Qualche giorno fa mi sono imbattuta in un post piuttosto divertente di Fabio Lotti, sul blog del Giallo Mondadori: “Riso e sorriso tra delitti e rapine”.
Sì, ok, ve la racconto tutta, cita pure me, ma non è questo il punto. Vi lascio “indagare” sui personaggi letterari raccontati da Lotti e sugli escamotage giallistici che strappano un sorriso. Continua a leggere
CARTOLINE DAI MORTI
*
Qui la fine della primavera e la fine dell’inverno sono piú o meno la stessa cosa. Il segnale sono le prime rose. Ne ho vista una mentre mi portavano nell’ambulanza. Ho chiuso gli occhi pensando a questa rosa mentre davanti l’autista e l’infermiera parlavano di un ristorante nuovo dove ti fanno abbuffare e si spende pochissimo. Continua a leggere
Il Capitano Mario (XXIV)
di
Maria Frasson
(puntate precedenti: I, II, III, IV, V, VI, VII, VIII, IX, X, XI, XII, XIII, XIV, XV, XVI, XVII, XVIII, XIX, XX, XXI, XXII, XXIII)
ASSE MILANO-GENOVA E OLTRE
Noi avevamo notizie di quanto stava accadendo tra il Piemonte e la Lombardia occidentale, specialmente in una zona compresa tra Milano e Genova; avevamo i più frequenti contatti con l’Oltrepò, dove erano disseminati i nuclei armati partigiani più vicini a noi, purtroppo però vicini anche a certi castelli sull’Appennino: dominio delle SS che vi rinchiudevano i prigionieri per sottoporli alle più atroci torture. L’inverno si prolungava, terribile: alcuni gruppi furono annientati, altri si erano trasferiti al di là della linea gotica per unirsi ai combattenti regolari e agli alleati per fare la guerra ai Tedeschi; la stessa zona libera di Varzi fu abbandonata, poi però ripresa, con molto sacrificio. Difficile per noi avere notizie di quanto accadeva nella parte orientale dell’alta Italia, per esempio nell’Ampezzano, nel Friuli e nella Carnia, dove pure ferveva la lotta. Oppure le avevamo in ritardo.
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Intervista a Massimiliano Panarari
Intervista di Angelo Ricci
Massimiliano Panarari insegna Analisi del linguaggio politico all’Università di Reggio Emilia ed è l’autore di L’egemonia sottoculturale-l’Italia da Gramsci al gossip, edito da Einaudi.
Gli ho posto alcune domande, prendendo spunto dal suo saggio. Continua a leggere
Mansionario [1] – Igienista orale

Competenze richieste: sufficiente conoscenza orale, scritto non necessario, deve lavorare igienicamente, nettare da pattume (anche mediatico), occultare ed eliminare eventuali residui, all’occorrenza riceverli in affido.
Retribuzione offerta: a risultato, variabile, secondo capacità dimostrabili in colloquio privato.
Varie: richiesta disponibilità a brevi trasferte sul territorio nazionale, eventualmente anche presso enti pubblici, questure ecc.
Roger Abravanel, Luca D’Agnese – “Regole. Perché tutti gli italiani devono sviluppare quelle giuste e rispettarle per rilanciare il Paese” – Garzanti, Milano 2010
di Alfio Squillaci
Una delle favole che noi italiani amiamo raccontarci è quella di una società civile più rispettosa delle regole a fronte di un ceto politico che nel frattempo abbiamo imparato a chiamare con disprezzo “casta”. Invero di caste che prosperano grazie a proprie regole imposte alla collettività ce n’è più d’una. Gli autori in questo libro ne segnalano alcune, dopotutto quelle contro cui Bersani tentò un assalto con le famose “lenzuolate”: i tassisti, i farmacisti, gli avvocati delle tariffe minime, i geometri, gli editori di libri scolastici, insomma quei mestieri e quelle professioni rinserrati in ordini merlati come vecchi manieri. Ma l’intento degli autori non è quello di scagliare una categoria contro l’altra quanto difendere l’idea generale che rispettare le regole – non certo quelle che la propria casta impone agli altri ma quelle della concorrenza tra liberi competitori – è più conveniente e “paga” di più. Continua a leggere
Alcune cose. Carmine Vitale
Alcune cose. Carmine Vitale
* Appena sveglio
Sembra che debba entrare a far parte anch’io
della teoria del mazzo di carte;
una volta in acqua ho incontrato il lamento di una medusa –
la terra trasuda pini e tombe insieme,
un cumulo di ossa che nemmeno gli dei hanno saputo
collocare.
Ci nascondiamo nella paura,
è quel che ci riesce meglio;
il viaggio di Dante non è per niente finito –
era l’introduzione per presentare il mondo
prima dell’avvento del sole dopo la fine dei ghiacci. Continua a leggere
Sakineh Mohammadi Ashtiani, una vita in bilico
di Antonio Sparzani
Ricevo da Amnesty International questo ultimo — sesto — aggiornamento sulla disperata situazione della donna iraniana oggetto di persecuzione nel suo paese. Io ho già detto cosa penso della vicenda, parlando del suo caso e di quello parallelo di Teresa Lewis recentemente giustiziata (che termine ridicolo e insensato …) senza tanti clamori — e senza paragonabili proteste da parte di A. I. — negli Stati Uniti, ma è evidente che ritengo assolutamente legittimo e doveroso battersi, per quel pochissimo che ci è possibile, per una giustizia più giusta per tutti gli esseri umani.
