Calpestare l’oblio /Ancona 14/11/2010

Calpestare l’oblio. Cento poeti italiani contro la minaccia
incostituzionale: una grande opera di poesia civile, recensita dai
maggiori media nazionali e internazionali.

Dopo due versioni elettroniche, domenica 14 novembre verrà presentata
ad Ancona l’edizione integrale (Collana Argo, ed. Cattedrale).

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Il ché mi ha portato a trarre due conclusioni

Due notizie, quasi contemporanee, ma che paiono provenire da galassie temporalmente e culturalmente incompatibili, hanno tenuto banco sui quotidiani dei giorni scorsi.
La prima viene dagli Stati Uniti dove in seguito a una serie di suicidi di giovani adolescenti gay (causati da atti a cui erano stati sottoposti per via della loro omeosessualità) Barack Obama ha tenuto un discorso alla nazione, lanciando un appello contro il bullismo e la discriminazione sessuale, e cogliendo l’occasione per ribadire il valore della diversità e l’importanza che questa assume nel progresso e nel benessere di una nazione. Continua a leggere→

Se il ciapiner non va alla montagna…

Può una donna salvare il mondo? Forse no, eppure ne basterebbe una per sistemare le cose in quel paesino della Cevenne: baluardo d’aria buona e di arzilli vecchietti, uno più strambo dell’altro.
Da quelle parti i nonni si aggrappano alla vita e non vogliono saperne dell’eterno riposo. Eppure…

Eppure sono vecchi, in gamba finché volete, ma quelle gambette hanno percorso chilometri e ci si mette pure la strada dissestata! Quella via che porta al paesello accanto, fonte di delizie… almeno là hanno il supermercato. Mettetevi nei panni di questa decina di poveretti, per il sostentamento si appoggiano al giovanotto del luogo, cinquantenne sì, ma rispetto a loro è un ragazzino. Va a fare la spesa e si occupa delle piccole riparazioni, un buon diavolo insomma, il ciapiner (se la Cevenne comprendesse i colli bolognesi il tale si occuperebbe, appunto, dei ciapin). Continua a leggere→

“Poesie per un no” lette da Riccardo Ferrazzi & Provinformd’ap 183

Ricevo da Riccardo Ferrazzi la seguente nota critica, da lui con eccesso di modestia definita “non-recensione”, e ringraziandolo la pubblico. La mia “Provocazione in forma d’apologo 183” si trova in commento, a mo’ di risposta all’intervento dell’amico Riccardo.
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La polifonia della poesia e la “resistenza” della verità. A cura di Davide Nota e Fabio Orecchini, “Calpestare l’oblio”

Non è il sonno della ragione che genera mostri,
bensì la razionalità vigile e insonne.
G. Deleuze 

Fine specifico della neolingua […] rendere
impossibile ogni altra forma di pensiero.
G. Orwell

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di Antonino Contiliano

Calpestare l’oblio / Cento poeti italiani contro la minaccia incostituzionale, per la resistenza della memoria repubblicana, a cura di Davide Nota e Fabio Orecchini, e-book (prima edizione) e Collana Argo (seconda edizione in arrivo per novembre 2010, Ancona).

Nella formazione dell’unità italiana e nel dibattito nato per i suoi assetti istituzionali, la poesia è stata un testimone e un critico sempre scomodo. Vogliamo dire che è stata sempre presente come parola e parte significativa e ineludibile della polis, e che, ora, la pubblicazione (2010) in e-book (prossimamente per i tipi di Nie Wiem, Ancona) dell’antologia poetica “Calpestare l’oblio” / “Cento poeti italiani contro la minaccia incostituzionale, per la resistenza della memoria repubblicana”, a cura di Davide Nota e Fabio Orecchini, non è solo una conferma, ma un bisogno, una necessità e un impegno improrogabile. Lontano dal pensiero estetico crociano, qui non possiamo però non ricordarne tuttavia la verità, come fa Norberto Bobbio (Dal fascismo alla democrazia, 2008, p. 232), agganciandosi a Eugenio Garin (Gli intellettuali del XX secolo), che una cultura “disimpegnata”, per Croce, ovviamente e giustamente, “sarebbe stata un non senso”.

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53. Un’anatra e un gatto

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da qui

A Leopoldo sembra di aver capito tutto. Mettendosi alla ricerca di Maria, si prepara il discorso da rivolgerle non appena riuscirà a trovarla:
Cara, sono arrivato al nocciolo della questione: da qualche tempo sei in crisi, evento normale per uno scrittore, da accettare come si accetta la pioggia o lo scirocco. Mi chiedo, però, se alla base dell’impasse non ci sia una rigidità eccessiva della tua scrittura, un programma inflessibile, uno schema in cui rientrare a tutti i costi: in sintesi, un ossequio a regole che finiscono con l’ingabbiare le parole, fino a inaridire ogni impulso vitale. Continua a leggere→

