Infami

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Infami, un solo grido
si leva dall’Italia ancora viva.
Inutile cercare le parole
per dire fino a dove può arrivare
la rinuncia all’umano.
Ma dobbiamo reagire,
uscire dalla tana del privato.
Nessuna scusa è buona in questo giorno
per dire io non c’entro,
mica è colpa mia.
Se vuoi fregiarti della dignità
che ci mette in cima alla creazione,
alzati in piedi, vieni,
armiamoci di santa indignazione.

65. Ogni volta

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da qui

Una cosa unica, non accadrà mai più: se perdi il treno, il prossimo sarà in un’altra vita. Sei immobile, non dici una parola. E’ lì vicino, sembra che faccia un leggero movimento per vedere se hai voglia di parlare, se il mutismo si sciolga in qualche confidenza, in uno sfogo. Continua a leggere→

Antonio FIORI – IN MERCERIA

Con questo nuovo libro di Antonio Fiori la collana di poesia “La Ginestra” da me diretta insieme all’amico Nicola Tanda sembra confermare le sue fondamentali premesse (e promesse) iniziali, particolarmente quelle di una speciale attenzione ai valori culturali, morali e religiosi dell’uomo. Del resto, alla poesia resta ormai la funzione di fornire all’uomo la sua “dose quotidiana” (per dirla col bel titolo di un altro libro di Fiori) se non la cura dell’anima almeno come insostituibile ricostituente. Oggi che da più parti si vede nella poesia l’unica via di salvezza contro il marasma quotidiano o, per dirla con Zanzotto,”per attraversare quest’epoca rotta e maledetta”, la poesia di Antonio Fiori sembra giungere – e giunge – al momento giusto […] (Angelo MUNDULA – dalla quarta di copertina)

 Il libro sarà presentato a Sassari il 18 maggio p.v, ore 18,30, presso la libreria Il Ribaltino, in Via Muroni 9

 

In merceria (1)

“Buongiorno, cerco filo

per imbastire

gli orli dei precipizi

e non rischiare

la caduta impietosa

provare a ricucire qualcosa

in attesa del sarto

che di certo verrà

a rifinire il vestito

sollevando ogni tanto lo sguardo

controllerà le pieghe

se tiene il tessuto

le finiture, ogni asola, tutto…

lo indosserò alla fine

solo allora saprò come cade

e il suo prezzo quale.”

* Continua a leggere→

63. La parola

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da qui

Potresti descriverla a memoria, Parigi, da quando l’avete percorsa in lungo e in largo, cercando legami imprevedibili tra scorci, dettagli, prospettive e gli angoli nascosti del tuo mondo, di una storia che più la guardi più ti sembra indecifrabile, e non puoi meravigliarti che la lettura s’interrompa, perché questo è diventata la tua vita: arrivare a una soglia e lasciare o essere lasciato, perché la gente si accorge quando chi ha davanti è inconcludente, quando viene attanagliato da una paura senza nome – senza nome! Continua a leggere→

Anarchici, W la FAI! di Luciano Lanza

Oggi pubblico l’editoriale che comparirà nel numero di giugno di A rivista anarchica. un periodico nato nel 1971 e che è stato fra i protagonisti della campagna per la liberazione di Pietro Valpreda.

La Federazione Anarchica Italiana è stata fondata a Carrara appena finita la seconda guerra mondiale. Centinaia di militanti anarchici, rispuntati dall’esilio, dalla clandestinità, dal partigianato, alcuni dalle carceri, ecc. si incontrarono nella città-simbolo dell’anarchismo di lingua italiana per dar vita a quella che fu per un ventennio la “casa” della quasi totalità degli anarchici di lingua italiana. Alcuni gruppi, alcune individualità preferirono restarne fuori e questo non ha mai costituito un problema, proprio per lo spirito libero e libertario che da sempre caratterizza l’associazionismo degli anarchici. Poi dissensi proprio sulle modalità organizzative, nuove sensibilità nate soprattutto a partire dal ’68 e altri fenomeni hanno progressivamente portato la FAI ad essere una delle componenti del movimento anarchico, seppure di sicuro la più longeva e la più “grande”. Continua a leggere→

Sonia Caporossi e Giovanni Agnoloni su Connettivismo, Tolkien e altro

Intervista di Sonia Caporossi

Da Critica Impura

Siamo i Custodi della Percezione, Guardiani degli Angeli Caduti in Fiamme dal Cielo, Lupi Siderali. Un gruppo di liberi sognatori indipendenti. Viviamo nel cyberspazio, siamo dappertutto. Non conosciamo frontiere. Questo è il nostro manifesto.