Vi copio qui le prime righe del sesto aggiornamento di Amnesty, invitandovi ad andare su questo link per maggiori e più dettagliate notizie e per firmare l’appello.
Il figlio e l’avvocato di Sakineh Mohammadi Ashtiani, la donna iraniana attualmente condannata alla lapidazione, sono stati arrestati il 10 ottobre 2010 e da allora sono detenuti senza avere accesso a un avvocato o alla famiglia.
Secondo Amnesty International, potrebbero essere prigionieri di coscienza. Firma l’appello per chiedere il loro immediato rilascio.La sorte di Sakineh Mohammadi Ashtiani rimane nelle mani di un sistema giudiziario arbitrario e difettoso, che ha commesso diversi errori fin dall’apertura del caso. La disperata situazione di Sakineh ha dato vita a una mobilitazione delle persone in tutto il mondo, mentre le autorità hanno reso una serie di dichiarazioni con il chiaro intento di creare confusione intorno alla situazione giuridica di Sakineh Mohammadi Ashtiani.
Commiato
Rossana Colombo
I.
Chiudesti la porta che conduce
alla stanza dei desideri;
un muro scuro nasconde
la luce tenue dei sogni.
Le speranze seguivano la traccia
di una dolce melodia remota;
Brandelli di lingue diverse
animavano l’atmosfera rarefatta.
Buio è il corridoio, immerso
nel silenzio palpabile del mondo.
Nessuna luce, nessun suono
filtra dalla soglia ermetica.
L’universo si ferma e attende:
ma tu resti, e io parto. Continua a leggere
La pioggia è un bacio ingannevole
di Nicoletta Solinas
La pioggia è un bacio ingannevole
Acceleri il passo tra le gocce e il grigio
in un velato mattino di sonno e d’acqua.
Bruciava e godeva il sole lungo il viaggio
ma qui, coperto d’argento e polvere,
svela tracce di intime sbronze,
e sorsi pieni d’azzurro in cieli nudi e aperti,
ormai lontani.
Ora liquide chiazze di luce tiepida
sputate dall’alto
offrono abbagli di calore improvviso.
Allunghi il passo.
Il cielo smaltisce la sbornia
e la pioggia è un bacio ingannevole,
stordita primavera nel tuo mattino. Continua a leggere
Amici per sempre
Segnalo la presentazione del nuovo libro di
Guglielmo Spirito ed Emanuele Rimoli
AMICI PER SEMPRE. CAPIRE E VIVERE IL DONO DELL’AMICIZIA (Porziuncola 2010)
Che si terrà ad
1- ASSISI,
SABATO 06 NOVEMBRE, alle ore 16.00
alla DOMUS PACIS, di Santa Maria degli Angeli.
Parlerà, assieme agli Autori, Roberta Vinerba.
2-ROMA
VENERDI’ 26 NOVEMBRE, alle ore 18.00
alla biblioteca del SERAPHICUM (via del Serafico 1, Roma EUR).
Parlerà, assieme agli Autori, Michelina Tenace
Poche note su “Sangue di cane” di Veronica Tomassini
Da anni ormai non recensisco nemmeno la pastasciutta (che come sanno ormai tutti ha preso il posto del libro nella cultura letteraria italiana.) E dunque non lo faccio nemmeno adesso, o perlomeno non ufficialmente. Mi piace invece scrivere pochi pensieri su un libro che mi ha toccato, che mi ha dato delle emozioni forti, “Sangue di cane” di Veronica Tomassini, appunto. Edito dalla nuova casa editrice Laurana di Milano. Ci sono arrivato per caso, leggendone un paragrafo su Facebook. Il vecchio lupo sa distinguere il grano duro da quello bagnato dalla pioggia torrenziale in pochi tocchi. Quella prosa forte mi ha preso subito. Continua a leggere
QUEL CHE RESTA DEL VERSO n.55: L’accostamento al mito. Roberto Mosi, “Luoghi del mito”
L’accostamento al mito. Roberto Mosi, Luoghi del mito, Faloppio (CO), Edizioni Lieto Colle, 2010
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di Giuseppe Panella*
Dopo aver poeticamente investigato i non-luoghi del Moderno e della sua apoteosi in postmodernità velocizzata e implacabile verso i residui della cultura tradizionale sopravvissuta alla terza Rivoluzione industriale del Novecento, quella telematica, Roberto Mosi si attesta sul versante di ciò che è il Non-Luogo per eccellenza e da sempre: il mito classico.