12 NOVEMBRE 2010, BOLOGNA: FOUCAULT-MARX

VENERDI, 12 NOVEMBRE 2010, Bologna

ORE 18,00
FOUCAULT-MARX
PARALLELI E PARADOSSI
a cura di Rudy M. Leonelli

Libreria delle Moline
Via delle Moline, 3/A
40126 Bologna
tel.: 051 23 20 53

Ne parlano: Andrea Cavalletti Università IUAV di Venezia
Manlio Iofrida Dipartimento di Filosofia, Università di Bologna
Giuseppe Panella Scuola Normale Superiore di Pisa
Rudy M. Leonelli Dipartimento di Filosofia, Università di Bologna

“Mia figlia follia” di Savina Dolores MASSA

“Ad essere stupidi si comanda il mondo e conto non se ne dà a nessuno, né di sbagli, né di meriti.” Maddalenina, la protagonista del secondo romanzo di Savina Dolores Massa, edito da Il Maestrale di Nuoro, è una minorata psichica, una reietta dalla comunità in cui vive. “Di bassa statura, vecchia e ossuta, gli occhi a fessura per una miopia che lei non sapeva essere un difetto correggibile della vista, un paio di scarpe deformi quanto chi le calzava” decide al compimento del cinquantesimo compleanno di generare una figlia. Non uno, ma tre coloro che dovrebbero fecondarla: Graziano Lucente, rampollo di una famiglia di notabili locali, Quirico Malannata, agricoltore e allevatore, Rocco delle Spezie, un insegnante. Nessuno dei tre potrà però fecondarla, “non uno che ha perso i genitali per disgrazia, non un ragazzino che ancora non si conosce il membro eretto, non un vecchio omosessuale, che a parte il suo rifiuto per le donne, immagino conservi il proprio contenuto di mutande assieme ad abbondante naftalina”. Ma il ventre di Maddalenina prende però a gonfiarsi; si scoprirà più tardi, per un tumore intestinale, come ne “L’inganno” di Thomas Mann. Continua a leggere→

Angela Passarello, Una sola nota animale

Giovedì 11 novembre alle ore 18.30, alla Libreria Popolare di via A. Tadino 18, Angela Passarello presenta la sua opera pittorica Una sola nota animale.

Queste opere pittoriche hanno ispirato poeti e artisti, tra cui: Donatella Bisutti, Luigi Cannillo, Valeria Dal Bo, Gabriela Fantato, Giorgio Longo (video), M. Cristina Pianta, Ottavio Rossani, Anna Spagna, che parteciperanno leggendo proprie composizioni o riflessioni. Intervento di Giampiero Neri, contributo musicale del flautista Adalberto Borioli. Continua a leggere→

“Le due sponde”, di Guglielmo Spirito

 

Se non fossi egiziano, egiziano vorrei essere.
Mustafa Kamil

Dall’Egitto ho chiamato mio figlio

(Mt 2, 15)

Alessandria/Catanzaro,
agosto 2009

Sorvoliamo il Mediterraneo, in discesa verso la costa egiziana. Il mare scivola all’indietro e si perde fuori del finestrino. Un chiarore abbagliante, ovunque, appena attutito (o forse ingrandito, deformato?) dalla coltre di un giallastro sporco – pensavo fosse sabbia ed è invece smog-, che incombe come un lenzuolo lurido sul Cairo, avvolge l’arrivo nella terra dei copti. Continua a leggere→

La poesia del mondo e il respiro dell’eterno

 

Matteo Bonsante, Dismisure, Manni Editore, settembre 2010

di Stefano Guglielmin

Al di là dello specifico stilistico, sul quale torneremo più avanti, ciò che massimamente incanta della scrittura di Matteo Bonsante è il rigore, la tensione intellettiva con cui egli, sin dall’inizio del suo operare, dà voce alla domanda “perché esiste l’essere piuttosto che il nulla”, urgenza in lui anzitutto esistenziale, di uomo la cui meraviglia per il creato diventa immediato riconoscimento dell’impossibilità di composizione unitaria della totalità, consapevolezza di una dismisura che pervade l’intero, che lo costituisce essenzialmente. La percezione di un resto inscritto nel conto tondo, di una ferita angosciosa nel bello e buono dell’esistenza, la verità dell’essere incarnati in un’origine imprendibile costituiscono infatti il fondo inquieto dell’autore sin da Bilico, il suo primo libro, background radicato in una tradizione plurale, incentrata sul pensiero del finito, messo al centro di una costellazione ontologica in cui il particolare è coessenziale all’universale. Continua a leggere→

Soqquadri del pane vieto 2010 di Marina Pizzi

1.