                            (Dal Manifesto del Connettivismo)

Sonia: Una sorta di panteismo postorganico, o panorganesimo posteistico, che fonde la percezione animale con l’intero universo, con la sua scia energetica, con la sua sostanza quantistica indecidibile. Una sorta di fusione e abbandono generale al senso più riposto del proprio esserci, calandosi negli ariosi ed estatici inferni del tutto, nella goccia dell’oceano cosmico vero padre delle acque amniotiche che tengono a culla l’intera umanità, l’oceano di cui anche Osho parlava, insieme al Lem di Solaris, che non a caso l’aveva reso vivo e pulsante, in forma di pianeta senziente. Questa la mia prima ed immediata percezione del connettivismo come movimento innanzitutto filosofico ed esistenziale. Giovanni, mi potresti adesso dare la tua?

Giovanni: Direi che hai colto delle vibrazioni fondamentali della poetica connettivista. Il senso di appartenenza al tutto è la chiave del termine “connessione”, che peraltro ognuno di noi membri di questa avanguardia coglie da un suo specifico angolo visuale, tanto che recentemente Giovanni De Matteo ha sottolineato come, più che di “connettivismo”, sia opportuno parlare di “connettivisti”. Personalmente, eviterei di classificare la nostra esperienza artistica in senso panteistico o panorganico. Preferisco guardarvi come a una varietà di declinazioni della presenza della Fonte creatrice in tutto ciò che esiste. E questo è un tema presente in tutte le grandi tradizioni spirituali, compreso il cristianesimo, dove Dio è Padre e Madre, ma anche Figlio (dell’Uomo) e Spirito Santo, dunque compresente a tutto ciò che esiste nel mondo materiale. Lo spirito è coessenziale alla materia; è quanto di più concreto esista (come sottolineo anche in un mio articolo che presto uscirà nel numero 17 di NeXT, il bollettino ufficiale del movimento, per la rubrica HolYsTolk, gentilmente affidatami da Sandro Battisti). Ecco perché il mio approccio connettivista tende a concentrarsi sulle atmosfere dei luoghi, le energie degli oggetti, l’intuizione primitiva – e per questo non filtrata e necessariamente genuina – dell’identità di una persona; e sulla radice intuitiva della vera sapienza, che sgorga dal profondo, dal Sé, dall’emozione nuda e dalla ferita dell’anima. Continua a leggere→

62. Come uno specchio

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da qui

Quanto avete camminato? Sai solo che si è fatta sera: è l’unica donna con la quale il tempo passa e neanche te ne accorgi. Vi siete raccontati tutto, ma c’è sempre qualcosa dopo il tutto: uno sguardo, un gesto, fanno nascere ancora un’altra immagine, un altro desiderio. Saranno le luci di Montmartre, le tende rosse che sembrano di fuoco, investite dai raggi dei lampioni. Continua a leggere→

I LIBRI DEGLI ALTRI n.3: Ricordi e passioni d’antan. Franz Krauspenhaar, “La passione del calcio”

Ricordi e passioni d’antan. Franz Krauspenhaar, La passione del calcio, Bologna, PerdisaPop, 2011

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di Giuseppe Panella*

La passione del calcio non è un romanzo e neppure un testo esclusivamente autobiografico (nonostante il sottotitolo del libro lo dichiari tassativamente). E come potrebbe? Le confessioni e le descrizioni delle proprie passioni non sono mai reali ma sempre sognate, rivissute, rivisitate. Si tratta, in realtà, di una lunga ricostruzione, a tratti assai lucida e perfino con intensità fotografica, a tratti quasi coperta dal buio della mancanza di ricordi e di punti di riferimento, di un periodo di storia nazionale convissuta con tanti altri appassionati di calcio e rimasta forse realmente consapevole per pochi. Non c’è solo il pallone, infatti, in questa breve confessione-saggio di Franz Krauspenhaar: in essa trascorrono brevemente, per flash e per esplorazioni oniriche, momenti molto significativi del passato ormai non più tanto prossimo dell’Italia che è stata.

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61. A dirlo

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da qui

Cominci a chiederti se valga la pena continuare a scrivere. Se non sia più utile allungare l’orario di lavoro, rischiare di litigare con la signora di turno perché sei più stanco, più nervoso; ma almeno potresti provare a sistemare la tua vita, fare progetti di più ampio respiro, pensare perfino a un matrimonio, non importa con chi, magari con Futura, se la smettesse di rincorrere i fantasmi del partito, gli incubi della lotta armata. Continua a leggere→

60. L’ultima volta

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– Dimmi ancora di Sonia.
– E’ una storia strana. La figlia del dottore è enigmatica, per certi versi incomprensibile, come tutti i nati il 29 febbraio: originali, imprevedibili; come potrebbe essere altrimenti, visto che festeggiano un anno su quattro il compleanno? Continua a leggere→