Melissa P. fa la cartomante su La 7 (e pubblica romanzi)
(la foto di Nadav Kander è di gran lunga la cosa migliore)
Questo libro si chiama Tre, ha 164 pagine e costa 16 euro. Vi si raccontano le storie di Gunther, George e Larissa, più svariati altri, che hanno svariati obiettivi nella vita: mangiare (male), bere (peggio), spostarsi da un luogo all’altro senza una ragione precisa, ammucchiarsi senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali, come da dettato costituzionale. Il racconto è diviso a metà fra Roma e Buenos Aires, che potrebbero essere anche Torino e Lima: i luoghi fisici non hanno grande importanza, i paesaggi costruiti nemmeno. All’autrice, che 7 anni fa era una ragazzina e ora, comprensibilmente, non più, interessano i corpi; beninteso vissuti fino al degrado, maltrattati e strapazzati come si conviene a un romanzo italiano oltraggioso pubblicato presso Stile Libero. Come in ogni buona fiction da prima serata di Rai1, sovrabbondano i dialoghi. Continua a leggere
“Nunca fui a Blanes”, di Diego Trelles Paz
“Nunca fui a Blanes”
di Diego Trelles Paz
(trad. Carmelo Pinto)
(pubblicato su Il Manifesto del 29 ottobre 2010, a pag. 11)
La prima volta che lessi I detective selvaggi di Roberto Bolaño avevo 22 anni, vivevo a Lima con uno stipendio miserabile e l’unica cosa che facevo con la mia vita, oltre a ubriacarmi fino all’insensatezza, era leggere e scrivere, imitare e fare prove e anche sbattere la testa contro la porta ogni volta che comprovavo che ciò che intuivo fosse lo stile letterario mio proprio non era altro che una volgare e pallida eco delle voci dei miei scrittori di formazione: qualcosa come un collage polifonico di Vargas Llosa con Ribeyro, e di Onetti con Puig. Continua a leggere
Neil Young, Le Noise
di Loris Pattuelli
Neil Young ha colpito di nuovo il bersaglio, ed anche questa volta, statene pur certi, sarà un bel dividersi tra scettici ed entusiasti. Neil Young è sempre stato un artista molto curioso, molto libero e molto anticonformista. Gli hippies lo adoravano, i punk stravedevano per lui, e la generazione dei Kurt Cobain e degli Eddie Vedder, quella del grunge, lo considerava una specie di padre putativo. Di quali altri artisti si potrebbe dire la stessa cosa? A me vengono in mente soltanto Bob Dylan, Leonard Cohen e J.J. Cale.
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La “Collana poetica itinerante” di Thauma
Segnalo questa nuova collana poetica, pregevole per spunto e per contenuti, della Casa Editrice Thauma, all’interno della quale è in uscita la Metalli Commedia di Chiara Daino

“ANTONIO PORTA LEGGE GUIDO MORSELLI. Quattro recensioni”, a cura di Francesco Sasso


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Indubbiamente, Guido Morselli non ha ricevuto in vita il giusto riconoscimento. A riguardo, Vittorio Coletti [1] parla di «sfasatura ideologica» e di codici narrativi. Infatti, non possiamo qui ignorare che Guido Morselli ha messo in discussione ogni certezza della sua epoca, rifiutando, ad esempio, il contemporaneo idealismo filosofico, così come ogni realismo o materialismo storico. Mentre sul piano letterario, Morselli prende le distanze dalle correnti letterarie dell’epoca: dal Neorealismo e dall’Avanguardia.
50. Ispirazione
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da qui
Leopoldo deve decidersi: Maria è sparita e non ha idea di come rintracciarla; la ricerca sul romanzo possibile si sta frastagliando in diramazioni che rischiano di perdersi di vista l’una con l’altra, nonostante le critiche ecclesiastiche di Ruperto il Pievano, che sul Giornale di Vicenza ha parlato di atmosfere facili da Baci Perugina. Non resta che una soluzione radicale: rivolgersi a Faber, padre spirituale di Maria, l’unico che può consentirgli di venire fuori da un ginepraio sempre più intricato. Consulta la guida delle parrocchie diocesane e trova l’indirizzo della periferia sperduta in cui il prete è parroco da qualche anno. Continua a leggere
49. La cattiva strada
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da qui
Saulo, scampato all’incursione nella Centraal Station, decide di recarsi dal cardinal Bagnasco per un voto solenne di ringraziamento: non criticherà più le scuole di scrittura, non recensirà più romanzi inesistenti, non sottovaluterà un’istituzione che ha già prodotto il primo martire: Beppe Geenna, sepolto coi cammelli impermanenti e bipolari nell’attacco violento della Ricco Barocco. L’impresa è ardua, se ne rende conto: obiezioni di ogni genere si affacciano alla mente, ma è giusto che resista, dopo essere rimasto indenne nella catastrofe improvvisa. S’incammina a piedi verso il palazzo della Cei: la marcia faticosa sarà parte integrante del suo impegno, poiché avrà il tempo di assaporare fino in fondo la salvezza ottenuta contro tutti i pronostici. Quando la sede episcopale è a pochi passi, gli appare un uomo in giacca e cravatta, anziano, cranio calvo e occhiali dalla montatura scura e demodé. Continua a leggere