è qui l’altrove del rantolo di fame

questo statuto che sa di Colosseo

verso i cani bastardi, randagi quanto

un dì del mese scorso. scorribanda

di eclissi starti accanto io che ti amo

oca di mamma guardarti nel passo.

dove ti ammacchi io so che mi ami

ugualmente lo stesso e senza ansia

bambina darsena col cerchio senza avaria di salto.

viadotto della cometa chiedere asilo

ai quartieri proletari dove i tarli ammucchiano

e le madonne scempiano. io spendo dio

per dirti del canile abbandonato al dolo.

i comatosi stanno zitti e i morenti urlano

come mio padre erto sulla fronte ubriache le guance

gli occhi spicchi di coltelli per la bramosia di pace Continua a leggere→

IL TERZO SGUARDO n.17: La poesia sommersa. Giorgio Linguaglossa, “La nuova poesia modernista italiana. Per una critica della costruzione poetica”

La poesia sommersa. Giorgio Linguaglossa, La nuova poesia modernista italiana. Per una critica della costruzione poetica, Roma, EdiLet – Edilazio Letteraria, 2010

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di Giuseppe Panella*

Linguaglossa si prova a tracciare in questo libro un ampio panorama della poesia emergente italiana e mette insieme autrici e autori assai diversi tra di loro utilizzando un ricco e ben costruito ventaglio di categorie critiche. Quello che importa, infatti, e che viene fuori dalla lettura di questo ben nutrito volume di analisi critica della poesia italiana dell’ultimo Novecento non è tanto la sua storia interna ed esclusiva quanto la sua fenomenologia concettualmente intesa. A Linguaglossa importa trovare delle nuove coordinate teoriche che possano sostituire quelle ormai logore e sepolte dello storicismo più frustro o del biografismo autoriale più stantio dato che, come scrive lo stesso critico, ci si trova ormai in una situazione oggi radicalmente diversa:

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TRE RACCONTI DI DAVIDE SAPIENZA SU “NUOVA PROSA”

Da qui

Il numero 53-54 del prestigioso quadrimestrale di narrativa diretto dallo scrittore Luigi Grazioli, “Nuova Prosa”, include tre racconti di Davide Sapienza. Due sono apparsi in versione diverse su due blog diversi (“L’intelligenza dei piedi” qui, “Aletheia – la vetta nuova” qui); il terzo – “Fri Flyt – Libera Fluttua” si e’ nel tempo sviluppato sino alla versione finale che sara’ inclusa nella nuova versione de I Diari di Rubha Hunish, in uscita per Galaad Edizioni a fine novembre, del quale si possono leggere qui alcune anticipazioni.

“Nuova Prosa” e’ disponibile nelle librerie e si puo’ ordinare anche presso l’editore Greco&Greco qui.

Vivalascuola. Ma quale scuola?

A luglio “Qualità e merito“, a ottobre si tagliano i fondi per il merito. E per il 2011 c’è una riduzione del 50% dei fondi per la formazione. E se mancano i professori? Mandiamo le maestre! E’ questa la nuova cultura?

Cominciamo col chiamare le cose col loro nome. Quella in corso è una crisi, non un’emergenza educativa. Una crisi nella, non della, educazione. Perché “nella” e non “della”? Perché la scuola è all’interno di un più vasto sistema educativo, che è attraversato da tempo da profondi mutamenti. E perché è altrettanto importante capire che l’alternativa all’educazione non è l’assenza di educazione, ma una diversa educazione. (Girolamo De Michele, La scuola è di tutti)

Tutto da rifare?

A questo punto dovrebbe essere chiaro. La quadratura del cerchio non si può trovare. Forse il problema è stato insistere nel cercarla. Mettere a sistema, pretendere certezza, programmabilità, prevedibilità da un processo così vago, complesso, imprevedibile come la formazione Continua a leggere→

52. Azzurro

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da qui

Saulo decide di scrivere al suo amico romano, parroco di periferia.
Caro don Faber,
i personaggi della tua Maria prima o poi si fanno risentire: mi trovo a un bivio e ho bisogno dell’assistenza del pastore. Come sai, ho sempre lottato contro le scuole di scrittura, considerandole più un impaccio per la creatività che non un soccorso ai dilettanti. L’illusione di possedere gli strumenti giusti non fa che irrigidire ulteriormente, laddove si dovrebbe attingere a un filone vitale all’interno di se stessi. Continua a leggere→

51. Baci Perugina

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da qui

Ciò che succede tra Maria e Andreas ai bordi della Senna, dopo il primo accostarsi delle labbra, non sarà oggetto di descrizioni puntuali, più adatte, in questo caso, al genere romanzo erotico. La situazione, tuttavia, ha un risvolto significativo, poiché il lettore sa che sul romanzo pesa il controllo occhiuto di Ruperto il Pievano, che potrebbe stroncarlo per la seconda volta nell’inserto culturale del Giornale di Vicenza. La settimana scorsa lo aveva preso alla larga:
È vero che da questa allagata e melmosa pievanía berica le prediche sono facili da fare, ma, insomma, cercate un po’ di capire. La grammatica dei sentimenti è stata, come dire, stirà su un panàro grando da che la letteratura è passata per la crisi dell’engagement, e chi scrive ha, secondo me, il compito di ritrovare l’asciuttezza della vita interiore, la perspicuità delle parole non usurate. Anche se è difficile, perché tanta parte del discorso pare usurata. Continua a leggere→