate

dal pescivendolo s’agitano 

nerastre in scarso ghiaccio 

tra un bianco di polistirolo. 

Il compaziente fatto compratore 

ne chiede due. Le pesa una donna

che a un tratto grida: è scappata.

Con un guizzo più certo la piú piccola 

è balzata dal piatto sul porfido

della piazza, ma è subito calma, 

è facile riprenderla.

Tagliarle a pezzi non basta 

per farle cessare di vivere.

***

La poesia è un linguaggio simbolico che interpella il lettore nella ricerca continua di un significato mai definitivo. Cosa evocano questi versi di Orelli? Fra le tante interpretazioni, c’è persino quella che identifica l’anguilla con la lingua.

Deserto

Noi siamo pronti a criticare, Gesù, invece, a soccorrere, a giustificare, a riparare i nostri danni. Potremmo cercare di imitarlo anche solo per curiosità, per comprendere se la vita abbia un altro sapore da questa prospettiva, uno scenario più invitante del solito deserto.

CasaMatta. Blog di cultura, società e letteratura

Il primo marzo ha pubblicato il suo primo numero CasaMatta, blog di cultura, società e letteratura che si propone come uno spazio aperto al confronto e alla condivisione con i lettori, con una prospettiva di dibattito in controtendenza rispetto alla dimensione social più corrente e corriva. La redazione è composta da Fabrizio Bregoli, Anna Maria Farabbi, Paolo Gera, Milena Nicolini, Nella Roveri. Attraverso i testi di presentazione del nuovo blog emerge bene, a partire dal nome scelto, il senso dell’operazione e l’aria che vi circola: politica in primo luogo, femminile e femminista, plurale e anarchica o eretica e utopica, con «la follia pura che permette di affacciarsi alla vita di nuovo per ricrearla» (Farabbi).

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Giuseppe Granieri su “Nove Racconti” di Salinger

Lo dico subito (e lo spiego dopo): per me il libro Nove Racconti di J. D. Salinger, edito da Einaudi, nella traduzione di Carlo Fruttero, datata 1962, avrebbe bisogno di una riverniciata. 

Doverosa premessa: quella che state leggendo non è una recensione del libro scritto dall’autore de Il giovane Holden. Per chi non avesse ancora letto questi racconti, e volesse saperne qualcosa in più, lo invito ad andarsi a cercare uno dei tanti giudizi (sui giornali o sul web) che sono stati pubblicati negli ultimi decenni. Qui, infatti, non si parlerà del contenuto, e nemmeno dello stile con cui questi racconti sono stati scritti. Se Salinger, insomma, è stato o meno il più grande scrittore di sempre, lo lasciamo decidere ad altri in altra sede. 

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