59. Gigante rossa

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L’hai perso di vista, se n’è andato. Ha preferito lo strizzacervelli allo scrittore. Peccato, perché stavate riprendendo il filo, t’interessava la storia della bambina che non dice il nome. Uno spunto importante per il tuo romanzo, che sta inseguendo un nome così strano che non pare vero: Fofner! Cos’hanno in comune la scritta sul bordo del pontile e la bimba che non si fa trovare? Pensi che la vita non sia altro che questo: inseguire qualcosa che non riesci ad afferrare e forse non esiste. Continua a leggere→

58. Rue Bonaparte

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Ti esalta camminare per le vie di Parigi, hai sognato spesso di visitare la città dei sogni, del tuo amato Calvino, la città che hai sempre immaginato, al punto che pensavi di conoscerla, ti sembrava di averne passato in rassegna gli odori, i colori, le vetrine; non avevi già visto questo punto di Ives Saint Laurent in Rue Bonaparte che pare un tempio greco? Continua a leggere→

I blog non sono stampa clandestina

La Corte di Cassazione, con sentenza del 10.5.2012, ha stabilito che i blog non sono da considerarsi stampa clandestina, per cui viene meno l’obbligo della loro registrazione presso i tribunali, ai sensi della legge 8 febbraio 1948, n. 47, applicabile invece per le testate giornalistiche. Conseguenza di ciò è che non sussiste obbligo di rettifica da parte dei gestori del blog. E’ però allo studio un provvedimento da parte del Ministro della giustizia volto a rivedere la materia, per bilanciare la necessità di svolgimento delle indagini da parte dei magistrati con il diritto dell’indagato e quello, dei cittadini, all’informazione. Continua a leggere→

La ‘voce’ Stratos

di Guido Michelone

Il 13 giugno prossimo sono trentatré anni dalla scomparsa di Demetrio Stratos, tra i maggior vocalist del XX secolo: se, nella musica leggera del Novecento, la ‘voce’ per antonomasia resta quella Frank Sinatra, l’altra ‘voce’, sperimentale, alternativa, unica appartiene di certo Demetrio Stratos. Il singolare personaggio (22 aprile1945 – 13 giugno 1979) all’anagrafe fa Efstràtios Dimitrìu, ma nome e cognome vengono poi capovolti, perché più facili da memorizza nel pubblico nostrano. Continua a leggere→

57. L’ultima parola

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La notte è piena di luci, stelle che s’inseguono come anime in pena, oppure innamorate, perché l’amore è sempre anche una pena, un dolore immedicabile, una ferita che si apre nella corteccia dura del mondo, nell’insensibilità della gente che critica e giudica, nel coltello che affonda nella piaga, nell’assenza di pietà che segna il mondo con un marchio indelebile, di cui ci si vanta al bar, nelle chiacchiere tra amici, nella perdita di tempo che è la vita. Continua a leggere→

La rinuncia al “diritto di voto”: un’altra delle conseguenze dell’attuale crisi globale di Giovanni Acquati

DA  TISCALI
 
E’ un po’ che non scrivo, più di un mese. Nel frattempo purtroppo nulla è cambiato, si conferma la quotidiana deriva di questo sistema finanziarizzato e insostenibile, costruito sulle tassazioni generalizzate, sull’intoccabilità delle rendite finanziarie e senza progetti di crescita. perseguito con ignobile determinazione dal nostro governo: è inutile continuare a ripeterlo, tutti lo percepiscono ormai sulla propria pelle. E’ dunque più importante lavorare per cercare nuove strade o vie d’uscita. Ma i risultati di queste elezioni con un’ulteriore drastica diminuzione del numero dei votanti, mi fanno nascere spontanea una domanda: perchè nei paesi “così detti” a democrazia avanzata, e non solo in Italia, che fanno del voto popolare uno dei fondamenti del proprio sistema, i cittadini rinunciano a questo diritto? Cosa li spinge a questa scelta? Beh scatenatevi lettori, sicuramente ciascuno ha la sua da dire al riguardo. Continua a leggere→

È sul ponte di una nave che veleggia in solitario

È sul ponte di una nave che veleggia in solitario verso il regno delle cose selvagge che immagino Maurice Sendak questa notte, a occhi chiusi e polmoni aperti, ad affrontare la grande avventura della morte.
Lui che aveva sempre descritto la sua infanzia come “a terrible situation”, sia per il dramma dell’Olocausto che aveva coinvolto la sua famiglia e lo aveva esposto fin da piccolo al concetto di mortalità, sia per i problemi di salute che l’avevano confinato a lungo a letto (portandolo però a sviluppare una fervida e precoce immaginazione) era destinato a diventare uno dei più esperti conoscitori del viaggio solitario dietro le quinte del mondo. È questo, in fondo, che fa di un uomo un grande uomo, e di un grande uomo, un grande narratore. Continua a leggere→