Le pagine ritrovate di Giovanna De Angelis – Bernari

giovanna de angelis

Proseguo la pubblicazione degli scritti di Giovanna De Angelis iniziata a gennaio scorso postando questo saggio scritto per il convegno su Carlo Bernari tenutosi a Roma il 22 e il 23 ottobre 2002, organizzato in occasione del decennale della morte dello scrittore dal Dipartimento di Studi Filologici, Linguistici e Letterari dell’Università degli Studi “La Sapienza” di Roma. In qualità di relatrice Giovanna De Angelis scrisse questo saggio: “Speranzella”: il teatro della strada fra bozzetto, realismo e ideologia di cui potete scaricare qui il pdf: 06 bernari la speranzella.

Buona lettura!

La Porta

Ultimamente parlo spesso della porta: Maria Ianua coeli – Porta del cielo -, Gesù Porta delle pecore (uno degli ingressi di Gerusalemme, che portava al Tempio). Dice il Cristo alla Bossis: c’è una porta che dà accesso alla visione di Dio, ma occorre aprirla. I nostri incontri all’alba servono a questo.

Intervista a Simone Venturini


(Leggi l’articolo di Domenico Agasso Jr su Vatican Insider) 

La fonte della vita. L’eterno nascosto nell’anima è il titolo del nuovo libro di Simone Venturini, edito da Emersioni. Una guida rivoluzionaria alla ricerca della casa interiore dove rifugiarsi quando tutto sembra crollare e si pensa di aver fallito, come spiega l’autore.

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Al nuovo giorno

La fede è desiderio, come dice Agostino, e se desideri amare, stai già amando. Possiamo liberarci dai sensi di inadeguatezza, dallo scoraggiamento che ci prende pensando di esserne incapaci. Desideriamo? Stiamo amando. Il cuore esce dal gelo, si riscalda, rivive, al nuovo giorno.

Più di tutto

0gni volta che avete fatto queste cose a uno di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me. Gesù dice sul serio. Se vogliamo compiacerlo, possiamo fare qualcosa di bello e di buono al nostro prossimo. È una delle verità più difficili da capire e realizzare. Ma una volta compresa, ti cambia la vita più di tutto.

Far lucere. Poesia di Annitta Di Mineo

COPERTINA - Il Tempo non ha rughe

«Il dolore è luce perché ci costringe a vedere ciò che facciamo di tutto per evitare: il dolore.» Questa tagliente verità formulata da Giulia Niccolai nei suoi Frisbees ’88 mi accompagna da decenni, e si propone ora come sintesi di uno scarno volume di versi intitolato Il tempo non ha rughe. Le tre sezioni in cui la raccolta è strutturata (Tempo, Dolore, Infinità) sono infatti incentrate sull’indagine di un sentimento-evento quasi totalizzante, affrontato e sperimentato, esperito («Faccio / esperienza diretta degli eventi») fino al suo estremo limite. E se, come sempre accade, l’esperienza è anche o in prima istanza biografica – con date, nomi e affetti familiari circostanziati che si intravedono tra i versi – ciò che conta per il lettore è la dimensione universalmente condivisa, e non di rado astratta o metafisica, di una cognizione del dolore dagli accenti dickinsoniani, la Dickinson che sa attraversare oceani di dolore: «I can wade Grief…».
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Giornata

Pensiamo che Gesù si interessi solo delle grandi cose: questioni trinitarie, escatologiche, salvifiche. E invece no: come dice alla Bossis, non possiamo immaginare quanto sia sensibile alle piccole cose. È bello saperlo. Organizziamo meglio la giornata.

Vita nostra

di Stefanie Golisch

Lei è la donna che parla con la terra, almeno
così si dice. Vive al quinto piano e non ha
un orologio in casa. Non conta le ore e non si
sa come si chiama. Non accende mai la luce
e mangia ciò che le portano i piccioni. Non si
sa cosa fa di giorno, di notte, forse, dorme
come noi. In fondo al mare c’è vita si dice, ma
si fa fatica ad immaginarla, a pensare che in
qualche modo c’entra con noi Continua a leggere→

Cosa manca

Gesù ci conosce. È la certezza primordiale, contemporanea all’altra: che ci ama. Due dati di fatto che dovrebbero bastare per cambiare una vita. Tutto ciò che accade è propedeutico a questa presa di coscienza: mi conosce, mi ama. Cosa manca per essere felici?

Fernando Guglielmo Castanar, “Il postino di Mozzi”

Intervista di Giovanni Agnoloni

Non è stato facile convincere Fernando Guglielmo Castanar, autore-curatore de Il postino di Mozzi (Arkadia Editore) a farsi intervistare. Uomo schivo, friulano doc, uno che per decenni ha fatto il postino sognando di diventare uno scrittore, e facendo la “posta” (è proprio il caso di dirlo) a Giulio Mozzi per poi sottrargli manoscritti e selezionare – come se fosse lui l’editor – le parti a suo avviso più interessanti. Alla fine di tutto, avrebbe formato un collage da sottoporre, forse a mo’ di vendetta, allo stesso Mozzi, che sarebbe diventato un libro con 29 coautori, tra cui il sottoscritto. Forse è per questo che ho qualche ritrosia a porgli delle domande, tuttavia la curiosità è troppa. Già, perché chi è Castanar? Anzi, cominciamo proprio così. Continua a leggere→

Il test

Due che si amano si guardano negli occhi, si cercano. Il pensiero cade lì, si ferma, si riposa. Fai tante cose, ma pensi al momento dell’incontro, alla porta che si apre, alle parole che si abbracciano. Succede con Gesù? È questo il test a cui il credente dovrebbe sottoporsi.

Da sotto

Ed eccoci così, per festeggiare
questo tuo compleanno nell’eterno
trascorrere del tempo. Sei per me
sempre il Mario dei viaggi interminabili,
dei poveri perduti, della birra,
le pennette al salmone ed il risotto.
Ti aspetto ogni mattina mentre guardo
il sole che si affaccia alla finestra.
Auguri, amico mio, da qui, da sotto.